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Concorso "Colour My Life"

Di seguito pubblichiamo un estratto del concorso “Colour My Life” di Post-it segnalatoci da Alessandra Fremondi.

Amsterdam
Si può viaggiare anche in base al colore? Come il verde di Dublino o l’arancio di Amsterdam, perché non “assaporare” i colori che caratterizzano una determinata città, all’insegna di un vero e proprio viaggio “ a colori”?
Ecco da dove è nata l’idea del concorso “Colour My Life” di Post-it®, che permette di vincere, vivere e conoscere uno dei colori delle 4 destinazioni in palio, a scelta tra Dublino, Istanbul, Provenza e Amsterdam, tramite il sito www.postitidea.it .
Ormai elemento presente nella vita di tutti i giorni, in occasione dei suoi primi 30 anni, Post-it ha deciso di premiare le persone che in modo più creativo mostrano come Post-it colora la vita!
Partecipare è semplice, hai tempo fino al 30 aprile 2011! Scatta una foto o gira un video mostrando come i prodotti Post-it® fanno parte del tuo mondo; carica il contributo sul sito e condividilo con i tuoi amici, facendo in modo che più persone possibili vedano la tua foto/video. Uno dei 2 viaggi premio verrà estratto tra i 30 contributi con il maggior numero di visualizzazioni, il secondo verrà scelto da una giuria qualitativa come foto/video più bello, originale e realistico. I due vincitori del concorso potranno trascorrere un week-end per due persone in una delle destinazioni a scelta tra Amsterdam, Dublino, Provenza, Istanbul.
Dublino

VENEZIA 2010 - Padiglione Italia - Laboratorio Italia

Speciale VENEZIA 2010 su Petra Dura.

Laboratorio Italia è la seconda sezione del padiglione italiano Ailati curato da Luca Molinari.
Si tratta della parte più ampia, quella che ha il compito di sondare le realtà di confine, i progetti nostrani. Ha la chiara intenzione di essere anche la più importante, la più significativa. A differenza delle altre due, "Amnesia nel presente" e "Italia 2050", si pone come campo di indagine il presente con la sola inclusione delle opere effettivamente costruite. A tal proposito Molinari afferma (1):
"...qui ho voluto mettere in mostra solo opere costruite. È una scelta un po’ radicale, ma non volevo una mostra che esponesse solo dei disegni, e volevo al tempo stesso sfatare quel luogo comune secondo il quale in Italia sembra non accada mai nulla di nuovo."

Quarantotto tavoli stracolmi di materiale altamente comunicativo (plastici e foto in primis) per declinare dieci temi della contemporaneità (2): Progettare solidale; Abitare sotto i 1000 euro al mq; Cosa fare dei beni sequestrati alle mafie; Emergenza paesaggio; Spazi per comunità; Nuovi spazi pubblici; Ripensare città; Archetipo/prototipo; Work in progress; Innesti.
Potremmo dire che si tratta di temi tradizionali, alcuni ripresi anche dalla scorsa biennale.

Laboratorio Italia - Fotografia originale di Giuseppe Scandura

Il viaggio all'interno del "Laboratorio Italia" si muove per tematiche senza soluzione di continuità tra nord e sud. Un unicum che mette insieme esperienze ailati, anche ailati opposti. Vale la pena approfondire alcuni progetti ponendoli in diretta relazione con la domanda a cui tentano di rispondere.

1 - Quali spazi per le diverse comunità?
Tra le varie proposte compare il progetto dello studio ma0-emmeazero per l'ampliamento della scuola media Lombardi di Bari. Teme caro all'architettura, sin dal settecento con Ledoux e Boullèe, quello di poter proiettare all'esterno le funzioni dell'edificio. Così la facciata della scuola viene rivestita con un mosaico che ritrae bambini sorridenti, diventando una sorta di sfondo alle attività didattiche all'aperto. In questo caso la comunità è rappresentata in maniera diretta ed inequivocabile, stesso atteggiamento della celebre "Crown Fountain" del Millennium Park di Chicago realizzata poco dopo e con stesso espediente formale.
Sito ufficiale Studio ma0: www.ma0.it
Progetto: in .pdf
Sito ufficiale della scuola, presentazione del progetto: www.scuolamedialombardi.it

