Ci scusiamo per la momentanea interruzione degli aggiornamenti, ma dovete capire che stiamo tentando di laurearci... e questo, haimè, è periodo di consegne e revisioni all'univ...
Non disperate, perchè torneremo prestissimo!!!
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domenica 11 maggio 2008
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giovedì 17 aprile 2008
Pensiero del giorno... Danza e architettura
Solita storia: il prof di architettura e composizione II continua ad improvvisare incontri con persone che lui ritiene utili alla nostra formazione. L'unico problema è che fa delle lezioni propedeutiche che la maggior parte delle volte sono più interessanti degli incontri stessi. Questa volta dovevamo incontrare un tizio che si occupava di danza contemporanea e quindi ci ha riempito la testa con tutte le nozioni che conosceva sul movimento, l'attrito, il tempo architettonico ecc. Tutto interessantissimo.Andiamo all'incontro, in un piccolo teatro nel pieno centro di Catania . Incontriamo il tizio, che qui chiameremo "l'innominato" (per il semplice motivo che non conosco il suo nome). Ci fa togliere le scarpe e ci sbatte a terra in una piccola stanzetta in pieno stile "amici" di Maria De Filippi... tutti attorno a lui che stava in un angolo della stanza. Sembrava la parodia su un maestro di danza. L'innominato era esattamente come si può immaginare un ballerino avanti con gli anni: magro, rasato brizzolato, informale (cioè senza forma) dalla visibile gestualità, uno di quei tipi che non prepara il discorso della lezione perchè spera di innescare un dialogo con gli alunni... Per intenderci, è come se per fare una lezione di architettura a dei ballerini io gli facessi indossare un elmetto antinfortunistica giallo e li facessi sedere davanti un tecnigrafo magari con accanto un pc aperto sulla schermata nera di autocad... Troppo parodia...
L'innominato è partito in quarta tentando di affascinarci con la narrazione di tutti gli spettacoli più spettacolari che aveva fatto, come se io facessi vedere ai ballerini le immagini delle costruzioni di Gehry tanto per stupirli. Tra le tante cose, un balletto al buio con dei led appiccicati sul corpo: ho visto il suo orologio e ho immaginato che fosse una di quelle lucine... ed è li che mi sono perso. Sarà stato il dolore per lo stare seduto sul pavimento o gli olezzi floreali delle scarpe dei colleghi, fatto sta che la mia mente si è attivata sulla frequenza dangerus, ovvero quella che si innesca quando mi fanno fare cose che non voglio fare. Piccolo elenco dei miei pensieri in ordine sparso:
1 - Ho cominciato a giocherellare con le pieghe dei miei jeans e per un attimo mi sono sentito Zaha Hadid. Non avevo mai notato che i pantaloni potessero essere buoni strumenti di progettazione.
2 - ho fatto un milione di palloni con la mia mega Big-Bubble. Avevo appena comprato 24 stecche delle dolci e rosa gomme, quindi non mi meravigliavo di domande del tipo: quanto misurano i lati di un cubetto di big-bubble? quante big-bubble occorrono per fare il giro del mondo attorno all'equatore? e attorno i poli? bisognerà considerare la dilatazione termica in entrambi i casi? gli orsi polari le mangiano le gomme? Riuscirò a realizzare una casa di big-bubble? chissà se è mai successo all'innominato di trovarne una sul palco in cui danzava?
3 - Perchè mi sono dovuto togliere le scarpe per entrare in una stanza con il pavimento in striscie di gomma rigonfiate in più punti e unite da nastro adesivo bianco?
4 - il mondo, visto da terra, è completamente diverso. Anche una misera stanzetta sembra immensa. Anche un nanerottolo sembra immenso. Dovrei cominciare a camminare a 4 zampe?
5 - Perchè l'innominato non siede a terra, ma è comodamente posizionato su un gradino?
6 - Perchè l'innominato continua ad arrampicarsi sugli specchi? mi spiego: una ragazza gli chiede quanto sia importante la conoscenza della danza classica per fare danza contemporanea. L'innominato risponde che non è affatto importante allora la ragazza ribatte: e perchè per accedere ai suoi corsi è richiesta la formazione classica?! no comment
7 - é necessario che in tutti i gruppi ci sia lo scemo del villaggio? Un alunno chiede: se non si vede e non si sente esiste ancora la danza? ad una domanda così cazzona non poteva che seguire una risposta altrettanto cazzona: certo che si... mi rendo conto che in architettura questo ragionamento potrebbe avere un senso con la Second Architecture... ma nello specifico la risposta dell'innominato rientrava in un programma di "open mind" forzata.
