"Se non sei su Facebook, praticamente non esisti"
Non sono in pochi a pensarla così. Anche gli architetti hanno da tempo recepito il messaggio e approdano, più o meno ufficialmente, sul social network che tutto muove, consapevoli che il suo creatore è stato eletto dal Time "uomo dell'anno".
Nascono così pagine su pagine che celebrano architetti, studi, opere.
Con questa classifica tentiamo di mettere un po' di ordine, proseguendo quanto già fatto nel 2009.
Vogliamo rispondere alla domanda: quali sono le pagine degli architetti in vita con maggior numero di fan?
La classifica che segue non ha la presunzione di essere esaustiva, nè di essere stata condotta con rigore scientifico e con metodi statistici. Riportiamo semplicemente il numero di fan per pagina così come rintracciabile su Facebook, la posizione ottenuta in classifica e la variazione rispetto i risultati di due anni fa. La lettura e l'iterpretazione dei dati è affidata direttamente al lettore.
1 - Oscar Niemeyer con 138.407 fan (+5)
2 - Renzo Piano con 90.270 fan (-1)
3 - Santiago Calatrava con 80.575 fan (+1)
4 - Zaha Hadid con 77.001 fan (-2)
5 - Tadao Ando con 50.117 fan (-2)
6 - Peter Zumthor con 47.837 fan (+5)
7 - Jean Nouvel con 29.895 fan (+8)
8 - Herzog & de Meuron con 28.900 fan (+5)
9 - Richard Meier con 24.555 fan (+1)
10 - Rem Koolhaas + Oma con 23.451 fan (-3)
11 - Toyo Ito con 13.566 fan (+1)
12 - SANAA (K. Sejima & R. Nishizawa) con 13.275 fan (+4)
13 - Bjarke Ingels con 8.117 fan (nuovo)
14 - Norman Foster con 7.749 fan (-6)
15 - Daniel Libeskind con 7.531 fan (-1)
- Richard Rogers con 5.905 fan
- Steven Holl con 5.898 fan
- Peter Eisenman con 5.645 fan
- MVRDV con 4.319 fan (-10)
- Mario Botta con 4.052 fan
- Massimiliano Fuksas con 3.728 fan
- Shigeru Ban con 3.602 fan
- Cesar Pelli con 3.224 fan
- Jose Rafael Moneo con 2.989 fan
- David Chipperfield con 2.588 fan
- UN Studio con 2.508 fan
- Arata Isozaki con 1.589 fan
- Ieoh Ming Pei con 1.327 fan
- Miralles & Tagliabue EMBT con 846 fan
- Gae Aulenti con 191 fan
- Bernard Tschumi senza pagina
- Frank Gehry senza pagina (nel 2009 si trovava in quinta posizione)
Vedi anche la CLASSIFICA 2009
Le pagine dei tre grandi maestri dell'architettura moderna mantengono stabili le mutue posizioni, ma mentre Le Corbusier raddoppia i fan, Wright è in perdita.
1 - Le Corbusier con 80.038 fan (30.603 nel 2009)
2 - Ludwig Mies van der Rohe con 54.896 fan (31.199 nel 2009)
3 - Frank Lloyd Wright con 12.978 fan (18.076 nel 2009)
Manca qualche architetto? Sagnalalo tra i commenti, lo inseriremo al più presto!
Petra Dura era un gruppo di studenti universitari in Ingegneria Edile - Architettura dell'Università di Catania che aveva pensato di aprire una finestra sul proprio mondo, sul mondo dell' Architettura e dintorni. Oggi si lavora.
Visualizzazione post con etichetta Santiago Calatrava. Mostra tutti i post
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Architetti e designer...
Girovagando su internet ho scoperto un sito che permette in modo facile e veloce di visualizzare le opere di design dei più celeberrimi architetti e la maggior parte di questi cos'ha realizzato? Sedie!
La sedia, una delle cose più utili e comode che esista, è stata oggetto di studio di architetti e anche di ingegneri a partire dal 1725 anno di realizzazione della "Windson Chair" prodotta negli Stati Uniti seguita da una lunga serie che ha visto i più grandi dell'architettura (Voysey, Horta, van de Velde, Mackintosh, Gaudì, Whright, Mies Van Der Rohe, etc...). Oggi le sedie d'autore si presentano così:


Santiago Calatrava - DS 150:
E' stata realizzata seguendo l'andamento del corpo umano anche se apparentemente non sembra...non sarà un po' troppo piatta?!
L'architetto ha saputo dare il movimento anche a questo oggetto!

Miralles-Tagliabue - Vigas Alis:
Anche loro hanno contribuito al catalogo: si tratta di una poltrona da auditorium realizzata in legno di faggio le cui angolazioni e caratteristiche sono modificabili su ordinazione! Venne utilizzata per la sede di Gas Natural a Barcellona e l’Università di Vigo.
Oscar Niemeyer - Rio:
Legno verniciato in nero e cuscini in pelle. Questa si che segue le forme del corpo umano, comodissima in veranda nelle calde e stellate notti estive!L'unica pecca sarà il costo: quello si che sarà alle stelle!

