mercoledì 11 novembre 2009

Stefan Gamper Architekt

Si presenta con lo sguardo basso e un sorriso imbarazzato come fosse uno studentello alla sua prima conferenza. L'accento straniero modello papa Ratzinger e il capello chiaro ci raccontano qualcosa della sua storia. Viene dall'Austria, è iscritto all'ordine degli architetti della provincia di Bolzano, ha da poco conseguito una laurea specialistica in "Costruzioni in legno per architetti" all'univeristà di Rosenheim (Germania) - "Master of Engineering".
Durante il WorkShop sulla BioArchitettura, tenutosi il 7 novembre 2009 al centro fieristico "Le Ciminiere" di Catania, cominciano ad apparire le prime immagini degli edifici realizzati da Stefan Gamper. Immediatamente si capisce di fronte a quale raffinato e sensibile architetto ci si trovi.
Si tratta di Case Clima sparse qua e là per la provincia di Bolzano ovvero edifici che lottano contro le leggi della termodinamica in un contesto paesaggistico di tutto rispetto. A partire dall'utilizzo dei materiali, principalmente legno del luogo, fino alle soluzioni tecnologiche adottate contro il freddo, la neve e il ghiaccio, si può tessere un sottile filo rosso: semplicità e modestia.
Consiglio caldamente di visitare il sito di Gamper e di tenerlo d'occhio.


Scuola forestale Latemar - CasaClima B+ - Passo di Carrezza


Sede amministrativa Holz Pichler - CasaClima A+ - Ega

Centrale di teleriscaldamento Fiera di Primiero - TN

P.S. dopo questa conferenza ho imparto cosa è il Cirmolo. Si tratta di un piccolo Pino che cresce anche oltre i 2000 metri d'altitudine. Grazie alla grande presenza di resina profumata viene impiegato come legno per interni o mobili. Vedi pure qui.

martedì 10 novembre 2009

Vulcani, paesaggi e culture

Nuovo interessante appuntamento a Catania: dall'11 al 14 Novembre il dibattito internazionale è di scena al centro fieristico "Le Ciminiere". Tema affrontato "Vulcani, paesaggi e culture"; quantomai azzeccata la scelta del sito, una città sorta alle pendici del più alto vulcano d'Europa che ne ha da sempre condizionato sviluppo ed economia: l'Etna, elemento dominante nel paesaggio dell'intera Sicilia.
La conferenza affronterà la tematica sotto molteplici punti di vista: dagli ultimi risvolti di geologia, vulcanologia e sismica, all'aspetto ecosistemico, all'analisi del rischio. Non ultimo sarà trattato l'aspetto paesistico e territoriale alla luce della nomina UNESCO come patrimonio dell'umanità dell'arcipelago delle Eolie.

Cosa: Volcanoes, Landscapes and Cultures

Dove:
Centro Fieristico Le Ciminiere, Viale Africa, Catania

Quando: dall'11 al 14 Novembre 2009

Info: www.etnacatania2009.com

Ingresso: libero per la sessione di apertura, a pagamento (si spera in comode rate!!!) per tutte le altre (vedi quote )

lunedì 9 novembre 2009

Il MAXXI vede la luce...

Il MAXXI di Roma, museo nazionale delle arti del XXI secolo, progettato dalla celeberrima Zaha Hadid aprirà ufficialmente i battenti nel 2010. Intanto, è stata data la possibilità al pubblico di visitare i locali espositivi ancora privi di installazioni e opere d'arte per poter ammirare a pieno le potenzialità dell'edificio. Giorno 14 e 15 novembre vengono indicate come le date per effettuare la visita. Tuttavia, come facilmente intuibile, il sito ufficiale del museo ha registrato il tutto esaurito. Per il momento accontentatevi di pochi scatti freschi freschi realizzati all'esterno. Buona visione.



venerdì 6 novembre 2009

Renzo Piano - Opere


Appunti e Ricerche condotte nell’ambito del corso di Architettura e Composizione II

Centro Nazionale d’arte e di cultura Georges Pompidou, Parigi, Francia, 1972 – 1977


