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I designer dell'intangibile

Le agenzie di stampa ci informano che nel nostro paese il 71% del PIL deriva dal terziario, settore che offre lavoro al 66% degli occupati (1). Un simile scenario è il frutto di un costante sviluppo, quantitativo e qualitativo, del ventaglio di servizi offerti alla collettività. E tra nuove capacità e competenze richieste agli addetti del settore, ecco che anche la figura del designer muta e si adatta per proporsi in una nuova veste: da plasmatore di materia a progettista dell’intangibile. Ideare nuovi servizi, promuovere ed organizzare la loro offerta, sviluppare interfacce funzionali ed accattivanti tra offerta e utenza, creare un canale di comunicazione riconoscibile: sono questi i principali compiti del designer di servizi, figura professionale in costante ascesa negli ultimi anni.

Il riconoscimento ufficiale di questa nuova strada intrapresa dal mondo del design lo ha messo sul tavolo la stessa ADI (Associazione per il Disegno Industriale) (2), inserendo la categoria Design dei servizi tra gli ambiti tematici per l’assegnazione del Premio Compasso d'Oro (3). Tale premio, creato nel 1954 su idea di Giò Ponti, è il più antico ed autorevole premio mondiale di design, occasione per far conoscere la qualità del “made in Italy”.
Il premio Compasso d'Oro viene assegnato ogni tre anni sulla base di una preselezione effettuata da una una commissione di esperti, designer, critici, storici, giornalisti specializzati, che anno dopo anno individuano i migliori prodotti poi pubblicati negli annuari ADI Design Index.

Tra le idee premiate nell’ultima edizione (4), ampio spazio a servizi improntati sui temi della condivisione di spazi e mezzi di trasporto, dell’economicità e della sostenibilità:

Carpooling - Autostrade per l’Italia
Un nuovo modo di viaggiare nel rispetto dell’ambiente e trovare i tuoi compagni di viaggio: il rinnovato sito internet mette a disposizione un luogo di incontro virtuale dove, previa registrazione, poter offrire o richiedere un passaggio.

BikeMi
È il nuovo servizio di Bike Sharing della città di Milano, facile, pratico ed ecologico. Nato per favorire la mobilità dei cittadini, BikeMi non è un semplice servizio di noleggio bici, ma un vero e proprio sistema di trasporto pubblico da utilizzare per i brevi spostamenti (al massimo 2 ore) insieme ai tradizionali mezzi di trasporto ATM.

Cohousing.it
Il cohousing sbarca anche in Italia forte dell’esperienza quotidiana di migliaia di persone in tutto il mondo che hanno scelto di vivere in una comunità residenziale basata sulla condivisione dei servizi, all’insegna del risparmio economico, della sostenibilità ambientale e della riscoperta della dimensione sociale dell’abitare.
Le comunità di cohousing combinano infatti l’autonomia dell’abitazione privata con i vantaggi di servizi, risorse e spazi condivisi come micronidi, palestre, stanze per gli ospiti, giardini e car-charing. Essenziale per il buon esito del cohousing è il processo di progettazione partecipata.

Approfondimenti:
1 - Speciale - Piccola e media impresa sul Portale di Adnkronos
2 - ADI (Associazione per il Disegno Industriale)
3 - Premio Compasso d'Oro ADI
4 - Tratto da Interni - The magazine of Interiors and Contemporary Design n°608 (Gennaio/Febbraio 2011)

VENEZIA 2010 - Padiglione Italia - Italia 2050

Speciale VENEZIA 2010 su Petra Dura.

Italia 2050 è la terza sezione del Padiglione Italia - Ailati - curato da Luca Molinari.
Questa esposizione è stata realizzata in collaborazione con la rivista Wired che ha selezionato 14 visionari italici a cui è stato affidato il compito di proporre 14 temi per un futuro non troppo lontano. A questo scopo sono stati realizzati altrettanti testi che esplicitassero meglio i contenuti: le "visioni" sul futuro.
Quindi sono intervenuti 14 architetti che hanno tentato di trasporre i temi in installazioni.
Di seguito riportiamo alcuni dei lavori affiancati dai relativi testi.

Nel complesso l'intero padiglione di Italia 2050 è stato immaginato come uno spazio libero in cui potersi muovere, con 14 scale che permettessero di gettare uno sguardo al piano superiore, uno sguado sul prossimo futuro. Alla fine di ogni salita un'installazione a tema.

Piano terra, primo piano e dettaglio della visione #5. Foto di Giuseppe Scandura.

