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Settimana Blog 23/01 - 29/01

Riassunto settimanale dei post più interessanti pubblicati nei blog d'Architettura e simili.
Si tratta di un modo per far ordine nelle nostre letture quotidiane, letture che altrimenti non lascerebbero traccia nello sconfinato mare del web.
Articoli, recensioni, novità e video consigliati da Petra Dura in modo del tutto asistematico, parziale e fazioso.
Buona lettura e non dimenticate di votare il vostro articolo preferito in fondo al post: avete tempo fino ad una settimana dalla pubblicazione.

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(A) Firenze pubblica il bando per il nuovo ponte sull'Arno a Figline
Su edilportale.com
Sembrerebbe un concorso interessante. Primo premio da 32.000 euro, mentre secondo e terzo si beccano 17.000 euro a testa. Scadenza a maggio. Vale la pena dare un'occhiata.

(B) OUTsideIN House / Fernanda Vuilleumier
su plataformaarquitectura.cl
Piccolo campionario di texture applicate ad un unica abitazione. Quando l'architettura è una questione di facciata.

(C) Un manifesto per l’architettura semplice
Su architettisenzatetto.net/wp2
Immaginate di prendere un manifesto che raccoglie 25 regole per scrivere bene e di adattarne i termini con quelli soliti alla professione dell'architetto. Ecco il curioso risultato. Se poi leggete il post tenendo a mente il testo "Architettura e narrativa" di Paul Ricoeur, sembra ancora più figo.

(D) ARCHIZINES
Su socks-studio.com
Il blog propone sempre un sacco di interessanti elenchi e progetti web. In questo caso mostra un sito-vetrina su diversi magazine di architettura alternativi.

(E) China y el encuentro cultural del siglo. (Des)Aciertos en Expo Shanghai 2010
Su plataformaarquitectura.cl
Breve reportage sull'evento dello scorso anno. Cosa si dice del padiglione italiano?

(F) Avviato il cantiere Marina d’Arechi – Port Village di Calatrava
Su edilportale.com.
Il solito Calatrava: gli chiedi un porto e se ne esce con un ponte...













(G) BIG wins the International Competition to design a new Waste-To-Energy Plant
Su plusmood.com
Il solito Bjarke Ingels: gli chiedi un inceneritore e ti ci piazza sopra una pista da sci. Da notare l'espulsione dei fumi in simpatiche ciambelline.
















(H) New World Centre by Frank Gehry
Su dezeen.com
Il solito Gehry: gli chiedi un auditorium e lui... per favore, non chiedetegli più nulla!




















(I) Alessi en Interdesign: Diseño de utensilios por grandes arquitectos
Su plataformaarquitectura.cl
Architetti in cucina e il loro prevedibilissimo design.

(L) Museo Nazionale dell’Ebraismo Italiano e della Shoah
Su europaconcorsi.com.
Succede a Ferrara.

(M) Intervista a Claudio Cristofani
Su alessandrorocca.blogspot.com
Succede a Milano. Orti urbani. Intervista.

(N) KALIMERA + URBAN CENTER METROPOLITANO LA METAMORFOS
Su abitare.it
Succede a Torino. I ragazzi si riprendono la strada.

(O) Calabar International Conference Center | Henning Larsen Architects
Su plusmood.com
Succede in Nigeria. Dovedove?!

Cabalar secondo H. L. Architects

Cabalar secondo Wikipedia


























 

Pensiero del giorno... un'altra che se ne va

Sono sempre i migliori ad andarsene...
Auguri!!!


Questo blog si sta trasformando in un covo di ingegneri...

1# IN ITALIA - Biblioteche ed Archivi

Questo post fa parte della raccolta IN ITALIA in cui si indaga la "Crisi Normale" del Belpaese.