2 - Quali le nuove forme dello spazio pubblico?
Con il progetto per la Piazza Risorgimento di Bari, lo studio ma0-emmeazero conferma la propria dimensione ludica realizzando una piazza interattiva. Le sedute, infatti, possono essere ruotate a piacimento dei fruitori e generare quindi un paesaggio urbano sempre cangiante. Il merito dei progettisti sta nell'aver risolto questo spazio pubblico giocando con pochissimi elementi di arredo urbano.
Sito ufficiale Studio ma0: www.ma0.it
Progetto: in .pdf
Foto: 1 - 2 - 3

Ancora più drastico risulta il progetto di Ifdesign per "Piazza nera, piazza bianca" di Robbiano. La pulizia delle superfici lascia poco spazio agli elementi volumetrici e il tutto viene risolto con texture riprese da tipici segni della citta: le impronte dei copertoni in negativo.
Da questi progetti emerge una tendenza minimalista nel confrontarsi con spazi pubblici storicizzati.
Sito ufficiale Ifedsign: www.ifdesign.it
Foto: 1 - 2

3 - Come si trasforma la città contemporanea?
Valle Architetti Associati e Cino Zucchi Associati lavorano su uno dei grandi temi della città contemporanea: i vuoti urbani. L'occasione viene data dal quartiere Portello (su una ex industria automobilistica) che viene riconvertito in un parco con funzione di cerniera urbana. Vengono scavalcati tutti i vincoli infrastrutturali per riconnettere brani di città. A rigore non potremmo parlare di progetto ludico-interattivo come per i progetti di ma0-emmeazero, ma è innegabile la sua forte connotazione ironica.
Sito ufficiale Valle Architetti Associati: www.architettivalle.net
Sito ufficiale Cino Zucchi: www.zucchiarchitetti.com
Foto: 1 - 2 - 3

4 - È possibile costruire in modo solidale?
La risposta è: sì, si può. Riccardo Vannucci di FAREstudio propone il progetto per il centro CBF in Burkina Faso. Qualsiasi tentativo di retorica architettonica viene dimenticato a favore di una pulizia formale che rende l'edificio immediatamente leggibile nelle sue componenti strutturali. Il concept viene ridotto all'assemblaggio di pezzi, come per un gioco: le maestranze locali non troveranno alcun problema nel capire come funziona l'edificio. Si tratta di un progetto solidale nel contenuto (è un centro per la prevenzione delle mutilazioni genitali) e nella forma in quanto non va a discriminare coloro che lo costruiranno per la propria preparazione.
Sito ufficiale FAREstudio: www.farestudio.it
Progetto: video su Vimeo
Foto: 1 - 2 - 3 (di FAREstudio)

5 - Cosa fare con i beni sequestrati alle mafie?
Questa sezione propone alcune idee a proposito di un tema di forte attualità. Evitare che i beni finascano nuovamente nelle mani della mafia, produrre qualcosa per il bene di tutti: il dibattito, finora ostaggio della politica, adesso vede coinvolte maggiormente le associazioni, i creativi, gli architetti.
Foto: 1 - 2 - 3

6 - È possibile costruire qualità a 1000 euro al mq?
La risposta a questa domanda era già stata data da Mario Cucinella nelle precedente edizione delle biennale. La sua Casa 100k (100 mq per 100.000 € ) esposta tramite un grande plastico, ebbe allora parecchio risalto anche sulla stampa nazionale, venduta come abitazione ecofriendly e completamente autosufficiente. Ma si trattava soltanto di un progetto. A dimostrare invece che è realmente possibile costruire qualità con 1000 euro al mq ci pensa a Bolzano Christoph Mayr Fingerle con il complesso abitativo EA7. Novantadue appartamenti di edilizia abitativa agevolata disposti su tre blocchi attorno una corte. Linguaggio contemporaneo per una zona d'Italia che sempre di più stringe l'occhio alla buona architettura.
Sito ufficiale dell'architetto Fingerle: www.mayrfingerle.com
Foto: 1 - 2 - 3

