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venerdì 2 maggio 2008

Pensiero del giorno... La mia Catania

E' sempre difficile parlare delle cose che ci appartengono, che ci appartengono in senso lato, come i nostri genitori, la nostra casa, i nostri amici, la nostra città.
La sociologia urbana ha coniato un termine che ben descrive il mio rapporto con Catania: sono un City-User, ovvero un individuo che va in città solo per fruire di alcuni servizi, una piattola insomma. E come parassita, il più delle volte, si viene trattati, altro che city-users portatori di moneta. L'alienazione che vivono la maggior parte dei lavoratori, soprattutto i conduttori di autobus, fa si che non riescano a comprendano che il loro posto fisso è frutto solo ed unicamente degli abbonamenti comprati da persone come me. Se gli si chiede una qualche informazione rischiate un mega cazziatone con tanto d'insulti: non si ammette ignoranza. Questo è il primo ricordo che ho, di quando poco più che 12enne mi avventurai da solo nella selva di Catania. E ho come l'impressione che questa sia anche la prima visione di molti visitatori e turisti.
Scesi dall'autobus si è semplicemente disorientati, nauseati da un paesaggio mai uguale a se stesso, un insieme di visioni, belle e brutte, che satura la mente ed è impossibile pensare. Benché dovrei essere assolutamente assuefatto al panorama che mi si presenta ogni giorno, non posso non stupirmi di quello che vedo, la commistione di generi e forme, la sovrapposizione di ruoli e luoghi, la compenetrazione di usi ed'usanze, un circo a cielo aperto insomma. Esempio? Piazza Duomo con la cattedrale, il municipio, il liotru (l'elefante simbolo di ct) il tutto in stile tardo barocco altamente rappresentativo e accanto cosa vi si trova? la pescheria, il mercato storico che sembra una bolgia dantesca dove vengono messi in bella mostra i cadaveri di qualsiasi animale, ai limiti della commestibilita: mezzi suini appesi per un piede, filetto di cavallo, teneri agnelli scuoiati, lumache in cesti di vimini, teste di tonno, vongole vive che schizzano acqua sui passanti. Se siete fortunati potrete vedere i calderoni con il Sangeli, ovvero una porcheria d'altri tempi: budella di chissà quale animale ripiene di frattaglie tritate e miste a sangue. Da una parte chi serve e dall'altra chi mangia i comodi bocconcini rosastri, una sorta di mcdonald medievale. A meno di 50 metri qualcuno celebra il matrimonio in pompa magna, si confessa, prega... altri cento metri e ci si trova nel vecchio cuore del sapere Catanese, Piazza Università. Fino a pochi anni fa era parcheggio di autobus, oggi è l'orgoglio dei Catanesi, ma solo di coloro che hanno apprezzato il restauro effettuato in pieno stile Barocco anti-contemporaneo. Da li si prosegue per via Etnea, il vero centro rappresentativo della città, compromesso ad ogni incrocio da una selvatica circolazione su ruote. A pensarci bene, ciò che appesta la vita cittadina, sono i trasporti e la viabilità in generale. Il problema più evidente è il traffico, ma questo credo che sia endemico di molte città italiane. E neanche i mega interventi operati sulla circonvallazione sono giovati a nulla: hanno sostituito i semafori con delle rotonde sottodimensionate e così i problemi sono aumentati. Ma quello che non accetterò mai è che la linea ferrata e la stazione abbiano compromesso gran parte del water front cittadino. Se non altro questo è servito ad avere la fermata della metropolitana più bella d'Italia: è direttamente sul mare, su una splendida scogliera. Peccato che la metropolitana servi una tratta assolutamente inutile e assurda, che ha il suo unico motivo di esistere nelle probabili e future espansioni.
Mi accorgo che in periodo di vacanza Catania si svuota particolarmente: tutti gli studenti universitari fuorisede tornano a casa. Sono city-user come me, un capitale economico che dà vita a tutta la città, capitale ignorato o sottovalutato soprattutto dal punto di vista umano e sociale. E'grazie alla presenza dei giovani, infatti, che Catania è un bel posto in cui stare. Non mi riferisco certo ai quei ragazzi che si scannano negli stadi, ma a tutti quelli che hanno voglia di fare, imparare, condividere, insomma, tutti quei ragazzi che mi hanno cresciuto, io che ero un piccolo e povero ragazzotto di provincia.

