Senza retorica, eh. Intendo proprio che non ci sono più i Blog di una volta. O sono stati cancellati, o giacciono senza aggiornamenti. Che poi, è la stessa sorte che era toccata anche a questo sito. E infatti, scorrendo le pagine e i link, si trovano riferimenti a cose virtuali che oggi non esistono.
Petra Dura era un gruppo di studenti universitari in Ingegneria Edile - Architettura dell'Università di Catania che aveva pensato di aprire una finestra sul proprio mondo, sul mondo dell' Architettura e dintorni. Oggi si lavora.
Visualizzazione post con etichetta Petra Dura. Mostra tutti i post
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Pensiero del giorno... Senza etica
Considerando che esattamente un anno fa mi laureavo in ingegneria edile-architettura e considerando che a breve sarò definitivamente iscritto all'ordine degli ingegneri di Catania, ho pensato che sarebbe un vero peccato non sfruttare questo periodo per sparlare dei miei colleghi architetti ed ingegneri, senza essere vincolato dall'etica professionale. Proprio un peccato.
Il BLOG riapre i battenti.
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Petra Dura
Pensiero del giorno... Ricominciare
"Per vivere con onore bisogna struggersi, turbarsi, battersi, sbagliare, ricominciare da capo e buttar via tutto, e di nuovo ricominciare a lottare e perdere eternamente. La calma è una vigliaccheria dell'anima."Dopo una lunghissima pausa, riprendiamo a ragionare di Architettura su questo blog. Un po' per volta.
Lev Tolstoj
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Petra Dura
Pensiero del giorno... un'altra che se ne va
Sono sempre i migliori ad andarsene...
Auguri!!!
Questo blog si sta trasformando in un covo di ingegneri...
Auguri!!!
Questo blog si sta trasformando in un covo di ingegneri...
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Pensiero del giorno... Sex Toys
Non riuscivo a trovare un degno argomento per il primo post dell'anno su Petra Dura.
Quando mi è capitato sott'occhio (in maniera del tutto casuale) il sito http://www.madetopleasure.com/ non ho avuto dubbi. Parliamo di Design!
Che il design avesse fatto passi da gigante nell'ultimo decennio era fuori discussione, ma non credevo fossimo arrivati già a tanto. Un tool online (che funziona meglio di autocad e 3dstudio Max messi assieme) permette di creare uno sbrilluccicante solido di rotazione partendo da una curva con punti di controllo. In tempo reale è possibile vedere anche il 3d.
Con il comando "Compare Scale" si possono confrontare le misure dell'accessorio da noi disegnato con quelle dei più comuni oggetti, come una banana, una spazzola, uno spazzolino.
Prezzo a partire da 160 sterline, per il piacere dei vostri occhi (e non solo).
Quando mi è capitato sott'occhio (in maniera del tutto casuale) il sito http://www.madetopleasure.com/ non ho avuto dubbi. Parliamo di Design!
Che il design avesse fatto passi da gigante nell'ultimo decennio era fuori discussione, ma non credevo fossimo arrivati già a tanto. Un tool online (che funziona meglio di autocad e 3dstudio Max messi assieme) permette di creare uno sbrilluccicante solido di rotazione partendo da una curva con punti di controllo. In tempo reale è possibile vedere anche il 3d.
Con il comando "Compare Scale" si possono confrontare le misure dell'accessorio da noi disegnato con quelle dei più comuni oggetti, come una banana, una spazzola, uno spazzolino.
Prezzo a partire da 160 sterline, per il piacere dei vostri occhi (e non solo).
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Petra Dura
Tre anni insieme!
250 post pubblicati;
126.500 visite;
248.500 pagine visitate;
1:46 è il tempo medio sul sito.
Le parole più cercate sono: Petra Dura, casa Tugendhat, acciaio corten, XII settimana della cultura, Esherick house...
I post più letti sono:
Casa Tugendhat, Brno, 1929-30 di Mies van der Rohe
Fallingwater, Pennsylvania, 1939 di Frank Lloyd Wright
Padiglione Tedesco, Barcellona 1929 di Mies van der Rohe
Grazie a tutti per i tre anni insieme. Non temete, continueremo ancora per molto...
126.500 visite;
248.500 pagine visitate;
1:46 è il tempo medio sul sito.
