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VENEZIA 2010 - Padiglione Italia - Laboratorio Italia

Speciale VENEZIA 2010 su Petra Dura.

Laboratorio Italia è la seconda sezione del padiglione italiano Ailati curato da Luca Molinari.
Si tratta della parte più ampia, quella che ha il compito di sondare le realtà di confine, i progetti nostrani. Ha la chiara intenzione di essere anche la più importante, la più significativa. A differenza delle altre due, "Amnesia nel presente" e "Italia 2050", si pone come campo di indagine il presente con la sola inclusione delle opere effettivamente costruite. A tal proposito Molinari afferma (1):
"...qui ho voluto mettere in mostra solo opere costruite. È una scelta un po’ radicale, ma non volevo una mostra che esponesse solo dei disegni, e volevo al tempo stesso sfatare quel luogo comune secondo il quale in Italia sembra non accada mai nulla di nuovo."

Quarantotto tavoli stracolmi di materiale altamente comunicativo (plastici e foto in primis) per declinare dieci temi della contemporaneità (2): Progettare solidale; Abitare sotto i 1000 euro al mq; Cosa fare dei beni sequestrati alle mafie; Emergenza paesaggio; Spazi per comunità; Nuovi spazi pubblici; Ripensare città; Archetipo/prototipo; Work in progress; Innesti.
Potremmo dire che si tratta di temi tradizionali, alcuni ripresi anche dalla scorsa biennale.

Laboratorio Italia - Fotografia originale di Giuseppe Scandura

Il viaggio all'interno del "Laboratorio Italia" si muove per tematiche senza soluzione di continuità tra nord e sud. Un unicum che mette insieme esperienze ailati, anche ailati opposti. Vale la pena approfondire alcuni progetti ponendoli in diretta relazione con la domanda a cui tentano di rispondere.

1 - Quali spazi per le diverse comunità?
Tra le varie proposte compare il progetto dello studio ma0-emmeazero per l'ampliamento della scuola media Lombardi di Bari. Teme caro all'architettura, sin dal settecento con Ledoux e Boullèe, quello di poter proiettare all'esterno le funzioni dell'edificio. Così la facciata della scuola viene rivestita con un mosaico che ritrae bambini sorridenti, diventando una sorta di sfondo alle attività didattiche all'aperto. In questo caso la comunità è rappresentata in maniera diretta ed inequivocabile, stesso atteggiamento della celebre "Crown Fountain" del Millennium Park di Chicago realizzata poco dopo e con stesso espediente formale.
Sito ufficiale Studio ma0: www.ma0.it
Progetto: in .pdf
Sito ufficiale della scuola, presentazione del progetto: www.scuolamedialombardi.it

2 - Quali le nuove forme dello spazio pubblico?
Con il progetto per la Piazza Risorgimento di Bari, lo studio ma0-emmeazero conferma la propria dimensione ludica realizzando una piazza interattiva. Le sedute, infatti, possono essere ruotate a piacimento dei fruitori e generare quindi un paesaggio urbano sempre cangiante. Il merito dei progettisti sta nell'aver risolto questo spazio pubblico giocando con pochissimi elementi di arredo urbano.
Sito ufficiale Studio ma0: www.ma0.it
Progetto: in .pdf
Foto: 1 - 2 - 3

Ancora più drastico risulta il progetto di Ifdesign per "Piazza nera, piazza bianca" di Robbiano. La pulizia delle superfici lascia poco spazio agli elementi volumetrici e il tutto viene risolto con texture riprese da tipici segni della citta: le impronte dei copertoni in negativo.
Da questi progetti emerge una tendenza minimalista nel confrontarsi con spazi pubblici storicizzati.
Sito ufficiale Ifedsign: www.ifdesign.it
Foto: 1 - 2