Negli ultimi anni del novecento i musei sono rinati sotto il profilo del loro utilizzo, ma negli anni ’70 al museo ci andavano poche persone perché erano considerati un’istituzione triste e polverosa al pari delle biblioteche.
Il Centre Pompidou nasce in questa situazione di sacralità museale, ma di cui non si sente la mancanza; anche nel bando di gara istituito per la sua realizzazione si consigliava di uscire dalle frontiere tipiche della biblioteca e del museo.
In questo periodo Piano ha uno studio con Rogers, e partecipano insieme al concorso, vincendolo.
I progettisti hanno l’esigenza di creare un rapporto con il contesto, e questo si realizza in vario modo. La trasparenza delle scale mobili spesso è stata letta come un fatto high-tech, ma in realtà la soluzione è molto più studiata, perché mentre si sale si passa dalla visione della piazza, al quartiere, alla città. La piazza rappresenta una doppia mediazione: quella tra l’edificio e il quartiere, e quella tra la cultura ufficiale e quella di strada ( mimi, musicisti, ecc…).
L’edificio è tutto realizzato in vetro ed acciaio a vista e variamente colorato. Questo ha riscontrato non pochi problemi e critiche negative, ma i progettisti non si sono mai arresi ed hanno aspettato la morte del sindaco per l’istallazione delle prese d’aria nella piazza, e hanno portato le travi d’acciaio di 120 tonnellate e 50 metri di lunghezza con un treno speciale e con i camion all’interno di Parigi di notte, montandole immediatamente.

Museo per la Collezione De Menil, Houston, Texas, 1984 – 1987.

La committente di Piano è Dominique De Menil, una ottantenne che insieme al marito aveva raccolto una importante collezione privata e desiderava un museo per poter esibire i suoi diecimila pezzi. L’idea della committente era quella di realizzare uno spazzio che fosse allo stesso tempo sito espositivo, villaggio e centro di restauro.
La costruzione si inserisce nella maglia urbana ortogonale del quartiere, senza sovrastare in altezza le piccole case circostanti, e utilizzando materiali del luogo, infatti le tamponature delle pareti esterne sono in tavole di cipresso, che vanno a richiamare la tecnica diffusissima del ballon frame.
Gli aspetti che devono essere sicuramente studiati e risolti sono: lo studio della luce e le tecniche di conservazione delle opere d’arte.
Per osservare le opere con una luce ottimale queste devono essere esposte ad una luce superiore a quella che normalmente tollererebbero senza rovinarsi. Per ovviare a questo problema le opere vengono esposte a rotazione, per poi essere riportate al sicuro in un luogo protetto e climatizzato separato dall’area di fruizione, la Treasure House.
Per quanto riguarda la luce, i quadri non possono essere esposti ai raggi ultravioletti e Piano cerca dei metodi per eliminarli mantenendo una duona qualità della luce. Visita il museo di Tel Aviv e tornato a Genova crea una macchina che riproducesse il sole di Houston e dei modelli in scala 1:10 per studiare i risultati.
Realizzo la copertura della sala espositiva attraverso la ripetizione di un profilato in ferro cemento modulare, chiamato foglia, questo ha una curvatura tale da trasformare gli 80000 lux esterni in 1000 lux interni.
Questo museo risulta l’esatto contrario del Centre Pompidou, dove l’high-tech è usato in chiave di parodia nei confronti dell’esistente, simbolo di monumentalità; al contrario, qui, esiste, perché serve.

Spazio musicale per l’opera Prometeo, Venezia e Milano, Italia, 1983 – 1984.

È la prima struttura smontabile che accoglie nello stesso tempo l’orchestra e 400 spettatori.
L’idea era quella di rovesciare l’impostazione delle sale tradizionali. Il pubblico stava al centro, i musicisti tutt’intorno a varie altezze, ed era previsto che questi si spostassero durante l’esecuzione su scale e passerelle.
Per far si che il direttore fosse visibile a tutti gli ottanta elementi dell’orchestra si sviluppò un sistema di monitor.
L’intero ambiente è progettato come un gigantesco strumento musicale, dove si sono fuse l’esperienza del liutaio e quella del cantierista navale per la maestria nell’utilizzo del legno lamellare in oggetti di simili dimensioni.
Qui l’opera architettonica fa parte dello stesso processo creativo di quella musicale, nasce con questa e per questa.