1#Visionario: Susanna Nicchiarelli
Tema: Archivi della memoria
Visione: "Entro 30 anni, ha detto il presidente americano, l'uomo arriverà su Marte, e poi ha aggiunto: «I expect to be around to see it». È questo il centro della previsione, e oggi possiamo affermarlo con certezza: non Marte, ma l'ottimismo del "ci sarò". A quasi 50 anni dal discorso di Kennedy in cui annunciava lo sbarco sulla Luna, un uomo che ha lo stesso ruolo fa un annuncio simile ma con un corollario che è più importante dell'annuncio stesso. Un corollario che non riguarda tanto Barack Obama, quanto tutti noi. Il punto è che la vera certezza non è l'uomo su Marte, ma la nostra possibilità di testimoniarlo.Abbiamo una lunga storia alle spalle e ormai si è capito che è impossibile immaginare il futuro, quali mezzi tecnologici avremo, come vivremo: ma quello che possiamo, nel 2010, affermare con qualche certezza, è che la testimonianza del cambiamento sarà importante quanto il cambiamento stesso, e che questa è l'unica cosa che non cambierà; e che quindi, come dice Obama, ci saremo, per testimoniare i prossimi eventi, per festeggiare le scoperte, per constatare insieme i nostri disastri. Come gli uomini del mito della caverna di Platone, come noi oggi, gli uomini del 2050 si osserveranno tra loro, guarderanno il fuori, talvolta usciranno; avranno visioni parziali, distorte da altri, da loro stessi o dalle loro (oggi inimmaginabili) tecnologie; perderanno contatto con quello che succede fuori, e forse perderanno anche il senso del fuori. E nell'osservare dubiteranno dell'affidabilità dei loro occhi e dei loro mezzi per vedere, e dubiteranno anche degli eventi che vedranno o che si faranno raccontare; si spera però che, andando avanti, capiscano qualcosa di più di loro stessi, e dell'importanza del vedere."
Arch.: Beniamino Servino
Installazione: L’OSSERVATORIO VENEZIANO ovvero Punto di Osservazione Antipiccioni
Vedi progetto su beniaminoservino/projects

2#Visionario:
Davide Oldani
Tema: Luoghi del gusto, del benessere e del piacere
Visione: "Nel 2050 spero che si mantenga la buona cucina, quella della tradizione, che usa prodotti locali e di stagione, a km zero. Immagino un ritorno al passato che ci farà fare grandi passi avanti: ricominceremo tutto da capo, con piccoli negozi che vendono prodotti di nicchia; saremo "saturi", stufi degli iper dove trovi tutto e il contrario di tutto, stufi delle scatolette e dei surgelati. Già oggi, d'altronde, alcune grandi aziende puntano al prodotto fresco, è la filosofia del "6 days shelf life". Sarà il momento della vecchia drogheria sotto casa, dove comprare mezzo litro di latte e mezz'etto di prosciutto. La tecnologia giocherà un ruolo fondamentale, perché la drogheria sarà cablata e computerizzata e i prodotti certificati, igienicamente perfetti. Se oggi la crisi spinge a ridurre i consumi alimentari a favore di telefonini e gadget elettronici, questo "ritorno al passato" porterà nuovamente a un'inversione di tendenza. E quindi anche la convivialità riprenderà l'importanza che ha sempre avuto nella tradizione italiana: la tavola della domenica, dove ci si riunisce e si parla, ci si racconta tutto. 25 anni fa, quando ho cominciato con Gualtiero Marchesi, pensando al cibo del 2000 immaginavamo le pillole. E invece nel 2010 io continuo a fare cucina tradizionale. Mi sembra un buon presupposto su cui riflettere, un buon augurio per tutti."
Arch.: Duilio Forte
Installazione: SLEIPNIR CONVIVALISQUINTUS
Vedi progetto su atelierforte.com

