Ad Menu
Visualizzazione post con etichetta Video. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Video. Mostra tutti i post

Settimana Blog 13/02 - 19/02


Riassunto settimanale dei post più interessanti pubblicati nei blog d'Architettura e simili.
Si tratta di un modo per far ordine nelle nostre letture quotidiane, letture che altrimenti non lascerebbero traccia nello sconfinato mare del web.
Articoli, recensioni, novità e video consigliati da Petra Dura in modo del tutto asistematico, parziale e fazioso.
Buona lettura e non dimenticate di segnalare i vostri post preferiti nei commenti.

______________________________

Nel nuovo Colosseo non c'è posto per i restauratori
Su roma.repubblica.it
Nessun sito di architettura si è occupato di questa notizia.
Poche settimane addietro in molti hanno salutato con plauso il regalo fatto a Roma da Diego Della Valle, ovvero 25 milioni di euro donati per il restauro del Colosseo.
E pensare che il restauro è, forse, l'unica branca dell'architettura in cui gli Italiani non sono secondi a nessuno...

« Back to the Future » par Irina Werning
Su journal-du-design.fr
Interessante progetto fotografico: riprodurre vecchi scatti con stessi attori e stesse pose. Una sorta di prima-e-dopo, come quelli che siamo abituati a fare con i brani di città che mutano.

Journeys at the CCA
Su blueprintmagazine.co.uk
Una mostra è l'occasione per parlare di immigrazione, non dal punto di vista dei popoli o delle singole persone, ma analizzando gli effetti sull'ambiente, l'architettura, gli usi e le tradizioni.
Journeys: How Travelling Fruit, Ideas and Buildings Rearrange Our Environment. Canadian Centre for Architecture, Montreal – fino al 13 marzo.

WILL & TOMMASO
Su abitare.it
Il duo creativo si racconta. Interessante intervista, utile per scorgere le differenze tra il mondo del lavoro dentro e fuori il belpaese.

the dirtburgs of new york
Su mondo-blogo.blogspot.com
Paesaggio urbani contemporanei. Foto.

0040 [MONDOBLOG] Memoria b-e-t-a
Su wilfingarchitettura.blogspot.com
Gianluigi D'Angelo racconta i 10 anni del sito beta.net tra archeologia web e le prime archi-sperimentazioni on line.

Livre CCCP de Frédéric Chaubin
Su journal-du-design.fr
Il libro più pubblicizzato della settimana. Immagini dall'Unione Sovietica nel ventennio 1970-1990.

Ingegneri: nonostante la crisi, conservano la ‘piena occupazione’
Su edilportale.com
Buone notizie. Per gli ingegneri...
Vi ricordate, invece, come stanno messi gli architetti?!

Giratina belli de Roma, sempre attuale…
Su archiwatch.wordpress.com
Giorgio Muratore posta un sonetto, una sorta di premonizione vecchia di 200 anni sull'Italia di oggi. Ma è una bufala realizzata ad opera d'arte.

ARCHISTAR

New York: terminata la Beekman Tower di Frank Gehry
Su edilportale.com
Il grattacielo di Gehry...

L'AIA premia il grattacielo orizzontale di Steven Holl a Shenzen
Su edilportale.com
... e il grattacielo di Steven Holl.

ARENA 92 - RACING ARENA - par Christian de Portzamparc...
Su blog-habitat-durable.com
Trattasi di uno dei progetti più pubblicizzati di recente nei blog francesi. "Questa arena sarà la più moderna e la più grande d'Europa...." . Certo è che i render sono agghiaccianti.

SEDIE

Ettore Sottsass, Olivetti Synthesis desk chair
Su ateliernet.blogspot.com

plywood @ moma
Su mondo-blogo.blogspot.com
In mostra al Moma, le più celebri sedie in compensato della storia del design.

jean tinguely chairs, stools, and videos
Su mondo-blogo.blogspot.com

anatomy of a chair: ruth francken's "homme" chair
Su mondo-blogo.blogspot.com

Silla No. 4801 / Joe Colombo
Su plataformaarquitectura.cl

Silla Scimitar / Jorgen Kastholm
Su plataformaarquitectura.cl

Upside down par Floris Wubben
Su journal-du-design.fr
Si tratta di una delle sedie-scultura più pubblicate sui siti d'architettura.

VIDEO

Città Invisibili
Su laficudinia.blogspot.com
Il celebre testo di Italo Calvino continua ad ispirare orde di creativi con lavori al limite del patetico. Questa è la volta di un video tuttavia piacevole e benfatto.


“…fanno ‘ste case schifose con le finestre in alluminio e i muri di mattoni finti…”
Su polimik.wordpress.com
Flash sulla bellezza: un video ed una citazione.


ARCHETIPI: IL BELLO
Su lacapannainparadiso.blogspot.com
Piacevole testo di approfondimento sulla concezione del "bello" nell'antichità e delle sue derivazioni nella lingua italiana contemporanea. Da leggere in parallelo con il post precedente.

← SETTIMANA PRECEDENTE - SETTIMANA SUCCESSIVA →

Settimana Blog 30/01 - 05/02

Riassunto settimanale dei post più interessanti pubblicati nei blog d'Architettura e simili.
Si tratta di un modo per far ordine nelle nostre letture quotidiane, letture che altrimenti non lascerebbero traccia nello sconfinato mare del web.
Articoli, recensioni, novità e video consigliati da Petra Dura in modo del tutto asistematico, parziale e fazioso.
Buona lettura e non dimenticate di votare il vostro articolo preferito in fondo al post: avete tempo fino ad una settimana dalla pubblicazione.

______________________________

(A) FAB LAB HOUSE - DAGLI STUDENTI DI IAAC E MIT
Su abitare.it
In questo post si trova un po' di tutto: l'architettura come alchimia; il "sapere" manuale del costruire; l'insegnamento che passa per progetti realizzati; foto della struttura sperimentale del Fab Lab House (si tratta di quel progetto attorno a cui girava il padiglione spagnolo della XII biennale di architettura di Venezia del 2010).

(B) POMPIDOU STRAPPATO - TEFLON?
Su abitare.it
Shigeru Ban toppa, ovvero una toppa per Shigeru Ban.