Le parole più cercate sono: Petra Dura, casa Tugendhat, acciaio corten, XII settimana della cultura, Esherick house...
I post più letti sono:
Casa Tugendhat, Brno, 1929-30 di Mies van der Rohe
Fallingwater, Pennsylvania, 1939 di Frank Lloyd Wright
Padiglione Tedesco, Barcellona 1929 di Mies van der Rohe
Grazie a tutti per i tre anni insieme. Non temete, continueremo ancora per molto...
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Petra Dura
Buone Vacanze!
Panettone, pandoro, tonnellate di cioccolato, shopping sfrenato, i regali sotto l'albero, le solite canzoni di natale, i preparativi per capodanno, prove tecniche di buonismo, animo ripulito e panza piena.
In tutto questo, rimane poco spazio per l'architettura, il blog... ecc...
Ci si rivede con l'anno nuovo, sempre da queste parti!
Buone Natale e Felice 2011!
In tutto questo, rimane poco spazio per l'architettura, il blog... ecc...
Ci si rivede con l'anno nuovo, sempre da queste parti!
Buone Natale e Felice 2011!
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Pensiero del giorno... estate 2010
Perdonate la lunga ed interminabile pausa estiva, ma quando la bella stagione comincia con il piede sbagliato, lo sappiamo tutti, è difficile recuperare. Così una strategica tappa ad Ibiza ad inizio giugno finisce per compromettere qualsiasi sogno di gloria (accademico) si possa aver fatto. E' inutile dire che i problemi all'università finiscono per condizionare tutto nella nostra vita, blog compreso.Urge un piccolo aggiornamento.
Vi ricordate dell'intestazione del blog?
"Petra Dura è un gruppo di studenti universitari in Ingegneria Edile - Architettura dell'Università di Catania che ha pensato di aprire una finestra sul proprio mondo, sul mondo dell' Architettura e dintorni"
Bene, Serena la solita guasta feste ha avuto la brillante idea di laurearsi a luglio e così quello che un tempo era un allegro gruppo di soli studenti, adesso si avvia ad essere un manipolo di professionisti, disoccupati, ingegneri e/o architetti... una tragedia insomma. Vi terremo aggiornati sulle nostre disgrazie in pieno stile Grande Fratello. Intanto posso dirvi, giusto per infrangere qualche legge sulla privacy, che Maria Luisa ha finito le materie e a me rimane solo Restauro, quindi la tesi e poi l'abisso.
Dimenticavo: Auguri Serena!
Pensate realmente che la fine dell'estate coincida con la fine dei viaggi?! Ma quando mai!
Dal 4 al 9 ottobre un nutrito gruppetto di studenti catanesi, noi compresi, si troverà a Venezia per la Biennale di Architettura. In questi anni, post dopo post, abbiamo avuto l'opportunità di mettere assieme parecchi contatti via web, quale migliore occasione per incontrarsi finalmente dal vivo? Dopotutto il titolo di quest'edizione è "People meet in architecture". Quindi, non esitate a contattarci se vi trovate da quelle parti!
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LA FABBRICA DELLA CULTURA
Proposta di intervento nell'ambito del workshop "Nuove centralità urbane: spazi per un Museo nel quartiere San Cristoforo (CT)"
La Relazione:
"Percorso e reversibilità: le parole chiave della proposta progettuale. Con l'obiettivo di creare permeabilità e collegamento tra le interfacce dell'ex manifattura tabacchi e l'urbano, senza nulla togliere alla peculiarità e storicità del manufatto, è stato giustapposto il percorso creativo come metafora sulla generazione di un'opera d'arte, dall'idea alla realizzazione. Questa si concretizza partendo dallo sfondamento su via Plebisicito di Piazza S.Cristoforo, fino via Garibaldi.
Un container ospita il chiosco; una rampa individua l'ingresso e annulla la barriera architettonica del salto di quota tra la piazza e l'edificio; un modulo, che richiama il tema del lavoro in serie, tipico di una fabbrica, risolve la pavimentazione della piazza. Con l' estrusione si dà vita a una seduta, con la sottrazione ad aiuole. La disposizione del modulo lungo la piazza e all'interno del manufatto è espressione della metafora.
