domenica 11 maggio 2008
Non disperate, perchè torneremo prestissimo!!!
lunedì 7 aprile 2008
GIBELLINA - Capitolo 1: Storia e Ricostruzione
Sabato 15 marzo la Facoltà d’ingegneria dell’Università di Catania ha portato in visita a Gibellina (Trapani) gli studenti del corso di Laurea in ingegneria Edile -Architettura nell’ambito del corso di Architettura e Composizione II.Tutto il gruppo Petra Dura ha partecipato e ha deciso di mettere a disposizione di tutti il materiale raccolto durante il viaggio in questo splendido angolo di Sicilia.
Per tutta questa settimana pubblicheremo solo articoli dedicati al paese di Gibellina nel tentativo di analizzare diversi aspetti attinenti all’architettura, con la consapevolezza che qualunque cosa diremo non sarà mai abbastanza. Per questo motivo speriamo di ricevere molti commenti da parte vostra. Se avete qualche curiosità in merito a quanto scriveremo, non avete che da chiedere. Siamo disponibili nel fornirvi altre foto qualora quelle pubblicate non siano abbastanza.
Un ringraziamento particolare va ad Agostino P., web master di gibellinaonline.it, che ci ha dato un sacco di informazioni utili accogliendoci nel suo paese.
Argomenti trattati:
1 – Storia e Ricostruzione @
2 – Architetture Pubbliche
3 – Architetture Private
4 – Piazze e Spazi aperti
5 – Arte
1 – Storia & Ricostruzione
Il vecchio paese di Gibellina era il classico esempio di villaggio siciliano della valle del Belice
abbarbicato su una collina caratterizzata da forti pendenze. La zona costruita era ben delimitata dalle campagne circostanti; le stradine erano strette e ripide e spesso si alternavano a scalinate; vi era presenza di edilizia spontanea che non seguiva alcun progetto; assenza diffusa di servizi. Poi nel gennaio del 1968 arrivo il terremoto che distrusse il 90% delle abitazioni. Le cronache del tempo narrano di scenari apocalittici dove a fatica si riuscivano a contare le vittime.
Come ben sappiamo, la storia ci insegna che dopo ogni catastrofe naturale l’uomo ha un aspetto particolarmente propositivo per quanto riguarda la ricostruzione. E questo è ciò che è accaduto anche a Gibellina. Dopo un primo periodo di incertezze in cui si facevano avanti le ipotesi più disparate (ricostruire e mettere assieme tutti i paesini limitrofi da un lato e ricostruire sulle macerie dall’altro) si capì che la nuova Gibellina sarebbe stata al centro delle attenzioni di molti specialisti e artisti.
Dove: Da subito si scelse come luogo per la ricostruzione una
porzione pianeggiante di territorio e allo stesso tempo nodo infrastrutturale tra la costruenda autostrada Palermo - Mazzara del Vallo e la tratta ferroviaria esistente. Il vecchio paese adesso dista circa 20 KM.
Viaggiando per questi luoghi non si può fare a meno di notare come Gibellina nuova non rispetti i canoni del villaggio siciliano chiuso su se stesso, arroccato, schermato da costruzioni difensive. L’occhio viene calamitato dalle costruzioni moderne che si stagliano sul landscape naturale.
Quando: Il primo piano per la ricostruzione risale al 1970 e porta la firma di Vittorio Gregotti,
Ludovico Quaroni, Alberto e Giuseppe Samonà. Era un piano fatto per macrostrutture che lasciavano aree di indeterminatezza, successivamente ripensate nel 1982 dal team coordinato da Oswald Mathias Ungers con la collaborazione di Laura Thermes, Franco Purini e innumerevoli altri progettisti e artisti. È in questa fase che tutto l’impianto comincia a delinearsi e prendere forma il rapporto tra infrastrutture, costruzioni private e spazi pubblici. Tuttavia nel 1991 vengono condotti altri studi sulla ricomposizione urbana da Pierluigi Nicolin.
Ad oggi non è possibile dire che la ricostruzione sia terminata: se è vero che i non esistono più le baraccopoli dei sopravvissuti, alcuni progetti sono ben lontani dall’essere conclusi (il teatro di Pietro Consagra), altri invece sono già in ristrutturazione (la chiesa a sfera di Ludovico Quaroni).
Come: Osservando la cartina del paese è facile notare come si sia
materializzata l’idea di un architettura piana e diffusa sul territorio sul modello delle villette americane: casa isolata, garage autonomo, piccolo ambito verde. È presente una forte gerarchizzazione tra viabilità veicolare (viali) e pedonale (vie). Per riassumere potremmo dire che ogni quartiere è circondato da strade principali e/o secondarie, mentre risulta tagliato al centro da vie alberate e percorribili esclusivamente a piedi. La sensazione di riservatezza che sprigionano questi anfratti è da ricollegare al tentativo di creare il senso di vita comunitaria presente nella vecchia Gibellina.