3#Visionario: Francesco Stellacci
Tema: Infinitamente piccolo
Visione: "Pensando al modo in cui l'Italia (e il mondo) potrebbe presentarsi nel 2050, per prima cosa ho confrontato il paese di oggi (2010) con quello di 40 anni fa (1970). Molto è cambiato ma in modo diverso in diversi settori. I trasporti, per esempio: gli aerei volano più veloci ma non di molto, le auto sono più efficienti e di forma diversa ma non molto. La medicina è in sostanza la stessa. Le case sono più integrate, ma di nuovo non molto è cambiato. All'inizio degli anni '70 si parlava di energia alternativa, come oggi. In alcuni settori siamo invece lontani anni luce, soprattutto in fatto di comunicazione. Il computer non esisteva nelle case, i cellulari, Internet, Facebook erano impensabili. Questo vuol dire che oggi la modernizzazione progredisce a grandi salti in certi campi, mentre altri rimangono fermi.
Ci saranno importanti mutazioni nel campo della comunicazione e in quello della medicina, dove finalmente ci sarà una rivoluzione. Molto cambierà anche nel rapporto tra l'uomo e l'ambiente.
- comunicazione - Credo che qui l'evoluzione sia ancora a meno di metà strada. Useremo sempre più oggetti per parlare tra noi. Da sempre gli abiti sono strumento di comunicazione: nell'Italia del 2050 lo saranno in modo elettronico. Comunicheranno con l'esterno quello che gli diremo di comunicare. Per esempio che abbiamo voglia di bere una birra con qualcuno, o che ci piacciono i Pink Floyd, o che pensiamo di andare al museo. Il tutto senza che nessuno se ne accorga, ma al tempo stesso con la capacità di dirci se qualcuno intorno a noi ha lo stesso desiderio.
I muri delle nostre camere saranno grandi schermi, a metà tra videotelefono, Skype e Facebook, perfettamente integrati con il resto del mondo, con cui ci terranno sempre in contatto. La lingua costituirà sempre meno una barriera: avremo traduttori simultanei negli abiti. Tutto sarà un grande strumento di comunicazione, senza distinzione tra comunicazione personale o guidata (del tipo televisivo e giornalistico).
- medicina - Qui mi aspetto una rivoluzione. Avremo sempre su di noi dei dispositivi per monitorare lo stato di salute. Questo cambierà il nostro modo di mangiare e di relazionarci al corpo, perché ci conosceremo molto meglio. Il medico ci chiamerà dicendo di andare in ospedale per fare un ulteriore controllo, o che stiamo mangiando male. Le medicine verrano sviluppate ad personam.
ambiente Ci sarà molto più verde ed energia pulita. Le case verranno illuminate con luce fotovoltaica, distribuita dalle pareti. Ci saranno più biciclette, magari ibride, più motorini verdi, e le auto andranno a idrogeno. Tutto si ricaricherà senza fili."
Arch.: Carlo Ratti
Installazione: SEASWARM
Approfondimento sul sito del MIT senseable.mit.edu/seaswarm
Vedi il progetto nella video-intervista su youtube.com

4#Visionario: Leandro Agrò
Tema: La città degli oggetti
Visione: "Nel 2050 immagino realtà l'Internet degli Oggetti. Un'Internet più larga e più profonda del web 2.0, su scala planetaria, capace di farsi GAIA, la Terra, e di includere nelle reti sociali sia gli umani che le loro "macchine". Questa terza ondata di Internet NON si posiziona solo nel Futuro, anzi è radicata nel passato: nel 2010 è già entrata nelle case della gente, accelerando il processo di re-invenzione sistematica degli oggetti. Ripensare gli oggetti di ogni giorno, così come avvenne con l'avvento della plastica, e riformarli perché siano adeguati al futuro nel quale desideriamo vivere: questa è l'opportunità che l'Italia - più di tanti altri sistemi e paesi - è tagliata per affrontare. Un'opportunità strategica, non solo per non scomparire, ma anche per entrare in un neo Rinascimento in cui tornare protagonisti.
Gli oggetti d'uso quotidiano sono la nostra storia archeologica e il nostro specchio. Ma perché e come bisognerebbe reinventarli oggi? Ogni oggetto dovrebbe avere una storia. Una storia del suo passato (materiali, luoghi di produzione, istruzioni) e del suo futuro (differenziazione, smontaggio, riciclo). Dovrebbe conoscere attivamente qualcosa di sé (essere senziente o almeno avere idea di tempo e luogo del proprio uso), essere connesso e sociale, ovvero appartenere a noi umani, "vivendo" nella nostra rete digitale e sociale. In questa terza ondata di Internet la tecnologia resta un pilastro fondamentale, e per realizzare prodotti sensati serve far lavorare insieme team interdisciplinari.
Nelle scuole di design succede da anni. Adesso è tempo di portare questi approcci nelle aziende e usarle come motore del paese. Il progettare deve diventare altrettanto importante del saper fare artigianale che ha finora contraddistinto i prodotti italiani più blasonati. Il settore artigianale e l'ingegneria del software devono lavorare da co-protagonisti.
Non è impossibile pensare che nei prossimi 40 anni il made in Italy abbia un contenuto tecnologico, evolvendosi dallo stile all'interazione. Così, domani, un oggetto sociale potrebbe essere associato all'Italia non solo per l'estetica, ma soprattutto per il suo grado di "socialità". In un paese di inventori (ma anche di ingegneri, interaction designer e creativi di ogni specie) il tempo gioca sempre a favore del futuro."
Arch.: Gambardella E Ottieri
Installazione: NATURA MORTA / Città VIVA OVVERO LIFE WITH OBJECTS
Approfondimento su gruppopremetal.it