Quando il percorso penetra nel costruito è un gesto forte a caratterizzarlo: contrazione e dilatazione, nuovo e preesistente, rievocazione della matrice araba della città di Catania e di un sentimento d'alienazione.
Le corti rappresentano un'occasione di smaterializzazione e diramazione del percorso. La giustapposizione di un blocco in vetro e acciaio per ogni corte, permette di generare connessioni e relazioni. Una corte richiama l'altra, sbalzi, scale, affacci si avvolgono alla ciminiera, memoria storica del luogo.
La permeabilità è rimarcate dalla fruizione dei pianterreni e delle corti 24 ore al giorno. Ogni ala, museale e laboratoriale, è completa con i servizi necessari.
Zone di ombra e luce si alternano sulla corte di pertinenza ai laboratori. Il gioco tessile in copertura genera uno spazio dinamico che si intreccia con le esigenze vitali delle attività previste.
L'area di pertinenza agli uffici rievoca il limite con la cortina edificata: un percorso coperto ne segue le linee, attraversando l'innesto della piazza, spazi verdi e aree di sosta, a copertura di un parcheggio sotterraneo ad uso di dipendenti e funzionari."
La Tavola:
La Relazione:
"Percorso e reversibilità: le parole chiave della proposta progettuale. Con l'obiettivo di creare permeabilità e collegamento tra le interfacce dell'ex manifattura tabacchi e l'urbano, senza nulla togliere alla peculiarità e storicità del manufatto, è stato giustapposto il percorso creativo come metafora sulla generazione di un'opera d'arte, dall'idea alla realizzazione. Questa si concretizza partendo dallo sfondamento su via Plebisicito di Piazza S.Cristoforo, fino via Garibaldi.
Un container ospita il chiosco; una rampa individua l'ingresso e annulla la barriera architettonica del salto di quota tra la piazza e l'edificio; un modulo, che richiama il tema del lavoro in serie, tipico di una fabbrica, risolve la pavimentazione della piazza. Con l' estrusione si dà vita a una seduta, con la sottrazione ad aiuole. La disposizione del modulo lungo la piazza e all'interno del manufatto è espressione della metafora.
Quando il percorso penetra nel costruito è un gesto forte a caratterizzarlo: contrazione e dilatazione, nuovo e preesistente, rievocazione della matrice araba della città di Catania e di un sentimento d'alienazione.
Le corti rappresentano un'occasione di smaterializzazione e diramazione del percorso. La giustapposizione di un blocco in vetro e acciaio per ogni corte, permette di generare connessioni e relazioni. Una corte richiama l'altra, sbalzi, scale, affacci si avvolgono alla ciminiera, memoria storica del luogo.
La permeabilità è rimarcate dalla fruizione dei pianterreni e delle corti 24 ore al giorno. Ogni ala, museale e laboratoriale, è completa con i servizi necessari.
Zone di ombra e luce si alternano sulla corte di pertinenza ai laboratori. Il gioco tessile in copertura genera uno spazio dinamico che si intreccia con le esigenze vitali delle attività previste.
L'area di pertinenza agli uffici rievoca il limite con la cortina edificata: un percorso coperto ne segue le linee, attraversando l'innesto della piazza, spazi verdi e aree di sosta, a copertura di un parcheggio sotterraneo ad uso di dipendenti e funzionari."
La Tavola:
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Nuove centralità urbane: spazi per un Museo nel quartiere San Cristoforo (CT)
Laboratorio di progettazione architettonica realizzato nell'ambito della XII settimana della cultura.
Racconto di un'esperienza.
Un intero brano del quartiere catanese di San Cristoforo, nei prossimi anni verrà trasformato da ex manifattura tabacchi a polo museale di tipo archeologico. Un imponente vuoto urbano fatto di macchinari, impianti e guano di colombe presto vedrà nuova luce. Dovrà sobbarcarsi l'incarico di connettere tessere di città quantomai distanti tra loro: la città storica ed autoreferenziale di via Garibaldi da un lato e la movimentata e degradata via Plebiscito dall'altro (forse uno dei pochi brandelli autentici di Catania in cui è possibile vedere contemporaneamente carretti con cavalli, macellerie equine e relativo braciere per arrostire). L'intervento dovrà inserire un nuovo centro nell'economia urbana di un tessuto storicizzato che quotidianamente rigurgita qualsiasi prodotto della motorizzazione pubblica o privata. Un luogo dove innestare la cultura regionale-nazionale sulla radicata cultura popolare in un serrato confronto tra ciò che "si può toccare" e ciò che "non si può toccare" (vedi alla voce soprintendenza), tra antico e vecchio, tra valori da recuperare e inventare. Si parte da qui.
