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martedì 20 maggio 2008

Pensiero del giorno... Architettura e sogni

Avete presente la teoria freudiana relativa al Es, Io e Super-Io? Riassumo in breve: ogni uomo ha una rappresentazione mentale di se che si chiama IO. Questo è il prodotto dell'ES, ovvero l'inconscio, la nostra vera essenza, filtrata dal Super-Io, meccanismo censore che ci limita e ci frena. Quando si dorme il Super-Io si disattiva e l'Es prende il sopravvento su tutto. Emergono le nostre follie, le nostre perversioni, le nostre paure e una serie infinita di cosette che tentiamo opportunamente di occultare allo sguardo estraneo. L'architettura dei nostri sogni non è soltanto un'ambizione o un modello che più o meno coscientemente accettiamo o usiamo, ma qualcosa che permanentemente risiede in noi e va al di là di qualsiasi stile architettonico, convinzione, teoria o critica contemporanea. E' un idea, un idea perversa di cui siamo gli unici autori e gli unici fruitori. E' un architettura immateriale che paradossalmente viviamo con gli stessi strumenti delle architetture fatte in mattoni duri e freddi: impulsi elettrici che giungono al cervello. Potremmo dire che sognare un'architettura è qualcosa di più che visitarla.
La casa nei sogni difficilmente coincide con "la casa dei sogni" che ha il "difetto" di rispondere alle molteplici necessità-esigenze che la vita ci impone. Qualcuno usa l'espressione casa onirica o meglio ancora case oniriche, considerandone le poliformi percezioni.
Ultimamente mi è capitato di vedere un film parecchio interessante da questo punto di vista: Mulholland Drive del regista David Lynch . Alla maggior parte di voi non dirà nulla questo titolo, ma credo che sia uno di quei pochi lavori cinematografici che danno una lettura assolutamente particolare dell'architettura. Non ho alcuna intenzione di rovinarvi lo spettacolo; posso solo anticiparvi che il film è di difficilissima comprensione, tanto è vero che il regista, pur non fornendo l'interpretazione originale, suggerisce dieci elementi da attenzionare per capirlo fino in fondo. Qui potrete trovare l'interpretazione più largamente condivisa. Questa ambiguità di significati suggerita dal film dovrebbe farci riflettere sul rapporto che la materia architettonica ha con la propria essenza, scolastica distinzione tra significante e significato. Se ad un segno linguistico o matematico corrisponde un idea ben precisa o condivisa, al gesto architettonico corrispondono una molteplicità di pensieri, suggestioni, riferimenti, condizionamenti non sempre leggibili, proprio come accade per l'interpretazione dei sogni. Parliamo di una molteplicità di soluzioni corrette e attendibili, non certo nate da scienze esatte, ma contaminate da un indicibile quantità di variabili. Questo è il sogno, questa è l'architettura.

Voglio darvi qualche flash del film:

1 - una ragazza che guarda esterrefatta un soffitto che non viene mai inquadrato
2 - la casa dei sogni americana
3 - la stanza del boss più pauroso di tutti i tempi
4 - una strada di periferia ventosa, scura e tetra
5 - le megalopoli di notte, le luci delle auto, i fari della polizia (vedi foto sopra)
6 - una luce per ogni situazione


Vi ho convinto a vedere il film?? lo avete già messo in download su emule?? bene... vi regalo uno spezzone troppo interessante... guardatelo tutto e con attenzione!!!

giovedì 28 febbraio 2008

Materiali - LA GOMMA AUTORIPARANTE

Al Centre National de la Recherche Scientifique (Cnrs) di Parigi sono riusciti a inventare il materiale del futuro. Ancora è senza nome ma di certo continueremo a sentir parlare della gomma autoriparante costata cinque anni di ricerche e già apparsa sulla rivista Nature. Rappresenta la speranza concreta per risolvere una miriade di problemi che affliggono le persone nelle attività quotidiane. Pensate ad un vetro che non si rompe; ad un tessuto che dopo essersi strappato si ricuce; ad un copertone forato che non necessita di essere sostituito... Farebbero la felicità di molte persone.
Ottenuta con acidi grassi provenienti da piante e urea ha un ciclo produttivo assolutamente verde. Le proprietà elastiche del materiale fanno davvero ben sperare: si allunga fino a 50 volte prima di rompersi e dopo essersi autoriparata si può ancora giungere ad un allungamento di 20 volte.
Come funziona: nelle facce in cui avviene il taglio si instaurano dei forti legami attrattivi di tipo magnetico che portano alla costituzione di legami ad idrogeno dopo alcuni minuti che i lembi sono stati congiunti. Il tutto deve avvenire a temperatura ambiente e senza bisogno di compressione.
Aspettiamo di scoprire quali impieghi avrà nell'industria edile... immaginate delle case che dopo un violento terremoto si tirano su da sole... :D