7 - Come riprogettare il patrimonio storico?
Anche in questa sezione l'architettura contemporanea deve confrontarsi con il patrimonio storico italiano. Le soluzioni finali sembrano tendere verso una pulizia formale fatta di linee e superfici, rispettando le volumetrie e le proporzioni dell'edificio esistente. Così la "leggerezza" di Renzo Piano sposa la filosofia de "il quasi nulla" nel ripensare gli spazi della Fondazione Vedova di Venezia negli ex magazzini del sale. Il distacco delle opere d'arte dalle pareti è un segno di reverenza verso l'antico.
Sito ufficiale di Renzo Piano: rpbw.r.ui-pro.com
Sito ufficiale della Fondazione Vedova: www.fondazionevedova.org
Foto: 1 - 2 - 3

Stessa filosofia e cura artigianle del dettaglio per il restauro della basilica paleocristiana di San Pietro a Ortigia (Siracusa) per mano di Emanuele Fidone. Partendo da disastrosi interventi degli anni '50, recupera la spazialità originaria con una volta a botte di lamelle lignee che non precludono la vista delle capriate del tetto.
Progetto su Europaconcorsi: europaconcorsi.com
Foto: 1 - 2 - 3

8 - Come imparare dagli archetipi e farne dei prototipi?
In questa sezione si confrontano i disegni di Franco Purini orientati all'ossesiva ricerca degli archetipi dell'architettura, con il lavoro di Elisabetta Terragni volto alla riconversione di un archetipo infrastrutturale, il tunnel autostradale, per realizzare la Galleria espositiva di Piedicastello (Trento). Da una parte l'invenzione suggellata dal gesto del disegno, dall'altra un lavoro di demolizione e ricostruzione degli stereotipi dell'architettura.
Foto sul lavoro di Franco Purini: 1 - 2 - 3
Sito ufficiale di Elisabetta Terragni: www.terragni.eu
Foto: 1 - 2

9 - Come affrontare l'emergenza paesaggio?
Lo sforzo di immaginazione portato avanti dai ragazzi de "L'Incompiuto Siciliano" dimostra come non sia sempre necessario costruire qualcosa di nuovo per fare architettura: a volte basta guardare all'esistente con uno sguardo attento ed originale. Così le opere pubbliche dell'ultimo cinquantennio, rimaste incompiute o inutilizzate, vengono osservate come giganti opere d'arte, dall'indubbio fascino al limite con l'archeologia. Un insieme di tondini di ferro, calcestruzzo pezzato da muffe e ruggine, vetri rotti, impianti a vista: sono gli stilemi identificativi di uno stile architettonico, che a detta degli artisti coinvolti, potrebbe essere il più importante dal dopoguerra ad oggi. Giarre, piccola cittadina siciliana nel catanese, si autopromuove a capitale dell'incompiuto con un proprio parco archeologico a tema. Le prospettive future per questa iniziativa sembrano essere infinite: l'Italia è un pozzo senza fondo di "incompiute".
Incompiuto Siciliano è un progetto di Alterazioni Video in collaborazione con Claudia D'Aita ed Enrico Sgarbi.
Sito ufficiale dell'osservatorio sulle opere incompiute: www.incompiutosiciliano.org
Progetto sul sito di Alterazioni Video: www.alterazionivideo.com/incompiuto
Foto: 1 - 2

10 - Work in Progress…
Questa sezione permette di individuare i possibili nuovi centri dell'architettura italiana. Ritroviamo da una parte il trentino con la sua propensione allo sperimentalismo e dall'altra una Sicilia che imbocca la strada giusta nel recupero del patrimonio.
Cino Zucchi Architetti e Park Associati progettano il centro polifunzionale Salewa Headquarters a Bolzano. Vincenzo Latina si confronta con l'archeologia nel Padiglione di Artemide ad Ortigia, Siracusa.
Sito ufficiale di Cino Zucchi: www.zucchiarchitetti.com
Foto: 1 - 2
Sito ufficiale di Vincenzo Latina: www.vincenzolatina.com
Foto: 1
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Link:
(1) - Intervista a Luca Molinari di Nicola Leonardi per theplan.it
(2) - Dalla presentazione del Padiglione Italia sul sito ufficiale della biennale.

VENEZIA 2010 - Leoni d'oro

Speciale VENEZIA 2010 su Petra Dura.