Recupero del porto antico, Genova, Italia, 1988 – 2001.
Nel 1992, cinquecentesimo anniversario del viaggio di Colombo in America, il comune di Genova, organizzo una grande celebrazione internazionale, e chiese a Piano di collaborare nel recupero dell’area urbana del vecchio porto.
Genova è una città porto tra le più importanti del mediterraneo e con l’evento vuole rilanciare la propria immagine. La città arabo-mediterranea è caratterizzata da: alta densità, case alte e strade strette; inoltre le infrastrutture portuali hanno sempre esercitato una forte influenza sulla conformazione del centro storico e hanno sempre fatto da barriera tra questo ed il mare. Il cambiamento di tecnologia aveva fatto si che alla fine degli anni ’80 il porto fosse inadatto ad assolvere le normali funzioni e quindi fu progressivamente abbandonato e spostato più a levante. Si riteneva che l’Expo fosse l’occasione per recuperare il rapporto con il mare.
Fu assegnato a Piano l’incarico di redigere il masterplan, le linee guida erano:
- ricucitura del rapporto città porto
- mantenimento del suggestivo carattere storico ed ambientale
- sottrazione del centro storico al degrado
- realizzazione di opere utilizzabili dopo l’Expo
Già nel 1981 Piano aveva realizzato un progetto per il risanamento del molo vecchio. Un quartiere dove gli edifici sono alti 7-8 piani, e le strade sono strettissime, poco illuminate ed umide, tanto che già nel ‘600 era considerato malsano. La risposta progettuale era quella di trasformare i piani più alti in ambienti pubblici, e di realizzare un sistema di passerelle a più livelli al posto delle malsane vie, con un sistema di specchi per far arrivare la luce sino a terra.
Nel 1965 fu realizzata una strada sopraelevata a scorrimento veloce che interruppe il contatto diretto tra città e porto; la prima cosa che si pensò di fare era quella di rimuovere la sopraelevata e realizzare un tunnel sottomarino, ma era troppo costoso e per questo fu realizzato solo un parziale interramento di fronte a palazzo San Giorgio.
Le nuove realizzazioni sono collocate nelle due banchine centrali del Porto Antico: il Molo Embriaco ed il Ponte Spinola. Nel molo principale si trovano 26 pennoni, alti 18 metri e dotati di teli che richiamano le immagini delle vele delle navi antiche. Davanti il molo si trova il Grande Bigo, un albero di carico che grazie ad un sistema di bracci in acciaio, che si allargano da una base comune, sorregge un ascensore panoramico e una tensostruttura che definisce la Piazza delle Feste. Il Grande Bigo è il simbolo dell’Expo e richiama le vecchie gru del porto.
Nel Ponte Spinola si trova il Padiglione Italia costituito da un parco acquatico con accanto una struttura galleggiante, la Biosfera. Il primo è una struttura in acciaio che ospita un acquario, e rappresenta il tema "del mare"; il secondo invece è una palla di vetro di 20 metri di diametro, posta su una piattaforma galleggiante, simbolo delle colombiane e del globo terrestre, in cui è trattato il tema "le navi", passato l’evento questo è stato trasformato in serra e centro studi per le felci; per impedire l’ingresso dei raggi diretti sono state posizionate delle vele nella struttura metallica.
Nel Porto Antico vennero fatti degli interventi di recupero dei magazzini, trasformandoli in sala espositive e centro congressi.
Dopo l’Expo fu realizzata una società “Porto Antico” che ha continuato ad aggiungere attrezzature al porto, le quali hanno portato una gran quantità di denaro da poter reinvestire nel 2004 (anno in cui Genova è stata Capitale Europea della Cultura) nel recupero del centro storico, cosa che non si era potuta fare nel 1992 perché i finanziamenti non lo prevedevano.


Aula liturgica per Padre Pio, San Giovanni Rotondo, Italia, 1995 – 2004.

L’aula liturgica dedicata a Padre Pio sorge sulla cima del colle di San Giovanni Rotondo, vicino al monastero dei cappuccini e alla chiesa preesistente; vi si giunge attraverso un viale alberato.
La chiesa è circondata da alberi e poco sviluppata in altezza, tanto che la copertura è visibile soltanto una volta arrivati in cima.
Si vuole creare una chiesa che inviti i fedeli ad entrare, e per questo non viene prevista una facciata monumentale, ma un fronte d’ingresso vetrato, che lascia vedere tutto l’interno dalla piazza. Per accogliere ancora di più i fedeli, le ali della copertura in rame si estendono verso la piazza come per abbracciarla.
Viene studiata la luce: all’interno è diffusa, ma sull’altare scende un raggio diretto che fa concentrare l’attenzione verso quel punto. La scelta di un solo materiale è determinante, viene utilizzata solo la pietra locale che definisce la struttura del sistema degli archi portanti.


Auditorium Parco della Musica, Roma, Italia, 1996 – 2002.