Aldo Rossi - Parigi:
Braccioli e gambe in alluminio smaltato, sedile e schienale in schiuma di PVC. Anche stavolta si distingue per la sua essenzialità.
Toyo Ito - Suki:
Realizzata interamente in acciaio, proprio per questo viene vivamente sconsigliato l'uso esterno.
Kazuyo Sejima - Marumaru:
Si tratta di un pouf realizzato in schiume poliuretaniche con tessuto sfilabile esterno e piedi in acciaio.
E come potrebbe mancare:


Frank O. Gehry - red beaver:
Realizzata interamente in cartone..probabilmente sarà abbastanza resistente ma mi chiedo se sarà comoda..
Per finire guardate che ci propone Rafael Moneo con Roca Sanitario?

La sedia, una delle cose più utili e comode che esista, è stata oggetto di studio di architetti e anche di ingegneri a partire dal 1725 anno di realizzazione della "Windson Chair" prodotta negli Stati Uniti seguita da una lunga serie che ha visto i più grandi dell'architettura (Voysey, Horta, van de Velde, Mackintosh, Gaudì, Whright, Mies Van Der Rohe, etc...). Oggi le sedie d'autore si presentano così:


Santiago Calatrava - DS 150:
E' stata realizzata seguendo l'andamento del corpo umano anche se apparentemente non sembra...non sarà un po' troppo piatta?!
L'architetto ha saputo dare il movimento anche a questo oggetto!

Miralles-Tagliabue - Vigas Alis:
Anche loro hanno contribuito al catalogo: si tratta di una poltrona da auditorium realizzata in legno di faggio le cui angolazioni e caratteristiche sono modificabili su ordinazione! Venne utilizzata per la sede di Gas Natural a Barcellona e l’Università di Vigo.
Oscar Niemeyer - Rio:

Legno verniciato in nero e cuscini in pelle. Questa si che segue le forme del corpo umano, comodissima in veranda nelle calde e stellate notti estive!L'unica pecca sarà il costo: quello si che sarà alle stelle!
Aldo Rossi - Parigi:
Braccioli e gambe in alluminio smaltato, sedile e schienale in schiuma di PVC. Anche stavolta si distingue per la sua essenzialità.
Toyo Ito - Suki:Realizzata interamente in acciaio, proprio per questo viene vivamente sconsigliato l'uso esterno.
Kazuyo Sejima - Marumaru:Si tratta di un pouf realizzato in schiume poliuretaniche con tessuto sfilabile esterno e piedi in acciaio.
E come potrebbe mancare:


Frank O. Gehry - red beaver:
Realizzata interamente in cartone..probabilmente sarà abbastanza resistente ma mi chiedo se sarà comoda..
Per finire guardate che ci propone Rafael Moneo con Roca Sanitario?

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Santiago Calatrava - Parte Quarta: Opere
Appunti e Ricerche condotte nell’ambito del corso di Architettura e Composizione II
-Parte Prima: Biografia, Poetica, Magazzino Ernsting, Stazione ferroviaria Stadelhafen
- Parte Seconda: Opere - Stazione di Lucerna, Ponte Bach de Roda, Ponte Alamillo
- Parte Terza: Opere - BCE Place, Torre di Montjuic, Galleria Pfalzkeller
-> Parte Quarta: Opere - Stazione di Lione, Padiglione del Kuwait
Stazione dell’aeroporto di Lione, Satolas, Francia, 1989 – 1994.


Calatrava ottenne la commissione per la stazione dell’aeroporto di Lione attraverso un concorso ad inviti. Il bando richiedeva un edificio che permettesse ai passeggeri di muoversi senza problemi, creando nel contempo un ingresso alla regione suggestivo e simbolico. Una scelta progettale fu la disposizione estremamente differenziata di piccole isole, definendo l’identità e la posizione degli spazzi attraverso la configurazione delle aree, anziché orientare i viaggiatori con cartelli indicatori. Il progetto si compone di tre parti: una grande hall dove sono contenuti anche i servizi, le banchine e una galleria sospesa che collega la hall all’aeroporto. La hall è sostanzialmente formata da 4 archi in acciaio che si dipartono da un’unica spalla a V e si poggiano a terra allargandosi, 120 metri dopo, e realizzando un ambiente completamente libero, alto 30 metri e riccamente illuminato, dato che parte della copertura e le due superfici laterali sono vetrate. L’ingresso si ha dal punto in cui gli archi confluiscono, ad ovest, e dalla parte opposta si trova il blocco dei servizi, dove è collocata la biglietteria, negozi, ufficio del capostazione, polizia ecc… Questo blocco permette anche di scendere nel piano inferiore dove vi sono le 2 banchine con i 4 binari e la predisposizione di altri 2. Sopra ai due centrali è stato realizzato un passaggio pedonale al coperto, dove come pure nei binari, i vuoti delle costolature della struttura sono vetrati o tamponai con pannelli in calcestruzzo prefabbricato. Ad ovest, sotto l’ingresso, e alla quota dei binari troviamo il terminal degli autobus e dei taxi. La galleria è sopraelevata e lunga 180 metri e vi si acceda dalla zona dei servizi.


