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giovedì 1 maggio 2008

Materiali - LE SOSTANZE OTOTOSSICHE

Un cantiere risulta essere un mondo in miniatura, un campionario di oggetti, materiali e sostanze. Non tutti questi elementi servono alla costruzione vera e propria di un edificio, benché rimangano presenti sui luoghi di lavoro. Il più delle volte si utilizzano solo per specifiche lavorazioni, quindi si conoscono poco e si ignorano del tutto le loro caratteristiche nocive. Caso esemplificativo è quello delle sostanze ototossiche, catalizzatrici di molteplici danni uditivi se abbinate all'esposizione al rumore. Molte di queste si trovano nella composizione dei più comuni farmaci. E' bene dunque conoscerle per evitare i problemi endemici che affliggono i lavoratori italiani, soprattuto in questo periodo dove tanto si parla di morti bianche.

Monossido di carbonio, Stirene, Toluene (solvente, vedi foto), Tricloroetilene, Xilene, Etilbenzene, Disolfuro di carbonio, n-Esano, Piombo, Manganese, Arsenico, Mercurio

Farmaci: Acido Acetilsalicilico, Streptomicina, Neomicina, Cefaloridina, Gentamicina, Viomicina, Aminosidina, Fans, Chinino, Farmaci antitumorali.

quindi se avete intenzione di andare in discoteca imbottiti di aspirina... buona fortuna

Approfondimento (vedi il *.pdf):

lunedì 31 marzo 2008

Materiali - L'ACCIAIO COR-TEN

A gentile richiesta, oggi ci occupiamo di un materiale da costruzione che si va facendo largo nel settore edile sia per l’elevata resistenza, sia per le alte potenzialità espressive a livello architettonico. Stiamo parlando dell’acciaio COR-TEN, materiale brevettato dalla United States Steel Corporation (U.S.S.) nel 1933; il suo nome è strettamente connesso alle sue caratteristiche:
- L’elevata resistenza alla corrosione (CORrosion resistance);
- L’elevata resistenza meccanica (TENsile strength).
Queste sono essenzialmente le motivazioni del suo successo, con gli evidenti vantaggi di carattere tecnico ed economico che derivanti dalla possibilità di utilizzare sezioni ridotte e dalla scarsa necessità di manutenzione. Infatti, l'ottima resistenza del COR-TEN alla corrosione da agenti atmosferici consente sia l'utilizzazione del prodotto "nudo", sia verniciato. In particolare, quando l'acciaio COR-TEN è esposto all’esterno non verniciato, si ricopre di una patina uniforme e resistente di ossido che impedisce il progressivo estendersi della corrosione all’interno. Tale patina assume una gradevole colorazione bruna, le cui tonalità variano nel tempo in base alle condizioni ambientali.



L’utilizzo del materiale verniciato, invece, gli conferisce un ulteriore margine di resistenza che permette di effettuare cicli di manutenzione molto diradati nel tempo. Le caratteristiche dell’acciaio COR-TEN variano poi in relazione alla diversa composizione chimica e allo spessore; ne esistono tre tipi: A, B e C, che consentono di rispondere adeguatamente ad ogni esigenza.
- Il tipo A, detto “al fosforo”, è quello più adatto alle applicazioni architettoniche, poiché possiede una resistenza all'azione degli agenti atmosferici tra 5 e 8 volte superiore a quella di un acciaio comune e pertanto si presta bene all’utilizzo non verniciato. Si pensi che per questo tipo di acciaio la corrosione si arresta dopo una diminuzione di spessore di soli 0,05 mm. Il COR-TEN A viene normalmente prodotto in spessori fino a 12,5 millimetri, per non avere penalizzazioni in termini di resistenza.
- Il tipo B, detto “al vanadio”, si presta meglio alle strutture portanti, per la maggiore resistenza meccanica anche su forti spessori. È lievemente penalizzata la resistenza alla corrosione, che comunque si attesta sulle 4 volte in più rispetto all’acciaio comune. È pertanto possibile l’impiego senza verniciatura, senza tuttavia raggiungere gli effetti estetici simili del COR-TEN A.
- Infine il COR-TEN C, di recente introduzione sul mercato, ha una resistenza meccanica notevolmente superiore agli altri due tipi e resistenza alla corrosione comparabile con il COR-TEN B. Lo spessore può raggiungere addirittura i 25 mm. Qualche altra caratteristica: questo materiale è prodotto prevalentemente in lastre, lavorabili per formatura a freddo –nel rispetto dei raggi di curvatura- fino a 12 mm di spessore. Per spessori superiori è preferibile la formatura a caldo, che generalmente non necessita di trattamenti termici particolari; si presta bene alla saldatura, anche con i materiali di apporto comunemente utilizzati. L'acciaio COR-TEN trova largo impiego nella realizzazione di strutture portanti, sia per edifici civili che industriali, opere di scultura, infissi, rivestimenti dalle alte potenzialità espressive, attrezzature di servizio per viabilità e trasporti in generale, sistemi di stoccaggio e anche macchinari ad uso agricolo o industriale.