Una moltitudine di progetti, di visioni del mondo futuro, di declinazioni diverse del tema comune della 12esima Mostra Internazionale di Architettura: "People meet in architecture". Il visitatore è risucchiato in un universo di scatole cinesi, vaga tra spazi architettonici fisici e metafisici, tangibili e figurati. Solo rintracciando il proprio filo di Arianna potrà trovare, al termine del viaggio, nuove consapevolezze, nuove relazioni e ritrovare se stesso.

Come ogni esposizione che si rispetti, anche la Biennale di Architettura 2010 ha avuto la proclamazione dei vincitori tra i numerosi partecipanti. Indagare la motivazione dei premi (1) assegnati può fornire, a chi si accinge alla visita, una delle possibili logiche interpretative della mostra… oppure portare a scoprire di non essere affatto d’accordo e assegnare il proprio personalissimo “premio della critica”.

La giuria incaricata di sostenere onere ed onore della scelta era composta da:
- Beatriz Colomina, storico dell’architettura e docente di architettura presso la Princeton University (Spagna);
- Francesco Dal Co, storico dell’architettura e direttore della rivista Casabella (Italia);
- Joseph Grima, curatore, saggista, critico e direttore editoriale della rivista Domus (Italia);
- Arata Isozaki, architetto (Giappone);
- Moritz Küng, responsabile del programma espositivo del deSingel International Arts Campus di Anversa (Svizzera);
- Trinh T. Minh-ha, cineasta, scrittrice, compositrice, docente presso la University of California, Berkeley (Vietnam).

Ecco in breve quanto decretato dalla commissione internazionale:

Leone d’oro per la migliore Partecipazione nazionale: Regno del Bahrain
Nome progetto: Reclaim
Collocazione: Padiglione alle Artiglierie, Arsenale
Motivazione: “Considerata la varietà degli sviluppi urbani che il Regno del Bahrain avrebbe potuto voler presentare in questa Mostra, la giuria è stata particolarmente colpita dalla scelta di una lucida ed efficace autoanalisi della relazione del paese con il rapido cambiamento della sua linea costiera. In questo intervento forme di architettura transitoria sono presentate come dispositivi capaci di rivendicare il mare come spazio pubblico: una risposta eccezionalmente semplice, nonostante la sua impellenza, a People meet in architecture, il tema proposto dal direttore della Mostra Kazuyo Sejima.”
Approfondimento su reclaim.bh


Leone d’oro per il miglior progetto della Mostra: Junya Ishigami+Associates
Nome progetto: Architecture as air: Study for château la coste
Collocazione: Padiglione del Giappone, Corderie dell’Arsenale
Motivazione: “Con il premio a Architecture as air: study for château la coste la giuria desidera riconoscere la visione unica ed eccezionalmente rigorosa del suo autore, Junya Ishigami. Il lavoro spinge all’estremo i limiti della materialità, visibilità, tettonica, leggerezza e, in ultimo, dell’architettura stessa."
Il progetto in esposizione è stato rotto da un gatto. Approfondimento su designboom.com


Leone d’Argento per un promettente giovane partecipante alla Mostra: OFFICE Kersten Geers David Van Severen + Bas Princen
Nome progetto: 7 rooms 21 Perspectives
Collocazione: Padiglione del Belgio e dell’Olanda, Giardino delle Vergini, Arsenale
Motivazione: “L’assegnazione del Leone d’argento a OFFICE Kersten Geers David Van Severen in collaborazione con il fotografo Bas Princen è un riconoscimento delle notevoli potenzialità degli architetti e della loro attuale collaborazione. La giuria è stata colpita dalla loro capacità di conciliare l’analisi fotografica e l’intervento progettuale in una visione coerente, in particolare in considerazione dell’assonanza del progetto con il tema proposto dal direttore della Mostra Kazuyo Sejima.”
Approfondimento su europaconcorsi.com



Leone d’oro alla carriera: Rem Koolhaas

Leone d’oro alla memoria: Kazuo Shinohara

Menzioni speciali
- Amateur Architecture Studio con il progetto Decay of a Dome
È stata apprezzata la saggezza del progetto la cui struttura – leggera, mobile ed estremamente semplice – può agevolmente essere assemblata o riportata all’inesistenza.
- Studio Mumbai Architects con il progetto Work Place
Per l’ambiente totalizzante presentato nella loro installazione – uno sguardo eccezionale nel contesto creativo dell’atelier in cui l’opera degli architetti ha origine.
- Piet Oudolf con il progetto per il Giardino delle Vergini
Per il delicato e impressionistico allestimento del giardino realizzato dall’architetto del paesaggio La giuria ha interpretato l’intervento come un’efficace trasposizione nel paesaggio del tema di questa Biennale.


