Video realizzato per il corso di Architettura e Composizione III del quinto anno di Ingegneria Edile-Architettura dell'Università di Catania A.A. 2008-09
Docente: Arch. Riccardo dell'Osso
Tutor: Ing. Sebastiano D'urso
Il video è stato realizzato come esito finale nella riprogettazione della stazione centrale di Brindisi, con il pretesto di un eventuale EXPO dal nome "Cultural Infection", avente come tema principale le malattie sessualmente trasmissibili. A margine, la progettazione ha interessato pure ambiti residenziali sempre interni al comune salentino, nonché piazza Cairoli e Piazza del Salento.
Per realizzare il video abbiamo faticato un bel pò con i vari Autocad, Rinho, 3Dstudio, Piranesi, Photoshop ecc. ecc. creando tanto di quell'inquinamento informatico sui nostri pc che stento a credere che siano riusciti a sopravvivere in 5 su 6. I virus sono stati equamente ripartiti su tutti i computer pilotati da spaziose (e sempre piene) penna da 8 gb. Magari con il termine Cultural Infection intendevamo proprio questo...
Maria Luisa si è divertita ad impacchettare il tutto con chissà quale programma video e non meravigliatevi se il suo nome primeggia tra tutti in ordine prettamente anti-alfabetico :D
La colonna sonora è di Bjork - Bachelorette - meravigliosa come sempre.
Petra Dura è un gruppo di studenti universitari in Ingegneria Edile - Architettura dell'Università di Catania che ha pensato di aprire una finestra sul proprio mondo, sul mondo dell' Architettura e dintorni
Pensiero del giorno... Terremoto
Solidarietà a tutto il popolo Abruzzese. Un forte ringraziamento a quanti, in queste ore, faticano ininterrottamente per aiutare le vittime del terremoto.
La redazione.
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Petra Dura
Santiago Calatrava - Parte Quarta: Opere
Appunti e Ricerche condotte nell’ambito del corso di Architettura e Composizione II
-Parte Prima: Biografia, Poetica, Magazzino Ernsting, Stazione ferroviaria Stadelhafen
- Parte Seconda: Opere - Stazione di Lucerna, Ponte Bach de Roda, Ponte Alamillo
- Parte Terza: Opere - BCE Place, Torre di Montjuic, Galleria Pfalzkeller
-> Parte Quarta: Opere - Stazione di Lione, Padiglione del Kuwait
Stazione dell’aeroporto di Lione, Satolas, Francia, 1989 – 1994.


Calatrava ottenne la commissione per la stazione dell’aeroporto di Lione attraverso un concorso ad inviti. Il bando richiedeva un edificio che permettesse ai passeggeri di muoversi senza problemi, creando nel contempo un ingresso alla regione suggestivo e simbolico. Una scelta progettale fu la disposizione estremamente differenziata di piccole isole, definendo l’identità e la posizione degli spazzi attraverso la configurazione delle aree, anziché orientare i viaggiatori con cartelli indicatori. Il progetto si compone di tre parti: una grande hall dove sono contenuti anche i servizi, le banchine e una galleria sospesa che collega la hall all’aeroporto. La hall è sostanzialmente formata da 4 archi in acciaio che si dipartono da un’unica spalla a V e si poggiano a terra allargandosi, 120 metri dopo, e realizzando un ambiente completamente libero, alto 30 metri e riccamente illuminato, dato che parte della copertura e le due superfici laterali sono vetrate. L’ingresso si ha dal punto in cui gli archi confluiscono, ad ovest, e dalla parte opposta si trova il blocco dei servizi, dove è collocata la biglietteria, negozi, ufficio del capostazione, polizia ecc… Questo blocco permette anche di scendere nel piano inferiore dove vi sono le 2 banchine con i 4 binari e la predisposizione di altri 2. Sopra ai due centrali è stato realizzato un passaggio pedonale al coperto, dove come pure nei binari, i vuoti delle costolature della struttura sono vetrati o tamponai con pannelli in calcestruzzo prefabbricato. Ad ovest, sotto l’ingresso, e alla quota dei binari troviamo il terminal degli autobus e dei taxi. La galleria è sopraelevata e lunga 180 metri e vi si acceda dalla zona dei servizi.