martedì 25 marzo 2008

Materiali - IL CARBONIO

In passato il recupero di strutture in calcestruzzo armato degradate o con carenze statiche era un'operazione complessa e notevolmente dispendiosa in termini di tempo oltre che di denaro. Le tecnologie sviluppate da alcuni anni a questa parte hanno permesso non solo di dare una convincente soluzione al problema, ma anche di moltiplicare le possibilità di intervento. Il merito è di un particolare tessuto realizzato con fibre di carbonio, intrecciate uni o bidirezionale. La caratteristica flessibilità ed adattabilità ad ogni superficie dei tessuti si fonde in questo caso con ottime capacità di resistenza meccaniche: elevato modulo elastico ed elevatissima resistenza meccanica a trazione. Questo materiale, prodotto in fascie, sta oggi conquistando il primato tra le varie tecniche di riparazione e rinforzo strutturale, oltre che per l’adeguamento antisismico di strutture presenti in zone a rischio.
La fibra di carbonio è ben più che un materiale da riparazione: è stato verificato come fasciature di questo genere, opportunamente trattate per incollaggio con resine, siano addirittura in grado di aumentare le caratteristiche meccaniche dei tradizionali materiali da costruzione.
Tra i vantaggi dell'innovativo materiale possiamo annoverare la leggerezza, la facilità di applicazione, il minimo ingombro, l'elevata resistenza allo strappo.
Le aziende che producono fibra di carbonio sono ormai numerose; ulteriori approfondimenti sono reperibili nei loro stessi siti. Particolarmente dettagliato:
http://www.edilteck.it/buildconsult/carbonio.aspx

giovedì 13 marzo 2008

Materiali - IL CARTONE

Abbiamo già dato qualche accenno (qui) sulle possibilità di questo economico materiale. Vi segnaliamo il lavoro dell'architetto giapponese Shigeru Ban; nel sito del gruppo di progettazione da lui capeggiato:
http://www.shigerubanarchitects.com/
troviamo un'intera sezione dedicata alle realizzazioni con struttura in cartone.

Sorprendente come un materiale apparentemente così delicato e poco resistente possa trovare applicazione non solo nella realizzazione degli interni, ma anche di padiglioni e ponti. Come spesso accade, la scintilla che fa scattare l'idea innovativa nasce dalla casualità: il lavoro di Shigeru Ban è fortemente radicato nella tradizione architettonica giapponese, che si basa sull'utilizzo di bamboo, legno e carta traslucida per le divisioni interne; quest'ultima giunge in cantiere all'interno di tubi di cartone ed è proprio l'idea del loro riuso a dar vita alla filosofia progettuale del "low-tech", in polemica antitesi all' "high-tech". L'utilizzo strutturale del cartone trova però inizialmente un muro di rifiuti, a causa della mancanza di test di resistenza e di norme tecniche. L'incontro con Gengo Matsui, raffinato calcolatore di strutture in legno e bamboo, è la tappa fondamentale che apre la strada all'approvazione per simili progetti.