4 gruppi di allievi ingegneri edili-architetti di Catania con il contributo di una studentessa di architettura di Siracusa hanno lavorato dal 19 al 25 aprile per la realizzazione di tavole e plastici. Il laboratorio ha prodotto 4 soluzioni tutte differenti tra loro, successivamente passate in giudizio e quindi approdate in esposizione. In futuro sarà possibile visionare questi lavori come appendice dalla mostra itinerante "Città e società del 21°secolo. Architetture recenti in Sicilia".
Nei prossimi post tenteremo di mostrare in dettaglio gli esiti del nostro lavoro.
Per il momento vorrei cimentarmi nell'ardua impresa di tirare le somme di questa esperienza. Le esercitazioni progettuali regalano spesso sorprese inattese e costituiscono un'indubbia fase di crescita per chiunque. I nostri elaborati si sono ritrovati alla fine a dire in maniera corale che:
1 - L'edificio va consegnato immadiatamente alla città. Va aperto ed esploso verso l'esterno e al contempo deve farsi centro gravitazionale dei quartieri su cui insiste, richiamandoli a se. Alcuni interventi marcano questo aspetto con soluzioni parecchio esplicite.
2 - Il museo archeologico non basta. Non si può pensare alla preistorica soluzione di luogo in cui depositare arte a tempo indeterminato e fruibile al visitatore con il meccanismo di: entro, giro, esco e non torno mai più. L'integrazione con più forme di attività e processi urbani è un obbligo imprescindibile.
3 - Si tratta di un'occasione unica per la città di Catania, per dimensioni, per ambito e ragioni sociali. Per questo motivo i "valori da soprintendenza" sono stati pesantemente rimessi in discussione: la memoria di un luogo non è un fatto fisico che si preserva unicamente con il congelamento dello stato di fatto. E' difficile credere che questo sia ancora argomento di discussione.
Note a margine. E' difficile pensare che un'iniziativa del genere, tanto fresca e propositiva, debba confrontarsi con la "vecchia" società fatta di politici che arrivano con due ore di ritardo perché altrove si gioca una partita di calcio, fatta di personalità accademiche che si elogiano e premiano vicendevolmente. E' difficile sopportare rimproveri da parte dell'ordine degli architetti per domande che non siamo autorizzati a fare. E' difficile essere giovani, purtroppo, ancora una volta.
Ringraziamo per i contributi progettuali durante il workshop:
il Prof. ingegnere Sebastiano D'Urso;
la Prof.ssa architetto Zaira Dato;
la soprintendente ai beni culturali della provincia di Catania, architetto Fulvia Caffo;
l'ingegnere Gianluca De Francisci;
l'architetto Francesco Finocchiaro;
l'architetto Stefania Marletta;
e tutti i ragazzi della Regione Sicilia.
Tutto sul Workshop:
- Il racconto di un'esperienza <-
- Proposta: La Fabbrica della Cultura
Racconto di un'esperienza.
Un intero brano del quartiere catanese di San Cristoforo, nei prossimi anni verrà trasformato da ex manifattura tabacchi a polo museale di tipo archeologico. Un imponente vuoto urbano fatto di macchinari, impianti e guano di colombe presto vedrà nuova luce. Dovrà sobbarcarsi l'incarico di connettere tessere di città quantomai distanti tra loro: la città storica ed autoreferenziale di via Garibaldi da un lato e la movimentata e degradata via Plebiscito dall'altro (forse uno dei pochi brandelli autentici di Catania in cui è possibile vedere contemporaneamente carretti con cavalli, macellerie equine e relativo braciere per arrostire). L'intervento dovrà inserire un nuovo centro nell'economia urbana di un tessuto storicizzato che quotidianamente rigurgita qualsiasi prodotto della motorizzazione pubblica o privata. Un luogo dove innestare la cultura regionale-nazionale sulla radicata cultura popolare in un serrato confronto tra ciò che "si può toccare" e ciò che "non si può toccare" (vedi alla voce soprintendenza), tra antico e vecchio, tra valori da recuperare e inventare. Si parte da qui.4 gruppi di allievi ingegneri edili-architetti di Catania con il contributo di una studentessa di architettura di Siracusa hanno lavorato dal 19 al 25 aprile per la realizzazione di tavole e plastici. Il laboratorio ha prodotto 4 soluzioni tutte differenti tra loro, successivamente passate in giudizio e quindi approdate in esposizione. In futuro sarà possibile visionare questi lavori come appendice dalla mostra itinerante "Città e società del 21°secolo. Architetture recenti in Sicilia".