3 - Come si trasforma la città contemporanea?
Valle Architetti Associati e Cino Zucchi Associati lavorano su uno dei grandi temi della città contemporanea: i vuoti urbani. L'occasione viene data dal quartiere Portello (su una ex industria automobilistica) che viene riconvertito in un parco con funzione di cerniera urbana. Vengono scavalcati tutti i vincoli infrastrutturali per riconnettere brani di città. A rigore non potremmo parlare di progetto ludico-interattivo come per i progetti di ma0-emmeazero, ma è innegabile la sua forte connotazione ironica.
Sito ufficiale Valle Architetti Associati: www.architettivalle.net
Sito ufficiale Cino Zucchi: www.zucchiarchitetti.com
Foto: 1 - 2 - 3

4 - È possibile costruire in modo solidale?
La risposta è: sì, si può. Riccardo Vannucci di FAREstudio propone il progetto per il centro CBF in Burkina Faso. Qualsiasi tentativo di retorica architettonica viene dimenticato a favore di una pulizia formale che rende l'edificio immediatamente leggibile nelle sue componenti strutturali. Il concept viene ridotto all'assemblaggio di pezzi, come per un gioco: le maestranze locali non troveranno alcun problema nel capire come funziona l'edificio. Si tratta di un progetto solidale nel contenuto (è un centro per la prevenzione delle mutilazioni genitali) e nella forma in quanto non va a discriminare coloro che lo costruiranno per la propria preparazione.
Sito ufficiale FAREstudio: www.farestudio.it
Progetto: video su Vimeo
Foto: 1 - 2 - 3 (di FAREstudio)

5 - Cosa fare con i beni sequestrati alle mafie?
Questa sezione propone alcune idee a proposito di un tema di forte attualità. Evitare che i beni finascano nuovamente nelle mani della mafia, produrre qualcosa per il bene di tutti: il dibattito, finora ostaggio della politica, adesso vede coinvolte maggiormente le associazioni, i creativi, gli architetti.
Foto: 1 - 2 - 3

6 - È possibile costruire qualità a 1000 euro al mq?
La risposta a questa domanda era già stata data da Mario Cucinella nelle precedente edizione delle biennale. La sua Casa 100k (100 mq per 100.000 € ) esposta tramite un grande plastico, ebbe allora parecchio risalto anche sulla stampa nazionale, venduta come abitazione ecofriendly e completamente autosufficiente. Ma si trattava soltanto di un progetto. A dimostrare invece che è realmente possibile costruire qualità con 1000 euro al mq ci pensa a Bolzano Christoph Mayr Fingerle con il complesso abitativo EA7. Novantadue appartamenti di edilizia abitativa agevolata disposti su tre blocchi attorno una corte. Linguaggio contemporaneo per una zona d'Italia che sempre di più stringe l'occhio alla buona architettura.
Sito ufficiale dell'architetto Fingerle: www.mayrfingerle.com
Foto: 1 - 2 - 3

7 - Come riprogettare il patrimonio storico?
Anche in questa sezione l'architettura contemporanea deve confrontarsi con il patrimonio storico italiano. Le soluzioni finali sembrano tendere verso una pulizia formale fatta di linee e superfici, rispettando le volumetrie e le proporzioni dell'edificio esistente. Così la "leggerezza" di Renzo Piano sposa la filosofia de "il quasi nulla" nel ripensare gli spazi della Fondazione Vedova di Venezia negli ex magazzini del sale. Il distacco delle opere d'arte dalle pareti è un segno di reverenza verso l'antico.
Sito ufficiale di Renzo Piano: rpbw.r.ui-pro.com
Sito ufficiale della Fondazione Vedova: www.fondazionevedova.org
Foto: 1 - 2 - 3

Stessa filosofia e cura artigianle del dettaglio per il restauro della basilica paleocristiana di San Pietro a Ortigia (Siracusa) per mano di Emanuele Fidone. Partendo da disastrosi interventi degli anni '50, recupera la spazialità originaria con una volta a botte di lamelle lignee che non precludono la vista delle capriate del tetto.
Progetto su Europaconcorsi: europaconcorsi.com
Foto: 1 - 2 - 3