(C) L'apparenza inganna...
Su architetturacatania.blogspot.com
Le preoccupazioni dei professionisti siciliani sospesi tra vincoli paesistici e concessioni edilizie ugualmente accordate. Chi ha la peggio secondo voi?

(D) specie di libri #3: playscape, iacovoni – rapp
Su diegoterna.wordpress.com
Vi ricordate il saggio "Saper vedere l'architettura" di Bruno Zevi? Il celebre critico dedicava un intero capitolo a come rappresentare e comunicare l'architettura (piante, sezioni, foto). Dove siamo arrivati oggi? Il post (è la recensione di un libro) pone un interessante interrogativo rovesciando il punto di vista: e se l'architettura fosse solo una cattiva rappresentazione dei disegni?!

(E) Critical Garden
Su alessandrorocca.blogspot.com
Adotta un'aiuola. Ecco come fare. Somiglia ad una delle buone azioni delle "Fabbriche di Nichi" volte alla riappropriazione degli spazi abbandonati nelle città.

(F) FASTENER TYPE CHART, ON BOLT DEPOT
Su socks-studio.com
Bulloni, dadi, viti, distanziatori... feticismo da ingegnere.

(G) Google Art Project, 17 musei online
Su futurix.it
E' la notizia della settimana. Google porta la sua "street view" anche dentro i musei. Il risultato è ancora ben lontano dalle gallerie riprodotte su Second Life.

(H) Architetti, professione in crisi per il 40%, in crescita per il 25%
Su edilportale.com
La situazione meriterebbe di essere analizzata meglio. Intanto prendiamo per buoni questi dati.

(I) Oltre il narcisismo
Su domusweb.it
La demolizione della piramide di Tirana è l'occasione per riassumere la cronaca e la storia recente dell'Albania. Significativo.

(L) Psicobambole e pavoni
Su architettisenzatetto.net/wp2
Dopo la memorabile intervista "Pasta al forno e pelushi" il blog di architettisenzatetto ha deciso di continuare a raccontare il mondo "dei creativi un po’ comici e un po’ guerrieri". Questa volta è il turno Silvia Settepanella. Con photostory.

(M) SAG – Airport Building in Mestia / J. Mayer H. Architects
Su archdaily.com
Questo lavoro è apparso praticamente ovunque. Non potevamo non segnalarlo.

(N) TEK by BIG
Su dezeen.com
Progetto per il "Technology, Entertainment & Knowledge Centre". Lo spazio impossibile di Bjarke Ingels, spiegato a mia nonna.

(O) Congiunture astrali, convergenze umane e rete, rete, rete
Su architetturadifficile.wordpress.com
A due settimane dalla creazione, ecco il primo evento in cui è coinvolto il NIBA (Network italiano blog d’architettura). L'evento (Critical Futures #2 patrocinato da Domus) è illustrato direttamente sul blog della fondatrice.

(P) La Ville et le Cinéma – Festival à Nantes du 10 au 12 février 2011
Su blog-habitat-durable.com
Questo festival ci offre la possibilità di indagare il rapporto tra cinema e città. E se il film, con il suo mondo virtuale e la sua sceneggiatura, fosse l'espressione più autentica del progetto urbano?!

(Q) Robo Rainbow, machine à arc en ciel
Su journal-du-design.fr
Quanta tecnologia dietro un arcobaleno. La genialata della settimana. Writer tremate.


(R) Cine y Arquitectura: “Rem Koolhaas: Una Especie de Arquitecto”
Su plataformaarquitectura.cl
Un documentario su Rem Koolhaas del 2008?! cose da pazzi...


(S) Aspettiamo il prossimo condono!
Su amatelarchitettura.com
Divertente e verosimile dialogo tra "l'architetto" e la "signora-mia".

(T) Condono edilizio, il Senato dice no
Su edilportale.com
Povera la "signora-mia"...


 

VENEZIA 2010 - Padiglione Cile: 8.8

Speciale VENEZIA 2010 su Petra Dura.

Il padiglione cileno per la 12esima Biennale di Architettura di Venezia è stato realizzato nel complesso delle Corderie dell'Arsenale. Il titolo "Chile 8.8" vuole rimandare al tema trattato, ovvero al devastante terremoto di grado 8.8 che il 27 febbraio 2010 ha colpito il paese. L'esposizione è stata affidata a pannelli luminosi con video, immagini e testo. Cerchi concentrici, simbolo dell'epicentro tellurico, diventano tema grafico, icona, firma.
Il curatore della mostra è l'architetto Sebastian Gray che così presenta il suo lavoro:

Il 27 febbraio 2010, un terremoto apocalittico devasto il Cile. Il terremoto e l'ulteriore tsunami hanno colpito le regioni più popolate del paese, in una lunghezza di circa 400 chilometri. Oltre la capitale, Santiago, e la città di Conception, l'area interessata comprende molte importanti città secondarie, piccoli borghi rurali e costieri ed anche l'arcipelago Juàn Fernandez.

L'estensione e la gravità del sisma, di 8.8 gradi sulla scala Richter, e un violentissimo Tsunami successivo non hanno precedenti in Cile. Il terremoto è considerato il quinto più intenso nella storia del mondo. Il bilancio finale delle vittime è stimato in 500 persone, principalmente a causa dello tsunami. Il costo finanziario della ricostruzione, tra scuole, ospedali, infrastrutttura viaria e abitazioni mancanti è stimato in 30 miliardi di dollari per un periodo di almeno quattro anni.

Grazie ad una ben organizzata reazione d'emergenza, pubblica e privata, Santiago è stato in grado di recuperare i servizi basici in 48 ore. Infatti, tra le migliaia di edifici di media e grande altezza a Santiago e Concepcion, la maggior parte è stata in grado di resistere al terremoto con soltanto danni estetici. Tutto grazie alle regole severe e alla consapevolezza delle pratiche costruttive che sono in vigore dai devastanti terremoti del 1939 e il 1960, che distrussero tante vecchie strutture. Ma le città costiere e i quartieri storici nelle regioni del Maule e Bio bBio sono completamente scomparse. Lì, nel cuore del Cile, Vera cartolina postale della nostra identità nazionale, il terremoto ha scatenato tutta la sua forza, aggravato da un'onda letale che colpì tutto il litorale pochi minuti più tardi, intrappolando tante persone ancora impaurite nelle loro case. Le città che avevano eluso le forze della natura per centinaia d'anni sono state demolite e rase al suolo.Bellissimi edifici in terra cruda o in muratura sono scomparsi per sempre.