Cominciamo dal futuro.
Umberto Eco nel 1959 termina lo scritto breve "Frammenti" contenuto nella raccolta "Diario Minimo" pubblicato per la prima volta nel 1963. Viene immaginata la fine della civiltà umana contemporanea in seguito a catastrofi nucleari e la nascita di una nuova popolazione stanziata presso il polo nord. Gli scenziati partono alla ricerca delle traccie del passato preatomico. Cosa troveranno in Italia?
Frammenti
IV Congresso Intergalattico di Studi Archeologici — Sirio, 4° Sezione del 121° Anno Matematico.
Relazione del Ch. Prof. Anouk Ooma del Centro Universitario Archeologico della Terra del Principe Giuseppe — Artide-Terra.

Chiarissimi colleghi,
non vi è ignoto che da gran tempo gli studiosi artici conducono appassionate ricerche per trarre alla luce le vestigia di quella antichissima civiltà che fiorì nelle zone temperate e tropicali del nostro pianeta prima che la catastrofe avvenuta nel cosiddetto anno 1980 dell'era antica, anno Uno dell'Esplosione, vi cancellasse ogni traccia di vita, in quelle zone che per millenni rimasero a tal punto contaminate dalla radioattività che solo da pochi decenni le nostre spedizioni possono avventurarvisi senza soverchio pericolo per cercare di rivelare alla Galassia intera il grado di civiltà raggiunto dai nostri antenati. Rimarrà sempre un mistero come degli esseri umani potessero abitare plaghe così insopportabilmente torride e come quelle genti si siano potute adattare al pazzesco sistema di vita imposto dal vertignoso alternarsi di brevissimi periodi di luce a brevissimi periodi di oscurità; eppure sappiamo che gli antichi terrestri, in questo abbacinante carosello d'ombre e di luci, seppero trovare ritmi di vita ed edificare una civiltà ricca e articolata. Quando, circa 70 anni fa (era l'anno 1745 dell'Esplosione), dalla base avanzata di Reykjavik – il leggendario Avamposto Sud della civiltà terrestre – la spedizione del Prof. Amaa A. Kroak si spinse sino alla landa detta di France, il mai dimenticato studioso stabilì inequivocabilmente come l'azione combinata della radioattività e del tempo avesse distrutto ogni traccia fossile. Già si disperava dunque di conoscere qualcosa circa i nostri lontani progenitori quando nel 1710 d. E. la spedizione del Prof. Ulak Amjacoa, avvalendosi dei ricchissimi mezzi messi a disposizione dalla Alpha Centauri Foundation, facendo dei sondaggi nelle acque radioattive del lago di Lochness, reperiva quella che viene oggi comunemente indicata come la prima "criptobiblioteca" degli antichi terrestri. Murata in un enorme blocco di cemento stava una cassa di zinco recante incisa la scritta: "Bertrandus Russel submersit anno hominis McMLI". La cassa, come voi ben sapete, conteneva i volumi dell'Enciclopedia Britannica, e ci fornì finalmente quella enorme mole di notizie sulla cultura scomparsa, su cui basiamo oggi gran parte delle nostre conoscenze storiche. Ben presto altre criptobiblioteche venivano ritrovate in altri paesi (celebre quella trovata in Terra di Deutschland, in una cassa murata che recava l'iscrizione "Tenebra appropinquante"), in modo che ci si rese ben presto conto di come gli uomini di cultura fossero stati gli unici, tra gli antichi terrestri, ad intuire l'approssimarsi della tragedia, e gli unici a porvi rimedio nell'unico modo che fosse loro consentito, salvando cioè per i posteri (e quale atto di fede fu quello di prevedere, malgrado tutto, una posterità!) i tesori della loro cultura.

Grazie a queste pagine, che non possiamo sfogliare senza un fremito di commozione, noi oggi, illustri colleghi, siamo in grado di sapere cosa quel mondo pensasse, cosa facesse, come sia giunto al dramma finale. Oh, ben so che la parola scritta è sempre insufficiente testimone del mondo che la espresse, ma come rimaniamo sconcertati quando ci manca anche questo preziosissimo aiuto! Tipico è il caso del "problema italiano", di questo enigma che ha appassionato archeologi e storici, nessuno dei quali ha saputo sinora rispondere alla ben nota domanda: come avvenne che in questo paese, che pure sappiamo di antica civiltà – come ci è testimoniato dai libri ritrovati in altre terre – come avvenne, dicevo, che non fu possibile reperire alcuna criptobiblioteca? Voi sapete che le ipotesi in proposito sono tanto numerose quanto insoddisfacenti, e ve le ricordo a puro titolo di preterizione:

1. Ipotesi Aakon-Sturg (così dottamente illustrata nel libro La Esplosione nel bacino mediterraneo, Baffing, 1750 d. E.): per un concorso di fenomeni termonucleari la criptobiblioteca italiana è stata distrutta; ipotesi sostenuta da solidi argomenti, perché sappiamo che la penisola italica fu la più battuta dalle esplosioni in quanto dalle coste adriatiche partirono i primi missili a testata atomica dando appunto inizio al conflitto totale.

2. Ipotesi Ugum-Noa Noa, esposta nel notissimo Esistette l'Italia? (Barents City, 1712 d. E.) dove, sulla base di attente consultazioni dei verbali delle conferenze politiche ad alto livello intercorse prima del conflitto totale, si perviene alla conclusione che l'Italia non sia affatto esistita; ipotesi che risolve il problema della criptobiblioteca, ma urta contro una serie di testimonianze che le opere in lingua inglese e tedesca ci danno sulla cultura di quel popolo (mentre quelle in lingua francese, come è noto, paiono ignorare l'argomento, suffragando parzialmente la tesi Ugum-Noa Noa).

3. Ipotesi del Prof. Ixptt Adonis (cfr. Italia, Altair, 22' sezione del 120° Anno Matematico), la più brillante senz'altro, ma la più debole, secondo la quale al tempo dell'esplosione la Biblioteca Nazionale Italiana era, per circostanze imprecisate, in uno stato di estrema decadenza, e gli scienziati italiani, ancorché intesi a fondare biblioteche pel futuro, erano seriamente preoccupati per quelle del presente e dovevano ingegnarsi ad impedir lo sfacelo dello stesso edificio contenente i volumi. Ora l'ipotesi rivela l'ingenuità di un osservatore non terrestre, disposto ad avvolgere di un alone di leggenda quanto concerne il nostro pianeta ed uso pensare i terrestri come un popolo che vive beatamente mangiando pasticcio di foca e suonando arpe di corna di renna: lo stato di avanzata civiltà cui erano pervenuti gli antichi terrestri prima dell'Esplosione, fa sì invece che sia impensabile una tale incuria, quando il panorama offertoci dagli altri paesi cisequatoriali rivela l'esistenza di avanzate tecniche di conservazione dei libri.

Col che si è al punto di partenza, e il più fitto mistero ha sempre avvolto la cultura italiana precedente l'esplosione, anche se per quella dei secoli anteriori esistono sufficienti documentazioni nelle criptobiblioteche di altri paesi. (...)

Umberto Eco, Diario minimo, pubblicato da Arnoldo Mondadori Editore, Milano 1963 (1).

L'ironia di Eco è destinata a lasciare l'amaro in bocca. Il presente dello scrittore (1959) coincide con il nostro. Questa condizione mi si è materializzata sotto gli occhi negli ultimi mesi di studio, diviso tra biblioteche ed archivi.

Biblioteca del dipartimento di Architettura ed Urbanistica (DAU) dell'Università di Catania.

La biblioteca funziona fin troppo bene. E' per questo motivo che ci turbano le notizie su un'eventuale futura chiusura per mancanza di fondi. Parliamo di una struttura che va avanti quasi gratuitamente. Prima della pausa natalizia l'organico ufficiale era costituito da una persona con contratto a tempo indeterminato, una con contratto in scadenza ed una ex bibliotecaria che, pur essendo andata in pensione, presta il suo servizio senza percepire un soldo. Eroi moderni in altre parole.

