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Pensiero del giorno... Giudizio universale

Da un paio di anni a questa parte, causa impegni universitari, avevo dimenticato come funzionasse quello splendido soprammobile che sin da tenera età mi aveva cresciuto amorevolmente: la televisione. Come una madre affezionata, mi aveva insegnato tutti quei sani principi e quegli atteggiamenti che un uomo moderno avrebbe dovuto seguire per diventare lo stereotipato felice uomo medio traboccante di stereotipi e luoghi comuni. Fortunatamente poi si cresce e si cominciano a capire determinate cose: non siamo tutti principi azzurri e principesse addormentate; Hansel e Gretel se si volevano così bene non potevano essere fratelli; la storia della principessa sul pisello è un po’ porno ecc. ecc.

La Tv, nel frattempo che io sputavo sangue sui libri, ha avuto modo di cambiare: la botta dei reality è stata più forte di quanto chiunque potesse immaginare. Se ci fate caso, oggi ogni programma è così composto: conduttore, partecipanti, giuria di qualità (ovvero quattro sputasentenze senza ne arte ne parte), il pubblico da casa (il contentino per non farci sentire un branco di pecore passive si chiama televoto), e il pubblico in studio (come si suol dire, l’ultima ruota del carro); il premio finale. Quello che mi impressiona di più è vedere come ci sia sempre qualcosa da nominare, votare, televotare, giudicare… sempre e comunque, e nel caso in cui non esista, semplicemente si inventa o si crea. Mi chiedo: che nella bibbia intendessero questo per giudizio universale?! Chissà!

Non sono così sciocco da ritenermi immune dalla sindrome del televoto, anzi, giudico fin troppo. Se la tv è riuscita ad influenzare me, anche a distanza, figuriamoci cosa è riuscita a combinare su chi la segue con affetto e instancabile interesse da anni. Mi rendo conto di stare trattando una argomento ormai eviscerato in tutte le sue parti da persone più competenti di me, ovvero l’influenza dei media sulle nostre vite, ma mi trovavo a riflettere su una domanda sostanziale: io-futuro-architetto dovrei cominciare a preoccuparmi delle interferenze tra l’architettura televisiva e architettura del reale? E in che misura?

Se risulta improbabile che qualche vecchio afficionados dei Puffi possa desiderare di vivere in un fungo, la stessa cosa non vale ,ad esempio, per la casa del Grande Fratello o le abitazioni dei vari reality di turno, dove la finzione stilistica viene riconosciuta per realtà emulabile: camere senza finestre illuminate a giorno; arredi di design sparsi un po ovunque, ambienti giganteschi.
Da poco mi è capitato di toccare con mano i risultati di tali trasposizioni condotte senza alcun metodo e senza alcuna attenzione ai principi fondamentali per il comfort ambientale. Risultato: ogni pezzetto di cemento armato è stato opportunamente ricoperto da legno di rovere (operazione che credevo fosse sanzionabile per legge); gli ambienti sovradimensionati ci sono ma per arredarli è stata adoperata qualsiasi cianfrusaglia reperibile in cantina e in deposito; luce naturale poca e niente; per riscaldarla appena un pochino occorrerebbe dargli fuoco.
Ho passato ore a chiedermi come sia potuto accadere tutto ciò, come nessuno di buon senso sia intervenuto, poi mio padre disse una cosa vera quanto terribile: “vuoi mettere la soddisfazione per una persona di poter dire che ha ideato casa propria?!”


Nell’era del Giudizio Universale, nell’era degli opinionisti di professione, non è difficile trovare chi voglia improvvisarsi designer d’interni o architetto del tutto, e aimè, mi duole costatare che mamma Tv rappresenti un infinito database di immagini pessime per chi “non-sa-cosa-mettere-in-quest’-angolo”.

2 commenti:

  1. non ho capito: hai visto una casa come quella del grande fratello nella vita reale?
    O.o

    ma il fatto che tutte le scelte del gf, siano legate alle attività della trasmissione, e non alla vita reale?
    luce artificiale permanente, per fare perdere ai concorrenti il senso del giorno e della notte, in modo da incrementare le ore di trasmissione attiva (se andassero tutti a dormire alla stessa ora, ci sarebbero momenti di vuoto completo)
    camere da letto minuscole, scomode, etc... (per spingerli a starci il meno possibile. salvo dormire lo stretto necessario e magari per il sesso, che tira su gli ascolti)
    spazi soggiorno enormi, anche perché in tv, una stanza normale potrebbe risultare piccola, ridotta, meglio abbondare per non avere effetto claustrofobia.
    ah, nella casa orginale del gf, il clima è "estivo" per garantire i concorrenti possano stare un po' discinti, e tirare su gli ascolti. questo è ottenuto anche grazie ai riflettori televisivi, che ovviamente consumano un po' tanto.


    poi chissà quante altre cose, ma sono tutte scelte "funzionali" alla casa del gf, che sarebbero scelte non funzionali, in una casa per la vita reale.

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  2. beh... diciamo che ho visto un aborto di casa del Grande Fratello. Come hai ben capito, ogni scelta funzionale per un reality show si trasforma in un abominio di architettura reale...

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