Afflitto per la terribile perdita di vita e monumenti, il paese è stato anche scandalizzato dalle poche strutture moderne che sono crollate, spettacolari eccezioni che si ripetono nei telegiornali. Il boom economico e lo sviluppo frenetico degli ultimi decenni sembra aver permesso un certo grado di rilassamento degli orgogliosi regolamenti edilizi di questo paese. E' un messaggio che fa riflettere sul neoliberismo privilegiato negli ultimi 35 anni, e anche un enorme passo indietro tanto economico come culturale in tante nazioni.

Paradossalmente, il Cile festeggia quest'anno il bicentenario della sua indipendenza. Ciò che normalmente sarebbe stato un momento di gioia e l'opportunità di costruire nuovi monumenti e luoghi emblematici, diventa piuttosto un tempo per riflettere sui valori più profondi del nostro patrimonio culturale, tanto fisico come intangibile. Per gli architetti cileni, questa è la sfida di tutta una vita: ripristinare la bellezza, preservare la storia, costruire con saggezza.
______________________________

La narrazione del padiglione è stata affidata a tre differenti sezioni: Patrimonio, Prefabricacion, Organizaciones. Si comincia con l'analizzare come l'architettura possa conciliare la tradizione con le tecniche antisismiche; si continua con esempi di prefabricati a basso costo e di facile realizzazione; si termina chiamando in gioco le organizzazioni e il loro ruolo nella ricostruzione.
Riportiamo di seguito qualche progetto degno di nota.

- Proyecta Memoria
del gruppo cileno Bio Bìo Proyecta
Che fare delle macerie dei monumenti generate dal terremoto? Questo materiale informe può rappresentare ancora il passato del Cile?
La risposta data dal progetto è quantomeno accattivante. Si propone di rendere "monumento" ciò che oggi è solamente un rifiuto edile. Proprio come avvenne per il paese siciliano di Gibellina, devastato da un terremoto nel 1968, le macerie diventano arte, diventano architettura. Il progetto cileno prospetta più per un riutilizzo-utile. Sfogliando le pagine dell'ebook si scoprono le infinite possibilità di recupero e applicazione: riempimenti, terrapieni, pavimentazioni, murature ecc. il tutto in una nuova ottica di "conservazione"

- Reconstruye
dell'organizazione ONG Reconstruye
Vengono presi in esame diversi aspetti che solitamente coinvolgono la ricostruzione post-terremoto, con particolare sensibiltà per quelli umani legati ad eventuali delocalizzazioni e pratiche controllate "dall'alto". Il video "Organízate, no dejes tu barrio" (organizzati, non lasciare il quartiere) riassume bene gli intenti e le procedure che l'associazione si prefigge di attuare durante la ricostruzione.
Il confronto con il caso italiano de L'Aquila è inevitabile. La poca sensibilità e la sprezzante arroganza di una gestione autoritaria e oligarchica ha fatto sì che in Abruzzo potessero nascere le città-satelliti senza propspettive reali per la ri-costruzione in loco. Inoltre, le associazioni non hanno avuto alcuna voce in capitolo.

Traduzione del video:
Hai vissuto in una casa o in un appartamento che era molto più della tua casa: era il tuo quartiere, il tuo lavoro, i tuoi parchi e i tuoi servizi.
Tutto il necessario per la buona qualità della vita era vicino.
Dopo il terremoto, la casa dove vivevi è stata danneggiata o deve essere demolita.
Indipendentemente dal fatto che eri in affitto, condivisa o eri il proprietario, sei messo alle strette.
E 'possibile che l'unica soluzione sia quella di vendere i propri terreni o l'accesso ad un sussidio che sarà sufficiente per andare in una nuova città, lontano dal proprio quartiere.
La domanda è: a quale costo?
I tuoi vicini e gli amici vivono lontano, percorrerai lunghe distanze per arrivare al tuo lavoro, a scuola o nei servizi, hai perso tutto ciò che faceva parte della tua qualità di vita,  permettendo che il tuo vecchio quartiere scompaia sotto la costruzione di nuovi progetti che non sono per te.
In questo non sei solo, ci sono altri che sono stati colpiti proprio come te, se si organizzano con te, potrai accedere ad altre opzioni per rimanere nel tuo quartiere.
Ci sono professionisti che possono aiutare, fornendo assistenza tecnica, legale e sviluppare progetti integrati.
Di fronte a questa situazione tutti insieme siamo in grado di preservare i nostri quartieri, le nostre reti e lavorare per rendere le tue risorse non commercializzabili da terze parti.
Contattaci, possiamo aiutarti.
Ricostruisci.
______________________________

Il risalto avuto dal padiglione cileno è in larga misura da attribuire alla parole d'elogio spese dal critico d'arte Vittorio Sgarbi, nonché direttore della futura biennale d'arte di Venezia. Il suo apprezzamento è legato a fatto che la mostra è riuscita ad evidenziare come l'architettura riesca a risponde a problemi reali.  Le sue parole sono arrivate anche in Cile e sono state prese a testimonianza della buona riuscita dell'esposizione (vedi articolo). Sgarbi ha avuto, inoltre, diversi motivi per apprezzare il lavoro cileno. Va ricordato che egli è sindaco di Salemi, una cittadina siciliana colpita dal terremoto nel '68 insieme a Gibellina, e per questo risulta particolarmente sensibile al tema del terremoto. Il confronto con il padiglione italiano, anch'esso elogiato da Sgarbi, ci permette di trovarne le similitudini: si parla di architetture che danno risposte a problemi concreti; sono entrambi divisi in tre sezioni che spaziano dal passato al futuro; si espone l'architettura piuttosto che crearne di nuova con le installazioni.

