Ad Menu
Visualizzazione post con etichetta ITALIA - Campania. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta ITALIA - Campania. Mostra tutti i post

Pensiero del giorno... Una donna alla conquista dell'Italia

Chi si occupa di architettura in Italia si lamenta sostanzialmente di tre cose:
1 - Poco spazio ai giovani e agli anziani
2 - Poco spazio alle donne
3 - Poca sensibilità verso l'architettura Contemporanea

La prima lamentela la prendiamo come verità assoluta in un mondo, il mondo del lavoro, che chiede ESPERIENZA, ma non troppa. Le altre due meriterebbero di essere maggiormente indagate, quantomeno tentando di mettere sui piatti della bilancia ciò che conferma e ciò che smentisce queste tesi. Nonostante siano pensieri assolutamente insoliti per la mia mente, la prima pietra che vado a posare narra di un Italia amante delle donne e attenta all'architettura contemporanea, estremamente contemporanea. Questa pietra, la conoscete benissimo, si chiama Zaha Hadid. Al momento, le opere che porta avanti nel nostro paese sono ben cinque e questo dato da solo mi appare illuminante sullo stato dell'arte. Di seguito sono riportate le città, i nomi e l'anno dei progetti. L'anno di consegna dei lavori?! beh... quella è una faccenda tutta italiana.


Roma, Museo MAXXI 1998



Salerno, STAZIONE MARITTIMA 2000



Napoli, STAZIONE AFRAGOLA 2003



Cagliari, Museo mediterraneo dell’arte nuragica e contemporanea 2006



Reggio Calabria, REGIUM WATERFRONT 2007


Approfondimenti su Archiportale

Pensiero del giorno… l’Ultima Architettura

Da un po’ di giorni ho tirato fuori una vecchia serie televisiva che non vedevo da anni: Six Feet Under, un telefilm che narra le vicende di una famiglia di becchini americani.
Tra un paio di giorni mia zia verrà tirata fuori dalla loculo in cui riposa per essere piazzata altrove: aveva 52 anni quando è morta.
Non vi aspettate discorsi sul senso della vita, sull’aldilà, sul come, sul dove e soprattutto sul Chi. Mi sforzerò ancora una volta di parlarvi di architettura, l’ultima architettura per un uomo. Mi piacerebbe credere che le persone non debbano accendere dei mutui per comprare le nicchie in cui finiranno; mi piacerebbe credere che non esista un mercato immobiliare anche per questo; mi piacerebbe credere che non esistano sfratti per i morti; vorrei illudermi che la morte sia un “livella” proprio come raccontava Totò, ma vivo in un piccolo paese siciliano in cui a passeggiar tra le tombe ci si sente tra “cattedrali”. Ogni cappella spicca in altezza, in decorazioni, in sfarzo: la mania di avvicinarsi a dio usa sempre e soltanto il solito linguaggio seppure declinato in mille stili diversi: gotico, classico dorico, rinascimentale, imperiale anni ’40, brutalista in cemento armato. Sono belle, lussuose, accattivanti. Ti dicono: “vieni pure! Entra! rimani qui”… Il cumulo di pietre di cui parla Adolf Loos, viene sempre trasformato in qualcosa di più bello perché si ha paura che possa mai essere riconosciuto come tale.


"Se in un bosco troviamo un tumulo, lungo sei piedi e largo tre, disposto con la pala a forma di piramide, ci facciamo seri e qualcosa dice dentro di noi: qui è sepolto qualcuno. Questa è architettura."

È una finzione che dovrebbe aiutare a dimenticare o ad elaborare un lutto, o forse per fare gongolare un morto lassù. Eppure, per quanto lavoro vi si possa fare, per quanto materiale si possa usare o per quanti fiori vi si possano mettere la sensazione che quelli siano i luoghi più brutti della terra non tarda ad arrivare. Chi si trova a progettare in tali luoghi non può fare a meno di confrontarsi con le più grandi paure dell’uomo e soprattutto con i suoi più grandi vizi.
Per un certo periodo avevo guardato con ammirazione al Cimitero di Igualada di Enric Miralles: semplice, lineare, evocativo e mi ero pure illuso che quello fosse il giusto posto in cui andare a finire. Poi noto che la salma dell’architetto è stata posizionata in una cappella distaccata da quelli che sono i loculi tutti uguali e sovrapposti che costituiscono la maggior parte del cimitero. Comincio a credere che le categorie mentali di noi architetti non siano assolutamente adatte ad affrontare un tema come quello della morte. L’uomo non vuole finire in una cassa di legno grezzo e in un buco minimal, c’è poco da fare: vuole il meglio. Non siamo nati per morire, ecco tutto, e questo dovremmo ricordarlo. A pensarci bene, le “cattedrali” del mio paese non sono così male: rappresentano solo un legittimo desiderio di eternità…





Foto di...

Pensiero del giorno... Le metropolitane

Sfoglio le ultime due riviste che sono appena arrivate a case: Vanity Fair e Traveller (e chi-se-ne-frega se gli faccio un po' di pubblicità). Dovrebbero essere rispettivamente un settimanale d'attualità e un mensile di viaggi. Macchè?! Ho sempre più l'impressione che siano dei romanzi di fantascienza.
Sul primo ho letto un entusiasmante articolo su Singapore, la città-nazione del nuovo millennio, il luogo dove tutto funziona. Dogana e bagagli all'aeroporto in meno di 15 minuti, strade libere da traffico, metropolitane funzionanti, pulite, sicure e puntuali. wow!!! chissà qual'è il loro segreto, mi sono detto. beh... prevenzione, prevenzione e prevenzione. Piccolo esempio: 20 anni fa dei teppisti hanno messo delle gomme da masticare nelle porte delle metropolitane, bloccandole. Bene, da 20 anni a Singapore è vietata la vendita di chewin gum... che tristezza.
Passiamo all'altro giornale: articolo sulle metropolitane di Napoli. Non tutti lo sanno, ma da un po' di tempo a questa parte il sottuosuolo della capitale partenopea è parecchio movimentato per i progetti relativi ai luoghi della mobilità e dei trasporti pubblici. Concorsi, firme importanti e tanti tanti soldini. Così ogni fermata della metrò è diventata motivo per realizzare nuove architetture e promuovere eventi... ma vuoi vedere che le tonnellate di spazzatura che abbiamo visto in questi giorni nei tg non sono altro che le installazioni artistiche di qualche strambo designer? o forse tutti i napoletani sono degli artisti che cospirano alle nostre spalle? mah... preferisco vedere così il mondo...

Foto Singapore
Foto Napoli