5#Visionario:
Fabri Fibra
Tema: Tempo / Città digerente
Visione: "Le immagini trasmesse dalla televisione scorrono contemporaneamente sopra la superficie di tutto il pavimento dell'appartamento. Gli edifici sono tutti condomini eco-sostenibili. La tecnologia regna nelle abitazioni come nelle città, i mezzi pubblici sono la soluzione migliore per spostarsi da un luogo all'altro, treni piccoli e silenziosi percorrono le vie principali delle città, le automobili sono la minoranza, le biciclette sono ovunque. Le forme dei mezzi pubblici sono di un design estremamente minimale. Ogni condominio ha un suo supermercato interno al primo piano, al secondo piano ci sono gli Internet point e i centri fitness. Ogni condominio offre uno psicologo a disposizione dei condomini. I ristoranti della città hanno orario continuato 24 ore su 24. Le autostrade scorrono attraverso dei tunnel di vetro trasparente, il vetro cambia di colore a seconda della temperatura, delle ore del giorno, delle quantità di mezzi in transito.
Sulla superficie del vetro scorrono le indicazioni per chi viaggia. Le chiese diventano dei musei
dove la gente va a leggere e studiare. I fedeli di ogni religione esistente si radunano in preghiera in un unico grande giardino, al centro del quale emerge la statua di un sole che tende una mano. Le telecamere sono presenti in tutti i punti principali del centro e delle periferie. I cinema non esistono più, i film vengono trasmessi su giganti schermi all'aperto posizionati di fronte alle abitazioni, la gente guarda i film dal proprio balcone ascoltando con gli auricolari e osservando con occhiali 3D. I film scorrono per tutta la notte. Al posto dei distributori di benzina ci sono distributori di mp3."
Arch.: Anna Barbara
Installazione: CRONOS E KAIROS: ARCH_TEMP OPEN 24 HOURS
Vedi immagini su atcasa.corriere.it

6#Visionario: Alessandro Galli
Tema: New eden / Nature 3.0
Arch.: Ecologicstudio
Installazione: NEW EDEN UTOPIA

7#Visionario: Tommaso Tessarolo
Tema: Democrazia / Media / Metropoli
Arch.: Ian+
Installazione: LA FORMA DELLA DEMOCRAZIA

8#Visionario: Marzia Lazzerini
Tema: Spazi per comunità fluide
Arch.: Ma0
Installazione: SAVE_IT Ma0

9#Visionario: Nico Vascellari
Tema: Demolire / Rottamare la periferia
Arch.: Marc
Installazione: Meno Italia o Less is a must

10#Visionario: Gianni Biondillo
Tema: Architettura zero-cubatura
Arch.: Metrogramma
Installazione: ESPERIA15: UNA SUPERGUNDAM ALLA DISPERATA RICERCA DI UN’ANIMA

11#Visionario: Emilia Visconti
Tema: Energia pulita e diffusa
Arch.: Marco Navarra_Nowa
Installazione: P2P (Peer To Peer) ENERGY

12#Visionario: Chiara Bonini
Tema: Il corpo nella città
Arch.: Italo Rota
Installazione: SONO IL MIO CORPO, FORSE

13#Visionario: Ilaria Capua
Tema: Paesaggio open source
Arch.: Alessandro Scandurra
Installazione: OPEN SOURCE / SORGENTE APERTA / SALA DA CONCERTO

14#Visionario: Achille Stocchi
Tema: Materia / Aantimateria
Arch.: Attilio Stocchi
Installazione: FUTURO SENZA TEMPO
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Note:
(1) - Gli articoli pubblicati sono stati concessi da mag.wired.it con licenza Creative Commons (Attribution-NonCommercial-NoDerivs). Per saperne di più visita creativecommons.org
(2) - Puoi leggere tutte le "visioni" direttamente su mag.wired.it 1 - 2 - 3 - 4 - 5 - 6 - 7 - 8 - 9 - 10 - 11 - 12 - 13 - 14
(3) - Sulla scorta del concept dei "14", Salvatore D'Agostino ha selezionato 14 Italiani per porre altrettante domande al curatore del padiglione, Luca Molinari. L'intervista in quattro parti la trovate su wilfingarchitettura.blogspot.com

Attualità e Curiosità: Architettura a Sanremo?!

Da sempre il Festival della musica italiana è stato ornamenti e addobbi, fiori e luci.
Quest'anno ha richiamato l'attenzione la navicella spaziale, che ha pensionato l'abituale scalinata da sempre percorsa (immagino anche con non poche difficoltà) dai concorrenti, una volta chiamati sul palco.
Il progettista Gaetano Castelli, considerato il più grande scenografo italiano, ha disegnato le scene di molti programmi televisivi, commedie teatrali, sfilate di moda e tournée musicali. Aldilà della televisione è stato impegnato nel disegno degli interni di molti hotel, ville, discoteche e residenze.
Dando un'occhiata alle sue scenografie passate, sono rabbrividita di fronte ad annose statue femminili infiorate e dalla stessa scalinata che ogni anno è stata riproposta modificandone talvolta solo la quantità di colorazione illuminotecnica. Forse la gente si è sentita per molto tempo rassicurata dalla tradizione che si mantiene nel tempo.
Quest'anno invece le cose cambiano: una navicella spaziale!!!E bisogna dare atto dell'enorme quantità di luci e schermi che sono state disposti, solo con i soldi della bolletta dell'Enel ci si potrebbe sfamare tutta l'Africa.
Tuttavia il disegno è abbastanza minimalista, due ellissi la più piccola delle quali all'occorrenza si sgancia dallo sfondo e atterra come un disco volante.
La cosa più curiosa è il fatto che sembra che non tutti siano "degni" di utilizzare questa struttura....