Di tutt'altro avviso sono gli studenti di architettura cileni, che considerano il loro padiglione un flop. Si lamentano di non essere riusciti a competere né con le installazioni concettuali (ad esempio la nuvola chiusa dentro una stanza) né con le architetture vere e proprie (vedi le palafitte del Regno del Bahrain  premiate con leone d'oro). Inoltre sono insoddisfatti del lato comunicativo del padiglione: pannelli luminosi con noiosissime scritte che spingono le persone a scappare. E questo aspetto è tuttavia innegabile. Il padiglione cileno ha ignorato i tempi con cui si visita la Biennale, privilegiando a tutti i costi il suo lato riflessivo.

Dall'analisi intrecciata di diversi dati, il Cile appare come un paesi in cui l'attenzione per l'architettura e la buona edilizia risulta essere in primissimo piano. Questo ha permesso di reagire al terremoto in maniera straordinaria: un terremoto con tsunami di magnetudo 8.8 durato oltre 3 minuti produce solamente 500 vittime, mentre in Italia con un terremoto di grado 5.9 vi sono stati 308 morti. Evidentemente gli "orgogliosi regolamenti edilizi" cileni sono serviti a qualcosa.
Seguendo le vicende architettoniche del Cile sul sito plataformaarquitectura.cl si può facilmente capire che tipo di fermento culturale stia attraversando il paese, e di quali interessanti lavori contemporanei si stia arricchendo.
Lo smodato coinvolgimento delle università, delle associazioni, degli abitanti fa riflettere su come si muova l'architettura da quelle parti. Ci si "commuove" addirittura nel riconoscerne uno scenario immaginifico per l'Italia.
______________________________

Approfondimenti:
- Recensione con immagini su domusweb.it e video-reportage
- Analisi di quattro progetti in esposizione su italia-news.it
- Analisi su come e cosa mostrare della cultura cilena. Lettura e rilettura del padiglione sul sito cileno plataformaarquitectura.cl
- analisi degli studenti cileni di architettura su estudiantesdearquitectura.cl
- Immagini dello spazio espositivo su designandstyle.blogosfere.it

Credits:
-Partecipanti:
Colectivo MURO, Rodrigo Aguilar / Ignacio Ruz / Rodrigo Valenzuela / René Velásquez, Mathias Klotz / Claudio Celis / Carlos Pérez, Mathias Klotz, Squella Arquitectos, ONG Reconstruye, Escuela de Arquitectura, Pontificia Universidad, Católica de Chile, Bio Bio Proyecta, Proyecto Tarapacá, Sebastián Irarrázaval, Humberto Eliash / Claudio Santander / Alain Champion / Jorge Mora / Carlos Bustamante, Marianne Balze Arquitectos / Lyon Bosch Arquitectos, Raimundo Lira / David Rodríguez / Diego Arroyo, Consejo de Monumentos Nacionales, Emilio de la Cerda, Owar Arquitectos.
- Commissario: Sebastian Gray.
- Commissari aggiunti: Macarena Cortés, Claudia Barattini.
- Comitato scientifico: Antonia Lehmann, Patricio Gross, Cristián Undurraga.

OTHERS. Sguardi mediterranei sull’arte contemporanea

Allargare lo sguardo e aprire la mente. "Altro" è la parola d'ordine del progetto, curato da Renato Quaglia: altre sfumature nel caleidoscopio dell'arte contemporanea, altre filosofie nell'approccio all'allestimento espositivo... città dentro altre città.
Palazzo Riso, sede dell'omonimo museo di Palermo, e Palazzo Valle a Catania si prestano per l'occasione a contenitori: Marrakech, Instanbul e Atene si raccontano al loro interno attraverso una selezione di opere, tratte dalle ultime Biennali che in esse hanno avuto luogo e autonomamente organizzate in percorso espositivo.
L'iniziativa rientra nell'ambito del progetto “Le città del Mediterraneo” che, tra il 2010 e il 2012, coinvolgerà alcune delle principali città del bacino allo scopo di promuovere lo scambio culturale e la reciproca conoscenza. Tale progetto è stato promosso da Palazzo Riso e dalla Fondazione Campania dei Festival, nell’ambito di un accordo tra le Regioni Sicilia e Campania e il Ministero per lo Sviluppo Economico.

A Palermo sono esposti una selezione di film, video, tele, sculture tratti da "A proposal for articulating works and places", III Biennale internazionale d’arte di Marrakech.

A Catania sono di scena opere della I e II Biennale di Atene "Away and Boil your Head" e della XI Biennale Internazionale di Istanbul "What happens to the hole when the cheese is gone?".

Cosa:
"Others. Le Biennali d'arte di Marrakech, Istanbul, Atene a Palermo e Catania"

Dove:
Catania, Fondazione Puglisi Cosentino, Palazzo Valle, Via Vittorio Emanuele n° 122
Palermo, Palazzo Riso, Corso Vittorio Emanuele n° 365

Info: sito internet

Ingresso: 6€ intero, 3€ ridotto

Quando: Dal 9 Luglio al 7 Novembre 2010;
martedì - domenica ore 10:00-13:30; 16:00-19:30;
sabato sino alle 21.30;
chiuso il lunedì.

Nuove centralità urbane: spazi per un Museo nel quartiere San Cristoforo (CT)

Laboratorio di progettazione architettonica realizzato nell'ambito della XII settimana della cultura.

Racconto di un'esperienza.
Un intero brano del quartiere catanese di San Cristoforo, nei prossimi anni verrà trasformato da ex manifattura tabacchi a polo museale di tipo archeologico. Un imponente vuoto urbano fatto di macchinari, impianti e guano di colombe presto vedrà nuova luce. Dovrà sobbarcarsi l'incarico di connettere tessere di città quantomai distanti tra loro: la città storica ed autoreferenziale di via Garibaldi da un lato e la movimentata e degradata via Plebiscito dall'altro (forse uno dei pochi brandelli autentici di Catania in cui è possibile vedere contemporaneamente carretti con cavalli, macellerie equine e relativo braciere per arrostire). L'intervento dovrà inserire un nuovo centro nell'economia urbana di un tessuto storicizzato che quotidianamente rigurgita qualsiasi prodotto della motorizzazione pubblica o privata. Un luogo dove innestare la cultura regionale-nazionale sulla radicata cultura popolare in un serrato confronto tra ciò che "si può toccare" e ciò che "non si può toccare" (vedi alla voce soprintendenza), tra antico e vecchio, tra valori da recuperare e inventare. Si parte da qui.

