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giovedì 28 febbraio 2008

Pensiero del giorno... Pietre

E' affascinante osservare le architetture in pietra e pensare alle storie che si celano dietro ogni piccolo sassolino. Storie che neanche immaginiamo a volte. Storie che cambiano il significato di ciò che guardiamo da una vita sempre con gli stessi occhi.
La pietra di cui voglio raccontarvi la storia era una pietra come tante altre. Ne troppo grande ne troppo piccola. Era stata acquistata, come molte altre, per poche soldi da un impresa edile dell'Uganda.
Un giorno, sotto il sole africano che la faceva scricchiolare, la pietra si accorse che stava per morire, probabilmente schiacciata dalle sue sorelle e da quella malta infernale che non l'avrebbe più fatta respirare. In pochi secondi ricordò tutta la sua vita e ne comprese il significato.
Sua madre era una povera donna che lavorava a Kampala (capitale dell'Uganda) come spacca pietre. Di lei si sa veramente poco. Non era più giovanissima, aveva altri figli umani e aveva l'AIDS. Supportata da una associazione di volontari (l'AVSI) lavorava ogni giorno per portare a casa l'equivalente di 0.98 €. La pietra ricordò immediatamente il giorno in cui venne al mondo. Sua madre la tirò fuori dal terreno con grande fatica e soddisfatta la mise nel cesto. Quel giorno sua madre aveva ricevuto la notizia che dall'altra parte del mondo, a New Orleans, l'uragano Katrina aveva combinato parecchi danni. Senza pensarci 2 volte andò dai volontari del campo e gli diede i soldi che aveva con se promettendo di donare anche i guadagni delle settimane seguenti ottenuti con il lavoro di spacca-pietre. Inizialmente i volontari non capirono questo gesto ma la madre gli spiegò che quel denaro serviva per aiutare le vittime americane. Gli fu risposto che sarebbe stata sufficiente una preghiera perchè lei non poteva permettersi di donare i suoi soldi. La donna rispose: "se i miei figli un giorno dovessero avere bisogno d'aiuto, spero che non incontrino nessuno che si metta soltanto a pregare..."
La pietra comprese il senso della sua vita e quando morì andò nel paradiso delle pietre assieme i diamanti più preziosi.

Benchè ci siano tutti i presupposti per chiamarla "favola" vi assicuro che è una storia vera. L'avevo sentita al TG2 per la prima volta e poi ho fatto le mie ricerche su internet. Date un'occhiata quì.

sabato 2 febbraio 2008

Pensiero del giorno... Architettura di niente

Quest'estate la popolazione tunisina mi ha dato una grande lezione di architettura.
Mi sono ritrovato a passeggiare nel paesino di Sibi Bou Said a ovest del golfo di Tunisi. Come potrei descrivervelo? Case bianche, infissi blu e tante cupole e terrazze... fine. Non c'era nulla di più. Eppure lo ricorderò sempre come uno dei più incantevoli posti in cui sia mai stato, uno di quei posti in cui l'armonia ha trovato casa.
Continuo a chiedermi: com'è possibile che tutta la popolazione del luogo abbia seguito quelle quattro semplici regole per fare le proprie case, senza aver aggiunto nulla di personale, stravagante o bizzarro? sinceramente la risposta non la conosco... il mio mondo, Catania e dintorni, è una terra fertile su cui far attecchire il proprio immenso sconfinato ego infischiandosene di tutti e tutto. I nuovi mostri fioriscono di giorno in giorno e si replicano come batteri. Il caos che generano attorno a me è superato solo dalla tristezza intrinseca che si portano dietro. Spero che un giorno possa ricordarmi di queste scene e frenare ogni impeto da architetto...
Un mio prof diceva: "bisogna saper progettare e bisogna anche saper NON-progettare"
Sante parole...