Padiglione del Kuwait, Siviglia, Spagna, 1991 – 1992.
Quando si realizza un padiglione dell’Expo si dovrebbe esprimere l’identità regionale, culturale e storica delle nazioni che lo commissionano. Calatrava pensò di creare una copertura pieghevole e di dare agli elementi mobili una forma che per analogia richiamasse i rami di una palma. Il progetto consiste in una piazza sopraelevata di 525 metri quadrati, definita da due pareti ricurve nei lati corti, e da un pavimento a botte rivestito da pannelli di vetro stratificato dove venne incollato un sottile strato di marmo traslucido. Attraverso due gradinate che si conformano alla curvatura del pavimento a botte, si arriva alla quota della piazza; invece attraverso altri gradini che si addossano alle pareti ricurve si arriva ad uno spazio espositivo chiuso. Il pavimento della piazza e tale che di notte i fasci di luce filtrano attraverso il pavimento creando un’illuminazione soffusa. In cima alle gradinate, nei due lati lunghi, si trovano due file di pilastri in calcestruzzo armato, nove da un lato e otto dall’altro; a questi vengono attaccati 17 costoloni a forma di scimitarra, lunghi 25 metri, e ciascuno e comandato separatamente da un sistema elettronico che gli permette di assumere 15 posizioni differenti, da quella verticale a quella chiusa, e quando si chiudono si intrecciano l’uno con l’altra come fossero le dita di una mano sino a realizzare una sorta di piazza coperta.


-Parte Prima: Biografia, Poetica, Magazzino Ernsting, Stazione ferroviaria Stadelhafen
- Parte Seconda: Opere - Stazione di Lucerna, Ponte Bach de Roda, Ponte Alamillo
- Parte Terza: Opere - BCE Place, Torre di Montjuic, Galleria Pfalzkeller
-> Parte Quarta: Opere - Stazione di Lione, Padiglione del Kuwait
Stazione dell’aeroporto di Lione, Satolas, Francia, 1989 – 1994.


Calatrava ottenne la commissione per la stazione dell’aeroporto di Lione attraverso un concorso ad inviti. Il bando richiedeva un edificio che permettesse ai passeggeri di muoversi senza problemi, creando nel contempo un ingresso alla regione suggestivo e simbolico. Una scelta progettale fu la disposizione estremamente differenziata di piccole isole, definendo l’identità e la posizione degli spazzi attraverso la configurazione delle aree, anziché orientare i viaggiatori con cartelli indicatori. Il progetto si compone di tre parti: una grande hall dove sono contenuti anche i servizi, le banchine e una galleria sospesa che collega la hall all’aeroporto. La hall è sostanzialmente formata da 4 archi in acciaio che si dipartono da un’unica spalla a V e si poggiano a terra allargandosi, 120 metri dopo, e realizzando un ambiente completamente libero, alto 30 metri e riccamente illuminato, dato che parte della copertura e le due superfici laterali sono vetrate. L’ingresso si ha dal punto in cui gli archi confluiscono, ad ovest, e dalla parte opposta si trova il blocco dei servizi, dove è collocata la biglietteria, negozi, ufficio del capostazione, polizia ecc… Questo blocco permette anche di scendere nel piano inferiore dove vi sono le 2 banchine con i 4 binari e la predisposizione di altri 2. Sopra ai due centrali è stato realizzato un passaggio pedonale al coperto, dove come pure nei binari, i vuoti delle costolature della struttura sono vetrati o tamponai con pannelli in calcestruzzo prefabbricato. Ad ovest, sotto l’ingresso, e alla quota dei binari troviamo il terminal degli autobus e dei taxi. La galleria è sopraelevata e lunga 180 metri e vi si acceda dalla zona dei servizi.


Padiglione del Kuwait, Siviglia, Spagna, 1991 – 1992.
Quando si realizza un padiglione dell’Expo si dovrebbe esprimere l’identità regionale, culturale e storica delle nazioni che lo commissionano. Calatrava pensò di creare una copertura pieghevole e di dare agli elementi mobili una forma che per analogia richiamasse i rami di una palma. Il progetto consiste in una piazza sopraelevata di 525 metri quadrati, definita da due pareti ricurve nei lati corti, e da un pavimento a botte rivestito da pannelli di vetro stratificato dove venne incollato un sottile strato di marmo traslucido. Attraverso due gradinate che si conformano alla curvatura del pavimento a botte, si arriva alla quota della piazza; invece attraverso altri gradini che si addossano alle pareti ricurve si arriva ad uno spazio espositivo chiuso. Il pavimento della piazza e tale che di notte i fasci di luce filtrano attraverso il pavimento creando un’illuminazione soffusa. In cima alle gradinate, nei due lati lunghi, si trovano due file di pilastri in calcestruzzo armato, nove da un lato e otto dall’altro; a questi vengono attaccati 17 costoloni a forma di scimitarra, lunghi 25 metri, e ciascuno e comandato separatamente da un sistema elettronico che gli permette di assumere 15 posizioni differenti, da quella verticale a quella chiusa, e quando si chiudono si intrecciano l’uno con l’altra come fossero le dita di una mano sino a realizzare una sorta di piazza coperta.