7 - é necessario che in tutti i gruppi ci sia lo scemo del villaggio? Un alunno chiede: se non si vede e non si sente esiste ancora la danza? ad una domanda così cazzona non poteva che seguire una risposta altrettanto cazzona: certo che si... mi rendo conto che in architettura questo ragionamento potrebbe avere un senso con la Second Architecture... ma nello specifico la risposta dell'innominato rientrava in un programma di "open mind" forzata.
8 - Dio sta nel dettaglio... è proprio vero. Quando l'innominato si è avvicinato mi sono reso conto che non era granché giovane.
9 - perchè il professore dice fesserie quando si trova con gli altri? esempio: diceva che in architettura il movimento è solo cristallizzato, quando 2 giorni prima esaltava Calatrava e le sue costruzioni mobili.
9 - perchè il professore dice fesserie quando si trova con gli altri? esempio: diceva che in architettura il movimento è solo cristallizzato, quando 2 giorni prima esaltava Calatrava e le sue costruzioni mobili.
10 - mi sono accorto di essere una buona misura dello spazio circostante: la distensione delle gambe misura la distanza da chi si trova davanti a me, braccia a 45 gradi per dare sostegno al busto e tenere le mani a debita distanza da chi poterebbe calpestarle ecc.
11 - Perchè i ballerini amano questi ambienti post industriali, visti e rivisitati con la solita retorica del mattone rosso a vista, delle porte in metallo con saldature a vista, delle travi in acciaio sparse quà e la? Perchè l'effetto bunker? sarà fashion
12 - Perchè i ballerini si ricoprono di stracci quando danzano?
13 - l'innominato ha avuto la brillante idea di assegnarci un compito per casa. Tema? la sua lezione. Brutta zucca travestita da ballerino, ma tu lo sai quante cose ha da fare uno studente universitario medio??? Credi che passiamo il nostro tempo a zompettare sull'erba? Come osi darci altro lavoro inutile? non hai già avuto il tuo momento di gloria? bene, vuol dire che gli rigiro questo post (con allegati tutti i vostri abbondantissimi commenti), tanto, per quello che ho capito "tutto è danza" e anche questo allora...
P.S. approfittatene per dire tutto quello che volete ai ballerini
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martedì 15 aprile 2008
Pensiero del giorno... Professori 3
Secondo me, hanno preso ispirazione da un mio prof.
Troppo uguale: stesse smorfie, stesso abbigliamento, stessi occhiali, stesse cazzate...
Fabio De Luigi - Ingegner Cane - Pitagora
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L'architettura di Milazzo (ME)
Su una penisola esile e sinuosa, attorniata dalle Isole Eolie e solcata dai torrenti Mela e Floripotema, sorge Milazzo, luogo ricco di storia e leggenda.
Il panorama dell’architettura religiosa milazzese è dominato dalle grandi chiese monastiche erette da Benedettini, Carmelitani, Minoriti, Francescani e Cappuccini, tutte di imponenti dimensioni e ricche di opere d’arte. Peculiare è la quasi totale assenza di torri campanarie, che trova spiegazione nel continuo susseguirsi di vicende belliche di cui la città fu protagonista.
1- L’antico Duomo di Milazzo cinto dalle mura difensive del castello.
Solo verso la fine dell’800 sorge qualche torre campanaria. Le chiese monastiche, ad eccezione di quella dei Domenicani, sono a navata unica. Troviamo poi una particolare categoria che è quella dei santuari: l’esempio più illustre è la Chiesetta di S. Antonino, intagliata nella roccia del ripido pendio del Capo, luogo dove ebbe dimora per un periodo il Santo. La Chiesa del Carmine risale alla fine del ‘500. É proprio in questo periodo, a cavallo tra XVI e XVII sec., che lo sviluppo urbano milazzese inizia a trasformarsi di pari passo con la struttura sociale: la nobiltà si arricchisce, il clero e la borghesia acquistano sempre maggiore importanza, la Corona spagnola vi stabilisce la residenza di suoi alti funzionari e dei Vicerè. La fase di crescita economica si riflette sull’edilizia: ovunque sorgono nuovi luoghi di culto e palazzi signorili. La stessa emergente borghesia prende parte alla commissione di nuovi e sfarzosi edifici. La regolare trama urbana si accresce attorno a due assi p
2- Il Piano del Carmine, attuale Piazza Caio Duilio.