Archivio di Stato di Catania

L'edifico dell'archivio di stato prospetta sulla via Vittorio Emanuele di Catania. Da anni in facciata sono stati giustapposti dei ponteggi. Ho sempre creduto che servissero per dei lavori di restauro, invece no. Servono solo per evitare che altri pezzi di cornicione o balcone possano precipitare su ignari passanti. Restauri non ce ne sono e neanche sono previsti.
Il portone è perennemente chiuso, si citofona, in qualche modo si entra. Se siete fortunati troverete qualcuno che può indicarvi la strada per l'ufficio desiderato, altrimenti vi toccherà girare un po'. Il cortile centrale ha tutte le tonalità della muffa e del muschio.
Attualmente la struttura non possiede tutta la collezione che dichiara in inventario principalmente per due motivi. Il primo riguarda il materiale che per problemi di spazio è stato affidato ad una ditta privata (2) che lo custodisce presso capannoni a fronte del pagamento di un canone annuo di circa 100.000 euro.
Secondo motivo: "Scusi signorina, ma il fondo che ha richiesto si trova in uno scaffale in alto e non abbiamo la scala per prenderlo". Sì, capita di sentire anche questo. In compenso si sono dotati di uno scanner fotografico che dieci anni fa costò oltre venti milioni delle vecchie lire. Acquistato per l'archiviazione digitale è stato utilizzato esclusivamente per fare fotocopie.
Cosa ci si aspetta per il futuro? Il materiale da archiviare cresce di anno in anno e già manca lo spazio; nessun restauro o nuova costruzione; nessun progetto di archiviazione digitale.

Questa è una "crisi normale", una patologica situazione strutturale che dura da troppo tempo e tenta di confondersi con la normalità.
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Note:
(1) Potete leggere il Diario minimo di Umberto Eco al seguente indirizzo: http://www.scribd.com/doc/10489193/Umberto-Eco-Diario-Minimo
(2) Gestione Archivi srl, Amministratore unico Francesco Virlinzi.

0# IN ITALIA

Dicono che in Italia ci sia crisi. Crisi del lavoro, crisi dei valori, crisi della cultura e quindi, crisi dell'architettura. Odio questa parola. Il dizionario Devoto-Oli la definisce come "perturbazione" o "improvvisa modificazione" nella vita di un individuo o di una collettività con effetti più o meno gravi e duraturi. Bisognerebbe chiedersi quale sia la condizione di stabilità subalterna alla crisi, almeno nel caso italiano. Semplicemente, non esiste. C'è sempre crisi; c'è crisi da sempre. Improvvisamente, un concetto nato per descrivere un fenomeno "antagonista" diventa la normalità.

La retorica della crisi serve solo a fini propagandistici. Serve a vendere le proprie idee, serve ad argomentare i propri ragionamenti. In realtà è proprio la frequenza con cui si utilizza questo termine a determinarne la perdita d'importanza. Serve una nuova definizione (1).

Tenteremo di descrivere la "Crisi Normale" che da sempre investe l'Italia, la cultura italiana, l'architettura italiana, attraverso riflessioni discrete che meglio possano raccontare il Belpaese.
Questa raccolta di post avrà il nome di "IN ITALIA", titolo preso in prestito dalla martellante canzone di Fabri Fibra e Gianna Nannini.
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Note:
(1) - Maurizio Spina, professore del corso di Urbanistica presso l'Università degli Studi di Catania, durante le lezioni poneva un'interessante domanda: provate a dare una definizione di territorio naturale e di territorio antropico. In questi casi gli studenti si lanciano con una certa facilità nell'impresa. Dalle voci dell'aula si capiva che il territorio naturale doveva essere: integro in tutte le sue parti, non modificato dalla mano dell'uomo né direttamente né indirettamente (modifiche del clima, inquinamento ecc.). Bene. Questa definizione genera un paradosso, ovvero ci conduce alla conclusione che non esiste alcun territorio naturale in tutto il nostro pianeta. Allora a cosa serve una definizione così fatta?
Se applichiamo gli stessi ragionamenti alla ricerca del significato della parola "crisi", ci accorgiamo di quale enorme errore stiamo commettendo nella descrizione della realtà. Chiamiamo crisi ciò che oggi è prevedibile, ciclico, scontato, normale. Così inverno ed estate diventano crisi (o situazioni critiche) rispetto alle mezze stagioni inesistenti; così l'Italia passa sempre più frequentemente dalle mani del Governo a quelle della Protezione Civile e della sua unità di crisi; così Napoli si trova a gestire la crisi della spazzatura come se non esistesse alcuna previsione sulla produzione giornaliera e la relativa capacità delle discariche.