"E’ scenotecnica, quest’anno, più che scenografia, nel senso che l’utilizzo della tecnologia permette di “muovere” tutto, di dare dinamicità al Festival, di dare a ogni momento di spettacolo e a ogni protagonista una propria irripetibilità. Abbiamo scelto elementi semplici a prima vista ma in grado di dare profondità alla scena e lasciar spazio alle sorprese della nostra macchina, sintetizzando il passato delle mie scenografie con la novità tecnologica estrema, facendola diventare spettacolo essa stessa. Un omaggio ai 60 anni di Festival e ai protagonisti di questa edizione”(Gaetano Castelli)
http://musica.it.msn.com/notizie/articolo.aspx?cp-documentid=152164139

http://www.youtube.com/watch?v=rjUIV6b-zxY

CULTURAL INFECTION

Video realizzato per il corso di Architettura e Composizione III del quinto anno di Ingegneria Edile-Architettura dell'Università di Catania A.A. 2008-09
Docente: Arch. Riccardo dell'Osso
Tutor: Ing. Sebastiano D'urso

Il video è stato realizzato come esito finale nella riprogettazione della stazione centrale di Brindisi, con il pretesto di un eventuale EXPO dal nome "Cultural Infection", avente come tema principale le malattie sessualmente trasmissibili. A margine, la progettazione ha interessato pure ambiti residenziali sempre interni al comune salentino, nonché piazza Cairoli e Piazza del Salento.

Per realizzare il video abbiamo faticato un bel pò con i vari Autocad, Rinho, 3Dstudio, Piranesi, Photoshop ecc. ecc. creando tanto di quell'inquinamento informatico sui nostri pc che stento a credere che siano riusciti a sopravvivere in 5 su 6. I virus sono stati equamente ripartiti su tutti i computer pilotati da spaziose (e sempre piene) penna da 8 gb. Magari con il termine Cultural Infection intendevamo proprio questo...
Maria Luisa si è divertita ad impacchettare il tutto con chissà quale programma video e non meravigliatevi se il suo nome primeggia tra tutti in ordine prettamente anti-alfabetico :D
La colonna sonora è di Bjork - Bachelorette - meravigliosa come sempre.





ARCHITETTURA NELLE ARTI e LE ARTI NELL'ARCHITETTURA: La nuova architettura

Leggendo un numero di Casabella mi è capitato sott'occhio un articolo scritto da Peter Eisenmann, il quale intendeva sviscerare le cause della crisi che al giorno d'oggi colpiscono l'architettura, catalogandole in soli sei punti. Tra i sei uno era riferito alla mancanza al giorno d'oggi di paradigmi atti a introdurre cambiamenti considerevoli. Svariati e molto differenti, ma tutti rilevanti, sono stati i discorsi sull'arte e di seguito sull'architettura, basti pensare a movimenti artistici come Futurismo(con i suoi volumi dinamici espressione della velocità), Espressionismo (fondato sull'occasione e il momento pietrificato), Purismo (fondato sui 5 punti di Le Corbusier che purifica il linguaggio), Costruttivismo (legato all'idea dei condensatori sociali e alla nudità dell'edificio). E, come afferma R. Dell'Osso in "Architettura e Territorio", dal Decostruttivismo, che scompone i volumi puri ricostruendoli, e dal minimalismo, che riduce al massimo l'architettura, si giunge al "supermodernismo" che gioca con i volumi asciutti del minimalismo puntando l'attenzione sulla loro immaterialità e il senso dell'effimero.
Dunque si ritorna al punto di Eisenmann: forse EFFIMERO è la parola chiave dell'architettura di oggi, un'architettura leggera, flessibile, sensoriale. Baudelaire afferma: "La modernità è il transitorio, il fuggitivo, il contingente, la metà dell'arte di cui l'altra metà è l'eterno e l'immutabile". Ma effimero vuol dire anche sganciarsi dalla durata dell'edificio e poter pensare di realizzare l'"irrealizzabile", per generare delle emozioni in chi ne fruisce l'essenza. La forma si distacca dalla funzione, scioglie il legame con la tradizione del luogo in cui sorge e si emancipa, diventando essa stessa funzione, emettitore di significati o semplicemente trasmettitore globale di una singola intellettualità. Ma è qui che si sfiora la linea di demarcazione tra architettura e arte. E arte vuol dire "attività umana volta a creare opere di valore estetico". Allora mi chiedo se è questa la finalità dell'architettura di oggi...