Il continuo sviluppo di questa tecnologia ha portato a esiti e sempre nuovi brevetti: per contenere l'elevata incidenza del costo dei giunti (realizzati con legature in tessuto e fasciature metalliche) rispetto a quello dei tubi, si è pensato di sfruttare le potenzialità di elementi senza limiti di lunghezza. La struttura viene così concepita come un "tessuto" autoportante a orditura incrociata in diagonale; i singoli elementi in cartone incurvati riescono a contrastare le spinte laterali indotte dai carichi.tubi in cartone riciclato hanno il vantaggio di poter essere prodotti in qualunque formato, diametro e spessore; inoltre, per caratteristiche meccaniche e morfologiche, possono essere assimilati al bamboo. Vengono utilizzati come semplice sistema di partizioni, come pilastri e travi reticolari Vierendeel per la realizzazione di grandi ambienti, come sistema portante verticale.
Tale tecnica di montaggio a secco di materiali a basso costo, propone un possibile approccio al sempre più attuale problema della sostenibilità ambientale, oltre che alla standardizzazione edilizia con grandi possibilità di applicazione nelle situazioni di emergenza conseguenti a calamità naturali e conflitti. Un esempio è la guerra civile in Ruanda del 1994, che produce due milioni di senza tetto. L'Alto commissariato per i rifugiati dell'ONU (UNHCR) incarica Ban di studiare un prototipo di ricovero temporaneo. E' proprio il sistema strutturale in tubi di cartone riciclato a garantire rapidità ed efficacia di assemblaggio a costo limitato.

Per maggiori informazioni vi segnaliamo un interessante articolo di Nicola Marzot:
http://www.archphoto.it/IMAGES/marzot/nicola.htm


martedì 4 marzo 2008

Pensiero del giorno... La cucina

Come avrebbe detto Adolf Loos (vedi qui) se avesse visto questa cucina, la Z.island di Zaha Hadid (2006):
"se m'intendessi così poco di cucina, cibi, alimentazione e preparazione, probabilmente anche io avrei la sua fantasia"
Zaha Hadid stessa, ammette di sapere poco e niente sulla cucina in questo video.
Sono troppo sensibile a questi argomenti: una volta volevo fare il cuoco... (altro che ingegnere) quindi so di cosa sto parlando.
Tv, Computer, attacco per Ipod, Regolatore di luci e di fragranze (questa cucina emette essenze profumate).Un forno non sarebbe stato meglio? !Capisco le buone intenzioni, ma uno come dovrebbe cucinare lì sopra. mah...
Interessante, invece, il materiale utilizzato (il Corian) e il procedimento di realizzazione. Pare che direttamente da modelli digitali si siano riusciti a produrre gli stampi su cui poi è stato plasmato il corian. Come? non so, ma l'Hadid pareva particolarmente contenta di questo risultato.

venerdì 29 febbraio 2008

Materiali - LA LAMIERA

Ultimamente i prof di composizione 2 ci hanno spedito sull’Etna in un Paese che si chiama Randazzo. Le foto che vi mostriamo narrano di una strana consuetudine che hanno da questa parte, ovvero rivestire le pareti delle case con fogli di lamiera grecata. La si usa nella facciate cieche, qualsiasi orientamento esse abbiano. Probabilmente vengono ritenute buone schermature termiche contro la dispersione dovuta al vento… mah… il loro modo di usarla ci lascia parecchio perplessi. L’effetto “baraccopoli” non tarda a manifestarsi.

Randazzo - foto del 2007

Chi invece ci ha colpito positivamente per l’uso della lamiera è Shuhei Endo . L’architetto giapponese stupisce con i suoi fogli intrecciati, piegati, cuciti come tamponamenti e come parte strutturale. Perché questo materiale? Semplice: economico, standardizzato, flessibile, riciclabile. Effettivamente non gli si può dar torto. Le sue opere spaziano dal settore privato a quello pubblico, dalle micro alle macro architetture come a voler far capire che con la lamiera si può far di tutto.

Springtecture H - 1998 Tatsuno-City, Giappone


E come arredare una casa di Shuhei Endo?! Ovviamente con le opere di Ron Arad!!
Il celeberrimo designer è conosciuto al mondo intero per le sue opere plastiche, metallicamente plastiche. Ammassi cromati che sembrano liquidi informi sospesi tra cielo e terra. Ha usato pure la lamiera, scintillantissima ovviamente, per una seduta tutta particolare. Ho la vaga impressione che faccia un rumore atroce… devo provarla!

