Capita, a volte, che passeggiando per le vie di un paese di provincia, tra costruzioni comuni e mediocri, ci si imbatta... in un castello. Un castello medievale, da lontano, ma a ben vedere qualcosa di ben diverso. Nel mosaico di pietre che riveste la facciata, figure zoomorfe campeggiano sotto le alte merlature. Ma l'opera non del tutto compiuta mal cela un oscuro segreto: che ci fanno sotto le pietre laterizi e cemento armato?
Si tratta forse di una provocatoria installazione di un artista? Del gesto sconsiderato di un folle? O di un clamoroso tentativo di falso storico?
Le reazioni di vicinato e passanti sono varie: c'è chi elogia la manualità dell'artefice e chi depreca lo scempio del decoro pubblico.
Se ciò fosse opera di un architetto probabilmente ogni critica avrebbe ragione di essere mossa.
Ma la realtà è un'altra: il "Castello di Torregrotta" (provincia di Messina) è frutto del lavoro di un solo instancabile uomo, non di rado avvistato nell'atto di escogitare metodi, tanto ingegnosi quanto bizzarri, per rivestire di pietra colonnine, gradini e balaustre.
Dopo queste premesse mi chiedo:
- Possono l'autocostruzione e la non-coscienza dei fatti dell'architettura essere una sufficiente attenuante per l'audace creatore?
- Al di là della decontestualizzazione dell'oggetto nel tempo e nello spazio, come condannare un uomo che fa ricorso alla sua abilità manuale e forse ai suoi sogni per realizzare la propria casa? Soprattutto se ciò che attorno è ritenuto "normale" non è affatto degno di elogi...
A voi il giudizio.
Petra Dura era un gruppo di studenti universitari in Ingegneria Edile - Architettura dell'Università di Catania che aveva pensato di aprire una finestra sul proprio mondo, sul mondo dell' Architettura e dintorni. Oggi si lavora.
Pensiero del giorno... Scarpe
Che Zaha Hadid stesse tentando di fare le scarpe a tutti gli architetti e designer oggi al mondo, non è una novità. Tuttavia, mai avremmo creduto di vedere materializzata questa sua ambizione! Ma vediamo cosa è riuscita a combinare la nostra beniamina...
Zaha Hadid per il marchio di calzature brasiliano "Melissa" ha realizzato delle scarpe in plastica eco-friendly. L'architetto ammette che si è trattato di un progetto tutt'altro che banale, dopotutto non è semplice avvolgere e rendere sensuali i piedi di una donna con della "misera" plastica (basti pensare alle inguardabili Crocks).
Date un'occhiata pure al video sulla realizzazione delle "sculture" delle scarpe.
Immagini
La signora Hadid ha pure firmato le calzature della Lacoste in serie limitata e limitatissima per uomo e per donna. Partendo dal celeberrimo logo del brand, l'architetto è approdato ad "un paesaggio, una struttura di onde e raggi che si unisce al corpo senza soluzione di continuità".
Da visitare assolutamente la pagina del sito Lacoste dedicato al lavoro dell'Hadid.
Zaha Hadid per il marchio di calzature brasiliano "Melissa" ha realizzato delle scarpe in plastica eco-friendly. L'architetto ammette che si è trattato di un progetto tutt'altro che banale, dopotutto non è semplice avvolgere e rendere sensuali i piedi di una donna con della "misera" plastica (basti pensare alle inguardabili Crocks).
Date un'occhiata pure al video sulla realizzazione delle "sculture" delle scarpe.
Immagini
La signora Hadid ha pure firmato le calzature della Lacoste in serie limitata e limitatissima per uomo e per donna. Partendo dal celeberrimo logo del brand, l'architetto è approdato ad "un paesaggio, una struttura di onde e raggi che si unisce al corpo senza soluzione di continuità".
Da visitare assolutamente la pagina del sito Lacoste dedicato al lavoro dell'Hadid.
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Pensiero del giorno... Semplicità

Per quanto storta, esasperata, antigravitazionale, improbabile e impensabile possa essere un edificio, l'uomo medio e peggio ancora l'architetto medio si accontentano di affermare:
1- Wow
2- se è stato realizzato evidentemente si poteva fare!
3- alla faccia della "verità del costruire": non ho la più pallida idea di come sia stato realizzato!
4- per farlo avranno utilizzato programmi complicatissimi e super computer!
5- chissà quanto sarà costato.
L'edificio del Centro educativo VITAMINA progettato da Rodrigo Rojas e Felipe Gutiérrez (2008-2009 Santiago, Cile) segue tutt'altra strada tanto da poter essere riassunto con una "misera" immagine *.gif.
Veloce, economico, modulare e trasportabile: l'asilo è servito.
Trovate un dettagliatissimo articolo su Plataforma Arquitectura.
1- Wow
2- se è stato realizzato evidentemente si poteva fare!
3- alla faccia della "verità del costruire": non ho la più pallida idea di come sia stato realizzato!
4- per farlo avranno utilizzato programmi complicatissimi e super computer!
5- chissà quanto sarà costato.
L'edificio del Centro educativo VITAMINA progettato da Rodrigo Rojas e Felipe Gutiérrez (2008-2009 Santiago, Cile) segue tutt'altra strada tanto da poter essere riassunto con una "misera" immagine *.gif.
Veloce, economico, modulare e trasportabile: l'asilo è servito.
Trovate un dettagliatissimo articolo su Plataforma Arquitectura.
Pensiero del giorno... WaterFront
Tempo d'estate... se ne vedono in giro di presunti WaterFront, anche se è sempre più raro riuscire a giungere fino al mare... Dopotutto basta solo scavalcare un binario, attraversare una tangenziale, perdersi in un porto...
"Io mi sento un po' come Quasimodo: lui intrappolato a Notre Dame, io intrappolato nel Porto di Genova"... Renzo Piano
Beato lui, fosse nato a Catania sarebbe rimasto intrappolato in città, rinchiuso dal porto...
immagine di Schillagi Carmelo Cesare
"Io mi sento un po' come Quasimodo: lui intrappolato a Notre Dame, io intrappolato nel Porto di Genova"... Renzo Piano
Beato lui, fosse nato a Catania sarebbe rimasto intrappolato in città, rinchiuso dal porto...
immagine di Schillagi Carmelo Cesare
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Pensiero del giorno... Ri-flessioni
"Le vere riflessioni sono le sole a non essere in grado di comprendere se stesse."
Theodor W. Adorno
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