Architetti e Facebook - Classifica

Alexa, l'azienda informatica statunitense che da tempo si occupa di sondare i movimenti degli utenti su internet, conferma che Facebook è al secondo posto tra i siti più visitati in Italia. Ci è sembrato giusto andare a tastare il polso della situazione direttamente sul celeberrimo social network per capire come si muova l'architettura da quelle parti.
Qui non contano i premi vinti, quante volte siano state conquistate la copertina delle riviste di architettura e tanto meno l'apprezzamento dei critici specializzati: su Facebook tutto si misura in numero di iscritti. Siamo andati quindi, a vedere quale archistar possieda la pagina (e non il gruppo) con il maggior numero di fan. Ecco la classifica:

1 - Renzo Piano con 31.714 fan
2 - Zaha Hadid con 25.337 fan
3 - Tadao Ando con 22.295 fan
4 - Santiago Calatrava con 15.159 fan
5 - Frank Gehry con 11.273 fan
6 - Oscar Niemeyer con 9.578 fan
7 - Rem Koolhaas + Oma con 8.714 fan
8 - Norman Foster con 8.711 fan
9 - MVRDV con 8.062 fan
10 - Richard Meier con 7.177 fan
11 - Peter Zumthor con 6.196 fan
12 - Toyo Ito con 4.518 fan
- Herzog & de Meuron con 3.233 fan
- Daniel Libeskind con 3.210 fan
- Jean Nouvel con 2.601 fan
- SANAA (K. Sejima & R. Nishizawa) con 2.526 fan
- Steven Holl con 1.929 fan
- Massimiliano Fuksas con 1.435 fan
- Shigeru Ban con 1.127 fan
- Cesar Pelli con 777 fan
- UN Studio con 766 fan
- Richard Rogers con 760 fan
- Arata Isozaki con 630 fan
- Mario Botta con 566 fan
- Enric Miralles EMBT con 551 fan
- Peter Eisenman con 347 fan
- Ieoh Ming Pei con 298 fan
- Jose Rafael Moneo con 295 fan
- David Chipperfield con 284 fan
- Gae Aulenti senza pagina
- Bernard Tschumi senza pagina

Ammetto che Renzo Piano in prima posizione mi lascia esterrefatto... oltretutto queste pagine sono visitate da tutti i facebooker del mondo e non hanno carattere nazionale. Per il resto era prevedibile che Zaha Hadid, Calatrava e Gehry conquistassero la vetta della classifica. L'escluso che fa più scalpore è senza dubbio Bernard Tschumi, ma non possiamo pretendere molto da un sito per non addetti ai lavori.
Adesso vediamo come si compone la classifica dei maestri del '900

1 - Le Corbusier con 39.603 fan
2 - Ludwig Mies van der Rohe con 31.199 fan
3 - Frank Lloyd Wright con 18.076 fan

Beh... è obiettivamente difficile fare una classifica tra questi geni, tuttavia la distanza che separa Le Corbusier da Wright appare non indifferente.

p.s. se dovesse mancare in classifica il vostro architetto preferito, segnalatelo pure.

Pensiero del giorno... Comico 2

Grazie alla segnalazione di un attento lettore, di seguito postiamo il video su Beppe Grillo e l'Architettura girato durante un V-Day. Come al solito vi consigliamo di tenervi forti... Per la visione da parte di minori è consigliata la presenza di un'architetto. Alcune scene potrebbero essere offensive per gli estimatori delle opere di Calatrava. Le battute non sono state testate su animali.



Altro video su Grillo

Pensiero del giorno... Automobili 2

Tempo addietro avevamo postato qualche video e qualche immagine che mostravano che stretto rapporto esistesse tra il mondo dell'automobile e quello dell'architettura contemporanea. Ci sembra giunta l'ora di fare un aggiornamento.
Cominciamo con un esempio, che personalmente trovo fantastico, in cui una vettura della Mercedes percorre le vie di un mondo in cui molti stereotipi vengono ribaltati e riletti. E quale migliore edificio, se non il Guggenheim di Frank O. Gehry di Bilbao può simboleggiare l'antitesi con la realtà architettonica per farsi testimone e monumento di un mondo che verrà?



Proseguiamo con un video tutto nostrano che apprezziamo per il fortissimo legame che tenta di instaurare con il complesso mondo del Design: si tratta della nuova Fiat 500, figlia di un auto che ha già fatto storia in Italia e nel Mondo. Il marchio auspica un inserimento di questo nuovo modello nell'immaginario collettivo, nella vita di tutti i giorni effettuando un confronto con molti oggetti che di fatto possiedono queste caratteristiche. Funzionerà? solo il tempo può dirlo...