4 gruppi di allievi ingegneri edili-architetti di Catania con il contributo di una studentessa di architettura di Siracusa hanno lavorato dal 19 al 25 aprile per la realizzazione di tavole e plastici. Il laboratorio ha prodotto 4 soluzioni tutte differenti tra loro, successivamente passate in giudizio e quindi approdate in esposizione. In futuro sarà possibile visionare questi lavori come appendice dalla mostra itinerante "Città e società del 21°secolo. Architetture recenti in Sicilia".
Nei prossimi post tenteremo di mostrare in dettaglio gli esiti del nostro lavoro.




Per il momento vorrei cimentarmi nell'ardua impresa di tirare le somme di questa esperienza. Le esercitazioni progettuali regalano spesso sorprese inattese e costituiscono un'indubbia fase di crescita per chiunque. I nostri elaborati si sono ritrovati alla fine a dire in maniera corale che:

1 - L'edificio va consegnato immadiatamente alla città. Va aperto ed esploso verso l'esterno e al contempo deve farsi centro gravitazionale dei quartieri su cui insiste, richiamandoli a se. Alcuni interventi marcano questo aspetto con soluzioni parecchio esplicite.

2 - Il museo archeologico non basta. Non si può pensare alla preistorica soluzione di luogo in cui depositare arte a tempo indeterminato e fruibile al visitatore con il meccanismo di: entro, giro, esco e non torno mai più. L'integrazione con più forme di attività e processi urbani è un obbligo imprescindibile.

3 - Si tratta di un'occasione unica per la città di Catania, per dimensioni, per ambito e ragioni sociali. Per questo motivo i "valori da soprintendenza" sono stati pesantemente rimessi in discussione: la memoria di un luogo non è un fatto fisico che si preserva unicamente con il congelamento dello stato di fatto. E' difficile credere che questo sia ancora argomento di discussione.

Note a margine. E' difficile pensare che un'iniziativa del genere, tanto fresca e propositiva, debba confrontarsi con la "vecchia" società fatta di politici che arrivano con due ore di ritardo perché altrove si gioca una partita di calcio, fatta di personalità accademiche che si elogiano e premiano vicendevolmente. E' difficile sopportare rimproveri da parte dell'ordine degli architetti per domande che non siamo autorizzati a fare. E' difficile essere giovani, purtroppo, ancora una volta.

Ringraziamo per i contributi progettuali durante il workshop:
il Prof. ingegnere Sebastiano D'Urso;
la Prof.ssa architetto Zaira Dato;
la soprintendente ai beni culturali della provincia di Catania, architetto Fulvia Caffo;
l'ingegnere Gianluca De Francisci;
l'architetto Francesco Finocchiaro;
l'architetto Stefania Marletta;
e tutti i ragazzi della Regione Sicilia.


Tutto sul Workshop:

- Il racconto di un'esperienza <-
- Proposta: La Fabbrica della Cultura

Renzo Piano - Video

- Renzo Piano - Opere
- Renzo Piano - Video <-


Being Renzo Piano
Intervista il 4 parti con Giangiacomo Schiavi, Stefano Boeri e Stefano Bucci.

Renzo Piano ripercorre la sua carriera e illustra progetti passati e presenti, tra edifici che hanno cambiato la storia dell'architettura e quei manufatti minori che fanno "grande" un autore.

Abitare-Being_Renzo_Piano-Architettura_Corsara from Abitare Web on Vimeo.



Abitare_Renzo_Piano_New_York_è_una_Città_Metamorfica from Abitare Web on Vimeo.



Abitare_Renzo_Piano_Ologrammi from Abitare Web on Vimeo.



Abitare_Renzo_Piano_Conclusioni from Abitare Web on Vimeo.


Fonte: Abitare.it

CULTURAL INFECTION

Video realizzato per il corso di Architettura e Composizione III del quinto anno di Ingegneria Edile-Architettura dell'Università di Catania A.A. 2008-09
Docente: Arch. Riccardo dell'Osso
Tutor: Ing. Sebastiano D'urso

Il video è stato realizzato come esito finale nella riprogettazione della stazione centrale di Brindisi, con il pretesto di un eventuale EXPO dal nome "Cultural Infection", avente come tema principale le malattie sessualmente trasmissibili. A margine, la progettazione ha interessato pure ambiti residenziali sempre interni al comune salentino, nonché piazza Cairoli e Piazza del Salento.

Per realizzare il video abbiamo faticato un bel pò con i vari Autocad, Rinho, 3Dstudio, Piranesi, Photoshop ecc. ecc. creando tanto di quell'inquinamento informatico sui nostri pc che stento a credere che siano riusciti a sopravvivere in 5 su 6. I virus sono stati equamente ripartiti su tutti i computer pilotati da spaziose (e sempre piene) penna da 8 gb. Magari con il termine Cultural Infection intendevamo proprio questo...
Maria Luisa si è divertita ad impacchettare il tutto con chissà quale programma video e non meravigliatevi se il suo nome primeggia tra tutti in ordine prettamente anti-alfabetico :D
La colonna sonora è di Bjork - Bachelorette - meravigliosa come sempre.





Pensiero del giorno... Povera Catania


"La città ha aiutato lo sviluppo delle civiltà. Ma le civiltà che edificarono le città, morirono sempre con essa, o forse, morirono di essa."

Frank Lloyd Wright in "Architettura e Democrazia" 1945



febbraio 2008 - 700mln di debiti ma Scapagnini (allora sindaco di Catania) dice di non avere bisogno di aiuti dallo stato.


Ottobre 2008 - siamo a quota 1,1 miliardi di debito per il comune siciliano


Marzo 2009 - Tutto quello che ogni Catanese dovrebbe sapere... compresa la parabola in cui il cielo piovoso si aprì all'arrivo di Silvio Berlusconi Redentore... troppo da ridere, troppissimo da piangere... (da Report, puntata del 15 marzo)


Report - i Vicerè - puntata del 15 marzo
Parte prima
Parte seconda
Parte terza
Parte quarta
Parte quinta
Parte sesta
Parte settima
Parte ottava


Quannu sti cosi capitanu na to città, pari ca ti scippunu u cori... ma ca'avissimu a fari?! ommai mancu sant'Aita ci pò...