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Pensiero del giorno... Comico 2
Grazie alla segnalazione di un attento lettore, di seguito postiamo il video su Beppe Grillo e
l'Architettura girato durante un V-Day. Come al solito vi consigliamo di tenervi forti... Per la visione da parte di minori è consigliata la presenza di un'architetto. Alcune scene potrebbero essere offensive per gli estimatori delle opere di Calatrava. Le battute non sono state testate su animali.
Altro video su Grillo
l'Architettura girato durante un V-Day. Come al solito vi consigliamo di tenervi forti... Per la visione da parte di minori è consigliata la presenza di un'architetto. Alcune scene potrebbero essere offensive per gli estimatori delle opere di Calatrava. Le battute non sono state testate su animali.Altro video su Grillo
Santiago Calatrava - Parte Terza: Opere
Appunti e Ricerche condotte nell’ambito del corso di Architettura e Composizione II
- Parte Prima: Biografia, Poetica, Magazzino Ernsting, Stazione ferroviaria Stadelhafen
- Parte Seconda: Opere - Stazione di Lucerna, Ponte Bach de Roda, Ponte Alamillo
->Parte Terza: Opere - BCE Place, Torre di Montjuic, Galleria Pfalzkeller
- Parte Quarta: Opere - Stazione di Lione, Padiglione del Kuwait
BCE Place, Toronto, Canada, 1987 – 1992
Consiste in una copertura continua lunga 130 metri larga 14 ed alta 27, che attraversa l’intero isolato da est ad ovest e collega: Heritege Squere con Bay Street, due grattacieli, il Canade trust tower e il garden Court, e contiene il Clarkson Building di impronta neoclassica.
E’ sostenuto da 8 coppie di pilastri in acciaio che si ramificano e si collegano in cima con delle travi arcuate che sostengono la copertura vetrata della galleria.
La galleria oltre a collegare la piazza con la strada e i tre edifici, è anche l’ingresso alla rete sotterranea pedonale di Toronto, il cui ingresso si ha da Bay Street, dove la volta sporge rispetto all’allineamento degli edifici esistenti.


foto 1 - 2
Torre delle telecomunicazioni del Montjuic, Barcellona, Spagna, 1989 – 1992
Per i giochi olimpici del 1992, Calatrava, propose la realizzazione della torre delle telecomunicazioni, posta sulla collina del Muntjuic, in posizione dominante, e vicino al gruppo dei campi sportivi.
Consiste in una torre alta 136 metri che si inclina dolcemente. E’ formata da un corpo in calcestruzzo che sostiene un cilindro ricurvo, dove saranno posizionate le antenne, il quale abbraccia un elemento verticale affusolato; il richiamo è quello di un giavellotto. Il corpo poggia su tre punti, due in una base circolare rivestita in mattoni, il terzo su di un guscio di cemento bianco che sostiene l’inclinazione della torre, questo è rivestito da piastrelle rotte, omaggio a Gaudì.
Il guscio contiene i locali di servizio per le telecomunicazioni ai quali si accede da una apertura che riprende gli studi della palpebra dell’occhio umano e le aperture del magazzino Ernisting.

foto 1 - 2
Centro d’emergenza e Galleria Pfalzkeller, San Gallo, Svizzera, 1988 – 1998
Il centro d’emergenza è una struttura aperta 24 ore su 24 dove viene coordinato il sistema di traffico cantonale. E’ stato realizzato su un luogo proclamato dall’UNESCO patrimonio dell’umanità, e quindi Calatrava fu chiamato a rispettare l’identità storica di questo luogo; per far questo l’edificio è stato collocato sottoterra e quello che viene fuori è solo una copertura mobile.
In questo progetto viene ripreso il tema della struttura mobile, e questa volta è la copertura che si apre, quando è chiusa è simile a una conchiglia, quando si apre lascia a vista uno spicchio di vetro che permette l’ingresso di una grande quantità di luce all’interno dove si trovano i sistemi elettronici di comando.
Il vetro utilizzato nella copertura è molto spesso (7 cm) e pesante ( 2 T ), e per questo si poggia su una serie di costolature in calcestruzzo.
Anche la galleria è sotterranea e consiste in una struttura multifunzionale per eventi sociali e culturali formata da tre ambienti: uno spazio semicircolare per concerti, conferenze e mostre; una galleria d’arte; e una Hofkeller accessibile da un passaggio sotterraneo anch’esso mobile.

foto 1 - 2
- Parte Prima: Biografia, Poetica, Magazzino Ernsting, Stazione ferroviaria Stadelhafen
- Parte Seconda: Opere - Stazione di Lucerna, Ponte Bach de Roda, Ponte Alamillo
->Parte Terza: Opere - BCE Place, Torre di Montjuic, Galleria Pfalzkeller
- Parte Quarta: Opere - Stazione di Lione, Padiglione del Kuwait
BCE Place, Toronto, Canada, 1987 – 1992
Consiste in una copertura continua lunga 130 metri larga 14 ed alta 27, che attraversa l’intero isolato da est ad ovest e collega: Heritege Squere con Bay Street, due grattacieli, il Canade trust tower e il garden Court, e contiene il Clarkson Building di impronta neoclassica.
E’ sostenuto da 8 coppie di pilastri in acciaio che si ramificano e si collegano in cima con delle travi arcuate che sostengono la copertura vetrata della galleria.
La galleria oltre a collegare la piazza con la strada e i tre edifici, è anche l’ingresso alla rete sotterranea pedonale di Toronto, il cui ingresso si ha da Bay Street, dove la volta sporge rispetto all’allineamento degli edifici esistenti.