Altra espressione del barocco milazzese è il Santuario di San Francesco da Paola, del 1765, che presenta una forte connotazione scenografica nella facciata e nella doppia scalinata d’accesso, creata in stretta correlazione con l’abitato circostante. Al contrario della maggior parte delle città siciliane, dove il tessuto urbano orbitava attorno alla “maggiore ecclesia” della città, il secentesco Duomo viene qui collocato nella “Cittadella”, scelta che porta ad una situazione anomala ponendolo in modo decentrato rispetto alla direttrice di espansione della città. Indubbiamente il Duomo risulta invece del tutto inserito nel contesto milazzese da un punto di vista architettonico e simbolistico, quale espressione caratterizzante del potere politico ed ecclesiastico. È tra la fine dell’800 e gli inizi del ‘900 che si collocano le prime notizie relative ad architetti milazzese: ricordiamo Stefano Zirilli, che costruì il Convento dei Cappuccini; Giuseppe Ryolo, autore della chiesa di S. Marco alla Piana; l’ingegnere Diego Cumbo Borgia, che diede il piano regolatore alla città; l’ingegnere Giovanbattista Lucifero, che progettò il palazzo di famiglia in stile neorinascimentale. La Chiesa del Carmine sorge in un’area che dalla seconda metà del ‘600 ha assunto un ruolo centrale nello sviluppo urbano e architettonico della città. L’ingresso alla Terra Nuova è segnato da Piazza Mazzini, un tempo chiamata Largo della Pietà per la chiesetta omonima che vi sorgeva, dalla quale ci si immette proprio nel vasto piano del Carmine. In piazza Mazzini, dall’impianto triangolare, è conservata la traccia di un rivellino (2) che difendeva la porta Messina. Due sono gli edifici settecenteschi di qualche interesse: una palazzo della prima fase di ricostruzione, dopo il 1718, che conserva al primo piano due balconate riccamente decorate con motivi floreali e volute, con mensoloni a doppia voluta e ringhiere neoclassiche sostituite a quelle originali che dovevano essere barocche; un secondo palazzo, dai tratti rococò, ha subito notevoli rifacimenti in epoche più recenti che pure hanno risparmiato il cantonale (3) e l’alto timpano ornato da festoncini e volute. L’edificio più importante della strada è l’ottocentesco palazzo Cutelli: a pian terreno, tra due semplici botteghe sovrastate da balconcini, si apre un ampio portone ad arco; al piano superiore, quello riservato ai nobili, vi sono tre grandi balconi con ferri e decorazioni dei mensoloni particolarmente curate; pilastri angolari a bugnato definiscono il prospetto, lasciando sulla destra un’appendice della costruzione edificata in epoca più tarda. Giungendo in piazza Caio Duilio, al centro dell’impianto irregolare, sorgeva la fontana del Mela, costruita nel 1643 e rifatta nel 1762/63 dopo le distruzioni della guerra. Ciò che vediamo oggi è la riproposizione in chiave moderna di una testimonianza perduta della Milazzo antica. Si tratta di una vasca poligonale al cui interno sorge un i
3- La Fontana del Mela, nella ricostruzione del 1700 attualmente visibile in Piazza Caio Duilio.
Nella stessa piazza, antistante alla Chiesa del Carmine, si erge il palazzo Proto. Ciò che vediamo attualmente è frutto di una ricostruzione successiva ai bombardamenti del 1718; solo un breve tratto conserva le strutture originali. Il palazzo è articolato su tre livelli: la facciata è da dominata da un portone ad arco inflesso, affiancato in origine da quattro colonne che sorreggevano il balcone sovrastante. Il prospetto principale è suddiviso in cinque porzioni da semplici paraste e scandito in elevazioni da cornici marcapiano. A pian terreno si aprono botteghe, al primo balconi abbinati a due a due e sorretti da vistosi mensoloni scolpiti e con ringhiere barocche ricurve; al secondo balconi singoli dalle forme più semplici. L’autore di questo edificio probabilmente si ispirò alla tradizione architettonica del ‘600, ma ingentilendola con motivi floreali di gusto rococò. Nel portone sulla piazza si conserva una bella icona marmorea della Pietà entro una ricca cornice barocca. Il palazzo annovera tra gli ospiti che accolse i reali Borboni, Garibaldi, che vi ricevette Agostino Depretis accompagnato dal Segretario di Stato Francesco Crispi, e fu Quartier Generale dei Garibaldini.