Settimana Blog 16/01 - 22/01

Riassunto settimanale dei post più interessanti pubblicati nei blog d'Architettura e simili.
Si tratta di un modo per far ordine nelle nostre letture quotidiane, letture che altrimenti non lascerebbero traccia nello sconfinato mare del web.
Articoli, recensioni, novità e video consigliati da Petra Dura in modo del tutto asistematico, parziale e fazioso.
Buona lettura e non dimenticate di votare il vostro articolo preferito in fondo al post: avete tempo fino ad una settimana dalla pubblicazione.

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A) A febbraio riapre il negozio Olivetti a Venezia : il capolavoro architettonico di Carlo Scarpa.
Su architetturacatania.blogspot.com
Davvero una buona notizia. Il FAI ne farà la propria sede veneziana.

B) Milano - Ancora la palificazione alla cazzo.
Su skyminoshouse.blogspot.com
La Milano che cambia, in odore di Expo. Puntualmente raccontata da Skymino.

C) The Ark, l'Arca della salvezza?
Su futurix.it
Della serie: aspettando il 2012... gli architetti optano per l'autoestinzione.

D) 0013 [A-B USO] La città latente di Federico Zanfi
Su wilfingarchitettura.blogspot.com
Salvatore D'Agostino intervista Federico Zanfi, autore di "Città Latenti". Si tratta di una rilettura dei dogmi dell'urbanistica tradizionale relativamente alle città "spontanee".

E) La città: la più grande invenzione dell’uomo
Su parliamodicitta.org
Un accorato elogio all'invenzione della città. Ironico al punto giusto. Da leggere.

F) The Shard
Su casabellaweb.eu
A che punto sono i lavori del grattacielo londinese di Renzo Piano? 3 video inclusi.

G) 2010: fifteen other picks
Su socks-studio.com
Un inquietante caleidoscopio di immagini e suoni declinati in 15 video. David Lynch ne farebbe un film.

H) NIBA | Network Italiano dei Blog di Architettura
Si tratta di un gruppo nato e cresciuto su facebook.com questa settimana.
Ne avevamo proprio bisogno. Punto di domanda.
Blogger, critici, muratori, saltimbanchi e per finire, portatori sani di verità assolute. Ecco cosa succede quando fai sedere ad un tavolo un numero di architetti superiore ad uno. Da non perdere.

I) Ampliación de una casa en Suurupi / Arhitektid Muru e Pere
Su plataformaarquitectura.cl
Il solito volumetto che si veste di nuovo. Voglio rivedere questa casa tra due anni...

L) I problemi di risonanza del Millennium Bridge di Londra
Su ingegneriaedintorni.com
E' la dimostrazione che anche un articolo con taglio tecnico, se ben scritto, può rivelarsi una piacevole lettura. Con video ed immagini esplicative.

M) Completed: Herzog & de Meuron in Allschwil
Su architizer.com
Il duo svizzero colpisce ancora. Questa volta la partita si gioca in casa, proprio a Basilea, città natale dei due architetti. Reportage fotografico.

N) Pasta al forno e pelushi
Su architettisenzatetto.net/wp2
Splendida intervista a Monica Maggi, giovane designer e architetto "top secret". Introduzione mozzafiato e gran finale con photostory.

O) The Noun Project
Su socks-studio.com
Il post segnala un gran bel progetto a metà tra design e comunicazione. Ottima risorsa per chi lavora con la grafica.

P) NEL VENTRE DEL GRANCHIO … ancora per poco …
Su archiwatch.wordpress.com
Per un "colosseo" che viene restaurato (questa sarebbe la notizia della settimana secondo alcuni), ce n'è un altro che viene abbattuto...