Well Tempered - 1986

Sito ufficiale di Shuhei Endo (davvero ben fatto):
http://www.paramodern.com/

E voi cosa sapete dirmi su questo materiale?!

giovedì 28 febbraio 2008

Materiali - LA GOMMA AUTORIPARANTE

Al Centre National de la Recherche Scientifique (Cnrs) di Parigi sono riusciti a inventare il materiale del futuro. Ancora è senza nome ma di certo continueremo a sentir parlare della gomma autoriparante costata cinque anni di ricerche e già apparsa sulla rivista Nature. Rappresenta la speranza concreta per risolvere una miriade di problemi che affliggono le persone nelle attività quotidiane. Pensate ad un vetro che non si rompe; ad un tessuto che dopo essersi strappato si ricuce; ad un copertone forato che non necessita di essere sostituito... Farebbero la felicità di molte persone.
Ottenuta con acidi grassi provenienti da piante e urea ha un ciclo produttivo assolutamente verde. Le proprietà elastiche del materiale fanno davvero ben sperare: si allunga fino a 50 volte prima di rompersi e dopo essersi autoriparata si può ancora giungere ad un allungamento di 20 volte.
Come funziona: nelle facce in cui avviene il taglio si instaurano dei forti legami attrattivi di tipo magnetico che portano alla costituzione di legami ad idrogeno dopo alcuni minuti che i lembi sono stati congiunti. Il tutto deve avvenire a temperatura ambiente e senza bisogno di compressione.
Aspettiamo di scoprire quali impieghi avrà nell'industria edile... immaginate delle case che dopo un violento terremoto si tirano su da sole... :D

Video simile apparso anche sul tg1


Approfondimenti:
Corriere della sera
La Stampa

lunedì 25 febbraio 2008

Materiali - LA CANAPA

Il mio caro e dolce “Vanity Fair” oggi mi informa sulla presenza di nuovi tessuti vegetali nel mondo dell'architettura e della moda. Ho indagato un po’ ed ecco cosa è saltato fuori.

Canapa (Cannabis Sativa, da cui si ricava la marijuana):
in seguito alla macerazione del fusto si ricava un materiale adatto alla produzione di giacche, pantaloni, maglioni e arredi per la casa. Anallergico, forte e resistente persino ai raggi UV. Bisogna dire che è forse il più antico tessuto che l’uomo abbia mai lavorato, ma oggi ha sempre meno l’aspetto di una tela per sacchi.
Il fusto è inoltre utilizzato per la fabbricazione di pannelli truciolati per tramezzi e termoisolanti. Viene comunemente usata nella produzione di carta.
Uno degli usi più innovativi che viene fatto riguarda la produzione di polimeri plastici che sfruttano la cellulosa presente in abbondanza nella pianta. Trova uso nel campo degli imballaggi e degli isolanti. È chiaramente biodegradabile.
I prodotti commercializzati devono essere privi di THC, il principio stupefacente. Ma ho trovato qualche negozietto che... (leggi sotto)




Negozi:
- Skunkatania (negozietto catanese che aiuta chi volesse coltivare cannabis in casa)
- Fatti di Canapa (abbigliamento)
- Milletrame (Tessuti)
- TecnoSugheri (Pannello Fonoisolante esente da THC, il principio attivo stupefacente)
- Arboform (polimero termo-plastico)

giovedì 21 febbraio 2008

Materiali - IL SALE

Oggi nasce questa nuova rubbrica dedicata a tutti quei materiali che interessano il mondo dell’architettura, del design e della cultura contemporanea. Ci ripromettiamo di sondare questi argomenti nel modo che ci contraddistingue ovvero proponendo approfondimenti, spunti o semplici immagini senza mai essere seriosi o avere la presunzione di sapere tutto. Per questo motivo riteniamo sia fondamentale il vostro contributo (cesareee@hotmail.it) anche sottoforma di semplici commenti.
Cominciamo da un materiale insolito, uno di quei materiali che sembra avere poco a che fare con l’architettura…