Nei prossimi post tenteremo di mostrare in dettaglio gli esiti del nostro lavoro.
Per il momento vorrei cimentarmi nell'ardua impresa di tirare le somme di questa esperienza. Le esercitazioni progettuali regalano spesso sorprese inattese e costituiscono un'indubbia fase di crescita per chiunque. I nostri elaborati si sono ritrovati alla fine a dire in maniera corale che:
1 - L'edificio va consegnato immadiatamente alla città. Va aperto ed esploso verso l'esterno e al contempo deve farsi centro gravitazionale dei quartieri su cui insiste, richiamandoli a se. Alcuni interventi marcano questo aspetto con soluzioni parecchio esplicite.
2 - Il museo archeologico non basta. Non si può pensare alla preistorica soluzione di luogo in cui depositare arte a tempo indeterminato e fruibile al visitatore con il meccanismo di: entro, giro, esco e non torno mai più. L'integrazione con più forme di attività e processi urbani è un obbligo imprescindibile.
3 - Si tratta di un'occasione unica per la città di Catania, per dimensioni, per ambito e ragioni sociali. Per questo motivo i "valori da soprintendenza" sono stati pesantemente rimessi in discussione: la memoria di un luogo non è un fatto fisico che si preserva unicamente con il congelamento dello stato di fatto. E' difficile credere che questo sia ancora argomento di discussione.
Note a margine. E' difficile pensare che un'iniziativa del genere, tanto fresca e propositiva, debba confrontarsi con la "vecchia" società fatta di politici che arrivano con due ore di ritardo perché altrove si gioca una partita di calcio, fatta di personalità accademiche che si elogiano e premiano vicendevolmente. E' difficile sopportare rimproveri da parte dell'ordine degli architetti per domande che non siamo autorizzati a fare. E' difficile essere giovani, purtroppo, ancora una volta.
Ringraziamo per i contributi progettuali durante il workshop:
il Prof. ingegnere Sebastiano D'Urso;
la Prof.ssa architetto Zaira Dato;
la soprintendente ai beni culturali della provincia di Catania, architetto Fulvia Caffo;
l'ingegnere Gianluca De Francisci;
l'architetto Francesco Finocchiaro;
l'architetto Stefania Marletta;
e tutti i ragazzi della Regione Sicilia.
Tutto sul Workshop:
- Il racconto di un'esperienza <-
- Proposta: La Fabbrica della Cultura
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XII Settimana della Cultura - CATANIA
In occasione della XII settimana della cultura la Soprintendenza ai beni culturali e ambientali di Catania propone un ricco calendario di eventi e mostre che vanno dal 16 al 25 aprile 2010.Di seguito segnaliamo le iniziative che riguardano più da vicino i temi dell'Architettura e vedono il coinvolgimento anche del nostro gruppo, Petra Dura, come allievi Ingegneri
DOVE:
Catania, ex Manifattura Tabacchi, via Garibaldi n° 233 - Piazza San Cristoforo
QUANDO:
Dal 16 al 25 aprile 2010 dalle ore 9.00 alle ore 19.30
COSA:
Mostra itinerante:
"Città e società del 21°secolo. architetture recenti in Sicilia"
Sezioni della mostra: Città e storia; Città e paesaggio; Città e nuove centralità.
In esposizione dal 16 al 25 aprile 2010.
Laboratorio di progettazione architettonica:
"Nuove centralità urbane:spazi per un Museo nel quartiere San Cristoforo"
20 allievi ingegneri di Catania (tra cui noi ragazzi di Petra Dura) e 20 allievi architetti di Siracusa si confronteranno sulla progettazione di un'area museale all'interno dell'ex Manifattura Tabacchi di Catania (vedi foto).