 

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Architetti e Facebook - Classifica 2011

"Se non sei su Facebook, praticamente non esisti"
Non sono in pochi a pensarla così. Anche gli architetti hanno da tempo recepito il messaggio e approdano, più o meno ufficialmente, sul social network che tutto muove, consapevoli che il suo creatore è stato eletto dal Time "uomo dell'anno".

Nascono così pagine su pagine che celebrano architetti, studi, opere.
Con questa classifica tentiamo di mettere un po' di ordine, proseguendo quanto già fatto nel 2009.
Vogliamo rispondere alla domanda: quali sono le pagine degli architetti in vita con maggior numero di fan?

La classifica che segue non ha la presunzione di essere esaustiva, nè di essere stata condotta con rigore scientifico e con metodi statistici. Riportiamo semplicemente il numero di fan per pagina così come rintracciabile su Facebook, la posizione ottenuta in classifica e la variazione rispetto i risultati di due anni fa. La lettura e l'iterpretazione dei dati è affidata direttamente al lettore.

1 - Oscar Niemeyer con 138.407 fan (+5)
2 - Renzo Piano con 90.270 fan (-1)
3 - Santiago Calatrava con 80.575 fan (+1)
4 - Zaha Hadid con 77.001 fan (-2)
5 - Tadao Ando con 50.117 fan (-2)
6 - Peter Zumthor con 47.837 fan (+5)
7 - Jean Nouvel con 29.895 fan (+8)
8 - Herzog & de Meuron con 28.900 fan (+5)
9 - Richard Meier con 24.555 fan (+1)
10 - Rem Koolhaas + Oma con 23.451 fan (-3)
11 - Toyo Ito con 13.566 fan (+1)
12 - SANAA (K. Sejima & R. Nishizawa) con 13.275 fan (+4)
13 - Bjarke Ingels con 8.117 fan (nuovo)
14 - Norman Foster con 7.749 fan (-6)
15 - Daniel Libeskind con 7.531 fan (-1)
- Richard Rogers con 5.905 fan
- Steven Holl con 5.898 fan
- Peter Eisenman con 5.645 fan
- MVRDV con 4.319 fan (-10)
- Mario Botta con 4.052 fan
- Massimiliano Fuksas con 3.728 fan
- Shigeru Ban con 3.602 fan
- Cesar Pelli con 3.224 fan
- Jose Rafael Moneo con 2.989 fan
- David Chipperfield con 2.588 fan
- UN Studio con 2.508 fan
- Arata Isozaki con 1.589 fan
- Ieoh Ming Pei con 1.327 fan
- Miralles & Tagliabue EMBT con 846 fan
- Gae Aulenti con 191 fan
- Bernard Tschumi senza pagina
- Frank Gehry senza pagina (nel 2009 si trovava in quinta posizione)

Vedi anche la CLASSIFICA 2009


Le pagine dei tre grandi maestri dell'architettura moderna mantengono stabili le mutue posizioni, ma mentre Le Corbusier raddoppia i fan, Wright è in perdita.

1 - Le Corbusier con 80.038 fan (30.603 nel 2009)
2 - Ludwig Mies van der Rohe con 54.896 fan (31.199 nel 2009)
3 - Frank Lloyd Wright con 12.978 fan (18.076 nel 2009)

Manca qualche architetto? Sagnalalo tra i commenti, lo inseriremo al più presto!

Pensiero del giorno... 43 anni di ricostruzione

Gibellina (TP), Teatro di Pietro Consagra - Immagine del marzo 2008
Sono passati 43 anni. Non so neanche quanto siano 43 anni: io ne ho solo 25.
Sono passati 43 anni da quando un terremoto di magnitudo 6.4 devastò la valle del Belice nella notte tra il 14 e il 15 gennaio del 1968. 43 anni non sono bastati per terminare la ricostruzione. Servono ancora 300 milioni di euro per l’edilizia privata e 133 per le opere pubbliche.