Note:
(1) Tratto da “Milazzo – Ritratto di una città” di Antonino Micale e Giovanni Petrungaro – La Nuova Provincia – Milazzo (1996)
(2) Rivellino: opera fortificata eretta come copertura avanzata dinnanzi alle porte di una piazzaforte
(3) Cantonale: elemento d’angolo (4) Tratto da “Milazzo città d’arte” di Franco Chillemi – Mesogea – 1999
Bibliografia:
- “Milazzo – Ritratto di una città” – Antonino Micale e Giovanni Petrungaro – La Nuova Provincia – Milazzo (1996)
- “Milazzo città d’arte: Disegno urbano e patrimonio architettonico” – Franco Chillemi – Mesogea (1999)
- “Milazzo Sacro” – Padre Francesco Perdichizzi – Stes – Milazzo (1996)
- “Milazzo: guida turistica artistica” – Antonino Micale – Stes – Milazzo (1974)
- “Guida di Milazzo” – Domenico Ryolo – (1974)
- “Stradario Storico della città di Milazzo” – Antonino Micale – Stes – Milazzo (1987)
- “Il Carmelo in Sicilia” – (Non sono disponibili altre informazioni sul testo, danneggiato nella copertina)
- “Il recupero del centro antico di Milazzo attraverso lo studio dell’iconografia antica” – Cinzia Di Paola – Quaderno del DAU No 20 (Dipartimento di Architettura ed Urbanistica dell’UniversitÁ di Catania)
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venerdì 4 aprile 2008
Attualità e Curiosità...Fast Architecture - Studio Ghigos (2006)
Si tratta di un padiglione espositivo e di un allestimento temporaneo nell'Accademia delle Belle Arti NABA di Milano realizzato per il Salone del Mobile. 

Questa struttura, dopo essere stata smontata nel luglio 2006, è stata riutilizzata in altre due occasioni presso lo stesso campus universitario.
Ciò che mi ha attirato è proprio l'allestimento temporaneo, in cui sono utilizzati semplici bidoni di plastica naturalmente componibili tra di loro, che costituiscono pareti caratterizzate da una semitrasparenza colorata. "Edifici contenitore fatti a loro volta di contenitori" come dicono gli stessi autori.



L'energia di questo lavoro è proprio data dalla capacità di essere trasformabile dai fruitori: viene così curato anche l'aspetto ludico e viene fomentata la creatività degli utenti.
Riportando una frase del gruppo autore ( Studio Ghigos) dell'opera: "Perché in fondo... se gli oggetti vanno utilizzati, perchè limitarne l'utilizzo? Se l'edificio-oggetto è una soluzione, l'edificio di oggetti è una rivoluzione." E' proprio qui che si innesta il rapporto tra architettura e riciclo.
Sito ufficiale, ricco di immagini
mercoledì 19 marzo 2008
Attualità e curiosità...Facoltà di Filosofia

Sfogliando le pagine web ho scoperto un'opera che non conoscevo di Steven Holl: la NYU Department of Philosophy. Strano a dirsi ma è proprio sede universitaria, recuperata al suo interno dall'architetto (2004-2007)...mi stupisco perchè forse la mia mente non è abituata a queste cose...basti pensare alle nostre aule universitarie e ai luoghi dove svolgiamo la nostra vita da studenti! Non capisco perchè i filosofi hanno dei luoghi privilegiati... A Catania la facoltà di lettere e filosofia è presso il Monastero dei Benedettini, un'opera suggestiva al suo interno, e noi di Ingegneria nelle tendopoli...mah!!!Cmq a parte gli scherzi se qualcuno è interessato questo è il link:
http://www.dezeen.com/2007/10/05/nyu-department-of-philosophy-by-steven-holl-architects/
oppure sul sito dell'architetto:
http://www.stevenholl.com/project-detail.php?id=21
lunedì 3 marzo 2008
Pensiero del giorno... Professori 2

Qualche mese fa, i professori di composizione II hanno disertato la lezione per farci assistere ad una conferenza tenuta da un docente catanese, un certo S. Barbera, che stava per andare in pensione. Questo signore ha rivestito ruoli importanti nella facoltà di Ingegneria di Catania e durante il suo appassionante e appassionato discorso ha ripercorso le tappe della sua vita accademica. Due cose mi sono saltate all'occhio e vorrei analizzarle assieme a voi:
1) Compare la sua firma nel progetto del "nuovo edificio" della facoltà d'ingegneria.
-A detta di tutti i miei professori questa costruzione è l'aberrazione dell'architettura contemporanea in tutti i suoi aspetti.
-Come tutti gli studenti hanno notato, le aule e le sale studio sono completamente al buio, con temperature polari nettamente inferiori a quelle esterne (e posso assicurarvi che in Sicilia il sole non manca). -
-I consumi di questo edificio superano di gran lunga quelli del intero complesso.
-C'è il serio pericolo di perdersi al suo interno: è impossibile sapere dove si andrà a finire imboccando una scala o un altra.
- C'è un tale spreco di materiali di rivestimento da fare paura, considerando che non servono a niente.
- Una consistente parte dell'edificio non è utilizzabile... diciamo che fa da ornamento, ma in realtà non può pregiarsi neanche di questa funzione.
