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Motta Sant'Anastasia (CT)


Di seguito pubblichiamo i lavori realizzati nel Corso di Urbanistica tenuto dal prof. arch. Maurizio Spina all'Università di Catania - Facoltà di Ingegneria - Corso di Laurea in Ingegneria Edile-Architettura - 5° anno - A.A. 2008-09.

Allievi ingegneri: Russo Serena, Schillagi Carmelo Cesare

Oggetto di studio: Territorio del comune di Motta Sant'Anastasia

Obiettivi raggiunti:
- Apprendimento dell'approccio metodologico conoscenza-sintesi critica-progetto.
- Utilizzo corretto delle scale di rappresentazione in Urbanistica.
- Approfondimento sugli strumenti urbanistici regionali, provinciali e locali.
- Studio della storia dell'Urbanistica.
- Conoscenza dell'impostazione metodologica per realizzare una tesi o relazione.

Materiale prodotto:

- Relazione Generale (*)

- Tavole (**):
INQUADRAMENTO
tav_0 Elenco, Metodologia, Bibliografia
tav_1a Inquadramento territoriale
tav_1b Inquadramento territoriale
tav_2 Inquadramento storico
tav_3 Patrimonio UNESCO in Sicilia

STRUMENTI URBANISTICI
tav_4a Piano Territoriale Paesistico Regionale (Sicilia) - inquadramento e carta della crescita urbana
tav_4b Piano Territoriale Paesistico Regionale (Sicilia) - carta geomorfologica e carta dei beni sparsi
tav_4c Piano Territoriale Paesistico Regionale (Sicilia)- carta dei vincoli e carta del paesaggio agrario
tav_5a Piano Territoriale Provinciale (Catania) - inquadramento, mobilità e valenze socio-culturali
tav_5b Piano Territoriale Provinciale (Catania) - ambiente ed economia
tav_6 Piani Regolatori Generali su Motta Sant'Anastasia

ELABORAZIONE DATI RACCOLTI
tav_7 Individuazione delle Emergenze sul territorio comunale
tav_8 Schemi sullo stato di fatto

SINTESI CRITICA
tav_9 Analisi SWOT (***)

PROGETTO
tav_10 Schemi di progetto
tav_11 Scenari progettuali



Note:

(*) la relazione generale è disponibile sotto richiesta all'indirizzo email cesareee@hotmail.it
(**) Tutte le tavole sono disponibili in formato .pdf ed eventualmente anche in formato .dwg, così come tutti i materiali originali e le fotografie presenti negli elaborati. Per informazioni o richieste cesareee@hotmail.it
(***) L'analisi SWOT ovvero l'analisi delle forze, debolezze, opportunità e minacce è tipica dell'analisi finanziaria e i risultati esposti sulla tavola devono essere considerati come una semplice trasposizione di tale metodo in campo urbanistico. E' giusto puntualizzare, che a differenza di quanto fatto, i punti di forza e debolezza vanno considerati come fattori endogeni mentre le opportunità e le minacce vanno ricercate all'esterno dell'ambito, dell'oggetto di studio, risultando per tanto esogene. Inoltre, devono considerarsi esogeni tutti quei fattori che non possono essere controllati nella scala d'ambito.


Bibliografia autori locali:

1. Giuseppe Conte (1979), MOCTA SANCTAE ANASTASIAE - Cronache di un villaggio nei secoli XIV e XV, Edizioni Landoni, Legnano

2. Giuseppe Conte (1989), LA FINE DI UNA BARONIA - Motta S. Anastasia dal sec. XVIII al 1910, Tipografia Lombardo & Licciardello, Misterbianco

3. Santo Gulisano (1995), “TERRA ET CASTRUM” - Mocta Sanctae Anastasiae - Lettura di un sito strategico, Polistampa, Catania

4. Santo Gulisano (1989), APPUNTI DELLA MEMORIA - Motta Sant’Anastasia - Aspetti particolari del suo passato remoto - Realizzzazioni -Avvenimenti ed espressioni del primo ‘900, Tipografia Lombardo & Licciardello, Misterbianco

5. (1999), MOTTA SANT’ANAQSTASIA – Guida alla città, Le nuove muse, Catania

6. La svolta – Periodico locale n°3 del 2009


Approfondimenti generali di Urbanistica

Consulta il programma del corso quì


CULTURAL INFECTION

Video realizzato per il corso di Architettura e Composizione III del quinto anno di Ingegneria Edile-Architettura dell'Università di Catania A.A. 2008-09
Docente: Arch. Riccardo dell'Osso
Tutor: Ing. Sebastiano D'urso

Il video è stato realizzato come esito finale nella riprogettazione della stazione centrale di Brindisi, con il pretesto di un eventuale EXPO dal nome "Cultural Infection", avente come tema principale le malattie sessualmente trasmissibili. A margine, la progettazione ha interessato pure ambiti residenziali sempre interni al comune salentino, nonché piazza Cairoli e Piazza del Salento.

