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sabato 26 aprile 2008

Pensiero del giorno... Architroie

Volevo spendere 2 parole sulle prossime Olimpiadi di Pechino.
Sembra ormai che con la parola "etica dell'architettura" si faccia riferimento solo ed unicamente al contenimento dell'impatto ambientale degli edifici. Tuttavia in occasioni come gli Expo o le Olimpiadi, delle vere e proprie manne per gli architetti, si pongono altre questioni che vanno ben oltre le semplici riflessioni individuali. Cominciano ad entrare in campo la politica, la politica interna ed estera, le alleanze e tanti altri elementi di importanza globale.
Sappiamo benissimo che la Cina ha problemi enormi in fatto di diritti umani partendo dalle sue stesse terre, passando per il Tibet fino a giungere in Darfu (Sudan), tanto per citare le più famose emergenze umanitarie. Il mondo intero si è mobilitato per boicottare Pechino 2008. Dalle riserve del capo di stato francese (Sarkozy) e americano (Bush) al ritiro di Steven Spielberg come direttore artistico; da Viva Radio 2 di Fiorello ai singoli atleti. E gli architetti come si sono comportati? Una sola voce si è alzata fuori dal coro, quella di Daniel Libeskind, che visto il suo trascorso, non poteva rimanere indifferente. Ha chiesto ai suoi colleghi di sospendere qualsiasi forma di collaborazione con TUTTI i regimi totalitari. Ma questo suo atteggiamento sembra aver smosso poche coscienze ancora, dopotutto ormai tutto è pronto. Nella lista nera vanno nomi ovvi come: Herzog e de Meuron con il National Stadium a nido di rondine; Il gruppo PTW con il WaterCube (la piscina olimpionica), ma anche Rem Koolhaas per le precedenti costruzioni e Zaha Hadid per le future costruzioni in Azerbaijan (probabili olimpiadi 2016).
Mi sento di appoggiare senza riserve le idee di Libeskind, sebbene non sia ancora un architetto di sicuro non voglio diventare un'architroia...

Approfondimento:
http://www.architettiroma.it/dettagli.asp?id=10134

Foto di...

giovedì 6 marzo 2008

Pensiero del giorno... Posate

E dopo la cucina, la Z.island, non potevano mancare le posate. La serie si chiama "Zaha" proprio come il nome dell'architetto: Zaha Hadid appunto. Che donna egocentrica ...
Questa volta non è stata utilizzata nessuna tecnica o tecnologia d'avanguardia (sono semplici posate in acciaio) privilegiando l'aspetto estetico.
Lo stile è chiaramente il suo. Ergonomiche? non saprei. Pratiche? beh... forse la signora Hadid non ha mai mangiato un piatto di spaghetti (ma evidentemente neanche le minestrine)
Considerando che 5 pezzi costano 250 $ più che mangiarci, le userei come sculture.. e guardate che sembrano belle quando sono tutte vicene... avrà studiato pure il modo di comporle?!

martedì 4 marzo 2008

Pensiero del giorno... La cucina

Come avrebbe detto Adolf Loos (vedi qui) se avesse visto questa cucina, la Z.island di Zaha Hadid (2006):
"se m'intendessi così poco di cucina, cibi, alimentazione e preparazione, probabilmente anche io avrei la sua fantasia"
Zaha Hadid stessa, ammette di sapere poco e niente sulla cucina in questo video.
Sono troppo sensibile a questi argomenti: una volta volevo fare il cuoco... (altro che ingegnere) quindi so di cosa sto parlando.
Tv, Computer, attacco per Ipod, Regolatore di luci e di fragranze (questa cucina emette essenze profumate).Un forno non sarebbe stato meglio? !Capisco le buone intenzioni, ma uno come dovrebbe cucinare lì sopra. mah...
Interessante, invece, il materiale utilizzato (il Corian) e il procedimento di realizzazione. Pare che direttamente da modelli digitali si siano riusciti a produrre gli stampi su cui poi è stato plasmato il corian. Come? non so, ma l'Hadid pareva particolarmente contenta di questo risultato.