- All'interno, nell'aula magna vengono conferite le lauree: per far capire agli invitati dove devono andare si usano le transenne.
- i commenti dei professori sono stati talmente tanti e abbondanti che non saprei proprio da dove cominciare, ma credo che una breve visita potrebbe illuminarvi.
2) Ha impedito che si realizzasse una sede della facoltà d'ingegneria nel quartiere di Librino di Catania .
Dovete sapere che Librino è un quartiere progettato da Kenzo Tange (spero di potervene parlare meglio in futuro) che aveva la pretesa di trasformare il volto di Catania creando un polo alternativo alla città antica. Oggi Librino è un quartiere dormitorio che non gode di un'ottima fama. Per evitare questa sciagura l'amministrazione catanese aveva obbligato la facoltà di Ingegneria a costruire la sua futura sede in questa zona, così da poter "vitalizzare" il quartiere. Ma Barbera si oppose ed inventò un escamotaget geniale. Propose il progetto di un centro "polifunzionale" che in teoria sarebbe servito a tutte le facoltà della cittadella universitaria, ma nei fatti sarebbe stato ad uso esclusivo degli ingegneri. E così e avvenuto: il centro polifunzionale è stato realizzato all'interno della cittadella degli studi ed oggi è sede di tutti gli organi della facoltà d'ingegneria.
Morale della favola: tra Polifunzionale e Nuovo edificio lo spazio alla cittadella è stato completamente saturato e i parcheggi si sono ridotti sempre più, per non parlare degli spazi verdi che in realtà non esistono affatto. E tutto questo per non trasferirsi a Librino...
Dovevate vedere come si sbracciavano i professori nell'applaudire Barbera quando ha finito il suo discorso, e quanti elogi!!!... e questi tipi hanno la pretesa di poter essere miei professori?! e poi borbottano: c'è freddo, non si vede, è buio, non si sente ecc
1) Compare la sua firma nel progetto del "nuovo edificio" della facoltà d'ingegneria.
-A detta di tutti i miei professori questa costruzione è l'aberrazione dell'architettura contemporanea in tutti i suoi aspetti.
-Come tutti gli studenti hanno notato, le aule e le sale studio sono completamente al buio, con temperature polari nettamente inferiori a quelle esterne (e posso assicurarvi che in Sicilia il sole non manca). -
-I consumi di questo edificio superano di gran lunga quelli del intero complesso.
-C'è il serio pericolo di perdersi al suo interno: è impossibile sapere dove si andrà a finire imboccando una scala o un altra.
- C'è un tale spreco di materiali di rivestimento da fare paura, considerando che non servono a niente.
- Una consistente parte dell'edificio non è utilizzabile... diciamo che fa da ornamento, ma in realtà non può pregiarsi neanche di questa funzione.
- All'interno, nell'aula magna vengono conferite le lauree: per far capire agli invitati dove devono andare si usano le transenne.
- i commenti dei professori sono stati talmente tanti e abbondanti che non saprei proprio da dove cominciare, ma credo che una breve visita potrebbe illuminarvi.
2) Ha impedito che si realizzasse una sede della facoltà d'ingegneria nel quartiere di Librino di Catania .
Dovete sapere che Librino è un quartiere progettato da Kenzo Tange (spero di potervene parlare meglio in futuro) che aveva la pretesa di trasformare il volto di Catania creando un polo alternativo alla città antica. Oggi Librino è un quartiere dormitorio che non gode di un'ottima fama. Per evitare questa sciagura l'amministrazione catanese aveva obbligato la facoltà di Ingegneria a costruire la sua futura sede in questa zona, così da poter "vitalizzare" il quartiere. Ma Barbera si oppose ed inventò un escamotaget geniale. Propose il progetto di un centro "polifunzionale" che in teoria sarebbe servito a tutte le facoltà della cittadella universitaria, ma nei fatti sarebbe stato ad uso esclusivo degli ingegneri. E così e avvenuto: il centro polifunzionale è stato realizzato all'interno della cittadella degli studi ed oggi è sede di tutti gli organi della facoltà d'ingegneria.
Morale della favola: tra Polifunzionale e Nuovo edificio lo spazio alla cittadella è stato completamente saturato e i parcheggi si sono ridotti sempre più, per non parlare degli spazi verdi che in realtà non esistono affatto. E tutto questo per non trasferirsi a Librino...