Per realizzare il video abbiamo faticato un bel pò con i vari Autocad, Rinho, 3Dstudio, Piranesi, Photoshop ecc. ecc. creando tanto di quell'inquinamento informatico sui nostri pc che stento a credere che siano riusciti a sopravvivere in 5 su 6. I virus sono stati equamente ripartiti su tutti i computer pilotati da spaziose (e sempre piene) penna da 8 gb. Magari con il termine Cultural Infection intendevamo proprio questo...
Maria Luisa si è divertita ad impacchettare il tutto con chissà quale programma video e non meravigliatevi se il suo nome primeggia tra tutti in ordine prettamente anti-alfabetico :D
La colonna sonora è di Bjork - Bachelorette - meravigliosa come sempre.





Pensiero del giorno... Povera Catania


"La città ha aiutato lo sviluppo delle civiltà. Ma le civiltà che edificarono le città, morirono sempre con essa, o forse, morirono di essa."

Frank Lloyd Wright in "Architettura e Democrazia" 1945



febbraio 2008 - 700mln di debiti ma Scapagnini (allora sindaco di Catania) dice di non avere bisogno di aiuti dallo stato.


Ottobre 2008 - siamo a quota 1,1 miliardi di debito per il comune siciliano


Marzo 2009 - Tutto quello che ogni Catanese dovrebbe sapere... compresa la parabola in cui il cielo piovoso si aprì all'arrivo di Silvio Berlusconi Redentore... troppo da ridere, troppissimo da piangere... (da Report, puntata del 15 marzo)


Report - i Vicerè - puntata del 15 marzo
Parte prima
Parte seconda
Parte terza
Parte quarta
Parte quinta
Parte sesta
Parte settima
Parte ottava


Quannu sti cosi capitanu na to città, pari ca ti scippunu u cori... ma ca'avissimu a fari?! ommai mancu sant'Aita ci pò...

Pensiero del giorno... Comico 2

Grazie alla segnalazione di un attento lettore, di seguito postiamo il video su Beppe Grillo e l'Architettura girato durante un V-Day. Come al solito vi consigliamo di tenervi forti... Per la visione da parte di minori è consigliata la presenza di un'architetto. Alcune scene potrebbero essere offensive per gli estimatori delle opere di Calatrava. Le battute non sono state testate su animali.



Altro video su Grillo

Pensiero del giorno... Una donna alla conquista dell'Italia

Chi si occupa di architettura in Italia si lamenta sostanzialmente di tre cose:
1 - Poco spazio ai giovani e agli anziani
2 - Poco spazio alle donne
3 - Poca sensibilità verso l'architettura Contemporanea

La prima lamentela la prendiamo come verità assoluta in un mondo, il mondo del lavoro, che chiede ESPERIENZA, ma non troppa. Le altre due meriterebbero di essere maggiormente indagate, quantomeno tentando di mettere sui piatti della bilancia ciò che conferma e ciò che smentisce queste tesi. Nonostante siano pensieri assolutamente insoliti per la mia mente, la prima pietra che vado a posare narra di un Italia amante delle donne e attenta all'architettura contemporanea, estremamente contemporanea. Questa pietra, la conoscete benissimo, si chiama Zaha Hadid. Al momento, le opere che porta avanti nel nostro paese sono ben cinque e questo dato da solo mi appare illuminante sullo stato dell'arte. Di seguito sono riportate le città, i nomi e l'anno dei progetti. L'anno di consegna dei lavori?! beh... quella è una faccenda tutta italiana.


