Ad Menu
Visualizzazione post con etichetta Pittura. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Pittura. Mostra tutti i post

OTHERS. Sguardi mediterranei sull’arte contemporanea

Allargare lo sguardo e aprire la mente. "Altro" è la parola d'ordine del progetto, curato da Renato Quaglia: altre sfumature nel caleidoscopio dell'arte contemporanea, altre filosofie nell'approccio all'allestimento espositivo... città dentro altre città.
Palazzo Riso, sede dell'omonimo museo di Palermo, e Palazzo Valle a Catania si prestano per l'occasione a contenitori: Marrakech, Instanbul e Atene si raccontano al loro interno attraverso una selezione di opere, tratte dalle ultime Biennali che in esse hanno avuto luogo e autonomamente organizzate in percorso espositivo.
L'iniziativa rientra nell'ambito del progetto “Le città del Mediterraneo” che, tra il 2010 e il 2012, coinvolgerà alcune delle principali città del bacino allo scopo di promuovere lo scambio culturale e la reciproca conoscenza. Tale progetto è stato promosso da Palazzo Riso e dalla Fondazione Campania dei Festival, nell’ambito di un accordo tra le Regioni Sicilia e Campania e il Ministero per lo Sviluppo Economico.

A Palermo sono esposti una selezione di film, video, tele, sculture tratti da "A proposal for articulating works and places", III Biennale internazionale d’arte di Marrakech.

A Catania sono di scena opere della I e II Biennale di Atene "Away and Boil your Head" e della XI Biennale Internazionale di Istanbul "What happens to the hole when the cheese is gone?".

Cosa:
"Others. Le Biennali d'arte di Marrakech, Istanbul, Atene a Palermo e Catania"

Dove:
Catania, Fondazione Puglisi Cosentino, Palazzo Valle, Via Vittorio Emanuele n° 122
Palermo, Palazzo Riso, Corso Vittorio Emanuele n° 365

Info: sito internet

Ingresso: 6€ intero, 3€ ridotto

Quando: Dal 9 Luglio al 7 Novembre 2010;
martedì - domenica ore 10:00-13:30; 16:00-19:30;
sabato sino alle 21.30;
chiuso il lunedì.

Carlo Scarpa - Palermo

Non si dirà mai abbastanza di quanto mi abbia turbato la scoperta di interventi di restauro condotti negli anni '50 da Carlo Scarpa su due edifici storici del centro di Palermo. All'idea che pochi anni prima avevo fatto chilometri e chilometri per ammirare le opere del famoso (non) architetto italiano mi sentivo come tradito dal mondo intero, e forse anche dalla mia stessa preparazione, che non mi avevano avvisato della presenza di questi interventi giusto dietro casa.
Due ore e mezzo di Catania-Palermo ti ricordano di quanto immensa e bella sia la Sicilia e di quante altre Sicilie contenga al suo interno. Si arriva nel capoluogo siculo con la mente dolorante che ragiona ancora sul concetto di grandezza: l'Etna, gli infiniti campi di grano dell'ennese, le splendide alture che cingono la città, una sconfinata periferia con palazzi a misura d'elefante. Un viaggio tra le grandezze della Sicilia che paradossalmente conduce alla scoperta del piccolo, il dettaglio minuto tipico dell'architettura di Scarpa. Ebbene sì, perchè dopo un esperienza del genere la famosa "cura del dettaglio", tanto propagandata da accademici e addetti ai lavori, non sarà più un'astrazione impalpabile, ma la concreta percezione che si possa anche lavorare a scale inferiori all' 1:1. Si tratta di lavori di "oreficeria" su palazzi che sono già gioielli.

Palazzo Chiaramonte-Steri
Si tratta di una dimora signorile del XIV secolo successivamente convertita a Regia Dogana , tribunale dell'inquisizione ed infine sede dell'attuale rettorato dell'Università di Palermo. Scarpa interviene negli anni '50 con una serie di strutture sparse per l'intero edificio e un importante intervento sull'ingresso principale. Molte soluzioni sembrano già viste nel repertorio scarpiano come la scala a gradini angolari e sfalsati (vedi il successivo Museo Civico di Castelvecchio, 1956-1964). Ammetto di aver avuto la sensazione che rispetto certi palazzi veneziani, questo differisca solo nell'assenza dell'acqua dei canali, ma con un po' di raziocinio si riesce a leggere il tutto con più positività.
Molte informazioni utili le trovate sul sito, ma il mio consiglio è quello di andare a vedere di persona: pochi euro con guida inclusa. Inoltre troverete all'interno uno celebre dipinto di Renato Guttuso la cui interessantissima storia vale già una visita.
Sito ufficiale: http://www.palazzosteri.it/




