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lunedì 3 marzo 2008

Pensiero del giorno... Professori 2


Qualche mese fa, i professori di composizione II hanno disertato la lezione per farci assistere ad una conferenza tenuta da un docente catanese, un certo S. Barbera, che stava per andare in pensione. Questo signore ha rivestito ruoli importanti nella facoltà di Ingegneria di Catania e durante il suo appassionante e appassionato discorso ha ripercorso le tappe della sua vita accademica. Due cose mi sono saltate all'occhio e vorrei analizzarle assieme a voi:

1) Compare la sua firma nel progetto del "nuovo edificio" della facoltà d'ingegneria.
-A detta di tutti i miei professori questa costruzione è l'aberrazione dell'architettura contemporanea in tutti i suoi aspetti.
-Come tutti gli studenti hanno notato, le aule e le sale studio sono completamente al buio, con temperature polari nettamente inferiori a quelle esterne (e posso assicurarvi che in Sicilia il sole non manca). -
-I consumi di questo edificio superano di gran lunga quelli del intero complesso.
-C'è il serio pericolo di perdersi al suo interno: è impossibile sapere dove si andrà a finire imboccando una scala o un altra.
- C'è un tale spreco di materiali di rivestimento da fare paura, considerando che non servono a niente.
- Una consistente parte dell'edificio non è utilizzabile... diciamo che fa da ornamento, ma in realtà non può pregiarsi neanche di questa funzione.
- All'interno, nell'aula magna vengono conferite le lauree: per far capire agli invitati dove devono andare si usano le transenne.
- i commenti dei professori sono stati talmente tanti e abbondanti che non saprei proprio da dove cominciare, ma credo che una breve visita potrebbe illuminarvi.

2) Ha impedito che si realizzasse una sede della facoltà d'ingegneria nel quartiere di Librino di Catania .
Dovete sapere che Librino è un quartiere progettato da Kenzo Tange (spero di potervene parlare meglio in futuro) che aveva la pretesa di trasformare il volto di Catania creando un polo alternativo alla città antica. Oggi Librino è un quartiere dormitorio che non gode di un'ottima fama. Per evitare questa sciagura l'amministrazione catanese aveva obbligato la facoltà di Ingegneria a costruire la sua futura sede in questa zona, così da poter "vitalizzare" il quartiere. Ma Barbera si oppose ed inventò un escamotaget geniale. Propose il progetto di un centro "polifunzionale" che in teoria sarebbe servito a tutte le facoltà della cittadella universitaria, ma nei fatti sarebbe stato ad uso esclusivo degli ingegneri. E così e avvenuto: il centro polifunzionale è stato realizzato all'interno della cittadella degli studi ed oggi è sede di tutti gli organi della facoltà d'ingegneria.

Morale della favola: tra Polifunzionale e Nuovo edificio lo spazio alla cittadella è stato completamente saturato e i parcheggi si sono ridotti sempre più, per non parlare degli spazi verdi che in realtà non esistono affatto. E tutto questo per non trasferirsi a Librino...

Dovevate vedere come si sbracciavano i professori nell'applaudire Barbera quando ha finito il suo discorso, e quanti elogi!!!... e questi tipi hanno la pretesa di poter essere miei professori?! e poi borbottano: c'è freddo, non si vede, è buio, non si sente ecc

lunedì 25 febbraio 2008

Materiali - LA CANAPA

Il mio caro e dolce “Vanity Fair” oggi mi informa sulla presenza di nuovi tessuti vegetali nel mondo dell'architettura e della moda. Ho indagato un po’ ed ecco cosa è saltato fuori.

Canapa (Cannabis Sativa, da cui si ricava la marijuana):
in seguito alla macerazione del fusto si ricava un materiale adatto alla produzione di giacche, pantaloni, maglioni e arredi per la casa. Anallergico, forte e resistente persino ai raggi UV. Bisogna dire che è forse il più antico tessuto che l’uomo abbia mai lavorato, ma oggi ha sempre meno l’aspetto di una tela per sacchi.
Il fusto è inoltre utilizzato per la fabbricazione di pannelli truciolati per tramezzi e termoisolanti. Viene comunemente usata nella produzione di carta.
Uno degli usi più innovativi che viene fatto riguarda la produzione di polimeri plastici che sfruttano la cellulosa presente in abbondanza nella pianta. Trova uso nel campo degli imballaggi e degli isolanti. È chiaramente biodegradabile.
I prodotti commercializzati devono essere privi di THC, il principio stupefacente. Ma ho trovato qualche negozietto che... (leggi sotto)




Negozi:
- Skunkatania (negozietto catanese che aiuta chi volesse coltivare cannabis in casa)
- Fatti di Canapa (abbigliamento)
- Milletrame (Tessuti)
- TecnoSugheri (Pannello Fonoisolante esente da THC, il principio attivo stupefacente)
- Arboform (polimero termo-plastico)

martedì 12 febbraio 2008

Fiumara d'Arte

Sicilia è… Mare, agrumi, mafia ed abusivismo? Beh, non è proprio così… Certo, liberarsi di radicati preconcetti e luoghi comuni non è facile, a maggior ragione se nascono da un passato con ancora forti strascichi sul presente.
È vero, ogni germe di innovazione e cambiamento deve lottare per venire alla luce… ma fortunatamente ce ne sono parecchi, vitali e motivati al punto da poter andare fino in fondo proficuamente... “Eppur si muove”!
Vi abbiamo parlato poco tempo fa di Gibellina, rovine di un paese sgretolato dal terremoto, trasformate in nuova fonte di vita ed intervento di land art.
Oggi vi voglio raccontare di un’idea portata avanti da Antonio Presti, imprenditore e mecenate di Santo Stefano di Camastra, in provincia di Messina, che nel 1983 realizza il primo museo di arte contemporanea all’aperto: Fiumara d’Arte. La Fiumara è concepita come un succedersi di opere lungo un percorso che si snoda dalla montagna al mare, seguendo il percorso del torrente Fiumara, in dialetto siciliano "a' Sciumara". La prima realizzazione, alta 18 metri, fu concepita da Pietro Consagra; di lì in poi la fiumara non ha smesso di avanzare diventando un percorso unico, ricco di arte e suggestioni. Nonostante le opere sin dall’inizio siano state realizzate con il consenso dell’amministrazione locale, il fondatore di Fiumara d’Arte ha subito un processo penale per abusivismo edilizio. Dopo 23 anni, il processo si è concluso positivamente: la Cassazione ha riconosciuto l’eccezionalità del caso, prosciogliendo Antonio Presti da ogni accusa e impedendo che questi manufatti “abusivi” venissero demoliti. Se l’abusivismo, quello vero, regna ancora incontrastato in certe zone (non solo siciliane), qui semmai ci troviamo di fronte ad un atto di denuncia, alla protesta di giganti artistici che silenziosamente si ergono in mezzo alla natura in un’armonia dissonante. Un altro aspetto di rilievo è la condivisione del pubblico: il linguaggio dell’arte per una volta esce dalle quattro mura dei musei e si offre a tutti nella sua universalità.
Pietro consagra - La materia poteva non esserci

Tano Festa - Finestra sul mare

Antonio Di Palma - Energia mediterranea

Lo stesso Antonio Presti racconta la partecipazione entusiasta degli abitanti del posto, sempre partecipi nelle tappe che hanno segnato la crescita del museo, e delle maestranze che hanno eseguito i lavori con la fiera consapevolezza di costruire ben più che semplice materia.
Di questi tempi si potrebbe dire: “Change, we can belive in!”

Per chi volesse saperne di più: http://www.librino.org/web1/index.htm