Roma, Museo MAXXI 1998



Salerno, STAZIONE MARITTIMA 2000



Napoli, STAZIONE AFRAGOLA 2003



Cagliari, Museo mediterraneo dell’arte nuragica e contemporanea 2006



Reggio Calabria, REGIUM WATERFRONT 2007


Approfondimenti su Archiportale

Pensiero del giorno... Automobili 2

Tempo addietro avevamo postato qualche video e qualche immagine che mostravano che stretto rapporto esistesse tra il mondo dell'automobile e quello dell'architettura contemporanea. Ci sembra giunta l'ora di fare un aggiornamento.
Cominciamo con un esempio, che personalmente trovo fantastico, in cui una vettura della Mercedes percorre le vie di un mondo in cui molti stereotipi vengono ribaltati e riletti. E quale migliore edificio, se non il Guggenheim di Frank O. Gehry di Bilbao può simboleggiare l'antitesi con la realtà architettonica per farsi testimone e monumento di un mondo che verrà?



Proseguiamo con un video tutto nostrano che apprezziamo per il fortissimo legame che tenta di instaurare con il complesso mondo del Design: si tratta della nuova Fiat 500, figlia di un auto che ha già fatto storia in Italia e nel Mondo. Il marchio auspica un inserimento di questo nuovo modello nell'immaginario collettivo, nella vita di tutti i giorni effettuando un confronto con molti oggetti che di fatto possiedono queste caratteristiche. Funzionerà? solo il tempo può dirlo...




Concludiamo con un video della Nissan in cui un paesaggio urbano assolutamente realistico e anonimo prende vita per giocare con l'automobile. A differenza di molti altri spot, il contesto urbano viene immaginato con le caratteristiche che tutti siamo in grado di riconoscergli, senza costringerlo ad esprimere idee o sentimenti estranei a tali luoghi. La città è una fonte inesauribile di pericoli e in questa maniera viene rappresentata: caotica, senza punti di riferimento, sempre diversa e mutevole.

Pensiero del giorno... Comico

Oggi parliamo di Beppe Grillo...
Mi sono imbattuto di recente in due suoi video in cui parla di Architettura. Bene... che vi devo dire!? Che sia un tipo un pò fanatico lo si era capito da un bel pezzo, tuttavia gli avevo attribuito una certa credibilità, forse a causa della mia ignoranza sugli argomenti da lui trattati solitamente. Capisco che ci siano casi sconcertanti che magari non conosciamo, ma sentirlo parlare di Architettura è rivoltante. Di seguito posto solo uno dei video, perchè del secondo (girato ad un vaffaday) non ho più traccia. Se qualcuno dovesse trovarlo, sarò felice di aggiungerlo.
Buona Visione.

Santiago Calatrava - Parte Terza: Opere

Appunti e Ricerche condotte nell’ambito del corso di Architettura e Composizione II

- Parte Prima: Biografia, Poetica, Magazzino Ernsting, Stazione ferroviaria Stadelhafen
-
Parte Seconda: Opere - Stazione di Lucerna, Ponte Bach de Roda, Ponte Alamillo
->Parte Terza: Opere - BCE Place, Torre di Montjuic, Galleria Pfalzkeller
- Parte Quarta: Opere - Stazione di Lione, Padiglione del Kuwait


BCE Place, Toronto, Canada, 1987 – 1992

Consiste in una copertura continua lunga 130 metri larga 14 ed alta 27, che attraversa l’intero isolato da est ad ovest e collega: Heritege Squere con Bay Street, due grattacieli, il Canade trust tower e il garden Court, e contiene il Clarkson Building di impronta neoclassica.
E’ sostenuto da 8 coppie di pilastri in acciaio che si ramificano e si collegano in cima con delle travi arcuate che sostengono la copertura vetrata della galleria.
La galleria oltre a collegare la piazza con la strada e i tre edifici, è anche l’ingresso alla rete sotterranea pedonale di Toronto, il cui ingresso si ha da Bay Street, dove la volta sporge rispetto all’allineamento degli edifici esistenti.

foto 1 - 2


Torre delle telecomunicazioni del Montjuic, Barcellona, Spagna, 1989 – 1992

Per i giochi olimpici del 1992, Calatrava, propose la realizzazione della torre delle telecomunicazioni, posta sulla collina del Muntjuic, in posizione dominante, e vicino al gruppo dei campi sportivi.
Consiste in una torre alta 136 metri che si inclina dolcemente. E’ formata da un corpo in calcestruzzo che sostiene un cilindro ricurvo, dove saranno posizionate le antenne, il quale abbraccia un elemento verticale affusolato; il richiamo è quello di un giavellotto. Il corpo poggia su tre punti, due in una base circolare rivestita in mattoni, il terzo su di un guscio di cemento bianco che sostiene l’inclinazione della torre, questo è rivestito da piastrelle rotte, omaggio a Gaudì.
Il guscio contiene i locali di servizio per le telecomunicazioni ai quali si accede da una apertura che riprende gli studi della palpebra dell’occhio umano e le aperture del magazzino Ernisting.