Dal 19 al 22 aprile potrete vedere gli studenti al lavoro, mentre sabato 24 verranno esposte e premiate le opere definitive.
In contemporanea avrà luogo un laboratorio d'Arte con i ragazzi del Liceo Artistico.
Seminario:
"Cinema e Architettura"
Titoli:
- Great Architects: A Journey In The Mind Of...
- My Architect
- Renzo Piano. Che Cos'è L'architettura
- Frank Gehry Creatore Di Sogni
Domenica 18 aprile, dalle 16:00 alle 17:30
Proiezioni:
- Jean Nouvel, domenica 18 aprile alle 17:30
- Louis Kahn, lunedì 19 aprile alle 18:00
- Frank Gehry, martedì 20 aprile alle 18:00
- Renzo Piano, mercoledì 21 aprile alle 18:00
Trovate il programma su: http://www.regione.sicilia.it/beniculturali
Iniziativa: http://www.beniculturali.it
Petra Dura compie 2 anni!
190 Post81.000 Visite
160.000 Pagine visitate
650 membri sul gruppo Facebook
E ancora il meglio deve venire!
Grazie a tutti
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Auguri!
Questo è il periodo più bello dell'anno!Perché a natale siamo tutti più buoni.
Perché il 25 non si lavora e nessuno può fare esami.
Perché in questi giorni non si deve vivere con i propri colleghi.
Perché anche i terribili professori universitari scopriranno che è più difficile montare l'albero di natale che conoscere a memori la teoria di De Saint Venant.
Perché non occorre aver studiato composizione per mette assieme i pezzi del presepe.
Perché non esiste nulla di più bello che fare uno spaccato assonometrico del pandoro.
Perché a natale il risparmio energetico non è un problema.
Perché ci si sbarazza delle cose inutili per fare posto a quelle che riceveremo in dono.
Perché Babbo Natale pur lavorando sui tetti non avrà bisogno di imbracatura.
Perché si può scrivere un post in tutta leggerezza, senza sensi di colpa.
Per questi e per altri mille motivi:
Auguri di Buone Feste!
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L’architettura e la fotografia
Spesso, nell’immaginario collettivo, una macchina fotografica è pensata come una lampada di Aladino. Ci si aspetta che, strofinando delicatamente un pulsante, il Genio imprigionato nel meccanismo esaudisca il proprio desiderio, trasformando in immagine durevole ciò che si vede o, peggio ancora, che si crede di vedere. Una macchina invece è uno strumento capace di obbedire, ma solo se le richieste sono fatte correttamente. In fotografia lo spazio e il tempo sono parte sostanziale.Proprio come accade in architettura. L’architettura non può essere pensata solo come oggetto visivo, perché non può essere solo una bella forma iconica, solo un bel prospetto, ma va vissuta, navigata e non può essere mai staccata dal suo contesto e dal tempo in cui è calcata.
Architettura e fotografia si possono associare in quanto entrambe frutto di astrazione matematica; quest’ultima costituisce il presupposto tanto di un progetto architettonico quanto del principio di funzionamento di una macchina fotografica. Al tempo stesso è innegabile il legame di complementarità che le unisce: l’architettura modifica la luce attraverso lo spazio, mentre la fotografia modifica lo spazio grazie alla luce; una foto coglie nell’eternità l’istante, mentre l’architettura si trasforma con il passare del tempo.
Insomma, apro con questo articolo proprio per creare uno spazio su questo blog dedicato alla fotografia...
Architettura e fotografia si possono associare in quanto entrambe frutto di astrazione matematica; quest’ultima costituisce il presupposto tanto di un progetto architettonico quanto del principio di funzionamento di una macchina fotografica. Al tempo stesso è innegabile il legame di complementarità che le unisce: l’architettura modifica la luce attraverso lo spazio, mentre la fotografia modifica lo spazio grazie alla luce; una foto coglie nell’eternità l’istante, mentre l’architettura si trasforma con il passare del tempo.
Insomma, apro con questo articolo proprio per creare uno spazio su questo blog dedicato alla fotografia...