8 - Come imparare dagli archetipi e farne dei prototipi?
In questa sezione si confrontano i disegni di Franco Purini orientati all'ossesiva ricerca degli archetipi dell'architettura, con il lavoro di Elisabetta Terragni volto alla riconversione di un archetipo infrastrutturale, il tunnel autostradale, per realizzare la Galleria espositiva di Piedicastello (Trento). Da una parte l'invenzione suggellata dal gesto del disegno, dall'altra un lavoro di demolizione e ricostruzione degli stereotipi dell'architettura.
Foto sul lavoro di Franco Purini: 1 - 2 - 3
Sito ufficiale di Elisabetta Terragni: www.terragni.eu
Foto: 1 - 2

9 - Come affrontare l'emergenza paesaggio?
Lo sforzo di immaginazione portato avanti dai ragazzi de "L'Incompiuto Siciliano" dimostra come non sia sempre necessario costruire qualcosa di nuovo per fare architettura: a volte basta guardare all'esistente con uno sguardo attento ed originale. Così le opere pubbliche dell'ultimo cinquantennio, rimaste incompiute o inutilizzate, vengono osservate come giganti opere d'arte, dall'indubbio fascino al limite con l'archeologia. Un insieme di tondini di ferro, calcestruzzo pezzato da muffe e ruggine, vetri rotti, impianti a vista: sono gli stilemi identificativi di uno stile architettonico, che a detta degli artisti coinvolti, potrebbe essere il più importante dal dopoguerra ad oggi. Giarre, piccola cittadina siciliana nel catanese, si autopromuove a capitale dell'incompiuto con un proprio parco archeologico a tema. Le prospettive future per questa iniziativa sembrano essere infinite: l'Italia è un pozzo senza fondo di "incompiute".
Incompiuto Siciliano è un progetto di Alterazioni Video in collaborazione con Claudia D'Aita ed Enrico Sgarbi.
Sito ufficiale dell'osservatorio sulle opere incompiute: www.incompiutosiciliano.org
Progetto sul sito di Alterazioni Video: www.alterazionivideo.com/incompiuto
Foto: 1 - 2

10 - Work in Progress…
Questa sezione permette di individuare i possibili nuovi centri dell'architettura italiana. Ritroviamo da una parte il trentino con la sua propensione allo sperimentalismo e dall'altra una Sicilia che imbocca la strada giusta nel recupero del patrimonio.
Cino Zucchi Architetti e Park Associati progettano il centro polifunzionale Salewa Headquarters a Bolzano. Vincenzo Latina si confronta con l'archeologia nel Padiglione di Artemide ad Ortigia, Siracusa.
Sito ufficiale di Cino Zucchi: www.zucchiarchitetti.com
Foto: 1 - 2
Sito ufficiale di Vincenzo Latina: www.vincenzolatina.com
Foto: 1
______________________________

Link:
(1) - Intervista a Luca Molinari di Nicola Leonardi per theplan.it
(2) - Dalla presentazione del Padiglione Italia sul sito ufficiale della biennale.

Ciclo di conferenze: Impresa Docet‏

Pubblichiamo un estratto del comunicato stampa relativo all'interessante ciclo di conferenze dell'ADI rivolto agli studenti che per la prima volta si affacciano al mondo del lavoro.




ADI DIPARTIMENTO IMPRESE PRESENTA: IMPRESA DOCET
Le aziende si raccontano, gli studenti domandano e scoprono.

Parte il 25 ottobre il primo degli incontri IMPRESA DOCET, creato dal Dipartimento Imprese ADI - Associazione per il Disegno Industriale, per gli studenti universitari delle facoltà di design, architettura e ingegneria.