Piano vinse la gara internazionale per la realizzazione di un nuovo auditorium a Roma, dove mancava un luogo dedicato alla musica classica all’altezza della città.
Sia per ragioni urbanistiche che di spazio, si decise di realizzare l’opera in posizione decentrata, nei pressi dello stadio Flaminio, del palazzotto dello sport e del villaggio Olimpico del 1960.
Per garantire la massima flessibilità e resa acustica si sceglie di realizzare tre sale distinte. Ogni sala e racchiusa in un contenitore simile a una cassa armonica, e disposte simmetricamente attorno ad un grande vuoto che darà vita ad un anfiteatro all’aperto. Attorno vi è una ricca vegetazione che fa da collegamento con la villa Glori.
Per ottenere la migliore acustica furono costruiti modelli fisici con superfici riflettenti per simulare le prestazioni delle varie sale, emettendo dei segnali laser e tracciando il percorso della riflessione; per poi passare a grandi modelli dove vennero fatti dei test di riflessione con vere onde sonore.
Le tre sale hanno capienza e caratteristiche differenti.
L’auditorium da 750 posti è il più flessibile, il pavimento e il soffitto sono mobili e si può intervenire sulle proprietà acustiche delle pareti.
La sala da 1200 posti dove si tengono concerti di musica da camera e spettacoli di danza, ha il soffitto regolabile e il palcoscenico mobile.
La sala principale che ospita 2800 persone è un omaggio a Scharoun. Come nella filarmonica l’orchestra sta al centro e gli spettatori tutt’intorno su balze a livelli differenti. Questa disposizione è tale da far percepire allo spettatore di essere un tutt’uno con i protagonisti.




The Nascher Sculture Centre, Dallas, Texas, 2001 – 2003.

Raymond Nascher e sua moglie avevano deciso di dare alla città la propria collezione di sculture moderne e contemporanee insieme alla struttura dove ospitarle.
Il sito era un parcheggio circondato da quattro strade rettilinee immerso tra i grattacieli.
Piano non sa inizialmente a cosa legarsi per realizzare il progetto, allora pensa di fare un Centre Pompidou alla rovescia: li vi era un edificio enorme e modernissimo nel centro della città antica, qui una sala espositiva ad un solo livello immersa nel verde e tutt’intorno grattacieli.
Lo spazio è ripartito in cinque padiglioni rettangolari tutti uguali, con la copertura leggermente ricurva. Le coperture sono realizzate interamente in vetro, e per selezionare la luce del nord ( che non contiene raggi UVA ) si è studiato un sistema di pannelli in alluminio.
Il giardino ospita 170 alberi ( olmi, quercie, salici, magnolie, bambù), fontane, laghetti e sentieri pavimentati. È parte essenziale del complesso perché svolge la funzione di spazio espositivo esterno, ma soprattutto perché offre un momento di distacco e di riflessione nel caos della città.


Mostra "Scienza e arti all'ombra del vulcano"

Segnaliamo un'interesante mostra con sede nella splendida biblioteca settecentesca realizzata dall'architetto siciliano Giovanni Battista Vaccarini (1702-1768) all'interno del Monastero dei Benedettini di Catania.
L'esposizione vuole sintetizzare nello spazio di un'unica sala il clima artistico-scientifico vissuto nel convento tra il XVIII e XIX secolo. Dipinti, resti fossili, strumenti per l'apprendimento e tanti, tanti libri con miniature e raffigurazioni. Inoltre si tratta di un opportunità rara per visitare l'antica sala della biblioteca, resa ancora più suggestiva dagli allestimenti contemporanei della mostra (a cura di Caterina Napoleone).
Non dimenticate di fare un giro per l'intero complesso dei Benedettini, oggi polo universitario, meritevole di essere visitato e spesso sede di interessanti eventi.

Cosa: Mostra "Scienza e arti all'ombra del vulcano. Il monastero di San Nicolò l’Arena. XVIII - XIX secolo"

Dove: Catania, Monastero dei Benedettini, via biblioteca 11a

Quando: dal 31 ottobre al 16 dicembre 2009, da lunedì a sabato ore 9.00 -17.00

Ingresso: libero

Info: http://www.exibart.com/
http://www.undo.net/


lunedì 2 novembre 2009

Pensiero del giorno... in che Albo?

So esattamente chi sono: uno studente in Ingegneria Edile-Architettura. E su questo non ci piove. Il problema è il futuro, sempre quel maledettissimo futuro. Vi risparmio le varie frasi fatte sull'inconoscibilità, imprevedibilità ecc. Tuttavia la questione è semplicissima e banale: Che farò da grande? Anzi, correggo il tiro, cosa mi sarà concesso di fare da grande? In che albo potrò iscrivermi?