Concludiamo con un video della Nissan in cui un paesaggio urbano assolutamente realistico e anonimo prende vita per giocare con l'automobile. A differenza di molti altri spot, il contesto urbano viene immaginato con le caratteristiche che tutti siamo in grado di riconoscergli, senza costringerlo ad esprimere idee o sentimenti estranei a tali luoghi. La città è una fonte inesauribile di pericoli e in questa maniera viene rappresentata: caotica, senza punti di riferimento, sempre diversa e mutevole.

Omaggio a Mauritius Cornelis Escher (1898-1972)


E' stato un'architetto, o quasi, con una visione tutta particolare dello spazio.
Siamo abituati a rimanere estasiati ed affascinati di fronte i suoi disegni e le sue incisioni. Oggi ci godiamo alcuni video che traggono spunto da suoi celeberrimi capolavori per scoprire che a volte la realtà è solo un punto di vista.







Approfondimenti

Pensiero del giorno... Architettura e sogni

Avete presente la teoria freudiana relativa al Es, Io e Super-Io? Riassumo in breve: ogni uomo ha una rappresentazione mentale di se che si chiama IO. Questo è il prodotto dell'ES, ovvero l'inconscio, la nostra vera essenza, filtrata dal Super-Io, meccanismo censore che ci limita e ci frena. Quando si dorme il Super-Io si disattiva e l'Es prende il sopravvento su tutto. Emergono le nostre follie, le nostre perversioni, le nostre paure e una serie infinita di cosette che tentiamo opportunamente di occultare allo sguardo estraneo. L'architettura dei nostri sogni non è soltanto un'ambizione o un modello che più o meno coscientemente accettiamo o usiamo, ma qualcosa che permanentemente risiede in noi e va al di là di qualsiasi stile architettonico, convinzione, teoria o critica contemporanea. E' un idea, un idea perversa di cui siamo gli unici autori e gli unici fruitori. E' un architettura immateriale che paradossalmente viviamo con gli stessi strumenti delle architetture fatte in mattoni duri e freddi: impulsi elettrici che giungono al cervello. Potremmo dire che sognare un'architettura è qualcosa di più che visitarla.
La casa nei sogni difficilmente coincide con "la casa dei sogni" che ha il "difetto" di rispondere alle molteplici necessità-esigenze che la vita ci impone. Qualcuno usa l'espressione casa onirica o meglio ancora case oniriche, considerandone le poliformi percezioni.
Ultimamente mi è capitato di vedere un film parecchio interessante da questo punto di vista: Mulholland Drive del regista David Lynch. Alla maggior parte di voi non dirà nulla questo titolo, ma credo che sia uno di quei pochi lavori cinematografici che danno una lettura assolutamente particolare dell'architettura. Non ho alcuna intenzione di rovinarvi lo spettacolo; posso solo anticiparvi che il film è di difficilissima comprensione, tanto è vero che il regista, pur non fornendo l'interpretazione originale, suggerisce dieci elementi da attenzionare per capirlo fino in fondo. Qui potrete trovare l'interpretazione più largamente condivisa. Questa ambiguità di significati suggerita dal film dovrebbe farci riflettere sul rapporto che la materia architettonica ha con la propria essenza, scolastica distinzione tra significante e significato. Se ad un segno linguistico o matematico corrisponde un idea ben precisa o condivisa, al gesto architettonico corrispondono una molteplicità di pensieri, suggestioni, riferimenti, condizionamenti non sempre leggibili, proprio come accade per l'interpretazione dei sogni. Parliamo di una molteplicità di soluzioni corrette e attendibili, non certo nate da scienze esatte, ma contaminate da un indicibile quantità di variabili. Questo è il sogno, questa è l'architettura.

Voglio darvi qualche flash del film:

1 - una ragazza che guarda esterrefatta un soffitto che non viene mai inquadrato
2 - la casa dei sogni americana
3 - la stanza del boss più pauroso di tutti i tempi
4 - una strada di periferia ventosa, scura e tetra
5 - le megalopoli di notte, le luci delle auto, i fari della polizia (vedi foto sopra)
6 - una luce per ogni situazione


Vi ho convinto a vedere il film?? lo avete già messo in download su emule?? bene... vi regalo uno spezzone troppo interessante... guardatelo tutto e con attenzione!!!