Sette gli appuntamenti IMPRESA DOCET, previsti in calendario da ottobre 2010 a maggio 2011, che vedranno impegnate sette imprese associate ADI in incontri con i giovani che vogliono cominciare ad avvicinarsi al mondo del lavoro.
Nei 120 minuti messi a disposizione per i singoli incontri i giovani avranno l’opportunità di ascoltare e poi confrontarsi con imprenditori, art director, ingegneri, direttori marketing e quanti contribuiscono a fare progetto all’interno delle aziende dell’Italian design.

I primi incontri nel 2010 sono:
• 25 ottobre: BTicino
• 23 novembre: Moroso

Gli altri incontri in calendario:
• 25 gennaio 2011
• 22 febbraio 2011
• 22 marzo 2011
• 19 aprile 2011
• 24 maggio 2011

Gli incontri si svolgeranno presso lo Spazio SAGSA di Milano (via Ripa di Porta Ticinese 111). A svolgere il ruolo di moderatore degli incontri sarà Didi Gnocchi di Ultrafragola, il canale web TV di design che curerà anche le riprese degli incontri, visibili in streaming sul web.

Informazioni su IMPRESA DOCET:
Sito ufficiale dell'ADI: adi-design.org
Blog di ADI Impresa Docet: impresadocet.wordpress.com
Pagina Facebook: facebook.com/ADI-Impresa-Docet
Profilo Twitter: twitter.com/adiimpresadocet
Canale di Youtube: youtube.com/adiimpresadocet
Profilo Flickr: flickr.com

ALDO ROSSI - La poetica e le opere

Appunti e Ricerche condotte nell’ambito del corso di Architettura e Composizione II

Non è facile trovare programmi di storia dell'architettura che trattino di questo architetto, dunque penso sia doveroso dare merito al merito. Si ricorda che nel 1990 Gli venne assegnato il Premio Pritzker e fu il primo italiano a vincerlo.
E' definito un neostoricista, purista e postmodernista, ma in realtà chi è Aldo Rossi?
Non è tanto importante capire a che corrente artistica appartenne, quanto invece come si pose all'interno del contesto culturale del tempo in cui visse e operò (1931-1997).
Di sicuro il suo atteggiamento contrastava l'idea di movimento moderno come icona dell'architettura in quanto, nonostante la sua indiscussa valenza, il funzionalismo non rappresentava la sola scelta possibile.
“L’architettura postmoderna propone la fine del proibizionismo, l’opposizione al funzionalismo, la riconsiderazione dell’architettura quale processo estetico non esclusivamente utilitario, ritorno all’ornamento e affermazione di un diffuso edonismo…mescolanza di classico e vernacolare è una strada per l’uso di un ornamentazione simbolica e un ritorno ad una architettura antropomorfica e più umanistica”(Portoghesi)

Il mezzo attraverso cui operò fu il passato. Riprendere il passato voleva dire raccogliere i cocci di un'architettura antica, al fine di ricostituirli dando loro una forma insolita, con un carico di contenuti evidentemente differente: sarà proprio la frammentaione delle sue opere a dare loro omogeneità.
Utilizza il viaggio come riaffioramento di memorie, utilizzando forme pure (talvolta anche oggetti quotidiani) ripetute ossessivamente per darne atto.


Riporto sotto alcuni concetti espressi dallo stesso autore:
“La città va intesa come architettura , intendo architettura in senso positivo, come una creazione inscindibile della vita civile e della società in cui si manifesta…essa è per se natura collettiva…teoria dei fatti urbani qui indicata dalla identificazione delle città come manufatti e dalla divisione della città in elementi primari e in aree-residenza.”
Aldo Rossi parla di una città costituita da monumenti, prodotti PER il pubblico, e da fatti urbani, prodotti DAL pubblico.
“…città come manufatto , come opera d’architettura o di ingegneria che varia nel tempo…”
“…la forma
della città è sempre forma di un tempo della città ed esistono molti tempi nella forma della città…”
…nella città esistono delle zone amorfe o la dove esistono esse sono momenti di un processo di trasformazione esse costituiscono per così dire i tempi morti della dinamica urbana…”
"Ho sempre pensato all'architettura come monumento...solo quando essa si realizza come monumento costituisce un luogo"