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Queste le scelte della giuria internazionale; ci auguriamo, al termine del ciclo di post di approfondimento sui padiglioni più significativi, di porvi nella condizione di esprimere un giudizio cosciente al proposito.

Note:
(1) – Motivazioni tratte dal sito ufficiale della biennale labiennale.org/it/architettura/

Mostra fotografica: SCAU - Giovanni Chiaramonte

Segnaliamo l'interessante mostra del fotografo Giovanni Chiaramonte incentrata sulle architetture dello studio siciliano SCAU.



Comunicato stampa:

II 28 ottobre alle 16 il Palazzo Chiaramonte-Steri, con la collaborazione dell’Università degli studi di Palermo e della sua facoltà di Architettura, ospiterà l’inaugurazione della mostra “SCAU Studio / Giovanni Chiaramonte. Progetto e immagine”.

Protagonisti assoluti alcuni dei progetti sviluppati dall’attività di SCAU Studio, immortalati in cinquanta scatti realizzati da Giovanni Chiaramonte che suggellano una collaborazione nata all’insegna del bisogno di tradurre in immagini il concetto di architettura: un’esigenza che, partendo dallo specifico dei rispettivi ambiti espressivi, si sostanzia nell’espressione di un linguaggio comune attraverso cui raccontare il territorio siciliano contemporaneo.
SCAU Studio si distingue per una ricerca architettonica che contribuisce ad innovare i linguaggi dell’architettura contemporanea, coniugando la lezione modernista di autori come Frank Lloyd Wright, Le Corbusier, Alvar Aalto con il contesto ambientale nel quale i progetti prendono vita. «Alla base di ogni progetto c’è l’equilibrio tra architettura e natura – afferma il fondatore di SCAU Studio, Angelo Vecchio – Il nostro lavoro si basa sulla lettura del territorio e la realizzazione in esso di elementi che siano in armonia con la storia e il futuro».

La mostra – con le immagini selezionate dagli architetti Rosa Strano e Luca D’Urso, aperta fino al 12 novembre – si avvarrà di un allestimento che vuole mettere in risalto il costante e armonico rapporto tra progetto e immagine, ossia tra il mondo dell’architettura e quello della fotografia.
Il luogo scelto per l’allestimento - il porticato dell’antico palazzo Chiaramonte-Steri restaurato da Carlo Scarpa e sede del Rettorato dell’Università di Palermo - ospita per la prima volta un’esposizione di questo genere.
Il dialogo tra i diversi linguaggi - architettura e fotografia - ha spinto Marcello Panzarella (professore ordinario in Composizione architettonica e urbana e Presidente del Corso di Laurea Specialistica in Architettura di Palermo) a sostenere il progetto espositivo della mostra, volto alla promozione dell’architettura di qualità che si realizza oggi in Sicilia.

All’inaugurazione della mostra interverranno il Magnifico Rettore dell’Ateneo di Palermo Roberto Lagalla e il Preside della facoltà di Architettura Angelo Milone. A presentare i lavori al pubblico sarà il presidente del Corso di Laurea Specialistica in Architettura Marcello Panzarella. Saranno presenti Giovanni Chiaramonte e l’architetto Angelo Vecchio, fondatore di SCAU Studio.