Non sono così sprovveduto da essere arrivato al quinto anno (ripetente... ) del mio corso di laurea senza sapere almeno in linea di massima dove sarei finito. Le certezze si materializzano leggendo il Decreto del Presidente della Repubblica n. 328 del 2001 che al momento credo sia la norma di riferimento in materia... (si, lo sapevo: dovevo fare l'avvocato). E allora, rullo di tamburi:

PROFESSIONE DI ARCHITETTO

1 . Nell'albo professionale dell'ordine degli architetti, che assume la denominazione: "Ordine degli architetti, pianificatori, paesaggisti e conservatori", sono istituite la sezione A e la sezione B.

2 . La sezione A (per lauree specialistiche NDR) è ripartita nei seguenti settori:

a) architettura;
b) pianificazione territoriale;
c) paesaggistica;
d) conservazione dei beni architettonici ed ambientali.

(...)

2 . Per l'ammissione all'esame di Stato è richiesto il possesso della laurea specialistica in una delle seguenti classi:

a) per l'iscrizione nel settore "architettura":
1) classe 4/S - Architettura e ingegneria edile - corso di laurea corrispondente alla direttiva 85/384/CEE;
b) per l'iscrizione nel settore "pianificazione territoriale":
1) classe 54/S - Pianificazione territoriale urbanistica e ambientale;
2) classe 4/S - Architettura e ingegneria edile;
c) per l'iscrizione nel settore "paesaggistica":
1) classe 3/S - Architettura del paesaggio;
2) classe 4/S - Architettura e ingegneria edile;
3) classe 82/S - Scienze e tecnologie per l'ambiente e il territorio;
d) per l'iscrizione nel settore "conservazione dei beni architettonici ed ambientali":
1) classe 10/S - Conservazione dei beni architettonici e ambientali;
2) classe 4/S - Architettura e ingegneria edile.


Bingo, l'albo degli architetti è tutto nostro, possiamo iscriverci in qualsiasi settore. Adesso passiamo all'albo degli ingegneri:

PROFESSIONE DI INGEGNERE

1 . Nell'albo professionale dell'ordine degli ingegneri sono istituite la sezione A e la sezione B. Ciascuna sezione è ripartita nei seguenti settori:

a) civile e ambientale;
b) industriale;
c) dell'informazione.

(...)

1 . L'iscrizione nella sezione A è subordinata al superamento di apposito esame di Stato.

2 . Per l'ammissione all'esame di Stato è richiesto il possesso della laurea specialistica in una delle seguenti classi:

a) per il settore civile e ambientale:
1) classe 4/S - Architettura e ingegneria edile - corso di laurea corrispondente alla direttiva 85/384/CEE;
2) classe 28/S - Ingegneria civile;
3) classe 38/S - Ingegneria per l'ambiente e per il territorio;
b) per il settore industriale:
1) classe 25/S - Ingegneria aerospaziale e astronautica;
2) classe 26/S - Ingegneria biomedica;
3) classe 27/S - Ingegneria chimica;
4) classe 29/S - Ingegneria dell'automazione;
5) classe 31/S - Ingegneria elettrica;
6) classe 33/S - Ingegneria energetica e nucleare;
7) classe 34/S - Ingegneria gestionale;
8) classe 36/S - Ingegneria meccanica;
9) classe 37/S - Ingegneria navale;
10) classe 61/S - Scienza e ingegneria dei materiali;

c) per il settore dell'informazione:
1) classe 23/S - Informatica;
2) classe 26/S - Ingegneria biomedica;
3) classe 29/S - Ingegneria dell'automazione;
4) classe 30/S - Ingegneria delle telecomunicazioni;
5) classe 32/S - Ingegneria elettronica;
6) classe 34/S - Ingegneria gestionale;
7) classe 35/S - Ingegneria informatica.

Peccato! Con gli ingegneri prendiamo solo un settore su tre... ma ci accontentiamo.
E adesso l'imprevisto, quello che nessuno oserebbe mai immaginare. Se la denominazione del corso di laurea è Ingegneria Edile-Architettura uno si aspetterebbe di poter avere a che fare solo con i relativi albi professionali. E invece no! continuate a leggere:

PROFESSIONE DI DOTTORE AGRONOMO E DOTTORE FORESTALE

1 . Nell'albo professionale dell'ordine dei dottori agronomi e dottori forestali sono istituite la sezione A e la sezione B.