lunedì 7 aprile 2008

GIBELLINA - Capitolo 1: Storia e Ricostruzione

Sabato 15 marzo la Facoltà d’ingegneria dell’Università di Catania ha portato in visita a Gibellina (Trapani) gli studenti del corso di Laurea in ingegneria Edile -Architettura nell’ambito del corso di Architettura e Composizione II.
Tutto il gruppo Petra Dura ha partecipato e ha deciso di mettere a disposizione di tutti il materiale raccolto durante il viaggio in questo splendido angolo di Sicilia.
Per tutta questa settimana pubblicheremo solo articoli dedicati al paese di Gibellina nel tentativo di analizzare diversi aspetti attinenti all’architettura, con la consapevolezza che qualunque cosa diremo non sarà mai abbastanza. Per questo motivo speriamo di ricevere molti commenti da parte vostra. Se avete qualche curiosità in merito a quanto scriveremo, non avete che da chiedere. Siamo disponibili nel fornirvi altre foto qualora quelle pubblicate non siano abbastanza.

Un ringraziamento particolare va ad Agostino P., web master di gibellinaonline.it, che ci ha dato un sacco di informazioni utili accogliendoci nel suo paese.

Argomenti trattati:

1 – Storia e Ricostruzione @
2 – Architetture Pubbliche
3 – Architetture Private
4 – Piazze e Spazi aperti
5 – Arte

1 – Storia & Ricostruzione

Il vecchio paese di Gibellina era il classico esempio di villaggio siciliano della valle del Belice abbarbicato su una collina caratterizzata da forti pendenze. La zona costruita era ben delimitata dalle campagne circostanti; le stradine erano strette e ripide e spesso si alternavano a scalinate; vi era presenza di edilizia spontanea che non seguiva alcun progetto; assenza diffusa di servizi. Poi nel gennaio del 1968 arrivo il terremoto che distrusse il 90% delle abitazioni. Le cronache del tempo narrano di scenari apocalittici dove a fatica si riuscivano a contare le vittime.
Come ben sappiamo, la storia ci insegna che dopo ogni catastrofe naturale l’uomo ha un aspetto particolarmente propositivo per quanto riguarda la ricostruzione. E questo è ciò che è accaduto anche a Gibellina. Dopo un primo periodo di incertezze in cui si facevano avanti le ipotesi più disparate (ricostruire e mettere assieme tutti i paesini limitrofi da un lato e ricostruire sulle macerie dall’altro) si capì che la nuova Gibellina sarebbe stata al centro delle attenzioni di molti specialisti e artisti.

Dove: Da subito si scelse come luogo per la ricostruzione una porzione pianeggiante di territorio e allo stesso tempo nodo infrastrutturale tra la costruenda autostrada Palermo - Mazzara del Vallo e la tratta ferroviaria esistente. Il vecchio paese adesso dista circa 20 KM.
Viaggiando per questi luoghi non si può fare a meno di notare come Gibellina nuova non rispetti i canoni del villaggio siciliano chiuso su se stesso, arroccato, schermato da costruzioni difensive. L’occhio viene calamitato dalle costruzioni moderne che si stagliano sul landscape naturale.