Pensiero del giorno... Gioielli

Ho un amico appassionato di gioielli ed oreficeria in generale. Io adoro bracciali in plastica e collane in corda; per lui l'oro potrebbe non essere un materiale abbastanza prezioso e mi rimprovera di non capire nulla in materia, così come io lo rimprovero di non capire nulla d'architettura... :)
Magari i gioiellini di Philippe Tournaire potranno in qualche modo metterci d'accordo. Infatti, questo orafo francese adora realizzare manualmente delle piccole opere d'arte, gioielli per intenderci. Come ogni altro gran artista, informa i suoi progetti con le suggestioni e le visioni avute durante i suoi viaggi, con chiari riferimenti alle architetture incontrate qua e là per il mondo.
Certo che se avesse preso spunto da certe architetture contemporanee questi gioielli oltre ad essere originali sarebbero stati splendidi (e meno ridicoli)... e voi la mettereste mai al dito una "villa toscana"? Dopotutto, non è il sogno di chiunque avere una casa in oro massiccio?!

Villa toscana & Villa Florence




Casa Cinese & Villa in Florida

Pensiero del giorno... Architettura in tasca

Maledetta vita frenetica che non mi permette di approndire nulla... li porto sempre in tasca con me, li conto, li desidero, li scambio, li uso. Cosa sono? i soldini ovviamente... sapete, non avevo mai riflettuto su cosa portassero stampato, così ho fatto una piccola ricerca (sugli euro, si intende).

- ogni banconota ha la stampa di un ponte da un lato e di una porta-finesta dall'altro
- i ponti rappresentano i legami che vi sono tra i paesi membri
- le finestre richiamano l'apertura ideologica che caratterizza l'Europa
- le immagini non raffigurano architetture realmente esistenti per non privileggiare alcun paese membro
- le architetture raffigurate rappresentano periodi differenti e sono ordinate cronologicamente con il crescere del taglio della banconota (5-ClassicoRomano, 10-Romanico, 20-Gotico, 50-Rinascimentale, 100-Barocco, 200-Liberty, 500-Contemporaneo)
- Le banconote sono state disegnate da Robert Kalina della Oesterreichische Nationalbank, vincitore del concorso indetto a livello europeo nel 1996

Buona visione









domanda da un milione di dollari...
immaginate di avere una banconota o una moneta per ogni taglio diverso di euro... quanto avete in totale?

Fonte foto

“Immaginaria” Sede Meltemi Editore, di Paolo Valente e Spartaco Paris

Nell’aprile del 2007 la Meltemi editore, con la collaborazione del ministero degli affari esteri, ha bandito un concorso per la progettazione della propria sede. Primo premio 5000€.
La scadenza per la presentazione della domanda fu fissata per il 20 maggio, ovvero, un mese dopo la pubblicazione del bando. Eppure i candidati a quella data erano ben diciotto.
Per aiutare la giuria esaminatrice nella scelta della miglior opera, la Meltemi decise di realizzare tutte le opere in gara sull’isola di Myrsine per poi prelevare solamente la costruzione vincitrice . Così i 18 edifici videro la luce nel luglio del 2007. Furono giudicati e il primo premio andò agli architetti romani Paolo Valente e Spartaco Paris.
Ah, dimenticavo: tutto ciò accadeva su second life, il mondo parallelo che ormai tutti conoscono.
La Meltemi, casa editrice realmente esistente, ha pensato bene di esplorare le possibilità offerte dal mondo virtuale, realizzando una propria sede nel cyber-spazio. Il ministero italiano degli affari esteri non ha perso l’occasione di collaborare per intercettare il canale di quella che ormai viene chiamata Second Architecture.
Su internet il dibattito sulla S.A. sembra ormai aver preso piede. I professionisti del settore danno una lettura di questo fenomeno che non è molto incoraggiante. Pare che le tendenze “second” architettoniche siano volte fondamentalmente verso due derive opposte: chi riesce ad imitare il mondo reale, proponendo le mediocri architetture che infestano le nostre città, e chi ,invece, sfrutta a pieno i vantaggi della virtualità, dell’assenza di forza di gravità. Mi viene da pensare che anche sul web l’uomo non può fare a meno di ricommettere gli errori del mondo reale ovvero la riproposizione atemporalizzata sempre delle stesse cose: ci sarà una casa rinascimentale anche sul web? Gotica? Liberty? Per quello che ne so, la risposta è si! Perlomeno il concorso è stato risparmiato da simili brutture.
Al momento la S.A. è solo la somma algebrica di ciò che viene costruito sul web. Mancano le firme degli architetti di fama mondiale, mancano le idee nuove, le opere di successo. Qualche privato utilizza second life per testare le opere che poi realizzerà nella realtà, ma per questo bastavano i rendering e photoshop. In questo mare di niente il concorso Meltemi è destinato a diventare una pietra miliare nella storia della S.A.
E voi che ne pensate?


Bando di Concorso
http://www.meltemieditore.it/meltemi_bando.pdf

Approfondimenti
http://www.myfirstsecondlife.com/meltemi/index.htm
http://virtualarchitecturalheritage.blogspot.com/
http://www.archinfo.it/home.php?_idnodo=197039