foto 1 - 2
Torre delle telecomunicazioni del Montjuic, Barcellona, Spagna, 1989 – 1992
Per i giochi olimpici del 1992, Calatrava, propose la realizzazione della torre delle telecomunicazioni, posta sulla collina del Muntjuic, in posizione dominante, e vicino al gruppo dei campi sportivi.
Consiste in una torre alta 136 metri che si inclina dolcemente. E’ formata da un corpo in calcestruzzo che sostiene un cilindro ricurvo, dove saranno posizionate le antenne, il quale abbraccia un elemento verticale affusolato; il richiamo è quello di un giavellotto. Il corpo poggia su tre punti, due in una base circolare rivestita in mattoni, il terzo su di un guscio di cemento bianco che sostiene l’inclinazione della torre, questo è rivestito da piastrelle rotte, omaggio a Gaudì.
Il guscio contiene i locali di servizio per le telecomunicazioni ai quali si accede da una apertura che riprende gli studi della palpebra dell’occhio umano e le aperture del magazzino Ernisting.

foto 1 - 2
Centro d’emergenza e Galleria Pfalzkeller, San Gallo, Svizzera, 1988 – 1998
Il centro d’emergenza è una struttura aperta 24 ore su 24 dove viene coordinato il sistema di traffico cantonale. E’ stato realizzato su un luogo proclamato dall’UNESCO patrimonio dell’umanità, e quindi Calatrava fu chiamato a rispettare l’identità storica di questo luogo; per far questo l’edificio è stato collocato sottoterra e quello che viene fuori è solo una copertura mobile.
In questo progetto viene ripreso il tema della struttura mobile, e questa volta è la copertura che si apre, quando è chiusa è simile a una conchiglia, quando si apre lascia a vista uno spicchio di vetro che permette l’ingresso di una grande quantità di luce all’interno dove si trovano i sistemi elettronici di comando.
Il vetro utilizzato nella copertura è molto spesso (7 cm) e pesante ( 2 T ), e per questo si poggia su una serie di costolature in calcestruzzo.
Anche la galleria è sotterranea e consiste in una struttura multifunzionale per eventi sociali e culturali formata da tre ambienti: uno spazio semicircolare per concerti, conferenze e mostre; una galleria d’arte; e una Hofkeller accessibile da un passaggio sotterraneo anch’esso mobile.

foto 1 - 2
Santiago Calatrava - Parte Seconda: Opere
Appunti e Ricerche condotte nell’ambito del corso di Architettura e Composizione II
- Parte Prima: Biografia, Poetica, Magazzino Ernsting, Stazione ferroviaria Stadelhafen
->Parte Seconda: Opere - Stazione di Lucerna, Ponte Bach de Roda, Ponte Alamillo
- Parte Terza: Opere - BCE Place, Torre di Montjuic, Galleria Pfalzkeller
- Parte Quarta: Opere - Stazione di Lione, Padiglione del Kuwait
Atrio della stazione di Lucerna, Lucerna, Svizzera, 1983 – 1989
Nel 1983 la SBB, l’Ente ferroviario svizzero, commissionò a Calatrava il progetto per l’atrio e il portico della nuova stazione.
Calatrava realizzo il portico che richiamava la città vecchia, con la struttura che mantiene le proporzioni degli edifici neoclassici vicini. E’ composto da 16 colonne prefabbricate in calcestruzzo di 14 metri di altezza che si estendono per 109 metri e sorreggono una copertura a sbalzo stabilizzata da una serie di tiranti in acciaio.
La facciata è completamente vetrata e l’atrio della stazione consiste in una pensilina metallica anch’essa vetrata e completamente libera da elementi verticali, una sorta di piazza coperta.
Anche qui la cura del dettaglio è massima come si nota chiaramente nel disegno delle travi e nella connessione di queste con i tiranti.

Ponte Bach de Roda, Barcellona, Spagna, 1985 – 1987
L’assessore all’urbanistica commissionò a Calatrava un ponte che collegasse la zona di Sant’Andrea a nord con la zona di San Martì a sud, zone separate dalla linea ferroviaria.
Il ponte oltre al collegamento pedonale ed automobilistico doveva rivitalizzare le due zone degradate della città diventando un punto di riferimento.
Alla base del ponte, e quindi ai lati della linea ferroviaria era prevista la realizzazione di due grandi parchi collegati dal percorso pedonale inserito nel ponte. Il ponte è sostenuto da due grandi arcate principali in acciaio perpendicolari alla ferrovia, poste immediatamente ai lati delle corsie e sostenute da 4 grandi pilastri in cemento armato. I due percorsi pedonali sono ai lati di quello automobilistico e sono sostenuti da due archi inclinati che si avvicinano a quelli principali cooperando con questi perché controventati tra loro. La passerella pedonale ha una forma curva che permette un affaccio a sbalzo sulla città. Le arcate secondarie sono sostenute da delle sottili spalle in calcestruzzo ai cui lati si trovano le scale che scendono nei parchi

Ponte Alamillo, Siviglia, Spagna, 1987 – 1992.
Commissionato dalla junta de Andalucia nell’ambito del programma per l’Expo, fu realizzato per potenziare i collegamenti stradali con le città vicine.
La campata si estende per 200 metri sul fiume noto come il Meandro san Jeronimo.
Calatrava propose un ponte strillato con un unico pilone alto 142 metri e inclinato con un angolo di 58° ( uguale a quello della piramide di Cheope). Il peso del pilone è tale da controbilanciare l’impalcato eliminando la necessità delle controventature. Il ponte è sostenuto da 13 coppie di tiranti legati all’unico pilone.
Il pilone è formato da dei segmenti cavi in acciaio posizionati uno sopra l’altro attraverso una grande gru, poi saldati e riempiti di cemento armato; all’interno del pilone c’è una scala che sale fino in cima.