...Buona giornata, a presto
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Pensiero del giorno... Favole
Io e Maria Luisa abbiamo partecipato al concorso per giovani critici della PresSTletter di Luigi Prestinenza Puglisi. Evitiamo la suspance... non abbiamo vinto nulla, però ci sono stati dei risvolti parecchio curiosi. Non ci eravamo consultati, nè visti e né sentiti. Sapevamo soltanto che dovevamo partecipare entro 3 giorni rispondendo alla domanda "il ruolo dell'Architettura oggi: tendenze, ipotesi e teorie a confronto".Dopo circa una decina di giorni dall'invio degli elaborati ci si incontra all'univ.
Ciao.
Ciao Mary.
Partecipato?
Certo!
Che hai scritto?
Una favola.
Noooo... Pure tu?
E' stato spettacolare vedere come i nostri due testi avessero preso spontaneamente la forma di due favole per spiegare cosa è oggi l'architettura contemporanea. Capite cosa vuol dire? Che la nostra carriera universitaria ci ha portato esattamente allo stesso punto. Non voglio dire che abbiamo scritto le stesse cose, gli stessi contenuti. In noi, evidentemente, deve essere maturata una certa ostilità verso la critica contemporanea e la sua complessità di fondo, ostilità verso i testi scritti a solo uso e consumo di pochi adepti, ostilità verso quei chilometri di carta stampata del valore della carta igienica. E così, forse per beffa, forse per sfida, abbiamo prodotto involontariamente due favole. Belle o brutte che siano a questo punto conta poco, per noi il messaggio inviato ai critici di professione sembra più che chiaro. Per adesso non chiediamo molto, non vogliamo che improvvisamnete tutto diventi più semplice e comprensibile, ci accontentiamo anche solo di capire chi siano stati i vincitori del concorso... un passo per volta, ok?
Intanto vi beccate i testi che abbiamo presentato. Da notare come alcune parole si ripetano identiche e nelle stesse posizioni, come tutte le favole che si rispettino. Buona Lettura.
Forma e Funzione
di Maria Luisa Valenti
Tanto tempo fa l’uomo viaggiava costantemente, adattandosi alle necessità che richiedeva ogni suo viaggio. Ma un giorno, stanco di peregrinare, si stanziò e con Architettura diede vita a due sorelle siamesi, Forma e Funzione. Le esigenze portavano l’uomo a preferire Funzione, la sorella pratica e metodica, mentre a Forma, più problematica e sentimentale, restava il compito di adattarsi.
Un giorno però l’uomo decise di servirsi anche dell’impiego di Forma e si accorse per la prima volta del suo innato talento nel trasmettere emozioni. Desideroso di far trepidare il cuore di tutti, l’uomo portò le due sorelle con sé. Viaggiando nello spazio e nel tempo, Forma conobbe le cugine Arte, con i suoi moti rivoluzionari, Musica e Cinema, che come lei non seguivano logiche precise e matematiche, ma erano eversive e fortemente espressive.
Ma l’uomo, bramoso di successo, pretendeva dalla sua favorita più originalità e audacia per centrare il cuore del pubblico e Forma non tradiva mai le sue aspettative. Tuttavia ogni volta che l’uomo chiedeva qualcosa di più, il legame natale tra Forma e Funzione si affievoliva.
Oggi l’uomo propone a Forma di superare i suoi limiti riproducendo l’effimero, il sensoriale e il multimediale, avvicinandosi all’inconsistenza e scollandosi dal tempo che scorre, o talvolta plasmando mostri decontestualizzati. Forma continua ad ubbidire all’uomo, al suo creatore smanioso di diffondere la sua personale immagine in tutto il mondo, ma ciò che oggi rimane vivo di quello che era il legame indissolubile tra Forma e Funzione è un sottile e fragile filo di seta.
Favola contemporane@
di Carmelo Cesare Schillagi
Aveva vissuto nelle grotte e nelle case più umili, nelle periferie delle grandi città, sotto i ponti, sopra le panchine dei grandi parchi. Era una persona importante, ma non ricca. La sua abilità nell’erigere cattedrali e palazzi era nota in tutto il mondo: inventava, sperimentava, giocava con pietre, fango, legno. Tutti lo ammiravano, ma egli in cuor suo sapeva di essere appena più bravo di suo padre, che a sua volta era appena più bravo di suo nonno.