foto 1 - 2


Centro d’emergenza e Galleria Pfalzkeller, San Gallo, Svizzera, 1988 – 1998

Il centro d’emergenza è una struttura aperta 24 ore su 24 dove viene coordinato il sistema di traffico cantonale. E’ stato realizzato su un luogo proclamato dall’UNESCO patrimonio dell’umanità, e quindi Calatrava fu chiamato a rispettare l’identità storica di questo luogo; per far questo l’edificio è stato collocato sottoterra e quello che viene fuori è solo una copertura mobile.
In questo progetto viene ripreso il tema della struttura mobile, e questa volta è la copertura che si apre, quando è chiusa è simile a una conchiglia, quando si apre lascia a vista uno spicchio di vetro che permette l’ingresso di una grande quantità di luce all’interno dove si trovano i sistemi elettronici di comando.
Il vetro utilizzato nella copertura è molto spesso (7 cm) e pesante ( 2 T ), e per questo si poggia su una serie di costolature in calcestruzzo.
Anche la galleria è sotterranea e consiste in una struttura multifunzionale per eventi sociali e culturali formata da tre ambienti: uno spazio semicircolare per concerti, conferenze e mostre; una galleria d’arte; e una Hofkeller accessibile da un passaggio sotterraneo anch’esso mobile.


foto 1 - 2

Santiago Calatrava - Parte Seconda: Opere

Appunti e Ricerche condotte nell’ambito del corso di Architettura e Composizione II

- Parte Prima: Biografia, Poetica, Magazzino Ernsting, Stazione ferroviaria Stadelhafen
->Parte Seconda: Opere - Stazione di Lucerna, Ponte Bach de Roda, Ponte Alamillo

- Parte Terza: Opere - BCE Place, Torre di Montjuic, Galleria Pfalzkeller
- Parte Quarta: Opere - Stazione di Lione, Padiglione del Kuwait


Atrio della stazione di Lucerna, Lucerna, Svizzera, 1983 – 1989

Nel 1983 la SBB, l’Ente ferroviario svizzero, commissionò a Calatrava il progetto per l’atrio e il portico della nuova stazione.
Calatrava realizzo il portico che richiamava la città vecchia, con la struttura che mantiene le proporzioni degli edifici neoclassici vicini. E’ composto da 16 colonne prefabbricate in calcestruzzo di 14 metri di altezza che si estendono per 109 metri e sorreggono una copertura a sbalzo stabilizzata da una serie di tiranti in acciaio.
La facciata è completamente vetrata e l’atrio della stazione consiste in una pensilina metallica anch’essa vetrata e completamente libera da elementi verticali, una sorta di piazza coperta.
Anche qui la cura del dettaglio è massima come si nota chiaramente nel disegno delle travi e nella connessione di queste con i tiranti.




Ponte Bach de Roda, Barcellona, Spagna, 1985 – 1987

L’assessore all’urbanistica commissionò a Calatrava un ponte che collegasse la zona di Sant’Andrea a nord con la zona di San Martì a sud, zone separate dalla linea ferroviaria.
Il ponte oltre al collegamento pedonale ed automobilistico doveva rivitalizzare le due zone degradate della città diventando un punto di riferimento.
Alla base del ponte, e quindi ai lati della linea ferroviaria era prevista la realizzazione di due grandi parchi collegati dal percorso pedonale inserito nel ponte. Il ponte è sostenuto da due grandi arcate principali in acciaio perpendicolari alla ferrovia, poste immediatamente ai lati delle corsie e sostenute da 4 grandi pilastri in cemento armato. I due percorsi pedonali sono ai lati di quello automobilistico e sono sostenuti da due archi inclinati che si avvicinano a quelli principali cooperando con questi perché controventati tra loro. La passerella pedonale ha una forma curva che permette un affaccio a sbalzo sulla città. Le arcate secondarie sono sostenute da delle sottili spalle in calcestruzzo ai cui lati si trovano le scale che scendono nei parchi




Ponte Alamillo, Siviglia, Spagna, 1987 – 1992.