Pensiero del giorno... Comico 2

Grazie alla segnalazione di un attento lettore, di seguito postiamo il video su Beppe Grillo e l'Architettura girato durante un V-Day. Come al solito vi consigliamo di tenervi forti... Per la visione da parte di minori è consigliata la presenza di un'architetto. Alcune scene potrebbero essere offensive per gli estimatori delle opere di Calatrava. Le battute non sono state testate su animali.



Altro video su Grillo

Pensiero del giorno... Automobili 2

Tempo addietro avevamo postato qualche video e qualche immagine che mostravano che stretto rapporto esistesse tra il mondo dell'automobile e quello dell'architettura contemporanea. Ci sembra giunta l'ora di fare un aggiornamento.
Cominciamo con un esempio, che personalmente trovo fantastico, in cui una vettura della Mercedes percorre le vie di un mondo in cui molti stereotipi vengono ribaltati e riletti. E quale migliore edificio, se non il Guggenheim di Frank O. Gehry di Bilbao può simboleggiare l'antitesi con la realtà architettonica per farsi testimone e monumento di un mondo che verrà?



Proseguiamo con un video tutto nostrano che apprezziamo per il fortissimo legame che tenta di instaurare con il complesso mondo del Design: si tratta della nuova Fiat 500, figlia di un auto che ha già fatto storia in Italia e nel Mondo. Il marchio auspica un inserimento di questo nuovo modello nell'immaginario collettivo, nella vita di tutti i giorni effettuando un confronto con molti oggetti che di fatto possiedono queste caratteristiche. Funzionerà? solo il tempo può dirlo...




Concludiamo con un video della Nissan in cui un paesaggio urbano assolutamente realistico e anonimo prende vita per giocare con l'automobile. A differenza di molti altri spot, il contesto urbano viene immaginato con le caratteristiche che tutti siamo in grado di riconoscergli, senza costringerlo ad esprimere idee o sentimenti estranei a tali luoghi. La città è una fonte inesauribile di pericoli e in questa maniera viene rappresentata: caotica, senza punti di riferimento, sempre diversa e mutevole.

Pensiero del giorno... Comico

Oggi parliamo di Beppe Grillo...
Mi sono imbattuto di recente in due suoi video in cui parla di Architettura. Bene... che vi devo dire!? Che sia un tipo un pò fanatico lo si era capito da un bel pezzo, tuttavia gli avevo attribuito una certa credibilità, forse a causa della mia ignoranza sugli argomenti da lui trattati solitamente. Capisco che ci siano casi sconcertanti che magari non conosciamo, ma sentirlo parlare di Architettura è rivoltante. Di seguito posto solo uno dei video, perchè del secondo (girato ad un vaffaday) non ho più traccia. Se qualcuno dovesse trovarlo, sarò felice di aggiungerlo.
Buona Visione.

Pensiero del giorno… l’Ultima Architettura

Da un po’ di giorni ho tirato fuori una vecchia serie televisiva che non vedevo da anni: Six Feet Under, un telefilm che narra le vicende di una famiglia di becchini americani.
Tra un paio di giorni mia zia verrà tirata fuori dalla loculo in cui riposa per essere piazzata altrove: aveva 52 anni quando è morta.
Non vi aspettate discorsi sul senso della vita, sull’aldilà, sul come, sul dove e soprattutto sul Chi. Mi sforzerò ancora una volta di parlarvi di architettura, l’ultima architettura per un uomo. Mi piacerebbe credere che le persone non debbano accendere dei mutui per comprare le nicchie in cui finiranno; mi piacerebbe credere che non esista un mercato immobiliare anche per questo; mi piacerebbe credere che non esistano sfratti per i morti; vorrei illudermi che la morte sia un “livella” proprio come raccontava Totò, ma vivo in un piccolo paese siciliano in cui a passeggiar tra le tombe ci si sente tra “cattedrali”. Ogni cappella spicca in altezza, in decorazioni, in sfarzo: la mania di avvicinarsi a dio usa sempre e soltanto il solito linguaggio seppure declinato in mille stili diversi: gotico, classico dorico, rinascimentale, imperiale anni ’40, brutalista in cemento armato. Sono belle, lussuose, accattivanti. Ti dicono: “vieni pure! Entra! rimani qui”… Il cumulo di pietre di cui parla Adolf Loos, viene sempre trasformato in qualcosa di più bello perché si ha paura che possa mai essere riconosciuto come tale.


"Se in un bosco troviamo un tumulo, lungo sei piedi e largo tre, disposto con la pala a forma di piramide, ci facciamo seri e qualcosa dice dentro di noi: qui è sepolto qualcuno. Questa è architettura."

È una finzione che dovrebbe aiutare a dimenticare o ad elaborare un lutto, o forse per fare gongolare un morto lassù. Eppure, per quanto lavoro vi si possa fare, per quanto materiale si possa usare o per quanti fiori vi si possano mettere la sensazione che quelli siano i luoghi più brutti della terra non tarda ad arrivare. Chi si trova a progettare in tali luoghi non può fare a meno di confrontarsi con le più grandi paure dell’uomo e soprattutto con i suoi più grandi vizi.
Per un certo periodo avevo guardato con ammirazione al Cimitero di Igualada di Enric Miralles: semplice, lineare, evocativo e mi ero pure illuso che quello fosse il giusto posto in cui andare a finire. Poi noto che la salma dell’architetto è stata posizionata in una cappella distaccata da quelli che sono i loculi tutti uguali e sovrapposti che costituiscono la maggior parte del cimitero. Comincio a credere che le categorie mentali di noi architetti non siano assolutamente adatte ad affrontare un tema come quello della morte. L’uomo non vuole finire in una cassa di legno grezzo e in un buco minimal, c’è poco da fare: vuole il meglio. Non siamo nati per morire, ecco tutto, e questo dovremmo ricordarlo. A pensarci bene, le “cattedrali” del mio paese non sono così male: rappresentano solo un legittimo desiderio di eternità…





Foto di...