SALE

Uno dei sapori che non riuscirò mai a levarmi di bocca è quello del limone con il sale. In Sicilia e un vero must. Esiste il seltz a l limone e sale, bevanda rinfrescante che somiglia ad un bel bicchiere d’acqua di mare. Esistono “i lumii co caddu” ovvero i cedri che vanno mangiati solo ed unicamente a fettine cosparse di sale. Chi non conosce la tequila boom boom con relativa leccata di sale e fetta di limone?!
Ok… che il sale fosse prezioso in cucina non è certo una novità… ma prezioso solo in cucina?
Oggi il suo costo è veramente irrisorio; nell’antichità veniva usato come merce di scambio al posto del denaro.
Circa 40 anni fa, in Italia il sale era monopolio di stato (come le sigarette o l’alcool) tranne in Sicilia dove veniva prodotto. Mio nonno racconta di quando i parenti calabresi venivano a fare scorta, riempiendo le loro auto con palate del prezioso minerale fintanto che le vetture non toccavano terra.
Un po’ immaginavo quella scena e quella montagna di sapidità che condiva il cofano della macchina, ma nulla a confronto con la visione delle saline di Trapani e Marsala. Vorrei chiedere ai turisti, sempre più numerosi: Quelle montagnole di sale cosa sono? Architettura? Istallazioni? Land-Art? Cosa? Non so classificarle e non so perché risultano così affascinati: un mare di sale… espressione quanto mai azzeccata. Ho scoperto che esistono pure delle montagne di sale. Ebbene si! Si trovano in Polonia nella cittadina di Wieliczka, vicino la famosissima Cracovia la città del papa (no questo, quello di prima).
Quando ho visitato questi luoghi ricordo che era tutto splendidamente bianco: non per il sale ma per la neve. Si giunge ad una piccola casupola dalle fattezze di stazione ferroviaria. Fila, biglietto, entrata: benvenuti nelle miniere di sale di Wieliczka, patrimonio dell’umanità.
Per cominciare ci si catapulta in delle claustrofobiche scale in legno che dopo una quindicina di minuti di discesa portano a quota –130 metri .Farsi venire qualche attacco di panico durante la discesa è fortemente sconsigliato.
Appena si giunge nei primi tunnel scavati nel sale (che si presenta nero e grigio) si capisce che quei luoghi hanno poco a che fare con le immagini di grotte o miniere a cui siamo abituati. Le pareti sbrilluccicanti introducono in un mondo sospeso nel tempo.
Ecco le prime statue di sale, i primi gradi ambienti, i laghi sotterranei, fino a giungere ad una sorta di sala reale rifinita di tutto punto. Pavimenti di sale, pareti e modanature di sale, arredi di sale, poltrone di sale, lampadari in cristalli di sale ecc. Esiste pure una cappella in cui i minatori degli ultimi sette secoli si sono avvicendati per pregare e chiedere la grazia affinché non morissero stroncati da chissà quale malattia ai polmoni. È davvero strano il rapporto che questi operai dovevano avere con il bianco minerale, tanto da lavorarlo, trasformarlo in oggetti sacri, venerarlo, abitarlo (si, perché lì sotto rimanevano per parecchio tempo) per esserne in fine uccisi.
Sorprendentemente solo una con oggetti salini dal gusto vagamente contemporaneo.Il turismo è una brutta bestia, quindi non spaventate se nel vostro tour sotterraneo troverete bar, ristoranti, uffici postali e negozietti cosa non era salata: i prezzi. Ma quando ci sono andato io non c’era ancora l’euro…

Sapete come si risale in superficie? No?! Beh… non voglio rovinare la sorpresa a chi ci andrà…

Foto salina di...
Foto scala di...
Foto grotta di...
Foto sala di...

martedì 19 febbraio 2008

Pensiero del giorno... Materiali

l'anno scorso per il mio compleanno mio padre mi ha regalato un libro sulla bio-architattura... immagino che sia stato scelto in preda alla confusione: "ma mio figlio studia ingegneria, architettura o biologia!?"
agghiacciante l'ipotesi di ricevere un libro di bio-ingegneria...
cmq... che si può pretendere dai genitori?!
il libro, nella sua inutilità, mi ha fatto nascere la curiosità per quei materiali che in architettura vengono un pò snobbati...
es: il fango... sapevate che il 60% della popolazione mondiale vive in case fatte di terra?!
bene... e sul cartone e sul bamboo cosa sapete dirmi?