Foto ponte Alamillo...
- Parte Prima: Biografia, Poetica, Magazzino Ernsting, Stazione ferroviaria Stadelhafen
->Parte Seconda: Opere - Stazione di Lucerna, Ponte Bach de Roda, Ponte Alamillo
- Parte Terza: Opere - BCE Place, Torre di Montjuic, Galleria Pfalzkeller
- Parte Quarta: Opere - Stazione di Lione, Padiglione del Kuwait
Atrio della stazione di Lucerna, Lucerna, Svizzera, 1983 – 1989
Nel 1983 la SBB, l’Ente ferroviario svizzero, commissionò a Calatrava il progetto per l’atrio e il portico della nuova stazione.
Calatrava realizzo il portico che richiamava la città vecchia, con la struttura che mantiene le proporzioni degli edifici neoclassici vicini. E’ composto da 16 colonne prefabbricate in calcestruzzo di 14 metri di altezza che si estendono per 109 metri e sorreggono una copertura a sbalzo stabilizzata da una serie di tiranti in acciaio.
La facciata è completamente vetrata e l’atrio della stazione consiste in una pensilina metallica anch’essa vetrata e completamente libera da elementi verticali, una sorta di piazza coperta.
Anche qui la cura del dettaglio è massima come si nota chiaramente nel disegno delle travi e nella connessione di queste con i tiranti.

Ponte Bach de Roda, Barcellona, Spagna, 1985 – 1987
L’assessore all’urbanistica commissionò a Calatrava un ponte che collegasse la zona di Sant’Andrea a nord con la zona di San Martì a sud, zone separate dalla linea ferroviaria.
Il ponte oltre al collegamento pedonale ed automobilistico doveva rivitalizzare le due zone degradate della città diventando un punto di riferimento.
Alla base del ponte, e quindi ai lati della linea ferroviaria era prevista la realizzazione di due grandi parchi collegati dal percorso pedonale inserito nel ponte. Il ponte è sostenuto da due grandi arcate principali in acciaio perpendicolari alla ferrovia, poste immediatamente ai lati delle corsie e sostenute da 4 grandi pilastri in cemento armato. I due percorsi pedonali sono ai lati di quello automobilistico e sono sostenuti da due archi inclinati che si avvicinano a quelli principali cooperando con questi perché controventati tra loro. La passerella pedonale ha una forma curva che permette un affaccio a sbalzo sulla città. Le arcate secondarie sono sostenute da delle sottili spalle in calcestruzzo ai cui lati si trovano le scale che scendono nei parchi

Ponte Alamillo, Siviglia, Spagna, 1987 – 1992.
Commissionato dalla junta de Andalucia nell’ambito del programma per l’Expo, fu realizzato per potenziare i collegamenti stradali con le città vicine.
La campata si estende per 200 metri sul fiume noto come il Meandro san Jeronimo.
Calatrava propose un ponte strillato con un unico pilone alto 142 metri e inclinato con un angolo di 58° ( uguale a quello della piramide di Cheope). Il peso del pilone è tale da controbilanciare l’impalcato eliminando la necessità delle controventature. Il ponte è sostenuto da 13 coppie di tiranti legati all’unico pilone.
Il pilone è formato da dei segmenti cavi in acciaio posizionati uno sopra l’altro attraverso una grande gru, poi saldati e riempiti di cemento armato; all’interno del pilone c’è una scala che sale fino in cima.