Tutti i quartieri risultano innestati a piazze o parchi pubblici, e sono inframmezzati da sculture o opere architettoniche di rilievo, tanto da poter parlare di città-museo.
Lo spazio urbano viene allungato a dismisura nel tentativo di ricreare migliori condizioni di vita per i loro abitanti, ma l’unico risultato che si avverte passeggiando per queste vie è di vuoto e rarefazione architettonica e umana.
Osservazioni: oggi Gibellina soffre quel male conosciuto con il
nome di alienazione. Si ha l’impressione che gli abitanti non abbiano apprezzato l’esito prodotto dall’urbanistica di un trentennio, seppure sembrino essere stati parte attiva della trasformazione. Abbondano i luoghi senza identità, le piazze vuote, le strade deserte. Se in un primo momento, la ricostruzione del paese aveva attirato gli interessi di non poche persone, adesso pare che anche il turismo sia in calo.
Tuttavia, in paese si registrano le voci di chi auspica un radicale cambiamento per quest’isola fatta di contemporaneità in un isola (la Sicilia) che da poco comincia ad apprezzare l’altra faccia della sua terra, non fatta unicamente di mare, ruderi e chiese.
Post di Petra Dura su Gibellina:
http://petra-dura.blogspot.com/2008/01/pensiero-del-giorno-gibellina.html
Sito in cui potrete trovare molte foto e informazioni aggiornate e sul paese e i suoi abitanti:
http://www.gibellinaonline.it/
sito del comune di Gibellina con mappa interattiva e fonti storiche
http://www.comune.gibellina.tp.it/
Autori e opere di Gibellina:
http://www.traarchit.it/architetture/luogo/gibellina.htm
Discussioni:
http://architettura.supereva.com/coffeebreak/20001127/index.htm
http://www.antithesi.info/testi/testo_2.asp?ID=137
domenica 6 aprile 2008
10.000 VISITATORI
Tre mesi fa neanche sapevo cosa fosse un blog e devo dire che questo risultato mi fa ben sperare. Adesso passiamo ai ringraziamenti:
- Grazie a tutti i componenti del gruppo Petra Dura, che non so per quale sadica ragione continuano a offrire tempo e materiale per portare avanti questo progetto.
-Grazie a tutti quei blogger che prima di noi avevano avviato progetti simili facendoci capire come funziona il mondo dell'architettura in rete.
-Grazie a tutti coloro che hanno collaborato a vario titolo con il nostro team.
- Un grazie speciale va a tutti i nostri lettori, che sempre più numerosi, rendono questo blog un piacevole luogo di discussione.
domenica 23 marzo 2008
Buona Pasqua
una maniera come un'altra per dire che oggi non lavoriamo... :D
giovedì 21 febbraio 2008
Materiali - IL SALE
Cominciamo da un materiale insolito, uno di quei materiali che sembra avere poco a che fare con l’architettura…
Uno dei sapori che non riuscirò mai a levarmi di bocca è quello del limone con il sale. In Sicilia e un vero must. Esiste il seltz a l limone e sale, bevanda rinfrescante che somiglia ad un bel bicchiere d’acqua di mare. Esistono “i lumii co caddu” ovvero i cedri che vanno mangiati solo ed unicamente a fettine cosparse di sale. Chi non conosce la tequila boom boom con relativa leccata di sale e fetta di limone?!
Ok… che il sale fosse prezioso in cucina non è certo una novità… ma prezioso solo in cucina?
Oggi il suo costo è veramente irrisorio; nell’antichità veniva usato come merce di scambio al posto del denaro.
Circa 40 anni fa, in Italia il sale era monopolio di stato (come le sigarette o l’alcool) tranne in Sicilia dove veniva prodotto. Mio nonno racconta di quando i parenti calabresi venivano a fare scorta, riempiendo le loro auto con palate del prezioso minerale fintanto che le vetture non toccavano terra.
Un po’ immaginavo quella scena e quella montagna di sapidità che condiva il cofano della macchina, ma nulla a confronto con la visione delle saline di Trapani e Marsala. Vorrei chiedere ai turisti, sempre più numerosi: Quelle montagnole di sale cosa sono? Architettura? Istallazioni? Land-Art? Cosa? Non so classificarle e non so perché risultano così affascinati: un mare di sale… espressione quanto mai azzeccata. Ho scoperto che esistono pure delle montagne di sale. Ebbene si! Si trovano in Polonia nella cittadina di Wieliczka, vicino la famosissima Cracovia la città del papa (no questo, quello di prima).
Quando ho visitato questi luoghi ricordo che era tutto splendidamente bianco: non per il sale ma
per la neve. Si giunge ad una piccola casupola dalle fattezze di stazione ferroviaria. Fila, biglietto, entrata: benvenuti nelle miniere di sale di Wieliczka, patrimonio dell’umanità.
Per cominciare ci si catapulta in delle claustrofobiche scale in legno che dopo una quindicina di minuti di discesa portano a quota –130 metri .Farsi venire qualche attacco di panico durante la discesa è fortemente sconsigliato.