Monumento della piazza del municipio e monumento dei partigiani a Segrate (1965)






Si tratta di una piazza dove si lega la monumentalità metafisica (De Chirico) con la rappresentazione attraverso la sovrapposizione di diversi pezzi di architettura uniti da un tema comune. L'elemento dominante sono le ombre, elemento di memoria, in quanto sono proprio queste, con il loro mutare a seconda delle diverse ore del giorno e stagioni dell'anno, che favoriscono la percezione del tempo che scorre.
Al centro della piazza, il monumento ai partigiani è formato da un podio e da una fontana sul lato opposto, elementi costituiti da forme pure (vedi disegni di progetto). Il podio è rivolto verso la piazza che si alza sul fondo con un’ampia gradinata. Dagli schizzi di progetto sembra che in fondo alla piazza dovessero essere collocati dei cilindri, ricordo del tempio greco, tuttavia non furono mai realizzati.

Progetto per il municipio Scandicci (1968)












Ancora il tema del ricordo, stavolta riferito alle cupole ,memoria della tradizione orientale e delle costruzioni industriali. In seconda istanza ricorre il tema del viaggio con l'utilizzo di certe costanti dell’ architettura toscana (l'uso della pietra).
Il municipio è costituito da nuclei ben definiti: uffici dell’amministrazione, segreteria e ufficio del sindaco e bar e ristorante (distribuiti in nuclei ben definiti) e sala consiliare, tutti uniti da un asse di simmetria, corridoi utilizzati anche come spazi per esposizioni temporanee.
Questo sistema è lecito definirlo "spiedino architettonico".


Unità d’abitazione del quartiere Gallaretese (1969-1970)
Il portico atto a sostenere il corpo in aria, diventa permeabile. In corrispondenza del taglio dell’edificio sorgono quattro colonne di enormi dimensioni, due visibili e due invisibili. Le colonne hanno un forte valore evocativo e simbolico e il loro alternarsi al vuoto crea una forte immagine plastica. Si tratta di un edificio a corte con negozi a piano terra, il cui facile accesso è permesso da questo porticato.

Cimitero di S . Cataldo (1971-1978)









Realizza una casa dei morti. In tal senso viene informato dalla memoria di culture antiche che identificavano con la morte solo uno stato di passaggio tra due condizioni. “La tipologia della tomba e delle costruzioni sepolcrali si confonde con la tipologia della casa, corridoi rettilinei, spazio centrale, terra e pietra.”
Tutto si realizza su un asse di simmetria attraversato da elementi puri ognuno con un suo specifico significato. I percorsi rettilinei attorno le salme vengono inscritti in un triangolo al vertice del quale viene disposto un cono con la funzione di fossa comune mentre il cubo, sulla base del triangolo, funge da contenitore del sacrario dei morti in guerra.


La città analoga (1976)
Dispone alcuni luoghi della memoria accostati casualmente facendo riferimento alla sua patria (Lombardia alta). In quest’opera, che viene presentata alla Biennale di Venezia, non si tratta la salvaguardia o il restauro dell’esistente in quanto problema di tutela, ma piuttosto la comprensione del significato delle opere.
“E’ finita l’epoca dei modelli urbani…e delle tecniche urbane, della funzione spacciata per soluzione.”




Scuola media a Broni (1979)
Ancora una volta si ripresentano gli stessi elementi in maniera quasi ossessiva. L'orologio assume un valore simbolico, in quanto elemento che scandisce il tempo. La scuola si fonda su una struttura a corte e qui si introduce l’elemento a falde, come le case disegnate dai bambini.


Case unifamiliari a Goito (1979)
Riprende la tradizione nella realizzazione di case a schiera con corridoio. La casa con falde rappresenta la casa di un tempo, ma diventa anche un elemento autoreferenziale e caratterizzante delle sue opere.