Un giorno vide un uomo entrare in una casa da lui progettata e provò vergogna per aver umiliato quel tale rinchiudendolo in una sorta di scatola. Poco prima qualcuno era riuscito a spiegargli perché una mela cade dall’albero. Poco dopo qualcuno gli mostrò una fotografia che ritraeva una fanciulla meglio di come avrebbe potuto fare qualsiasi pittore. Nel frattempo Dio morì. Non riuscì a gestire tali sconvolgimenti e continuò ad erigere chiese per Dei morti e scatole per uomini umiliati, continuò ad osservare le mele cadere e le ritrasse con perizia sulla tela.
Suo figlio lo abbandonò ben presto: era uno spirito libero che pregava le anime della natura ed era un tutt’uno con essa. Prese le forme perfette, il bianco della luna, la libertà degli uccelli e la trasparenza dell’aria. Ne fece una casa e vi si chiuse dentro. Dopo anni ne usci un bimbo che disprezzava il padre per essere stato rinchiuso in una dimora perfetta, costretto a guardare fuori un mondo contorto. Uscì con le tenebre, abbracciò la terra e la sollevò; prese a calci un palo e lo piegò; intrecciò i rami di un albero; aprì ogni porta e vi guardò dentro.
Oggi non sappiamo che fine abbia fatto quel bimbo e in pochi possono affermare di averlo conosciuto. Qualcuno dice che si sia perso dietro un computer, confuso da un’idea appena scoperta o a caccia di una forma appena vista. Sappiamo che tornerà: con una medicina miracolosa o con un pugno di niente. Forse lo applaudiremo, forse lo cacceremo o forse lo indicheremo con un dito esclamando: ecco, un architetto!
Pensiero del giorno... Sciopero

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CULTURAL INFECTION
Video realizzato per il corso di Architettura e Composizione III del quinto anno di Ingegneria Edile-Architettura dell'Università di Catania A.A. 2008-09
Docente: Arch. Riccardo dell'Osso
Tutor: Ing. Sebastiano D'urso
Il video è stato realizzato come esito finale nella riprogettazione della stazione centrale di Brindisi, con il pretesto di un eventuale EXPO dal nome "Cultural Infection", avente come tema principale le malattie sessualmente trasmissibili. A margine, la progettazione ha interessato pure ambiti residenziali sempre interni al comune salentino, nonché piazza Cairoli e Piazza del Salento.
Per realizzare il video abbiamo faticato un bel pò con i vari Autocad, Rinho, 3Dstudio, Piranesi, Photoshop ecc. ecc. creando tanto di quell'inquinamento informatico sui nostri pc che stento a credere che siano riusciti a sopravvivere in 5 su 6. I virus sono stati equamente ripartiti su tutti i computer pilotati da spaziose (e sempre piene) penna da 8 gb. Magari con il termine Cultural Infection intendevamo proprio questo...
Maria Luisa si è divertita ad impacchettare il tutto con chissà quale programma video e non meravigliatevi se il suo nome primeggia tra tutti in ordine prettamente anti-alfabetico :D
La colonna sonora è di Bjork - Bachelorette - meravigliosa come sempre.
Docente: Arch. Riccardo dell'Osso
Tutor: Ing. Sebastiano D'urso
Il video è stato realizzato come esito finale nella riprogettazione della stazione centrale di Brindisi, con il pretesto di un eventuale EXPO dal nome "Cultural Infection", avente come tema principale le malattie sessualmente trasmissibili. A margine, la progettazione ha interessato pure ambiti residenziali sempre interni al comune salentino, nonché piazza Cairoli e Piazza del Salento.
Per realizzare il video abbiamo faticato un bel pò con i vari Autocad, Rinho, 3Dstudio, Piranesi, Photoshop ecc. ecc. creando tanto di quell'inquinamento informatico sui nostri pc che stento a credere che siano riusciti a sopravvivere in 5 su 6. I virus sono stati equamente ripartiti su tutti i computer pilotati da spaziose (e sempre piene) penna da 8 gb. Magari con il termine Cultural Infection intendevamo proprio questo...
Maria Luisa si è divertita ad impacchettare il tutto con chissà quale programma video e non meravigliatevi se il suo nome primeggia tra tutti in ordine prettamente anti-alfabetico :D
La colonna sonora è di Bjork - Bachelorette - meravigliosa come sempre.
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