Appena si giunge nei primi tunnel scavati nel sale (che si presenta nero e
grigio) si capisce che quei luoghi hanno poco a che fare con le immagini di grotte o miniere a cui siamo abituati. Le pareti sbrilluccicanti introducono in un mondo sospeso nel tempo.
Ecco le prime statue di sale, i primi gradi ambienti, i laghi sotterranei, fino a giungere ad una sorta di sala reale rifinita di tutto punto. Pavimenti di sale, pareti e modanature di sale, arredi di sale, poltrone di sale, lampadari in cristalli di sale ecc. Esiste pure una cappella in cui i minatori degli ultimi sette secoli si sono avvicendati per pregare e chiedere la grazia affinché non morissero stroncati da chissà quale
malattia ai polmoni. È davvero strano il rapporto che questi operai dovevano avere con il bianco minerale, tanto da lavorarlo, trasformarlo in oggetti sacri, venerarlo, abitarlo (si, perché lì sotto rimanevano per parecchio tempo) per esserne in fine uccisi.
Sorprendentemente solo una con oggetti salini dal gusto vagamente contemporaneo.Il turismo è una brutta bestia, quindi non spaventate se nel vostro tour sotterraneo troverete bar, ristoranti, uffici postali e negozietti cosa non era salata: i prezzi. Ma quando ci sono andato io non c’era ancora l’euro…

Sapete come si risale in superficie? No?! Beh… non voglio rovinare la sorpresa a chi ci andrà…
Foto salina di...Foto scala di...
Foto grotta di...
Foto sala di...
lunedì 11 febbraio 2008
1 Mese Insieme (Noi, Voi e Google)
eh, già... è passato un mese dalla nascita di questo blog e personalmente sono parecchio soddisfatto di come si sia evoluto questo pseudo-progetto che porto avanti con i miei colleghi... volete qualche numero?
SEZIONE - GENERALE
44 Post pubblicati, tra cui 14 tesine, 6 concorsi, 20 pensieri del giorno
1048 visite secondo google analytics, 1849 secondo il mio free counter
60 % di visite nuove
625 visitatori unici assoluti
2545 pagine visualizzate
4 minuti è il tempo medio sul blog
traffico generato per il 50 % da motori di ricerca, 17 % connessioni dirette, 33% da siti di provenienza
SEZIONE - DETTAGLI
Visite dal mondo:
1. Italy 1.000 visite
2 United States 9 visite
3. Germany 5 visite
4. Switzerland 5
5. France 5
6. Colombia 4
7. Greece 3
8. (not set)
9. Netherlands 2
10. United Kingdom 2
Visite dall'Italia:
1. Catania 221
2. Roma 165
3. Milan 100
4. Gravina Di Catania 71
5. Misterbianco (ct) 36
6. Firenze 25
7. Selargius 16
8. Brescia 15
9. Torino 13
10. Bari 12
SEZIONE - FACCIAMOCI I C***I VOSTRI
Browser utilizzati dai visitatori:
1. Internet Explorer 52,10%
2. Firefox 41,51%
3. Safari 5,53%
4. Opera 0,76%
5. Netscape 0,10%
Sistemi operativi utilizzati dai visitatori:
1. Windows 91,79%
2. Macintosh 7,73%
3. (not set) 0,38%
4. Linux 1 0,10%
Risoluzione dello schermo dei visitatori:
1. 1024x768 pixel 84%
2. 1280x800 pixel 23,95%
3. 1280x1024 pixel 12,69%
4. 1440x900 pixel 5,73%
5. 1680x1050 pixel 3,82%
Ricerche fatte su google che hanno portato sul nostro blog:
-architecture per casa in tunisia
-architettura andamento curvo
-architettura case di forme diverse
- i pericoli di andare a petra
-chi ha progettato casa sulla cascata in pennsylvania
-come si disegna vetrata in pianta
-costo lastre onice
-less is more mies
-rivestimento con carta tipo petra
i dati sono stati forniti da software di google... e poi dicono che google non ci controlla...
P.S. UN GRAZIE PARTICOLARE A TUTTI I VISITATORI
venerdì 11 gennaio 2008
Presentazione
Ecco perché un gruppo di studenti universitari decide di mettersi assieme e realizzare un blog, un blog che parli d'architettura, ma non solo.
Per noi è un modo per far conoscere a tutti, ciò che produciamo nell'ambito universitario; per voi sarà un'opportunità per approfondimenti, spunti e commenti.
Siamo cinque, Siciliani, classe 1985-86, iscritti al quarto anno di Ingegneria Edile - Architettura
Benvenuti su Petra Dura
p.s. le collaborazioni sono, e sempre saranno, gradite!


![[Senza+titolo-1+copia.jpg]](http://bp0.blogger.com/_qy01Y9Gwtoc/R5iB5vqwZlI/AAAAAAAAAIY/KD3cqOfNuUU/s1600/Senza%2Btitolo-1%2Bcopia.jpg)