Teatro del mondo a Venezia (1979)
Si tratta dell'opera più ricordata di Rossi, nonostante fosse stata realizzata come opera temporanea per la Biennale di Venezia 1980, che si presentò come consacrazione dell'architettura postmoderna. Viene da Lui chiamata “singolare costruzione”.
L'architetto è mosso da tre necessità:
  • Avere uno spazio utilizzabile preciso ma non precisato
  • Collocarsi come volume secondo la forma dei monumenti veneziani
  • Essere sull’acqua
Utilizza il sistema della zattera in legno, solidissimo e forte nel tempo (nonostante si tratti di un'opera effimera), e ferro, con l'intento di muoversi sull’acqua con lo stesso movimento e lo stesso cigolio di una barca.
Il tema del ricordo è associato ai ”barconi che scendevano dal Ticino nella nebbia lombarda e si trasformavano in barche del carnevale”.
“le analogie del luogo nel progett are un edificio hanno per me un’importanza decisiva, se ben lette sono già il progetto”
L'architettura effimera, soggetto dell'o pera, è rapportata a quello delle basiliche . La limitata capienza del teatro permett e la realizzazione di spettacoli diretti, con un forte rapporto con il pubblico. E’ un'opera legata al mare e al cielo, riprendendo i loro colori.
“Un luogo dove l’architettura si è conclusa e il mondo della fantasia ha inizio”.


Edifici per abitazione nella Sudliche, Friedrichstadt a Berlino (1981)


















Costruisce in aderenza alla strada perché “l’errore di molta architettura moderna è di non aver costruito lungo gli assi stradali…la strada è l’elemento urbano per eccellenza…” Realizza una facciata continua introducendo dei tagli e delle vetrate che fanno percepire il verde dell’interno, in modo tale che la bellezza del cortile interno venga apprezzata anche dall’esterno. E' qui che si contempla davvero anche la funzione urbanistica dell'abitato.
Alcuni elementi, fortemente autoreferenziali, mostrano evidenti riferimenti all’architettura di Schinkel e a Adolf Loos.

Case unifamiliari a Monte Pocono in Pennsylvania (1988)
Realizza una tipica casa tradizionale di New York, cercando solo di dare “una interpretazione ricercando una dimensione personale”. Per raggiungere questo scopo si progettano perfino dei falsi bow windows.






“Avrei potuto fare bene o male qual
siasi altro mestiere, questo mi ha permesso di considerare l’autonomia e la serietà dei singoli mestieri…”.


Riferimenti bibliografici:
Aldo Rossi - Gianni Braghieri
Aldo Rossi : tutte le opere - Alberto Ferlenga
Aldo Rossi : architetture 1981-1991 / MorrisAdumi

Attualità e Curiosità...Fast Architecture - Studio Ghigos (2006)

Si tratta di un padiglione espositivo e di un allestimento temporaneo nell'Accademia delle Belle Arti NABA di Milano realizzato per il Salone del Mobile.

Questa struttura, dopo essere stata smontata nel luglio 2006, è stata riutilizzata in altre due occasioni presso lo stesso campus universitario.

Ciò che mi ha attirato è proprio l'allestimento temporaneo, in cui sono utilizzati semplici bidoni di plastica naturalmente componibili tra di loro, che costituiscono pareti caratterizzate da una semitrasparenza colorata. "Edifici contenitore fatti a loro volta di contenitori" come dicono gli stessi autori.

L'energia di questo lavoro è proprio data dalla capacità di essere trasformabile dai fruitori: viene così curato anche l'aspetto ludico e viene fomentata la creatività degli utenti.

Riportando una frase del gruppo autore ( Studio Ghigos) dell'opera: "Perché in fondo... se gli oggetti vanno utilizzati, perchè limitarne l'utilizzo? Se l'edificio-oggetto è una soluzione, l'edificio di oggetti è una rivoluzione." E' proprio qui che si innesta il rapporto tra architettura e riciclo.