Palazzo Abatellis
Senza troppo imbarazzo posso affermare che si tratta del più bel polo museale mai visto in Sicilia. Possiede tutte le doti per poter interessare il visitatore sotto molteplici aspetti: Contenitore, Contenuto e Comunicazione (ed ecco un improvvisata regola delle 3 C ad uso e consumo dei neofiti di architettura). Il palazzo ha subito diverse destinazioni d'uso passando da residenza del XV secolo a monastero fino al bombaramento della seconda guerra mondiale. Recuperato, ripulito dalle superfetazioni e messo in sicurezza passo nelle mani di Carlo Scarpa nel 1953 che ne disegnò gli allestimenti mantenuti a tutt'oggi, considerati essi stessi come opere d'arte meritevoli di tutela. Grazie al genio veneziano la Comunicazione delle opere diventa interattiva e mutevole: pensate ad una statua che può essere ammirata frontalmente ed avere un tipo di sfondo, oppure se vista di profilo può prospettare su un pannello completamente diverso. Supporti, teche, sedute, porte, maniglie, tutto porta la firma virtuale e riconoscibilissima di Scarpa. Rimane da chiedersi cose viene esposto, il Contenuto per intenderci: si tratta di arte sacra medievale, ma non lasciatevi ingannare dalle "etichette". Si va a palazzo Abatellis per ammirare la celeberrima Annunciazione di Antonello da Messina, ma si finisce per perdersi tra le meraviglie di anonimi pittori, scultori, orafi. Gli 8 euro del biglietto di ingresso sono quindi ampiamente giustificati, ma gli studenti di architettura entrano gratis. Per tutte le altre informazioni visitate il sito.
Sito ufficiale: http://www.regione.sicilia.it/
Approfondimento: http://www.vg-hortus.it/



Mostra "Scienza e arti all'ombra del vulcano"

Segnaliamo un'interesante mostra con sede nella splendida biblioteca settecentesca realizzata dall'architetto siciliano Giovanni Battista Vaccarini (1702-1768) all'interno del Monastero dei Benedettini di Catania.
L'esposizione vuole sintetizzare nello spazio di un'unica sala il clima artistico-scientifico vissuto nel convento tra il XVIII e XIX secolo. Dipinti, resti fossili, strumenti per l'apprendimento e tanti, tanti libri con miniature e raffigurazioni. Inoltre si tratta di un opportunità rara per visitare l'antica sala della biblioteca, resa ancora più suggestiva dagli allestimenti contemporanei della mostra (a cura di Caterina Napoleone).
Non dimenticate di fare un giro per l'intero complesso dei Benedettini, oggi polo universitario, meritevole di essere visitato e spesso sede di interessanti eventi.

Cosa: Mostra "Scienza e arti all'ombra del vulcano. Il monastero di San Nicolò l’Arena. XVIII - XIX secolo"

Dove: Catania, Monastero dei Benedettini, via biblioteca 11a

Quando: dal 31 ottobre al 16 dicembre 2009, da lunedì a sabato ore 9.00 -17.00

Ingresso: libero

Info: http://www.exibart.com/
http://www.undo.net/


NATURA ed ARTIFICIO: La Sicilia dagli occhi di una pittrice

Testimone dolente (2005),
olio su tela 60x80
Lo sguardo si sofferma, l’estro creativo filtra l’immagine fotografica, il pennello ora sfiora ora ferisce la tela ricreando luoghi comuni ma mai scoperti. È così che il paesaggio siculo diventa protagonista, si tinge dei toni di cieli tempestosi e degli umori dell’artista. “Capricci” di Canalettiana memoria colgono l’essenza del luogo, potenzialità dalla valenza altamente estetica, depurate dalle brutture cui la quotidianità ci ha reso indifferenti. La natura è l’unica forza in grado di contrastare l’operato umano, orchestrando con inappellabile armonia distruzione e rinascita.







Sacro e profano(2005),
olio su tela 60x80







Memorie di roccia(2006),
olio su tela 60x80
L’artista messinese autodidatta G. La Rosa, è da anni impegnata nella ricerca di un equilibrio formale, un’espressività ora naturalista, ora naif, ora carica di simbolismi, in grado di ricreare attimi della propria combattuta interiorità in chi si immerge nella visione di uno dei suoi vibranti paesaggi. Solitudine, sofferenza, malinconia e poi speranza, ecco ciò che colpisce l’osservatore più attento. L’emozionalità si coniuga alla voglia di richiamare l’attenzione della collettività sui tanti monumenti e ruderi sparsi per le borgate vicine, che ad oggi versano per lo più in uno stato di incuria; testimonianze della nostra storia, chiese, castelli, ponti che opportunamente valorizzati potrebbero costituire un patrimonio inestimabile, un rifugio per l’animo di chi vuole discostarsi dalla spersonalizzazione indotta dai “non-luoghi” che dilagano a macchia d’olio a breve distanza.






Oltre (2007),
olio su tela 40x60