Appunti e Ricerche condotte nell’ambito del corso di Architettura e Composizione II
Monumento della piazza del municipio e monumento dei partigiani a Segrate (1965)Si tratta di una piazza dove si lega la monumentalità metafisica (De Chirico) con la rappresentazione attraverso la sovrapposizione di diversi pezzi di architettura uniti da un tema comune. L'elemento dominante sono le ombre, elemento di memoria, in quanto sono proprio queste, con il loro mutare a seconda delle diverse ore del giorno e stagioni dell'anno, che favoriscono la percezione del tempo che scorre.
Al centro della piazza, il monumento ai partigiani è formato da un podio e da una fontana sul lato opposto, elementi costituiti da forme pure (vedi disegni di progetto). Il podio è rivolto verso la piazza che si alza sul fondo con un’ampia gradinata. Dagli schizzi di progetto sembra che in fondo alla piazza dovessero essere collocati dei cilindri, ricordo del tempio greco, tuttavia non furono mai realizzati.
Progetto per il municipio Scandicci (1968)


Ancora il tema del ricordo, stavolta riferito alle cupole ,memoria della tradizione orientale e delle costruzioni industriali. In seconda istanza ricorre il tema del viaggio con l'utilizzo di certe costanti dell’ architettura toscana (l'uso della pietra).
Il municipio è costituito da nuclei ben definiti: uffici dell’amministrazione, segreteria e ufficio del sindaco e bar e ristorante (distribuiti in nuclei ben definiti) e sala consiliare, tutti uniti da un asse di simmetria, corridoi utilizzati anche come spazi per esposizioni temporanee.
Questo sistema è lecito definirlo "spiedino architettonico".
Unità d’abitazione del quartiere Gallaretese (1969-1970)
Il portico atto a sostenere il corpo in aria, diventa permeabile. In corrispondenza del taglio dell’edificio sorgono quattro colonne di enormi dimensioni, due visibili e due invisibili. Le colonne hanno un forte valore evocativo e simbolico e il loro alternarsi al vuoto crea una forte immagine plastica. Si tratta di un edificio a corte con negozi a piano terra, il cui facile accesso è permesso da questo porticato.
Cimitero di S
. Cataldo (1971-1978)
Realizza una casa dei morti. In tal senso viene informato dalla memoria di culture antiche che identificavano con la morte solo uno stato di passaggio tra due condizioni.
“La tipologia della tomba e delle costruzioni sepolcrali si confonde con la tipologia della casa, corridoi rettilinei, spazio centrale, terra e pietra.”Tutto si realizza su un asse di simmetria attraversato da elementi puri ognuno con un suo specifico significato. I percorsi rettilinei attorno le salme vengono inscritti in un triangolo al vertice del quale viene disposto un cono con la funzione di fossa comune mentre il cubo, sulla base del triangolo, funge da contenitore del sacrario dei morti in guerra.
La città analoga (1976)

Dispone alcuni luoghi della memoria accostati casualmente facendo riferimento alla sua patria (Lombardia alta). In quest’opera, che viene presentata alla Biennale di Venezia, non si tratta la salvaguardia o il restauro dell’esistente in quanto problema di tutela, ma piuttosto la comprensione del significato delle opere.
“E’ finita l’epoca dei modelli urbani…e delle tecniche urbane, della funzione spacciata per soluzione.”
Scuola media a Broni (1979)
Ancora una volta si ripresentano gli stessi elementi in maniera quasi ossessiva. L'orologio assume un valore simbolico, in quanto elemento che scandisce il tempo. La scuola si fonda su una struttura a corte e qui si introduce l’elemento a falde, come le case disegnate dai bambini.
Case unifamiliari a Goito (1979)

Riprende la tradizione nella realizzazione di case a schiera con corridoio. La casa con falde rappresenta la casa di un tempo, ma diventa anche un elemento autoreferenziale e caratterizzante delle sue opere.
Teatro del mondo a Venezia (1979)
Si tratta dell'opera più ricordata di Rossi, nonostante fosse stata realizzata come opera temporanea per la Biennale di Venezia 1980, che si presentò come consacrazione dell'architettura postmoderna. Viene da Lui chiamata
“singolare costruzione”.
L'architetto è mosso da tre necessità:
- Avere uno spazio utilizzabile preciso ma non precisato
- Collocarsi come volume secondo la forma dei monume
nti veneziani - Essere sull’acqua
Utilizza il sistema della zattera in legno, solidissimo e forte nel tempo (nonostante si tratti di un'opera effimera), e ferro, con l'intento di muoversi sull’acqua con lo stesso movimento e lo stesso cigolio di una barca.
Il tema del ricordo è associato ai ”
barconi che scendevano dal Ticino nella nebbia lombarda e si trasformavano in barche del carnevale”.
“le analogie del luogo nel progett are un edificio hanno per me un’importanza decisiva, se ben lette sono già il progetto” L'architettura effimera, soggetto dell'o pera, è rapportata a quello delle basiliche . La limitata capienza del teatro permett e la realizzazione di spettacoli diretti, con un forte rapporto con il pubblico. E’ un'opera legata al mare e al cielo, riprendendo i loro colori.
“Un luogo dove l’architettura si è conclusa e il mondo della fantasia ha inizio”.Edifici per abitazione nella Sudliche, Friedrichstadt a Berlino 
(1981)

Costruisce in aderenza alla strada perché
“l’errore di molta architettura moderna è di non aver costruito lungo gli assi stradali…la strada è l’elemento urbano per eccellenza…” Realizza una facciata continua introducendo dei tagli e delle vetrate che fanno percepire il verde dell’interno, in modo tale che la bellezza del cortile interno venga apprezzata anche dall’esterno. E' qui che si contempla davvero anche la funzione urbanistica dell'abitato.
Alcuni elementi, fortemente autoreferenziali, mostrano evidenti riferimenti all’architettura di Schinkel e a Adolf Loos.
Case unifamiliari a Monte Pocono in Pennsylvania (1988)
Realizza una tipica casa tradizionale di New York, cercando solo di dare
“una interpretazione ricercando una dimensione personale”. Per raggiungere questo scopo si progettano perfino dei falsi bow windows.
“Avrei potuto fare bene o male qualsiasi altro mestiere, questo mi ha permesso di considerare l’autonomia e la serietà dei singoli mestieri…”.Riferimenti bibliografici:Aldo Rossi - Gianni Braghieri
Aldo Rossi : tutte le opere - Alberto Ferlenga
Aldo Rossi : architetture 1981-1991 / MorrisAdumi