Commissionato dalla junta de Andalucia nell’ambito del programma per l’Expo, fu realizzato per potenziare i collegamenti stradali con le città vicine.
La campata si estende per 200 metri sul fiume noto come il Meandro san Jeronimo.
Calatrava propose un ponte strillato con un unico pilone alto 142 metri e inclinato con un angolo di 58° ( uguale a quello della piramide di Cheope). Il peso del pilone è tale da controbilanciare l’impalcato eliminando la necessità delle controventature. Il ponte è sostenuto da 13 coppie di tiranti legati all’unico pilone.
Il pilone è formato da dei segmenti cavi in acciaio posizionati uno sopra l’altro attraverso una grande gru, poi saldati e riempiti di cemento armato; all’interno del pilone c’è una scala che sale fino in cima.



Foto ponte Alamillo...

Enric Miralles - Parte Seconda: opere

Appunti e Ricerche condotte nell’ambito del corso di Architettura e Composizione II
- Parte Quarta: Opere (futura pubblicazione)


Placa dels paisos Catalans (stazione Sants)
di Viaplana, Pinòn con la collaborazione di Miralles, Barcellona,1983

Rappresenta l'opera che segna la rinascita della città catalana dopo la parentesi della dittatura franchista. Vi sono delle strutture sovradimensionate che risolvono questo grande spazio, ovvero una rotonda davanti la stazione Saint, la più importante di Barcellona. L’oggetto di grande dimensione urbana serve a riportare a misura d’uomo l’ambito d’intervento, conferirgli identità e riconoscibilità. Gli elementi più importanti sono una pensilina e una passeggiata coperta. La pulizia formale di queste architetture fa i conti con un esigenza ben precisa, ovvero avere strutture leggere che potessero poggiare su un suolo traforato da gallerie ferroviarie.


Scuola La Llauna, Barcellona, 1984-94

È la prima opera di Miralles ad essere pubblicata. Si tratta di un’ex fabbrica riconvertita in scuola. Questa operazione è stata realizzata facilmente grazie alla presenza di scale , rampe e piante libere. Dall'ingresso si ha l'impressione che il suo intervento dialoghi con il vecchio edificio in un semplice gesto di accostamento-rotazione. Potremmo dire che scompaiono le differenze tra "nuovo e vecchio", piuttosto si tratta di modi diversi di rapportarsi all'edificio. L’immagine della fabbrica non svanisce sotto la morsa della nuova veste scolastica.
Dopo 10 anni dalla riconversione, Miralles realizza un intervento al piano terra con palesta, piccolo padiglione, fotocopisteria e deposito bici.


Pergole a Parets del Valles, Enric Miralles e Carmen Pinos 1985-86

Le pergole caratterizzano la sistemazione della piazza individuando i luoghi dove "si può stare". Sono fatte in legno e metallo di forma quadrata disposte in maniera contratta tali da raggiungere un “ misterioso equilibrio” (Tagliabue).


Altre immagini

Santiago Calatrava - Parte Prima: Biografia, Poetica, Opere

Appunti e Ricerche condotte nell’ambito del corso di Architettura e Composizione II


Biografia

Santiago Calatrava è nato a Valencia, dove ha frequentato la Scuola di Architettura e la Scuola di Arti e Mestieri. Dopo la laurea, nel 1975, si è iscritto alla Scuola Politecnica Federale (ETH) di Zurigo per la laurea in Ingegneria Civile. In questi anni Calatrava subisce l'influenza dello svizzero Le Corbusier, la cui cappella Notre Dame du Haut gli permette di esaminare come le forme complesse possano essere comprese e generate in architettura. Nel 1981, dopo aver completato la tesi di dottorato "Sulla piegabilità delle strutture" ("ZurS Faltbarkeit von Fachwerken"), ha iniziato l'attività professionale di architetto ed ingegnere aprendo uno studio a Zurigo.
Lo stile di Calatrava combina una concezione visuale dell'architettura all'interazione con i principi dell'ingegneria; i suoi lavori spesso sono ispirati alle forme ed alle strutture che si trovano in natura.
Per quanto primariamente noto come architetto, Calatrava è anche scultore e pittore e sostiene che l'architettura sia un combinare tutte le arti in una sola.
Da architetto, spesso produce degli schizzi realizzati ad acquarello, sulla base dei quali lui e il personale del suo studio sviluppa il progetto architettonico e strutturale. (tratto da Wikipedia)