Dovevate vedere come si sbracciavano i professori nell'applaudire Barbera quando ha finito il suo discorso, e quanti elogi!!!... e questi tipi hanno la pretesa di poter essere miei professori?! e poi borbottano: c'è freddo, non si vede, è buio, non si sente ecc
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domenica 24 febbraio 2008
Quartiere Residenziale - Almere (Olanda) 1999/2001 - UN Studio
Tesina scritta nell'ambito del corso di Architettura Tecnica II
ANALISI TIPOLOGICA
L’area soggetta ad edificazione si trova direttamente su una laguna. Il quartiere ha forma triangolare con un lato delimitato dal canale principale (lotto da 15150 mq. con 2880 mq. edificati). I lembi di terra bene s’innestano sullo specchio d’acqua, nel tentativo di integrare la materia fluida all’interno del progetto. Gli edifici realizzati prevedono da 2 a 6 unità abitative. Il tipo edilizio è quello delle case a schiera su tre livelli con ingressi separati e scale interne private. Un altro gruppo di fabbricati, villette unifamiliari, è distribuito lungo il canale. Tutte le residenze sono caratterizzate da volumi sfalsati che creano all’esterno nicchie, balconi, terrazzi, dando all’interno la possibilità di organizzare gli spazi in maniera funzionale e organica. Le partizioni interne sono ridotte al minimo e sono totalmente aperte verso l’esterno per mezzo di grandi pareti vetrate. Ogni unità abitativa dispone di un fronte sud-ovest. Ciò testimonia un processo architettonico democratico volto a dare uguali condizioni a tutte le abitazioni.
IDEE PROGETTUALI
I progettisti hanno improntato l’ideazione di queste residenze sul concetto di flessibilità e individualità: ogni abitazione è personalizzabile sia per mezzo delle partizioni interne che con l’aggiunta di volumi al corpo di fabbrica. Infatti, sono stati pensati dei moduli in acciaio di 2,5 per 6 metri rivestiti in legno da poter essere montati sotto richiesta del cliente. Sono utilizzabili come balconi, giardini d’inverno, nicchie, stanze ecc. Sono stati ideati in modo da non interferire con l’architettura esistente in quanto ne richiamano forme e geometrie.
ANALISI DELLE RELAZIONI
- Tra la realizzazione e il contesto urbano:
Il contesto urbano, a parte il rapporto con la laguna, sembra essere stato completamente tralasciato in fase progettuale. Non vi è alcun riferimento ne d’intenti e ne di esiti volti in tal senso. Si nota subito che la configurazione del quartiere risulta essere chiusa e ben delimitata a nord, sebbene apre le sue visuali verso la laguna circostante. I circuiti terresti che si vengono a creare sono tutti a fondo cieco e ciò limita la possibilità di avere più connessioni isolando l’area e confinandola ad uso dei soli residenti.
- Tra le unità abitative:
Era intento dei progettisti creare abitazioni che fossero assolutamente indipendenti l’una dall’altra, sia in termini fisico-funzionali che in termini di privacy: gli ingressi sono separati così come i corpi scala; la zona notte di ogni abitazione non confina con la zona giorno della residenza vicina; balconi, nicchie e vetrate comunicano il meno possibile tra di loro per evitare sguardi indiscreti. Tutto ciò rientra nei piani dell’ UN STUDIO ovvero poter garantire la massima libertà ad ogni residente senza compromettere quella degl’altri. Nel caso delle villette, questo fenomeno è molto evidente per il fatto che si esplica con il mezzo più semplice: la distanza, distanza regolare che si moltiplica passando da una casa all’altra. La disposizione lungo l’asse del canale rarefà gli ambiti connotandoli con un particolare senso di riservatezza.
- Tra gli ambienti della singola unità abitativa:
Ogni abitazione presenta al piano terra un grande stanza aperta all’esterno per mezzo di parete vetrata. Questa ha tutte le sembianze di un loft e tenta di evocarne tali suggestioni. Ai piani superiori si articola la zona notte con le varie camere da letto. Il corpo scala è collocato in posizione centrale e, sebbene non fruisca sempre di illuminazione diretta, passa da ambienti di disimpegno sempre ben illuminati. Le soluzioni escogitate per ottenere questo risultato sono ben riuscite sia da un punto di vista formale che pratico e rappresentano un ottimo esempio da seguire.