Pensiero del giorno... Strane risposte


Non riesco ancora a capacitarmi di quello che sono riuscito a rispondere all'esame di Architettura e Composizione II. So per certo che quando uno si trova in difficoltà dà fondo a tutte le proprie risorse, ma mi sono stupito della lucidità del mio folle ragionamento. Adesso proverò a riepilogare l'interrogazione che ho sostenuto quel giorno, quanto più fedelmente riesco a fare, ma se devo essere onesto l'unica cosa che ricordo con chiarezza è che tremavo.

Prof.: Le faccio una domanda strana: mi parli del concetto di onestà in architettura legandola all'esperienza di MIRALLES e della sedia n° 14.

Io: Visto che mi ha fatto una domanda stana mi permetta di risponderle in maniera altrettanto stana...

Prof.: Mi deve rispondere in maniera corretta...

Io: certo... certo... In una scena di "Tutto su mia madre", capolavoro di ALMODOVAR, c'è un travestito che si trova a dover improvvisare davanti un teatro gremito di persone. Non sapendo cosa fare decide di raccontare tutta la sua vita per intrattenere il pubblico. Comincia elencando tutte le parti del corpo che si era rifatto, quanto gli erano costati gli interventi ecc. Il monologo si conclude dicendo: "perché una persona è tanto più autentica quanto più si somiglia all'idea che ha sognato di se stessa".
Trasponiamo questo concetto in termini architettonici: il travestito non poteva affermare di essere una VERA donna, tuttavia poteva dire di essere AUTENTICA, stessa difficoltà che abbiamo riscontrato noi all'inizio del corso nel distinguere architettura vera e architettura autentica. La verità del costruire, di cui ci parlava MIES, era il legame che si veniva a realizzare tra i materiali e la resa formale dell'architettura stessa. Ma questo concetto aveva un suo senso nel momento in cui serviva per emanciparsi dalla FALSITÀ del costruire. Oggi, questa necessità non è più tanto forte e possiamo dire che ha più senso parlare di ONESTA' ovvero l'atteggiamento che porta un'architetto ad essere coerente con il suo apparato metodologico, con le sue conoscenze, con la sue convinzioni (ammetto che quest'ultima parte l'ho detta in maniera parecchio pasticciata). E in questo senso abbiamo parlato di Rafael MONEO. Ho avuto l'opportunità di leggere qualche estratto del suo libro...

Prof.: "la solitudine degli edifici"?

Io: Esatto... il testo più importante è un discorso di presentazione in cui Moneo espone le proprie convinzioni ribadendo a gran voce che si può parlare d'architettura solo quando questa viene realizzata. Sono i materiali che danno quel grado di realtà all'opera, tale che vi si possa apprezzare "la consistenza delle idee". Prosegue dicendo letteralmente "ciò che viene prima (il progetto) non può essere separato da ciò che viene dopo (la realizzazione)". In questo senso è molto vicino al pensiero di MIRALLES, infatti per lui i materiali caratterizzano il progetto sin dall'inizio. La sedia n°14 veniva presa come modello perché rappresentava un'opera in cui si sfruttavano a pieno tutte le caratteristiche del legno curvato ed era composta da soli 6 pezzi. Questa veniva montata e smontata da tutti i suoi allievi... (quest'ultima parte deve essere stata un Po più lunga perché ricordo riferimenti alle sedie Thonet n°14 prodotte in ferro e plastica, un abominio rispetto tutto quello che abbiamo detto finora)

a volte mi faccio paura... intanto mi godo il mio bel 30! e voi godetevi l'estratto del film TUTTO SU MIA MADRE... un capolavoro!!!

Omaggio a Mauritius Cornelis Escher (1898-1972)


E' stato un'architetto, o quasi, con una visione tutta particolare dello spazio.
Siamo abituati a rimanere estasiati ed affascinati di fronte i suoi disegni e le sue incisioni. Oggi ci godiamo alcuni video che traggono spunto da suoi celeberrimi capolavori per scoprire che a volte la realtà è solo un punto di vista.







Approfondimenti

Pensiero del giorno... Architettura e sogni

Avete presente la teoria freudiana relativa al Es, Io e Super-Io? Riassumo in breve: ogni uomo ha una rappresentazione mentale di se che si chiama IO. Questo è il prodotto dell'ES, ovvero l'inconscio, la nostra vera essenza, filtrata dal Super-Io, meccanismo censore che ci limita e ci frena. Quando si dorme il Super-Io si disattiva e l'Es prende il sopravvento su tutto. Emergono le nostre follie, le nostre perversioni, le nostre paure e una serie infinita di cosette che tentiamo opportunamente di occultare allo sguardo estraneo. L'architettura dei nostri sogni non è soltanto un'ambizione o un modello che più o meno coscientemente accettiamo o usiamo, ma qualcosa che permanentemente risiede in noi e va al di là di qualsiasi stile architettonico, convinzione, teoria o critica contemporanea. E' un idea, un idea perversa di cui siamo gli unici autori e gli unici fruitori. E' un architettura immateriale che paradossalmente viviamo con gli stessi strumenti delle architetture fatte in mattoni duri e freddi: impulsi elettrici che giungono al cervello. Potremmo dire che sognare un'architettura è qualcosa di più che visitarla.
La casa nei sogni difficilmente coincide con "la casa dei sogni" che ha il "difetto" di rispondere alle molteplici necessità-esigenze che la vita ci impone. Qualcuno usa l'espressione casa onirica o meglio ancora case oniriche, considerandone le poliformi percezioni.
Ultimamente mi è capitato di vedere un film parecchio interessante da questo punto di vista: Mulholland Drive del regista David Lynch. Alla maggior parte di voi non dirà nulla questo titolo, ma credo che sia uno di quei pochi lavori cinematografici che danno una lettura assolutamente particolare dell'architettura. Non ho alcuna intenzione di rovinarvi lo spettacolo; posso solo anticiparvi che il film è di difficilissima comprensione, tanto è vero che il regista, pur non fornendo l'interpretazione originale, suggerisce dieci elementi da attenzionare per capirlo fino in fondo. Qui potrete trovare l'interpretazione più largamente condivisa. Questa ambiguità di significati suggerita dal film dovrebbe farci riflettere sul rapporto che la materia architettonica ha con la propria essenza, scolastica distinzione tra significante e significato. Se ad un segno linguistico o matematico corrisponde un idea ben precisa o condivisa, al gesto architettonico corrispondono una molteplicità di pensieri, suggestioni, riferimenti, condizionamenti non sempre leggibili, proprio come accade per l'interpretazione dei sogni. Parliamo di una molteplicità di soluzioni corrette e attendibili, non certo nate da scienze esatte, ma contaminate da un indicibile quantità di variabili. Questo è il sogno, questa è l'architettura.