Giovanni Chiaramonte è uno dei più celebri fotografi e storici della fotografia d’Italia. Nato a Varese nel 1948 da genitori siciliani, di Gela. Alla fine degli anni Sessanta ha cominciato la sua attività di fotografo, e negli anni Ottanta ha iniziato ad approfondire il tema delle relazioni che esistono tra luogo d’origine e identità dell’uomo. Ha pubblicato nel 1983 “Giardini e paesaggi” e, dieci anni dopo, “Penisola delle figure”. Alla fine degli anni Novanta, il suo ritorno a Gela è diventato occasione per scrivere “Ai confini del mare”. La Sicilia gli è stata nuovamente d’ispirazione nel 2002 e nel 2003, quando ha composto “Frammenti dalla Rocca - Cefalù” e “Dolce è la luce”.
Nel 2004 i suoi scatti sulla capitale tedesca sono stati protagonisti di “Berlin, Figure”, un portfolio di quattordici immagini presentate alla Biennale di Venezia. L’anno successivo, l’Università degli Studi di Palermo gli ha conferito la Laurea Honoris Causa in Architettura e nel 2006 gli è stato assegnato il Premio Friuli-Venezia Giulia per la fotografia.
Tra gli Atenei con i quali ha collaborato, oltre a quello di Palermo, quello di Parma e lo IULM di Milano, dove ha insegnato e insegna Storia della Fotografia.


SCAU Studio nasce ad Acireale nel 1980 dall’incontro professionale tra Angelo Vecchio e Angelo Di Mauro. Dal 2000 SCAU Studio si rinnova e si propone come società di progettazione integrata e nel 2001 alcuni dei collaboratori storici come Koncita Santo ed Alfio Cavallaro, si aggiungono alla società che, dal marzo 2002, adotta il Sistema Certificazione Qualità, nel rispetto della ISO 9001. Nel corso degli anni sono stati innumerevoli i progetti realizzati sia per enti pubblici che per privati, tutti legati da una continua ricerca d’innovazione del linguaggio architettonico con l’intento di ridefinire i rapporti tra tecnologia, funzionalità ed estetica. Oggi SCAU Studio si propone anche sullo scenario internazionale, fondamentale per sviluppare i propri punti di ricerca in nuove opportunità, in nuove sfide. Sulle pendici dell’Etna o altrove, un unico filo conduttore: la passione per il progettare: «Io ho una sola passione, l’architettura, e ho il privilegio di fare di quest’arte il mio mestiere», ama ripetere il fondatore di SCAU Studio Angelo Vecchio.

Cosa:
Mostra fotografica:
SCAU Studio / GIOVANNI CHIARAMONTE
Progetto e immagine
Scatti di architettura sostenibile

Dove:
Palermo, Palazzo Chiaramonte-Steri
Piazza Marina 61
http://www.palazzosteri.it/

Quando:
28 ottobre - 12 novembre 2010
Innaugurazione: giovedì 28 ottobre, ore 16:00

Sito internet:
http://www.scau.it/

Mostra Fotografica - A Different Altitude

Olivo Barbieri in una mostra fotografica itinerante dal nome "A different Altitude" propone nuovi punti di vista per leggere i luoghi e le architetture. Elemento comune ad ogni scatto sarà l'altezza a cui si trova l'apparecchio fotografico, una sorta di vista aerea effetto miniatura, caratteristica distintiva che ha reso celebre il fotografo in tutto il mondo. L'obiettivo della macchina di Barbieri questa volta scandaglierà città italiane come Milano, Genova, Firenze, Napoli e Catania. In ognuna di queste farà tappa l'esposizione delle opere. L'esperienza milanese, già conclusasi, è avvenuta in concomitanza con la Triennale. Adesso è la volta di Catania e a seguire su e giù per lo stivale tra Firenze, Genova e Napoli.

- Site specific_CATANIA 09, Palazzo della Cultura, Via Vittorio Emanuele n. 121,
dal 20 al 28 febbraio 2010 - dalle 19:00 alle 24:00 - ingresso gratuito (date suscettibili di variazioni)

- Site specific_FIRENZE 09, marzo/aprile 2010 da definire

- Site specific_GENOVA 09, Palazzo Ducale, dal 30 aprile al 16 maggio 2010

- Site specific_NAPOLI 09, autunno 2010 da definire

Per informazioni visitate il sito ufficiale della mostra ospitato tra le pagine del Rum Zacapa:
adifferentaltitude.com

oppure il sito del comune di Catania nella sezione eventi:
www.comune.catania.it - eventi

Risorse di Architettura n.2

Capita spesso di dover cercare fotografie per i nostri progetti accademici, per analizzare a fondo i dettegli delle architetture o più semplicemente conoscere il fatato mondo degli Archistar. Per districarsi nell’immenso mare di internet vi segnaliamo tre siti che rappresentano ottimi punti di partenza.