Rif. Bibliografico: Casabella n°713 Luglio/Agosto 2003 pp. 60-67
Sito UN Studio (consigliato):
http://www.unstudio.com/
ANALISI TIPOLOGICA

L’area soggetta ad edificazione si trova direttamente su una laguna. Il quartiere ha forma triangolare con un lato delimitato dal canale principale (lotto da 15150 mq. con 2880 mq. edificati). I lembi di terra bene s’innestano sullo specchio d’acqua, nel tentativo di integrare la materia fluida all’interno del progetto. Gli edifici realizzati prevedono da 2 a 6 unità abitative. Il tipo edilizio è quello delle case a schiera su tre livelli con ingressi separati e scale interne private. Un altro gruppo di fabbricati, villette unifamiliari, è distribuito lungo il canale. Tutte le residenze sono caratterizzate da volumi sfalsati che creano all’esterno nicchie, balconi, terrazzi, dando all’interno la possibilità di organizzare gli spazi in maniera funzionale e organica. Le partizioni interne sono ridotte al minimo e sono totalmente aperte verso l’esterno per mezzo di grandi pareti vetrate. Ogni unità abitativa dispone di un fronte sud-ovest. Ciò testimonia un processo architettonico democratico volto a dare uguali condizioni a tutte le abitazioni.
IDEE PROGETTUALI

I progettisti hanno improntato l’ideazione di queste residenze sul concetto di flessibilità e individualità: ogni abitazione è personalizzabile sia per mezzo delle partizioni interne che con l’aggiunta di volumi al corpo di fabbrica. Infatti, sono stati pensati dei moduli in acciaio di 2,5 per 6 metri rivestiti in legno da poter essere montati sotto richiesta del cliente. Sono utilizzabili come balconi, giardini d’inverno, nicchie, stanze ecc. Sono stati ideati in modo da non interferire con l’architettura esistente in quanto ne richiamano forme e geometrie.
ANALISI DELLE RELAZIONI
- Tra la realizzazione e il contesto urbano:

Il contesto urbano, a parte il rapporto con la laguna, sembra essere stato completamente tralasciato in fase progettuale. Non vi è alcun riferimento ne d’intenti e ne di esiti volti in tal senso. Si nota subito che la configurazione del quartiere risulta essere chiusa e ben delimitata a nord, sebbene apre le sue visuali verso la laguna circostante. I circuiti terresti che si vengono a creare sono tutti a fondo cieco e ciò limita la possibilità di avere più connessioni isolando l’area e confinandola ad uso dei soli residenti.
- Tra le unità abitative:

Era intento dei progettisti creare abitazioni che fossero assolutamente indipendenti l’una dall’altra, sia in termini fisico-funzionali che in termini di privacy: gli ingressi sono separati così come i corpi scala; la zona notte di ogni abitazione non confina con la zona giorno della residenza vicina; balconi, nicchie e vetrate comunicano il meno possibile tra di loro per evitare sguardi indiscreti. Tutto ciò rientra nei piani dell’ UN STUDIO ovvero poter garantire la massima libertà ad ogni residente senza compromettere quella degl’altri. Nel caso delle villette, questo fenomeno è molto evidente per il fatto che si esplica con il mezzo più semplice: la distanza, distanza regolare che si moltiplica passando da una casa all’altra. La disposizione lungo l’asse del canale rarefà gli ambiti connotandoli con un particolare senso di riservatezza.
- Tra gli ambienti della singola unità abitativa:

Ogni abitazione presenta al piano terra un grande stanza aperta all’esterno per mezzo di parete vetrata. Questa ha tutte le sembianze di un loft e tenta di evocarne tali suggestioni. Ai piani superiori si articola la zona notte con le varie camere da letto. Il corpo scala è collocato in posizione centrale e, sebbene non fruisca sempre di illuminazione diretta, passa da ambienti di disimpegno sempre ben illuminati. Le soluzioni escogitate per ottenere questo risultato sono ben riuscite sia da un punto di vista formale che pratico e rappresentano un ottimo esempio da seguire.
Rif. Bibliografico: Casabella n°713 Luglio/Agosto 2003 pp. 60-67
Sito UN Studio (consigliato):
http://www.unstudio.com/
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mercoledì 20 febbraio 2008
Pensiero del giorno... L'università
Beh... ho appena visto l'orario del prossimo semestre universitario (4° anno in ingegneria edile-architettura)...
lo pubblico perchè altrimenti nessuno ci crederebbe...
tutti i giorni dalle 8:00 alle 20:00 compreso il sabato mattina...(pausa di una o due ore)
si vive nella speranza di non dover seguire tutte le materie...
e poi si lamentano che gli Italiani si laureano in ritardo o non si laureano affatto...
e qualcuno ci chiama pure bamboccioni...
p.s. se il blog nn viene aggiornato di frequente potete immaginare il perchè...
lo pubblico perchè altrimenti nessuno ci crederebbe...
tutti i giorni dalle 8:00 alle 20:00 compreso il sabato mattina...(pausa di una o due ore)
si vive nella speranza di non dover seguire tutte le materie...
e poi si lamentano che gli Italiani si laureano in ritardo o non si laureano affatto...
e qualcuno ci chiama pure bamboccioni...
p.s. se il blog nn viene aggiornato di frequente potete immaginare il perchè...