Quando: Il primo piano per la ricostruzione risale al 1970 e porta la firma di Vittorio Gregotti, Ludovico Quaroni, Alberto e Giuseppe Samonà. Era un piano fatto per macrostrutture che lasciavano aree di indeterminatezza, successivamente ripensate nel 1982 dal team coordinato da Oswald Mathias Ungers con la collaborazione di Laura Thermes, Franco Purini e innumerevoli altri progettisti e artisti. È in questa fase che tutto l’impianto comincia a delinearsi e prendere forma il rapporto tra infrastrutture, costruzioni private e spazi pubblici. Tuttavia nel 1991 vengono condotti altri studi sulla ricomposizione urbana da Pierluigi Nicolin.
Ad oggi non è possibile dire che la ricostruzione sia terminata: se è vero che i non esistono più le baraccopoli dei sopravvissuti, alcuni progetti sono ben lontani dall’essere conclusi (il teatro di Pietro Consagra), altri invece sono già in ristrutturazione (la chiesa a sfera di Ludovico Quaroni).

Come: Osservando la cartina del paese è facile notare come si sia materializzata l’idea di un architettura piana e diffusa sul territorio sul modello delle villette americane: casa isolata, garage autonomo, piccolo ambito verde. È presente una forte gerarchizzazione tra viabilità veicolare (viali) e pedonale (vie). Per riassumere potremmo dire che ogni quartiere è circondato da strade principali e/o secondarie, mentre risulta tagliato al centro da vie alberate e percorribili esclusivamente a piedi. La sensazione di riservatezza che sprigionano questi anfratti è da ricollegare al tentativo di creare il senso di vita comunitaria presente nella vecchia Gibellina.
Tutti i quartieri risultano innestati a piazze o parchi pubblici, e sono inframmezzati da sculture o opere architettoniche di rilievo, tanto da poter parlare di città-museo.
Lo spazio urbano viene allungato a dismisura nel tentativo di ricreare migliori condizioni di vita per i loro abitanti, ma l’unico risultato che si avverte passeggiando per queste vie è di vuoto e rarefazione architettonica e umana.

Osservazioni: oggi Gibellina soffre quel male conosciuto con il nome di alienazione. Si ha l’impressione che gli abitanti non abbiano apprezzato l’esito prodotto dall’urbanistica di un trentennio, seppure sembrino essere stati parte attiva della trasformazione. Abbondano i luoghi senza identità, le piazze vuote, le strade deserte. Se in un primo momento, la ricostruzione del paese aveva attirato gli interessi di non poche persone, adesso pare che anche il turismo sia in calo.
Tuttavia, in paese si registrano le voci di chi auspica un radicale cambiamento per quest’isola fatta di contemporaneità in un isola (la Sicilia) che da poco comincia ad apprezzare l’altra faccia della sua terra, non fatta unicamente di mare, ruderi e chiese.


Link utili e approfondimenti:

Post di Petra Dura su Gibellina:
http://petra-dura.blogspot.com/2008/01/pensiero-del-giorno-gibellina.html

Sito in cui potrete trovare molte foto e informazioni aggiornate e sul paese e i suoi abitanti:
http://www.gibellinaonline.it/

sito del comune di Gibellina con mappa interattiva e fonti storiche
http://www.comune.gibellina.tp.it/

Autori e opere di Gibellina:
http://www.traarchit.it/architetture/luogo/gibellina.htm

Discussioni:
http://architettura.supereva.com/coffeebreak/20001127/index.htm
http://www.antithesi.info/testi/testo_2.asp?ID=137

giovedì 3 aprile 2008

Architetti Emergenti: Mario Cuccinella Architects - Stazione marittima di Otranto 1999/2001

Tesina-recensione al sito di Mario Cucinella e all'opera Stazione Marittima di Otranto, realizzata nell'ambito del laboratorio di Architettura e Composizione II

Sito Ufficiale: http://www.mcarchitects.it/
Progetto: http://www.mcarchitects.it/ita/prog/otranto.htm


Mario Cucinella Architects è una società fondata da Mario Cucinella a Parigi nel 1992 e della quale Elizabeth Francis è partner.