Padiglione del Kuwait, Siviglia, Spagna, 1991 – 1992.
Quando si realizza un padiglione dell’Expo si dovrebbe esprimere l’identità regionale, culturale e storica delle nazioni che lo commissionano. Calatrava pensò di creare una copertura pieghevole e di dare agli elementi mobili una forma che per analogia richiamasse i rami di una palma. Il progetto consiste in una piazza sopraelevata di 525 metri quadrati, definita da due pareti ricurve nei lati corti, e da un pavimento a botte rivestito da pannelli di vetro stratificato dove venne incollato un sottile strato di marmo traslucido. Attraverso due gradinate che si conformano alla curvatura del pavimento a botte, si arriva alla quota della piazza; invece attraverso altri gradini che si addossano alle pareti ricurve si arriva ad uno spazio espositivo chiuso. Il pavimento della piazza e tale che di notte i fasci di luce filtrano attraverso il pavimento creando un’illuminazione soffusa. In cima alle gradinate, nei due lati lunghi, si trovano due file di pilastri in calcestruzzo armato, nove da un lato e otto dall’altro; a questi vengono attaccati 17 costoloni a forma di scimitarra, lunghi 25 metri, e ciascuno e comandato separatamente da un sistema elettronico che gli permette di assumere 15 posizioni differenti, da quella verticale a quella chiusa, e quando si chiudono si intrecciano l’uno con l’altra come fossero le dita di una mano sino a realizzare una sorta di piazza coperta.


-Parte Prima: Biografia, Poetica, Magazzino Ernsting, Stazione ferroviaria Stadelhafen
- Parte Seconda: Opere - Stazione di Lucerna, Ponte Bach de Roda, Ponte Alamillo
- Parte Terza: Opere - BCE Place, Torre di Montjuic, Galleria Pfalzkeller
-> Parte Quarta: Opere - Stazione di Lione, Padiglione del Kuwait
Stazione dell’aeroporto di Lione, Satolas, Francia, 1989 – 1994.


Calatrava ottenne la commissione per la stazione dell’aeroporto di Lione attraverso un concorso ad inviti. Il bando richiedeva un edificio che permettesse ai passeggeri di muoversi senza problemi, creando nel contempo un ingresso alla regione suggestivo e simbolico. Una scelta progettale fu la disposizione estremamente differenziata di piccole isole, definendo l’identità e la posizione degli spazzi attraverso la configurazione delle aree, anziché orientare i viaggiatori con cartelli indicatori. Il progetto si compone di tre parti: una grande hall dove sono contenuti anche i servizi, le banchine e una galleria sospesa che collega la hall all’aeroporto. La hall è sostanzialmente formata da 4 archi in acciaio che si dipartono da un’unica spalla a V e si poggiano a terra allargandosi, 120 metri dopo, e realizzando un ambiente completamente libero, alto 30 metri e riccamente illuminato, dato che parte della copertura e le due superfici laterali sono vetrate. L’ingresso si ha dal punto in cui gli archi confluiscono, ad ovest, e dalla parte opposta si trova il blocco dei servizi, dove è collocata la biglietteria, negozi, ufficio del capostazione, polizia ecc… Questo blocco permette anche di scendere nel piano inferiore dove vi sono le 2 banchine con i 4 binari e la predisposizione di altri 2. Sopra ai due centrali è stato realizzato un passaggio pedonale al coperto, dove come pure nei binari, i vuoti delle costolature della struttura sono vetrati o tamponai con pannelli in calcestruzzo prefabbricato. Ad ovest, sotto l’ingresso, e alla quota dei binari troviamo il terminal degli autobus e dei taxi. La galleria è sopraelevata e lunga 180 metri e vi si acceda dalla zona dei servizi.


Padiglione del Kuwait, Siviglia, Spagna, 1991 – 1992.
Quando si realizza un padiglione dell’Expo si dovrebbe esprimere l’identità regionale, culturale e storica delle nazioni che lo commissionano. Calatrava pensò di creare una copertura pieghevole e di dare agli elementi mobili una forma che per analogia richiamasse i rami di una palma. Il progetto consiste in una piazza sopraelevata di 525 metri quadrati, definita da due pareti ricurve nei lati corti, e da un pavimento a botte rivestito da pannelli di vetro stratificato dove venne incollato un sottile strato di marmo traslucido. Attraverso due gradinate che si conformano alla curvatura del pavimento a botte, si arriva alla quota della piazza; invece attraverso altri gradini che si addossano alle pareti ricurve si arriva ad uno spazio espositivo chiuso. Il pavimento della piazza e tale che di notte i fasci di luce filtrano attraverso il pavimento creando un’illuminazione soffusa. In cima alle gradinate, nei due lati lunghi, si trovano due file di pilastri in calcestruzzo armato, nove da un lato e otto dall’altro; a questi vengono attaccati 17 costoloni a forma di scimitarra, lunghi 25 metri, e ciascuno e comandato separatamente da un sistema elettronico che gli permette di assumere 15 posizioni differenti, da quella verticale a quella chiusa, e quando si chiudono si intrecciano l’uno con l’altra come fossero le dita di una mano sino a realizzare una sorta di piazza coperta.


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