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lunedì 18 febbraio 2008
Pensiero del giorno... Scienza delle costruzioni
ok... lo so, la rubrica si chiama il "pensiero del giorno", ma le mie latitanze potrebbero trasformarla in "pensiero della settimana" (o del mese)... dovete avere un pò di pazienza: sto tentando di diventare ing-architetto e per questo devo passare sopra il cadavere del prof di scienza delle costruzioni... un anno di lezioni (6 ore a settimana), 120 pagine A4 fronte retro di appunti scritti (o trascritti) + 120 pagine A3 prestate dalla cara colleguccia, 1 libro di teoria, 2 libri di esercizi (scaricati in .pdf), 7 fascicoli di dispense... un centinaio di esercizi svolti, decine di compiti d'esame visti e rivisti, ore perse con colleghi a studiare, nottate insonni a pensare a chissà quale possibile soluzione...
la resa dei con è vicina... caro prof, attento alla trave compressa
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mercoledì 6 febbraio 2008
Pensiero del giorno... Professori
Ho assistito ad una revisione del mio ex professore di storia dell'Architettura II... ho notato che è peggiorato e non di poco. Gli alunni uscivano in lacrime dall'aula... vi riporto qualche estratto:Dialogo
Prof: lei oggi lo realizzerebbe un tetto giardino alla Le Corbusier?
Alunno: mmm... no...
Prof: e perchè mai, no?!
Alunno: perchè sono convinto che non servirebbe a niente e non ci andrebbe nessuno
Prof: se non c'è niente da fare ovvio che non ci va nessuno... vorrei vedere se ci fossero delle belle fiche... io la lascerei quì e scapperei sul tetto giardino... e vaffanculo, le direi...
Monologo
Prof: l'altro giorno negli uffici dell'università ho sentito una segretaria che diceva per telefono : "Lei ha un contratto CO.CO.CO. con l'università, quindi appena scade lei non vale un cazzo per noi..." Quindi, caro studente, sa cosa dovrei dirle adesso?! questo: sono finite le mie ore di lezione e quindi lei per me non vale un cazzo...
Io adoro questo prof... e devo pure ammettere che tutto ciò che so sull'architettura è grazie a lui... sarà per questo motivo che il blog è nato con l'intento di coniugare Architettura e Pornografia?! fortunatamente si è presa un'altra strada...
Alunno: mmm... no...
Prof: e perchè mai, no?!
Alunno: perchè sono convinto che non servirebbe a niente e non ci andrebbe nessuno
Prof: se non c'è niente da fare ovvio che non ci va nessuno... vorrei vedere se ci fossero delle belle fiche... io la lascerei quì e scapperei sul tetto giardino... e vaffanculo, le direi...
Monologo
Prof: l'altro giorno negli uffici dell'università ho sentito una segretaria che diceva per telefono : "Lei ha un contratto CO.CO.CO. con l'università, quindi appena scade lei non vale un cazzo per noi..." Quindi, caro studente, sa cosa dovrei dirle adesso?! questo: sono finite le mie ore di lezione e quindi lei per me non vale un cazzo...
Io adoro questo prof... e devo pure ammettere che tutto ciò che so sull'architettura è grazie a lui... sarà per questo motivo che il blog è nato con l'intento di coniugare Architettura e Pornografia?! fortunatamente si è presa un'altra strada...
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venerdì 11 gennaio 2008
Presentazione
L'architettura, l'amore per l'architettura, l'università, le nostre città, le nostre idee, la voglia di collaborare e mettersi in gioco per creare qualcosa di nuovo...
Ecco perché un gruppo di studenti universitari decide di mettersi assieme e realizzare un blog, un blog che parli d'architettura, ma non solo.
Per noi è un modo per far conoscere a tutti, ciò che produciamo nell'ambito universitario; per voi sarà un'opportunità per approfondimenti, spunti e commenti.
Siamo cinque, Siciliani, classe 1985-86, iscritti al quarto anno di Ingegneria Edile - Architettura
Benvenuti su Petra Dura
p.s. le collaborazioni sono, e sempre saranno, gradite!
Ecco perché un gruppo di studenti universitari decide di mettersi assieme e realizzare un blog, un blog che parli d'architettura, ma non solo.
Per noi è un modo per far conoscere a tutti, ciò che produciamo nell'ambito universitario; per voi sarà un'opportunità per approfondimenti, spunti e commenti.
Siamo cinque, Siciliani, classe 1985-86, iscritti al quarto anno di Ingegneria Edile - Architettura
Benvenuti su Petra Dura
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