Sito ufficiale, ricco di immagini

Attualità e curiosità... EXPO 2015 a Milano

31/03/08 - Milano si aggiudica, per la seconda volta nella storia, l'Expo, che si terrà nel 2015. Battuta al fotofinish la città turca di Smirne.
La prima Esposizione Universale si tenne a Londra nel 1851; il successo dell'evento spinse altre nazioni, negli anni a seguire, ad organizzarne di simili: tra le più celebri l'Exposition Universelle di Parigi del 1889, in onore della quale fu realizzata la struttura temporanea e contrastata della Torre Eiffel, poi divenuta, come sappiamo, simbolo di un'intera nazione; non dimentichiamo poi l'Esposizione di Roma in epoca fascista, che culminò nella realizzazione del quartiere EUR.
-Che sia anche oggi per l'Italia buona occasione per aprire un dibattito architettonico proficuo e concretamente costruttivo, visti gli investimenti per un totale di 20 miliardi di euro!-
L'organismo internazionale che regola lo svolgimento della manifestazione e la sua organizzazione è il Bureau International des Expositions (tipicamente abbreviato in Bie), nato nel1928 da una convenzione internazionale siglata a Parigi e alla quale oggi aderiscono 98 Stati.
Nello specifico si tratta di esposizioni internazionali a tema, di natura non commerciale, con durata superiore alle tre settimane. La nazione scelta come organizzatrice si incarica della realizzazione delle strutture dove la manifestazione avrà luogo e dei servizi correlati: un apparato che richiede grandi investimenti, ma in grado di rimettere in moto l'economia dell'area, sia per l'enorme ondata di turisti che attrae, sia come vetrina sul mondo del "made in Italy".
In epoca di scandali alla diossina e "bufale", mai più attuale il tema scelto: Feeding the Planet, Energy for Life, tema in grado di abbracciare una molteplicità di settori, dall'agro-alimentare, alla ristorazione, alla distribuzione, fino alla ricerca sulla biodiversità o sul binomio alimentazione-salute.

Qualche notazione sul progetto che si inizia a delineare: l’Expo sorgerà a Rho-Pero, nord-ovest di Milano, e occuperà una superficie di 1,7 milioni di metri quadrati. Nel secolo scorso quest'area era occupata prevalentemente da impianti di produzione industriale. Il nuovo Polo di Fiera Milano, progettato da Massimiliano Fuksas, ha dato avvio, grazie alla qualità dell’intervento e al valore funzianale intrinseco, a un processo di trasformazione e riqualificazione dell’intera area, tramite l'adeguamento e il riuso degli impianti produttivi dismessi e la definizione di una nuova vocazione delle aree limitrofe un tempo agricole. Particolare attenzione nel progetto presentato è stata rivolta alla rete di collegamenti insediata o insediabile a servizio del polo, con l'ampliamento della rete metropolitana, i nuovi tracciati autostradali, il collegamento ferroviario ad Alta velocità e grazie all'equidistanza degli scali aerei di Linate, Malpensa e Orio al Serio. Alte le potenzialità artistiche e naturalistiche da sfruttare ed integrare nel progetto su vasta scala.

Tutto sul sito ufficiale: http://www.milanoexpo-2015.com/

Pensiero del giorno... Materiali

l'anno scorso per il mio compleanno mio padre mi ha regalato un libro sulla bio-architattura... immagino che sia stato scelto in preda alla confusione: "ma mio figlio studia ingegneria, architettura o biologia!?"
agghiacciante l'ipotesi di ricevere un libro di bio-ingegneria...
cmq... che si può pretendere dai genitori?!
il libro, nella sua inutilità, mi ha fatto nascere la curiosità per quei materiali che in architettura vengono un pò snobbati...
es: il fango... sapevate che il 60% della popolazione mondiale vive in case fatte di terra?!
bene... e sul cartone e sul bamboo cosa sapete dirmi?