La nuova stazione marittima di Otranto è destinata a diventare un ingresso alla città per chi viene dal mare e punto di riferimento per il territorio urbano.

Dal mare si può vedere la rocca con i suoi contrafforti inclinati, e sono questi che ne suggeriscono la soluzione formale. Adesso che le necessità difensive sono venute meno l’intento è quello di riportare l’immagine della città sul mare.


L’edificio presenta una punta la cui inclinazione però è capovolta e si protende verso il mare, quindi le facciate NO e NE sono inclinate rispettivamente di 8° e 16°. Tale inclinazione serve anche a proteggere gli ambienti interni dalla luce estiva riflessa dal bacino del porto.

A questa soluzione si unisce il ricordo della casa Malaparte a Capri (Adalberto Libera 1938-43), appoggiata ad una scogliera e legata alla natura retrostante tramite una scalinata.


Il legame alla città traspira anche dall’uso dei materiali: la pietra utilizzata proviene dalle cave di Cursi e di Soleto. E' stata lavorata nel modo tradizionale e cioè tagliata a “piano di sega”, un taglio grezzo, per creare con la luce naturale radente degli effetti di chiaro scuro, ed incollata sulla struttura in cemento armato.

L’edificio, orientato lungo l’asse SO-NE, si sviluppa in 90m x 16m su due piani adibiti ad uffici e spazzi per la ricezione del pubblico.

L’ingresso principale dà su un grande atrio, illuminato da una copertura vetrata inclinata; gli ingressi laterali sono arretrati rispetto al filo dell’edificio e diretti lungo la perpendicolare, così da rimanere quasi nascosti.

lunedì 31 marzo 2008

Attualità e curiosità... EXPO 2015 a Milano

31/03/08 - Milano si aggiudica, per la seconda volta nella storia, l'Expo, che si terrà nel 2015. Battuta al fotofinish la città turca di Smirne.
La prima Esposizione Universale si tenne a Londra nel 1851; il successo dell'evento spinse altre nazioni, negli anni a seguire, ad organizzarne di simili: tra le più celebri l'Exposition Universelle di Parigi del 1889, in onore della quale fu realizzata la struttura temporanea e contrastata della Torre Eiffel, poi divenuta, come sappiamo, simbolo di un'intera nazione; non dimentichiamo poi l'Esposizione di Roma in epoca fascista, che culminò nella realizzazione del quartiere EUR.
-Che sia anche oggi per l'Italia buona occasione per aprire un dibattito architettonico proficuo e concretamente costruttivo, visti gli investimenti per un totale di 20 miliardi di euro!-
L'organismo internazionale che regola lo svolgimento della manifestazione e la sua organizzazione è il Bureau International des Expositions (tipicamente abbreviato in Bie), nato nel1928 da una convenzione internazionale siglata a Parigi e alla quale oggi aderiscono 98 Stati.
Nello specifico si tratta di esposizioni internazionali a tema, di natura non commerciale, con durata superiore alle tre settimane. La nazione scelta come organizzatrice si incarica della realizzazione delle strutture dove la manifestazione avrà luogo e dei servizi correlati: un apparato che richiede grandi investimenti, ma in grado di rimettere in moto l'economia dell'area, sia per l'enorme ondata di turisti che attrae, sia come vetrina sul mondo del "made in Italy".
In epoca di scandali alla diossina e "bufale", mai più attuale il tema scelto: Feeding the Planet, Energy for Life, tema in grado di abbracciare una molteplicità di settori, dall'agro-alimentare, alla ristorazione, alla distribuzione, fino alla ricerca sulla biodiversità o sul binomio alimentazione-salute.