Foto ponte Alamillo...
Santiago Calatrava - Parte Prima: Biografia, Poetica, Opere
Appunti e Ricerche condotte nell’ambito del corso di Architettura e Composizione II
Calatrava vi lavora in collaborazione con Fabio Reinhardt e Bruno Reichlin.
Il progetto, commissionato da un rivenditore di abbigliamento casual, consisteva nel rivestire in alluminio un grande edificio prismatico (industria tessile) in calcestruzzo, per conferirgli una caratteristica che lo potesse contraddistinguere.
Con questo progetto Calatrava cominciò a sviluppare una poetica del movimento che si comprenderà meglio due anni dopo nei progetti dei ponti.
Biografia
Santiago Calatrava è nato a Valencia, dove ha frequentato la Scuola di Architettura e la Scuola di Arti e Mestieri. Dopo la laurea, nel 1975, si è iscritto alla Scuola Politecnica Federale (ETH) di Zurigo per la laurea in Ingegneria Civile. In questi anni Calatrava subisce l'influenza dello svizzero Le Corbusier, la cui cappella Notre Dame du Haut gli permette di esaminare come le forme complesse possano essere comprese e generate in architettura. Nel 1981, dopo aver completato la tesi di dottorato "Sulla piegabilità delle strutture" ("ZurS Faltbarkeit von Fachwerken"), ha iniziato l'attività professionale di architetto ed ingegnere aprendo uno studio a Zurigo.
Lo stile di Calatrava combina una concezione visuale dell'architettura all'interazione con i principi dell'ingegneria; i suoi lavori spesso sono ispirati alle forme ed alle strutture che si trovano in natura.
Per quanto primariamente noto come architetto, Calatrava è anche scultore e pittore e sostiene che l'architettura sia un combinare tutte le arti in una sola.
Da architetto, spesso produce degli schizzi realizzati ad acquarello, sulla base dei quali lui e il personale del suo studio sviluppa il progetto architettonico e strutturale. (tratto da Wikipedia)
Santiago Calatrava è nato a Valencia, dove ha frequentato la Scuola di Architettura e la Scuola di Arti e Mestieri. Dopo la laurea, nel 1975, si è iscritto alla Scuola Politecnica Federale (ETH) di Zurigo per la laurea in Ingegneria Civile. In questi anni Calatrava subisce l'influenza dello svizzero Le Corbusier, la cui cappella Notre Dame du Haut gli permette di esaminare come le forme complesse possano essere comprese e generate in architettura. Nel 1981, dopo aver completato la tesi di dottorato "Sulla piegabilità delle strutture" ("ZurS Faltbarkeit von Fachwerken"), ha iniziato l'attività professionale di architetto ed ingegnere aprendo uno studio a Zurigo.
Lo stile di Calatrava combina una concezione visuale dell'architettura all'interazione con i principi dell'ingegneria; i suoi lavori spesso sono ispirati alle forme ed alle strutture che si trovano in natura.
Per quanto primariamente noto come architetto, Calatrava è anche scultore e pittore e sostiene che l'architettura sia un combinare tutte le arti in una sola.
Da architetto, spesso produce degli schizzi realizzati ad acquarello, sulla base dei quali lui e il personale del suo studio sviluppa il progetto architettonico e strutturale. (tratto da Wikipedia)
Le caratteristiche delle opere di Calatrava sono quindi la concezione plastica degli edifici che spesso si rifanno a forme e movimenti delle piante, animali piuttosto che dell’uomo, e in questo gli sono molto utili gli schizzi o delle sculture che fungono da anello di congiunzione tra l’opera e l’immagine naturale.
Altra caratteristica equamente presente in tutte le sue opere è lo studio della mobilità, argomento che lo ha sempre interessato sin dalla tesi di laurea. La mobilità della struttura è ricercata nei meccanismi di apertura di porte più o meno nascoste, coperture o interi edifici; e anche quando non sembra che vi siano oggetti in movimento, il movimento è intrinseco nella concezione della struttura stessa in quanto le forme sono dettate dalla tensione delle forze a cui sono sottoposti gli elementi.
Ancora un’altra caratteristica è quella di differenziare i materiali in funzione del compito a cui devono assolvere, userà il calcestruzzo per quelle parti compresse, l’acciaio per quelle in tensione, a sbalzo o che necessitano di una particolare leggerezza, il vetro per permettere l’ingresso della luce mai lasciata al caso.
Altra caratteristica equamente presente in tutte le sue opere è lo studio della mobilità, argomento che lo ha sempre interessato sin dalla tesi di laurea. La mobilità della struttura è ricercata nei meccanismi di apertura di porte più o meno nascoste, coperture o interi edifici; e anche quando non sembra che vi siano oggetti in movimento, il movimento è intrinseco nella concezione della struttura stessa in quanto le forme sono dettate dalla tensione delle forze a cui sono sottoposti gli elementi.
Ancora un’altra caratteristica è quella di differenziare i materiali in funzione del compito a cui devono assolvere, userà il calcestruzzo per quelle parti compresse, l’acciaio per quelle in tensione, a sbalzo o che necessitano di una particolare leggerezza, il vetro per permettere l’ingresso della luce mai lasciata al caso.
Magazzino Ernsting, Coesfeld-Lette, Germania, 1983 – 1985
Calatrava vi lavora in collaborazione con Fabio Reinhardt e Bruno Reichlin.Il progetto, commissionato da un rivenditore di abbigliamento casual, consisteva nel rivestire in alluminio un grande edificio prismatico (industria tessile) in calcestruzzo, per conferirgli una caratteristica che lo potesse contraddistinguere.
Con questo progetto Calatrava cominciò a sviluppare una poetica del movimento che si comprenderà meglio due anni dopo nei progetti dei ponti.
L’ edificio viene rivestito da degli stretti profilati in alluminio verticali, che nei prospetti laterali richiamano forme che si rifanno ai canoni del tempio classico.
Il movimento è dato dalla sequenza di concavo convesso che richiamano l’immagine del colonnato dorico con le sue scalmanature, anche qui, come nelle colonne doriche, la struttura non ha un basamento, ma poggia direttamente sulla base in cemento.