Video simile apparso anche sul tg1


Approfondimenti:
Corriere della sera
La Stampa

martedì 19 febbraio 2008

Pensiero del giorno... Materiali

l'anno scorso per il mio compleanno mio padre mi ha regalato un libro sulla bio-architattura... immagino che sia stato scelto in preda alla confusione: "ma mio figlio studia ingegneria, architettura o biologia!?"
agghiacciante l'ipotesi di ricevere un libro di bio-ingegneria...
cmq... che si può pretendere dai genitori?!
il libro, nella sua inutilità, mi ha fatto nascere la curiosità per quei materiali che in architettura vengono un pò snobbati...
es: il fango... sapevate che il 60% della popolazione mondiale vive in case fatte di terra?!
bene... e sul cartone e sul bamboo cosa sapete dirmi?

lunedì 11 febbraio 2008

Pensiero del giorno... Grattacieli

Il mio prof di storia dell' architettura (si, sempre lui) diceva che i grattacieli non sono altro che la materializzazione dell'ambizione degli uomini, ad averlo più lungo. Certo che a vedere alcune costruzioni non gli si può proprio dar torto. e per lungo tempo ho creduto in questa verità dogmatica senza pensarci più di tanto. Poi ho visto che pure le donne fanno i grattacieli (vedi Zaha Hadid) e quindi ho dovuto rivedere alcune mie convinzioni... è mai possibile che Zaha Hadid sia un uomo?! mah...

Pensieri del genere mi vengono in seguito alla visione del film "Carne tremula" di Almodovar, dove le Kyo Towers di Philip Johnson e John Burgee, ( celeberrimi grattacieli inclinati di Madrid che adoro) danzano nello sfondo come due amanti che si avvicinano l'uno con l'altro senza mai toccarsi.
Preso da questa nuova passione per le cose lunghe, ho cercato su internet relativamente ad altri grattacieli della capitale spagnola ed ecco che sento parlare de Cuatro Torres Business Area ovvero (in ordine da sinistra):

Torre CajaMadrid (Repsol) - 250 m (Norman Foster)
Torre Sacyr Vallehermoso - 236 m (Carlos Rubio Carvajal and Enrique Álvarez-Sala Walter)
Torre de Cristal - 249.5 m (Cesar Pelli)
Torre Espacio - 236 m (Pei Cobb Freed)







Non so voi, ma ho avuto l'impressione di vedere 4 anonimi grattacieli di Hong Kong venuti in Spagna a prendere un pò di sole. Si stagliano sul landscape di Madrid come i "Cugini di Campagna" sul palco di Sanremo. L'effetto "fuori-posto" mi sembra parecchio evidente... che avesse ragione il mio prof?!

foto Kyo towers di...
foto grattacieli di...

domenica 10 febbraio 2008

Pensiero del giorno... Automobili

Che squallore... avete mai fatto caso che le pubblicità di automobili hanno 2 invarianti: belle architetture come sfondo e tette giganti in primo piano... tralascio quest'ultimo aspetto perchè non mi compete...
Non so per quale motivo, ma a quanto pare l'accoppiata auto-edificio vende parecchio... è come dire: se compri questa vettura ti diamo in regalo un ponte di Calatrava!!!

Non ho citato Calatrava per caso, ma per il semplice fatto che è il più ricorrente. Qualche volta ci si accontenta anche di meno, come nel caso dello spot della citroen c3, dove un tizio cambia auto quindi casa, cane e via discorrendo... Credo che il messaggio nascosto sia di questo tipo: con una citroen c3 cambi il tuo status.
Pensavo che l'era della casa status-simbol fosse finita e invece... odio queste strumentalizzazioni da 4 soldi dell'architettura...

ARCHITETTURA DI SFONDO


TETTE IN PRIMO PIANO





P.S. cosa sapete dirmi sugli edifici della prima foto?