Flickr
“Flickr is almost certainly the best online photo management and sharing application in the world.”
Sito

Titolo e sottotitolo la dicono lunga sulla validità del celeberrimo sito di photo sharing. Potremmo dire che flickr è per le fotografie ciò che youtube è per i video, ovvero un facile strumento di condivisione che permette agli user di postare i propri scatti e visualizzare quelli degli altri. A differenza di siti specializzati nella vendita di immagini, qui tutto è gratuito e utilizzabile (entro certi limiti). Gli autori possono decidere se mantenere tutti i diritti dell’opera o rendere la foto totalmente utilizzabile per altri. Con i parametri di ricerca avanzata risulta facile applicare suddetta distinzione. La maggior parte dell’immagini si trovano a dimensioni originali (oltre i 5 megapixel) e quindi adatte agli usi comuni.
Ogni autore possiede una sorta di pagina in cui mostrare i propri elaborati con possibilità di creare cartelle, pubblicare commenti, porre tag ecc.
Pro: Al momento è la migliore risorsa online per trovare immagini, soprattutto di architettura contemporanea. Raramente un’opera manca all’appello.
Contro: Generalmente le ricerche producono un infinità di risultati tra cui doversi districare. Molte immagini proposte sono state realizzati da turisti allo sbaraglio che pensano che una bella foto debba comprendere la loro sorridente silhouette piazzata davanti a qualche edificio famoso.


A&A
“Art & Architecture”
Sito

Il sito del "Courtauld Institute of Art” propone un interessante raccolta di immagini e fotografie d’epoca per la maggior parte ad altissima risoluzione in bianco e nero. L’archivio non è molto fornito ma si possono trovare piccoli gioiellini su opere antiche e anche moderne fino a giungere alla soglia della contemporaneità. Potrete vedere gli interni del Palazzo di Cristallo di Paxton fino a leggerne le insegne interne, oppure dare un occhiata al Centro Pompidou negl’anni di realizzazione per rendersi conto di quanto fosse avveniristico il museo di Renzo Piano.
Pro: Facile da utilizzare nonostante la lingua inglese.
Contro: Le immagini non sono scaricabili ad alta risoluzione, ma solo visualizzabili.


Life
Sito

Amanti del gossip architettonico? Ecco il sito che fa per voi. Uno sconfinato database ricco di immagini per spiare i vostri beniamini durante qualche presentazione, con un plastico in mano o di fronte il loro ultimo sforzo architettonico. Volete vedere Zaha Hadid conciata a festa per andare in visita dal papa? Eccovi accontentati!
Pro: Eccellente qualità delle immagini.
Contro: Tutte le foto sono vincolate da diritti d’autore, tuttavia è permesso utilizzarle con opportuni accorgimenti e senza scopi commerciali.

L’architettura e la fotografia

Spesso, nell’immaginario collettivo, una macchina fotografica è pensata come una lampada di Aladino. Ci si aspetta che, strofinando delicatamente un pulsante, il Genio imprigionato nel meccanismo esaudisca il proprio desiderio, trasformando in immagine durevole ciò che si vede o, peggio ancora, che si crede di vedere. Una macchina invece è uno strumento capace di obbedire, ma solo se le richieste sono fatte correttamente. In fotografia lo spazio e il tempo sono parte sostanziale.
Proprio come accade in architettura. L’architettura non può essere pensata solo come oggetto visivo, perché non può essere solo una bella forma iconica, solo un bel prospetto, ma va vissuta, navigata e non può essere mai staccata dal suo contesto e dal tempo in cui è calcata.
Architettura e fotografia si possono associare in quanto entrambe frutto di astrazione matematica; quest’ultima costituisce il presupposto tanto di un progetto architettonico quanto del principio di funzionamento di una macchina fotografica. Al tempo stesso è innegabile il legame di complementarità che le unisce: l’architettura modifica la luce attraverso lo spazio, mentre la fotografia modifica lo spazio grazie alla luce; una foto coglie nell’eternità l’istante, mentre l’architettura si trasforma con il passare del tempo.


Insomma, apro con questo articolo proprio per creare uno spazio su questo blog dedicato alla fotografia...
...Buona giornata, a presto