Qualche notazione sul progetto che si inizia a delineare: l’Expo sorgerà a Rho-Pero, nord-ovest di Milano, e occuperà una superficie di 1,7 milioni di metri quadrati. Nel secolo scorso quest'area era occupata prevalentemente da impianti di produzione industriale. Il nuovo Polo di Fiera Milano, progettato da Massimiliano Fuksas, ha dato avvio, grazie alla qualità dell’intervento e al valore funzianale intrinseco, a un processo di trasformazione e riqualificazione dell’intera area, tramite l'adeguamento e il riuso degli impianti produttivi dismessi e la definizione di una nuova vocazione delle aree limitrofe un tempo agricole. Particolare attenzione nel progetto presentato è stata rivolta alla rete di collegamenti insediata o insediabile a servizio del polo, con l'ampliamento della rete metropolitana, i nuovi tracciati autostradali, il collegamento ferroviario ad Alta velocità e grazie all'equidistanza degli scali aerei di Linate, Malpensa e Orio al Serio. Alte le potenzialità artistiche e naturalistiche da sfruttare ed integrare nel progetto su vasta scala.

Tutto sul sito ufficiale: http://www.milanoexpo-2015.com/

venerdì 14 marzo 2008

Errore = Orrore

Pagherei per conoscere il nome di chi ha diretto gli ultimi lavori di adeguamento della stazione ferroviaria Catania-Centrale.
Osservate bene la foto. Notate niente di strano nella pavimentazione? Uno dei percorsi per non-vedenti conduce direttamente davanti un pilastro... ma vi pare normale?! Che vergogna...

martedì 26 febbraio 2008

Aeroporto Vincenzo Bellini (FontanaRossa) – Catania – Under Construction fino al 2012

Catania, ormai da qualche anno, si mantiene tra le prime cinque posizioni della classifica italiana relativa al numero di passeggeri che utilizzano i propri impianti aerei. Ma se qualcuno in passato fosse venuto da queste parti di certo non avrebbe intuito la vocazione del luogo, per il semplice motivo che la struttura dell’aeroporto comunicava un senso di vecchio e d’insicurezza assolutamente atipico per queste costruzioni. Tale sensazione era legata al fatto che effettivamente il vecchio aeroporto FontanaRossa era vecchio. Fortunatamente, prima di passare alla cronaca per chissà quale sciagura, si è provveduto a costruirne un altro che rilancia l’immagine della città siciliana e si lega al circuito internazionale dell’architettura contemporanea. Al momento è stato realizzato solo un terminale. Non chiedetemi da chi è firmato perché non sono riuscito a trovare notizie in merito, se non che la torre di controllo è stata disegnata da Manfredi Nicoletti (dal sito di Luigi Prestinenza). A proposito di questa torre, su internet girano voci che il suo campo visivo non riesca a coprire tutta l’area di decollo e atterraggio a causa di strutture di servizio troppo alte… mah… (vedi qui)
Si compone principalmente di tre volumi: torre, uffici(parte scura), imbarco e sbarco (parte vetrata)
Le impressioni che ho avuto visitandolo parlano di ambienti altamente comunicativi e informativi, ovvero fanno capire con un solo sguardo la disposizione di tutti i servizi aeroportuali. Questo fenomeno è accentuato dal fatto che ci si trova in un'unica stanza ad altissima permeabilità visiva sia in orizzontale che in verticale (da un piano all’altro). Al pian terreno ci sono gli “arrivi”; al primo piano le “partenze”. Semplice e immediato.
Ben risolto il rapporto tra interno ed esterno.
Struttura metallica a vista davvero interessante.
Si possono leggere i tentativi di creare elementi a “reazione tecnologica” che fanno la parodia degli elementi a “reazione poetica” di Le Corbusier. Si tratta di aeratori.
L’attenzione per le scale denuncia quanto i dettagli siano stati presi in considerazione.
Che aggiungere? Date un occhiata alle foto… le ho scattate io e sono consapevole che fanno schifo, però almeno potrete utilizzarle come volete… (e poi sono giustificato dal fatto che la giornata era schifosa :P )





Approfondimento:
http://it.wikipedia.org/wiki/Aeroporto_di_Catania-Fontanarossa