Voglio darvi qualche flash del film:

1 - una ragazza che guarda esterrefatta un soffitto che non viene mai inquadrato
2 - la casa dei sogni americana
3 - la stanza del boss più pauroso di tutti i tempi
4 - una strada di periferia ventosa, scura e tetra
5 - le megalopoli di notte, le luci delle auto, i fari della polizia (vedi foto sopra)
6 - una luce per ogni situazione


Vi ho convinto a vedere il film?? lo avete già messo in download su emule?? bene... vi regalo uno spezzone troppo interessante... guardatelo tutto e con attenzione!!!

Materiali - LA GOMMA AUTORIPARANTE

Al Centre National de la Recherche Scientifique (Cnrs) di Parigi sono riusciti a inventare il materiale del futuro. Ancora è senza nome ma di certo continueremo a sentir parlare della gomma autoriparante costata cinque anni di ricerche e già apparsa sulla rivista Nature. Rappresenta la speranza concreta per risolvere una miriade di problemi che affliggono le persone nelle attività quotidiane. Pensate ad un vetro che non si rompe; ad un tessuto che dopo essersi strappato si ricuce; ad un copertone forato che non necessita di essere sostituito... Farebbero la felicità di molte persone.
Ottenuta con acidi grassi provenienti da piante e urea ha un ciclo produttivo assolutamente verde. Le proprietà elastiche del materiale fanno davvero ben sperare: si allunga fino a 50 volte prima di rompersi e dopo essersi autoriparata si può ancora giungere ad un allungamento di 20 volte.
Come funziona: nelle facce in cui avviene il taglio si instaurano dei forti legami attrattivi di tipo magnetico che portano alla costituzione di legami ad idrogeno dopo alcuni minuti che i lembi sono stati congiunti. Il tutto deve avvenire a temperatura ambiente e senza bisogno di compressione.
Aspettiamo di scoprire quali impieghi avrà nell'industria edile... immaginate delle case che dopo un violento terremoto si tirano su da sole... :D

Video simile apparso anche sul tg1


Approfondimenti:
Corriere della sera
La Stampa

Pensiero del giorno... Materiali

l'anno scorso per il mio compleanno mio padre mi ha regalato un libro sulla bio-architattura... immagino che sia stato scelto in preda alla confusione: "ma mio figlio studia ingegneria, architettura o biologia!?"
agghiacciante l'ipotesi di ricevere un libro di bio-ingegneria...
cmq... che si può pretendere dai genitori?!
il libro, nella sua inutilità, mi ha fatto nascere la curiosità per quei materiali che in architettura vengono un pò snobbati...
es: il fango... sapevate che il 60% della popolazione mondiale vive in case fatte di terra?!
bene... e sul cartone e sul bamboo cosa sapete dirmi?

Pensiero del giorno... Grattacieli

Il mio prof di storia dell' architettura (si, sempre lui) diceva che i grattacieli non sono altro che la materializzazione dell'ambizione degli uomini, ad averlo più lungo. Certo che a vedere alcune costruzioni non gli si può proprio dar torto. e per lungo tempo ho creduto in questa verità dogmatica senza pensarci più di tanto. Poi ho visto che pure le donne fanno i grattacieli (vedi Zaha Hadid) e quindi ho dovuto rivedere alcune mie convinzioni... è mai possibile che Zaha Hadid sia un uomo?! mah...

Pensieri del genere mi vengono in seguito alla visione del film "Carne tremula" di Almodovar, dove le Kyo Towers di Philip Johnson e John Burgee, ( celeberrimi grattacieli inclinati di Madrid che adoro) danzano nello sfondo come due amanti che si avvicinano l'uno con l'altro senza mai toccarsi.
Preso da questa nuova passione per le cose lunghe, ho cercato su internet relativamente ad altri grattacieli della capitale spagnola ed ecco che sento parlare de Cuatro Torres Business Area ovvero (in ordine da sinistra):

Torre CajaMadrid (Repsol) - 250 m (Norman Foster)
Torre Sacyr Vallehermoso - 236 m (Carlos Rubio Carvajal and Enrique Álvarez-Sala Walter)
Torre de Cristal - 249.5 m (Cesar Pelli)
Torre Espacio - 236 m (Pei Cobb Freed)







Non so voi, ma ho avuto l'impressione di vedere 4 anonimi grattacieli di Hong Kong venuti in Spagna a prendere un pò di sole. Si stagliano sul landscape di Madrid come i "Cugini di Campagna" sul palco di Sanremo. L'effetto "fuori-posto" mi sembra parecchio evidente... che avesse ragione il mio prof?!

foto Kyo towers di...
foto grattacieli di...

Pensiero del giorno... Automobili

Che squallore... avete mai fatto caso che le pubblicità di automobili hanno 2 invarianti: belle architetture come sfondo e tette giganti in primo piano... tralascio quest'ultimo aspetto perchè non mi compete...
Non so per quale motivo, ma a quanto pare l'accoppiata auto-edificio vende parecchio... è come dire: se compri questa vettura ti diamo in regalo un ponte di Calatrava!!!

Non ho citato Calatrava per caso, ma per il semplice fatto che è il più ricorrente. Qualche volta ci si accontenta anche di meno, come nel caso dello spot della citroen c3, dove un tizio cambia auto quindi casa, cane e via discorrendo... Credo che il messaggio nascosto sia di questo tipo: con una citroen c3 cambi il tuo status.
Pensavo che l'era della casa status-simbol fosse finita e invece... odio queste strumentalizzazioni da 4 soldi dell'architettura...

ARCHITETTURA DI SFONDO


TETTE IN PRIMO PIANO





P.S. cosa sapete dirmi sugli edifici della prima foto?