I sindaci dei comuni colpiti hanno deciso che per quest'anno non ci saranno cerimonie ufficiali.
Quest'anno per il 43esimo anniversario della tragedia non è stata invitata nessuna autorità dello stato.
Mi pare più che giusto. Solidarietà e appoggio per la decisione. Questo è il nostro modo per ricordare.
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Per approfondimenti:
- Terremoto del Belice, il ricordo senza cerimonieagrigento.blogsicilia.it
- Terremoti: sindaci Belice, nessun invito ad autorità nazionali per anniversario sisma. Su libero-news.it
- Lumia (Pd): “Il Belice è abbandonato da 43 anni”. Su qds.it
- Terremoti: dopo 43 anni Belice dice no a cerimonie ufficiali. Su ansa.it

Speciale su Gibellina, comune colpito dal terremoto del '68:
1 – Storia e Ricostruzione
2 – Architetture Pubbliche
3 – Architetture Private
4 – Piazze e Spazi aperti
5 – Arte

Concorso "Colour My Life"

Di seguito pubblichiamo un estratto del concorso “Colour My Life” di Post-it segnalatoci da Alessandra Fremondi.

Amsterdam
Si può viaggiare anche in base al colore? Come il verde di Dublino o l’arancio di Amsterdam, perché non “assaporare” i colori che caratterizzano una determinata città, all’insegna di un vero e proprio viaggio “ a colori”?
Ecco da dove è nata l’idea del concorso “Colour My Life” di Post-it®, che permette di vincere, vivere e conoscere uno dei colori delle 4 destinazioni in palio, a scelta tra Dublino, Istanbul, Provenza e Amsterdam, tramite il sito www.postitidea.it .
Ormai elemento presente nella vita di tutti i giorni, in occasione dei suoi primi 30 anni, Post-it ha deciso di premiare le persone che in modo più creativo mostrano come Post-it colora la vita!
Partecipare è semplice, hai tempo fino al 30 aprile 2011! Scatta una foto o gira un video mostrando come i prodotti Post-it® fanno parte del tuo mondo; carica il contributo sul sito e condividilo con i tuoi amici, facendo in modo che più persone possibili vedano la tua foto/video. Uno dei 2 viaggi premio verrà estratto tra i 30 contributi con il maggior numero di visualizzazioni, il secondo verrà scelto da una giuria qualitativa come foto/video più bello, originale e realistico. I due vincitori del concorso potranno trascorrere un week-end per due persone in una delle destinazioni a scelta tra Amsterdam, Dublino, Provenza, Istanbul.
Dublino

Pensiero del giorno... Sex Toys

Non riuscivo a trovare un degno argomento per il primo post dell'anno su Petra Dura.
Quando mi è capitato sott'occhio (in maniera del tutto casuale) il sito http://www.madetopleasure.com/ non ho avuto dubbi. Parliamo di Design!


Che il design avesse fatto passi da gigante nell'ultimo decennio era fuori discussione, ma non credevo fossimo arrivati già a tanto. Un tool online (che funziona meglio di autocad e 3dstudio Max messi assieme) permette di creare uno sbrilluccicante solido di rotazione partendo da una curva con punti di controllo. In tempo reale è possibile vedere anche il 3d.


Con il comando "Compare Scale" si possono confrontare le misure dell'accessorio da noi disegnato con quelle dei più comuni oggetti, come una banana, una spazzola, uno spazzolino.
Prezzo a partire da 160 sterline, per il piacere dei vostri occhi (e non solo).

Tre anni insieme!

250 post pubblicati;
126.500 visite;
248.500 pagine visitate;
1:46 è il tempo medio sul sito.

Le parole più cercate sono: Petra Dura, casa Tugendhat, acciaio corten, XII settimana della cultura, Esherick house...

I post più letti sono:
Casa Tugendhat, Brno, 1929-30 di Mies van der Rohe
Fallingwater, Pennsylvania, 1939 di Frank Lloyd Wright
Padiglione Tedesco, Barcellona 1929 di Mies van der Rohe

Grazie a tutti per i tre anni insieme. Non temete, continueremo ancora per molto...