Poetica

Le caratteristiche delle opere di Calatrava sono quindi la concezione plastica degli edifici che spesso si rifanno a forme e movimenti delle piante, animali piuttosto che dell’uomo, e in questo gli sono molto utili gli schizzi o delle sculture che fungono da anello di congiunzione tra l’opera e l’immagine naturale.
Altra caratteristica equamente presente in tutte le sue opere è lo studio della mobilità, argomento che lo ha sempre interessato sin dalla tesi di laurea. La mobilità della struttura è ricercata nei meccanismi di apertura di porte più o meno nascoste, coperture o interi edifici; e anche quando non sembra che vi siano oggetti in movimento, il movimento è intrinseco nella concezione della struttura stessa in quanto le forme sono dettate dalla tensione delle forze a cui sono sottoposti gli elementi.
Ancora un’altra caratteristica è quella di differenziare i materiali in funzione del compito a cui devono assolvere, userà il calcestruzzo per quelle parti compresse, l’acciaio per quelle in tensione, a sbalzo o che necessitano di una particolare leggerezza, il vetro per permettere l’ingresso della luce mai lasciata al caso.



Magazzino Ernsting, Coesfeld-Lette, Germania, 1983 – 1985

Calatrava vi lavora in collaborazione con Fabio Reinhardt e Bruno Reichlin.
Il progetto, commissionato da un rivenditore di abbigliamento casual, consisteva nel rivestire in alluminio un grande edificio prismatico (industria tessile) in calcestruzzo, per conferirgli una caratteristica che lo potesse contraddistinguere.
Con questo progetto Calatrava cominciò a sviluppare una poetica del movimento che si comprenderà meglio due anni dopo nei progetti dei ponti.
L’ edificio viene rivestito da degli stretti profilati in alluminio verticali, che nei prospetti laterali richiamano forme che si rifanno ai canoni del tempio classico.
Il movimento è dato dalla sequenza di concavo convesso che richiamano l’immagine del colonnato dorico con le sue scalmanature, anche qui, come nelle colonne doriche, la struttura non ha un basamento, ma poggia direttamente sulla base in cemento.
La parte più interessante del progetto, dove a mio parere più di tutte viene studiato il movimento, è il meccanismo di apertura delle tre grandi porte di servizio. Queste sono realizzate attraverso l’accostamento degli stessi profilati d’alluminio utilizzati nella facciata ma articolati in tre punti, come un ginocchio; sono legate tutte insieme alle due estremità, e libere al centro. Il diverso posizionamento in altezza del ginocchio di ogni profilato, fa si che quando si alza la base in verticale i profilati vengono a sporgere dal piano della facciata e si dispongono in maniera curva assumendo la funzione di pensilina.



Stazione ferroviaria Stadelhafen, Zurigo, Svizzera, 1993 – 1990

La stazione si trova in un’area urbana densamente popolata, fra la piazza Stadlhafen e la collina della Hohenpromenade. Calatrava propose una piattaforma aperta che seguisse l’inclinazione della collina.
La struttura consiste in una sezione continua di 270 metri che segue i binari.
La collina è trattenuta da una trave scatolata in calcestruzzo, sostenuta sul retro da un muro e sul davanti da una sere di colonne in acciaio ad Y inclinate per dare una maggiore efficienza strutturale. Sopra la trave scatolata si trova una passeggiata protetta da una pensilina metallica, da qui i viaggiatori che vengono dalla collina raggiungono le banchine attraverso le scale o l’ascensore, oppure attraverso i ponti che scavalcano i binari.
Anche il lato opposto dei binari è protetto da un sistema di pensiline dove una serie di colonne ad ala sostengono un tubo su cui vengono attaccate delle travi che sostengono la superficie vetrata.
Sotto i binari c’è un sotto passaggio che funge anche da centro commerciale sotterraneo, al quale si accede da due aperture in acciaio sulla strada che proteggono i viaggiatori che entrano nel centro commerciale e che piegandosi chiudono l’ingresso di sera.
Oltre alla cura di ogni minimo dettaglio, quello che caratterizza la stazione è il grande studio dei flussi. Troviamo percorsi pedonali dalla collina, accessi dalla piazza, l’inserimento di un centro commerciale, e tutto questo si interseca col passaggio dei treni veloci.