La parte più interessante del progetto, dove a mio parere più di tutte viene studiato il movimento, è il meccanismo di apertura delle tre grandi porte di servizio. Queste sono realizzate attraverso l’accostamento degli stessi profilati d’alluminio utilizzati nella facciata ma articolati in tre punti, come un ginocchio; sono legate tutte insieme alle due estremità, e libere al centro. Il diverso posizionamento in altezza del ginocchio di ogni profilato, fa si che quando si alza la base in verticale i profilati vengono a sporgere dal piano della facciata e si dispongono in maniera curva assumendo la funzione di pensilina.
Il movimento è dato dalla sequenza di concavo convesso che richiamano l’immagine del colonnato dorico con le sue scalmanature, anche qui, come nelle colonne doriche, la struttura non ha un basamento, ma poggia direttamente sulla base in cemento.
La parte più interessante del progetto, dove a mio parere più di tutte viene studiato il movimento, è il meccanismo di apertura delle tre grandi porte di servizio. Queste sono realizzate attraverso l’accostamento degli stessi profilati d’alluminio utilizzati nella facciata ma articolati in tre punti, come un ginocchio; sono legate tutte insieme alle due estremità, e libere al centro. Il diverso posizionamento in altezza del ginocchio di ogni profilato, fa si che quando si alza la base in verticale i profilati vengono a sporgere dal piano della facciata e si dispongono in maniera curva assumendo la funzione di pensilina.
Stazione ferroviaria Stadelhafen, Zurigo, Svizzera, 1993 – 1990
La stazione si trova in un’area urbana densamente popolata, fra la piazza Stadlhafen e la collina della Hohenpromenade. Calatrava propose una piattaforma aperta che seguisse l’inclinazione della collina.
La struttura consiste in una sezione continua di 270 metri che segue i binari.
La collina è trattenuta da una trave scatolata in calcestruzzo, sostenuta sul retro da un muro e sul davanti da una sere di colonne in acciaio ad Y inclinate per dare una maggiore efficienza strutturale. Sopra la trave scatolata si trova una passeggiata protetta da una pensilina metallica, da qui i viaggiatori che vengono dalla collina raggiungono le banchine attraverso le scale o l’ascensore, oppure attraverso i ponti che scavalcano i binari.
La stazione si trova in un’area urbana densamente popolata, fra la piazza Stadlhafen e la collina della Hohenpromenade. Calatrava propose una piattaforma aperta che seguisse l’inclinazione della collina.
La struttura consiste in una sezione continua di 270 metri che segue i binari.
La collina è trattenuta da una trave scatolata in calcestruzzo, sostenuta sul retro da un muro e sul davanti da una sere di colonne in acciaio ad Y inclinate per dare una maggiore efficienza strutturale. Sopra la trave scatolata si trova una passeggiata protetta da una pensilina metallica, da qui i viaggiatori che vengono dalla collina raggiungono le banchine attraverso le scale o l’ascensore, oppure attraverso i ponti che scavalcano i binari.
Anche il lato opposto dei binari è protetto da un sistema di pensiline dove una serie di colonne ad ala sostengono un tubo su cui vengono attaccate delle travi che sostengono la superficie vetrata.
Sotto i binari c’è un sotto passaggio che funge anche da centro commerciale sotterraneo, al quale si accede da due aperture in acciaio sulla strada che proteggono i viaggiatori che entrano nel centro commerciale e che piegandosi chiudono l’ingresso di sera.
Oltre alla cura di ogni minimo dettaglio, quello che caratterizza la stazione è il grande studio dei flussi. Troviamo percorsi pedonali dalla collina, accessi dalla piazza, l’inserimento di un centro commerciale, e tutto questo si interseca col passaggio dei treni veloci.
Sotto i binari c’è un sotto passaggio che funge anche da centro commerciale sotterraneo, al quale si accede da due aperture in acciaio sulla strada che proteggono i viaggiatori che entrano nel centro commerciale e che piegandosi chiudono l’ingresso di sera.
Oltre alla cura di ogni minimo dettaglio, quello che caratterizza la stazione è il grande studio dei flussi. Troviamo percorsi pedonali dalla collina, accessi dalla piazza, l’inserimento di un centro commerciale, e tutto questo si interseca col passaggio dei treni veloci.
Pensiero del giorno... Automobili
Che squallore... avete mai fatto caso che le pubblicità di automobili hanno 2 invarianti: belle architetture come sfondo e tette giganti in primo piano... tralascio quest'ultimo aspetto perchè non mi compete...
Non so per quale motivo, ma a quanto pare l'accoppiata auto-edificio vende parecchio... è come dire: se compri questa vettura ti diamo in regalo un ponte di Calatrava!!!
Non ho citato Calatrava per caso, ma per il semplice fatto che è il più ricorrente. Qualche volta ci si accontenta anche di meno, come nel caso dello spot della citroen c3, dove un tizio cambia auto quindi casa, cane e via discorrendo... Credo che il messaggio nascosto sia di questo tipo: con una citroen c3 cambi il tuo status.
Pensavo che l'era della casa status-simbol fosse finita e invece... odio queste strumentalizzazioni da 4 soldi dell'architettura...
ARCHITETTURA DI SFONDO
TETTE IN PRIMO PIANO
Non so per quale motivo, ma a quanto pare l'accoppiata auto-edificio vende parecchio... è come dire: se compri questa vettura ti diamo in regalo un ponte di Calatrava!!!
Non ho citato Calatrava per caso, ma per il semplice fatto che è il più ricorrente. Qualche volta ci si accontenta anche di meno, come nel caso dello spot della citroen c3, dove un tizio cambia auto quindi casa, cane e via discorrendo... Credo che il messaggio nascosto sia di questo tipo: con una citroen c3 cambi il tuo status.
Pensavo che l'era della casa status-simbol fosse finita e invece... odio queste strumentalizzazioni da 4 soldi dell'architettura...
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