(...)

1 . L'iscrizione nella sezione A è subordinata al superamento di apposito esame di Stato.

2 . Per l'ammissione all'esame di Stato è richiesto il possesso di laurea specialistica in una delle seguenti classi:
a) classe 3/S - Architettura del paesaggio;
b) classe 4/S - Architettura e ingegneria edile;
c) classe 7/S - Biotecnologie agrarie;
d) classe 38/S - Ingegneria per l'ambiente e il territorio;
e) classe 54/S - Pianificazione territoriale urbanistica e ambientale;
f) classe 74/S - Scienze e gestione delle risorse rurali e forestali;
g) classe 77/S - Scienze e tecnologie agrarie;
h) classe 78/S - Scienze e tecnologie agroalimentari;
i) classe 79/S - Scienze e tecnologie agrozootecniche;
l) classe 82/S - Scienze e tecnologie per l'ambiente e il territorio;
m) classe 88/S - Scienze per la cooperazione allo sviluppo

Ora qualcuno di buon cuore sarebbe in grado di spiegarmi come può un laureato in Ingengeria edile e Architettura diventare Agronomo o Dottore forestale? Con che preparazione, con che conoscenze?
Non so bene come siano organizzati i corsi nel resto d'Italia, ma posso assicurarvi che qui a Catania non esiste nulla di professionalizzante. E' tanto che uno studente, un mio collega, sia in grado di distinguere il rosmarino dalla salvia, l'aglio dalla cipolla e una patata novella da una zucca di Chioggia, ma per fare l'Agronomo serve ben altro tra cui (L. 152 del 1992) :

G) L'ACCERTAMENTO DI QUALITÀ E QUANTITÀ DELLE PRODUZIONI AGRICOLE, ZOOTECNICHE E FORESTALI E DELLE RELATIVE INDUSTRIE, ANCHE IN APPLICAZIONE DELLA NORMATIVA COMUNITARIA, NAZIONALE E REGIONALE;

H) LA MECCANIZZAZIONE AGRARIO-FORESTALE E LA RELATIVA ATTIVITÀ DI SPERIMENTAZIONE E CONTROLLO NEL SETTORE APPLICATIVO;

I) I LAVORI E GLI INCARICHI RIGUARDANTI LA COLTIVAZIONE DELLE PIANTE, LA DIFESA FITOIATRICA, L'ALIMENTAZIONE E L'ALLEVAMENTO DEGLI ANIMALI, NONCHÉ LA CONSERVAZIONE, IL COMMERCIO, L'UTILIZZAZIONE E LA TRASFORMAZIONE DEI RELATIVI PRODOTTI;

O) LE ANALISI FISICO-CHIMICO-MICROBIOLOGICHE DEL SUOLO, DEI MEZZI DI PRODUZIONE E DEI PRODOTTI AGRICOLI, ZOOTECNICI E FORESTALI E LE ANALISI, ANCHE ORGANOLETTICHE, DEI PRODOTTI AGRO-INDUSTRIALI E L'INTERPRETAZIONE DELLE STESSE;


Che questa sia una trovata per far ripopolare le campagne di finti ingegneri-architetti? Tanto mio nonno l'ha sempre sostenuto: meglio una zappa che un "foglio di carta"... Pensate che sorpresa quando gli spunterò con entrambi...

domenica 1 novembre 2009

17° SAEM - Salone dell'Edilizia del Mediterraneo


Nei prossimi giorni al centro fieristico di Catania "le Ciminiere" avrà luogo la 17esima edizione del Salone dell'Edilizia del Mediterraneo. Il programma si presenta ricco di interessanti conferenze che sembrano girare prevalentemente attorno ai temi della sicurezza e dell'ambiente (programma).
In contemporanea sarà possibile visitare la terza tappa della mostra itinerante "Comunicare Architettura" portata avanti dalla Fondazione dell'Ordine degli Architetti di Catania e dall'Associazione Culturale Spazi Contemporanei. Scopo dell'evento è quello di sensibilizzare la gente sui temi dell'architettura contemporanea mostrando i lavori di giovani professionisti locali.

Cosa: 17° SAEM - Ambiente e Architettura per costruire la casa del futuro

Dove:
Centro Fieristico Le Ciminiere, Viale Africa, Catania

Quando: dal 5 all'8 novembre 2009

Info: http://www.saemsicilia.com/

Ingresso: 6 euro